01/05/2026
🚫ll cucciolo morde – “Deve capire che non lo deve fare”
Un motivo tra tanti, che spinge le persone a rivolgersi ad un educatore.
Scena tipo.
La famiglia acquista un cucciolo in allevamento. Il cucciolo è cresciuto in box, Una volta uscito dall’allevamento, si fa un viaggio in auto di ore per arrivare alla sua nuova casa. Il piccolo ha i canonici 60 giorni e arriva pure con problemi gastrointestinali.
Tutto gli è sconosciuto, compresi i membri di quella che sarà la sua nuova famiglia.
Il cucciolo, in attesa della consegna della sua gabbia (già ordinata), viene sistemato in una stanza con un cancellino, in modo che non possa andare nelle altre parti della casa e quindi, da subito, si trova a dormire solo.
Visto che morde il suo materassino, il materassino viene momentaneamente tolto. Il cucciolo, per esplorare, prende in bocca cose che gli vengono istantaneamente tolte, aprendogli la bocca. Si decide di non lasciare troppe cose a disposizione del cucciolo, proprio per evitare che metta in bocca e morda.
Non accede al giardino da libero, perché ritenuto pericoloso; quindi viene sempre condotto con guinzaglio corto.
Non sapendo su quale collare orientarsi, gli umani gli infilano un collare a strozzo di tela, senza fermo, ma si accorgono subito che è pericoloso, perché il cucciolo, che ancora non sa andare a guinzaglio, una volta corre – tira e si fa male. Quindi al collare viene messo il blocco. Il guinzaglio viene sempre tenuto corto.
Il giretto fuori è un breve tragitto su asfalto in città e, visto che si tratta di un cucciolo tanto carino, come spessissimo accade, viene avvicinato e toccato da estranei, senza possibilità di sottrarsi all’interazione.
Tra le varie richieste che mi vengono fatte, c’è “far capire al cucciolo che non deve mordere”.
Approfittiamo di questo esempio, che è una situazione molto comune, per ragionare su alcune cose, che potrebbero essere utili per chi decidesse di adottare un cane.
Quindi, in sintesi, mi trovo di fronte un piccoletto che, nel giro di una manciata di giorni: ha perso tutti i suoi punti di riferimento, è stato staccato dalla sua famiglia e si trova catapultato in un contesto nuovo e sconosciuto, tra persone sconosciute e per di più non sta bene (v. problema gastroenterico).
Lo vedo mordicchiare per gioco, ma anche per stress e frustrazione. Lo vedo giocare divertendosi, ma anche giocare per gestire picchi di stress. Lo vedo mordere le sbarre del cancellino, perché non vuole essere lasciato solo.
Vedo un cucciolo, che proprio perché è un cucciolo, ha bisogno di adulti di riferimento per potersi regolare emotivamente.
Spesso le famiglie che mi chiamano sono tutte focalizzate sulle cose da insegnare al cucciolo, tendenzialmente le cose che il cucciolo deve, al più presto, imparare a non fare.
📌Mentre quello che andrebbe fatto, anche proprio per evitare problemi di convivenza, è fare in modo che il cucciolo stia bene :
imparare a conoscere il cane, imparare a riconoscere e soddisfare i suoi bisogni, creare le condizioni per cui il cane possa sentirsi al sicuro, gettare le basi per una relazione basata sulla fiducia e la collaborazione e mettersi nelle condizioni di non ostacolare il corretto sviluppo del cucciolo.
E come si traduce questo nella pratica?
Non isolare il cucciolo e non applicare delle restrizioni fisiche (tipo confinamento in gabbia)
Confortare il cucciolo quando ne ha bisogno
Non spaventare il cucciolo, punendolo alzando la voce o le mani
Lasciarlo dormire tranquillamente senza disturbarlo
Non toccarlo se non lo gradisce o come e quando non lo gradisce
Dare tempo al cucciolo
Imparare a giocare correttamente con lui
Imparare a tutelarlo da situazioni che non è ancora in grado di gestire (quindi evitare che venga smanettato da estranei a caso)
Imparare a scegliere i giusti contesti
Favorire l’esplorazione, anziché tentare di inibirla bloccando il cane
Fornire un sacco di cose con cui sia sicuro interagire: lasciare a disposizione tanti giocattoli diversi e oggetti vari che possano pure essere distrutti
Dare al cucciolo la possibilità di mettersi alla prova e sperimentare cose diverse (semplicemente vigilando)
Divertirsi insieme al cucciolo
Imparare ad insegnare al cucciolo quanto necessario, dandogli informazioni utili al momento giusto senza dover arrivare a “correggerlo” quando ormai il danno è fatto.