28/07/2026
Lunedì sera, intorno alle 22, la Centrale Operativa del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese riceve una chiamata da Balme, nelle Valli di Lanzo. Sul sentiero tra il Pian della M***a e il rifugio Gastaldi, a quota 2.100 metri, una coppia di escursionisti è bloccata: il loro cane, di grossa taglia, non riesce più a scendere per l'eccessiva stanchezza.
Salgono otto tecnici, tra cui un veterinario. Raggiunti gli escursionisti, il medico veterinario seda l'animale, circa cinquanta chilogrammi, che non è più in grado di camminare. Il cane viene immobilizzato su una barella e trasportato a spalla fino a valle. Il rientro, tutto a piedi, si chiude mezz'ora dopo la mezzanotte.
Nessun ferito, nessuna conseguenza. E ci teniamo a dirlo, perché lo si legge poco: chiedere aiuto è stato giusto. Con cinquanta chili immobili a duemila metri, di notte, non c'erano alternative sensate. Nessun processo a chi ha chiamato, e un ringraziamento a chi è salito.
Prendiamo questa storia come un promemoria utile per tutti, adesso che è piena stagione di sentieri.
Il primo riguarda la discesa, ed è la parte che quasi tutti sottovalutano. Capita spessissimo di arrivare in cima con un compagno di viaggio brillante e di vederlo crollare al ritorno, perché la discesa lavora in eccentrica su muscoli e articolazioni e perché è il momento in cui il calore accumulato presenta il conto.
Il secondo riguarda il caldo. I cani disperdono calore molto meno di noi, e una temperatura che per un umano è ancora piacevole per loro può già essere eccessiva. I tratti rocciosi e senza ombra andrebbero affrontati nelle prime ore del mattino, perché in tarda mattinata e nel primo pomeriggio le pietre sono roventi.
Il terzo è il più delicato: lui non si ferma quando dovrebbe, perché il legame con noi lo porta a spingersi oltre il proprio limite fisiologico. Non frena. Frena chi cammina davanti a lui.
Una cosa sola, a chi sta programmando l'uscita di agosto: fate il conto del ritorno, non solo dell'andata. Guardate l'orario, guardate il fondo, guardate l'età, guardate quanti chili avreste addosso se il vostro compagno di cammino si fermasse. Se la risposta è "non riuscirei a portarlo giù", quello non è il vostro sentiero. Non ancora.
Il pezzo completo è sul portale, con tutti gli approfondimenti sulla montagna e il dog trekking. 👇🗞