Convergenza Cinofila

Convergenza Cinofila Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Convergenza Cinofila, Servizi per animali domestici, Florence.

Educazione cinofila con formazione cognitivo zoantropologica
Volontariato e collaborazioni in canile
Relazione uomo/cane
Ricerca olfattiva ludica/Detection
Competenze cliniche
📍Firenze e provincia

21/06/2026

Questo weekend ero a Riccione ad un addio al nubilato, durante la Notte Rosa.
Tra migliaia di persone, musica assordante, luci, folla e caos, ho visto decine di cani. E per la maggior parte di loro non avrei avuto bisogno di essere un educatore cinofilo per capire che stavano male.
Code infilate sotto la pancia, posture rigide, segnali di stress evidenti, cani trascinati da una parte all'altra, costretti a subire contesti, persone e altri cani che non avevano alcuna possibilità di evitare.
La cosa che colpisce non è il disagio dei cani. Quello è comprensibile. La cosa che colpisce è l'incapacità di leggerlo.
E la cosa interessante è che il disagio non aveva preferenze ideologiche.
Era presente nei cani a pettorina, nei cani a collare, nei cani gestiti apparentemente "in positivo" e in quelli gestiti con strumenti più coercitivi.
Alcuni sembravano più composti, soprattutto soggetti geneticamente molto resistenti alla pressione o semplicemente abituati da anni a non esprimere alcuna iniziativa. Altri manifestavano apertamente il loro disagio e venivano trascinati comunque nel caos, come se nessuno stesse osservando il cane che aveva all'altro capo del guinzaglio.
Perché non siamo più negli anni '90.
Oggi chiunque ha accesso a libri, corsi, webinar, studi scientifici e contenuti di qualità sull'etologia e sulla comunicazione del cane. Le informazioni esistono, sono disponibili a tutti. Basta volerle cercare.
Eppure continuiamo a portare i cani in situazioni palesemente incompatibili con i loro bisogni e a chiamarla "vita sociale", "esperienza", "abitudine" o, peggio ancora, "relazione".
Il paradosso è che ci riempiamo la bocca di parole come empatia, connessione, ascolto e relazione. Poi davanti a un cane che manifesta disagio in tutti i modi possibili continuiamo a ti**re dritto perché siamo noi a voler stare lì.
Ho visto un solo cane realmente sereno. Un anziano Jack Russell comparso da un vicolo tranquillo, interessato esclusivamente a cercare qualcosa da mangiare tra i tavoli. Se lo chiamavi ti ignorava con grande eleganza, a meno che non avessi qualcosa di interessante da offrirgli. Nessuna performance. Nessuna aspettativa. Nessun ruolo da interpretare. Solo un cane che faceva il cane, eppure molti avrebbero urlato perché un cane apparentemente non sotto controllo senza proprietario.
E ho visto anche il classico cane "perfetto": un simil piccolo terrier di tipo bull accanto al proprietario sullo skate, a sua volta sullo skate, preciso, collaborativo, impeccabile. Sicuramente bello da vedere per la maggioranza. Ma mi sono chiesta se, potendo scegliere, avrebbe preferito quello o un prato da esplorare col naso a terra. La risposta, per me, è abbastanza scontata.
Forse il problema non è che non sappiamo leggere i cani.
Forse il problema è che, una volta letti, dovremmo essere disposti a mettere in discussione noi stessi.
Per molte persone il cane è diventato un surrogato: delle proprie mancanze, delle proprie frustrazioni, del proprio bisogno di approvazione o di appartenenza. Un compagno che deve seguirci ovunque, adattarsi a tutto, confermare l'immagine che abbiamo di noi stessi e della relazione che crediamo di avere con lui.
Ma una relazione non si misura da quanto un cane sopporta.
Si misura da quanto siamo capaci di rispettare ciò che è.
Il cane non è un accessorio, non è un'estensione della nostra identità e non è un trofeo da esibire in ogni contesto.
È una specie diversa dalla nostra, con bisogni, limiti, potenzialità, preferenze proprie, sempre nel rispetto del soggetto.
Nel 2026 l'ignoranza non è più una giustificazione.
Le informazioni ci sono, gli strumenti per capire ci sono, le occasioni per approfondire ci sono.
Sempre più spesso non si tratta di non sapere. Si tratta di non volerlo vedere.
E questa, a differenza dell'ignoranza, è una responsabilità.

🐾 Primo evento di Ricerca Olfattiva 🐾📍 Colline di San Casciano📅 31 Maggio 2026🎗️ Il ricavato sarà devoluto all’associazi...
08/05/2026

🐾 Primo evento di Ricerca Olfattiva 🐾📍 Colline di San Casciano📅 31 Maggio 2026

🎗️ Il ricavato sarà devoluto all’associazione Musi di Farina

⚠️ Posti limitati → Scrivici su WhatsApp o via email per partecipare!

👃🐕 Il tuo cane “parla” con il naso. Tu lo ascolti?

Una giornata dedicata alla scoperta delle straordinarie capacità olfattive del cane e al rafforzamento della vostra relazione.

✨ Cosa faremo:

🔎 Ricerca: Lasceremo che il cane esplori in autonomia e libertà.
Scoprirai diverse attività:
• Mantrailing
• Detection
• Ricerca persone
• Ricerca su traccia
• Ricerca in settore

🎾 Gioco: Svilupperemo competenze naturali divertendoci insieme.

🤝 Relazione: Impareremo a comunicare meglio, costruendo fiducia e collaborazione.

🐶 Cani di tutte le età e umani curiosi…

[email protected]



23/11/2025

Ricerca fresca fresca, pubblicata un mese fa su Nature, mica sul blog del cuggino.

Numeri, dati sperimentali, variabili, statistiche, calcoli, grafici, su un campione di quasi 5000 cani di razze diverse ed eterogenee, il tutto per stabilire con rigore scientifico … l’ovvio, cioè che le esperienze vissute dai cani nella prima fase della loro vita influiscono sul loro comportamento da adulti e quindi non è solo la genetica a “pesare”.
Le esperienze guidano la genetica*, la plasmano, la dirigono nella direzione giusta e nel modo giusto.

Per esempio il distacco troppo precoce dalla madre e dai fratelli comporta mancanza di socializzazione (educazione alla vita sociale, apprendimento delle regole) di base fondamentale, e che difficilmente la vita in una famiglia umana può dare nello stesso modo: questo è un classicone, ormai chi non sa che non si devono togliere i cuccioli alla loro famiglia troppo presto?

Stress eccessivo, pretendere troppo dal cucciolo, tipo quegli ¿¥@@¢$%&ç§?!§§€ #%$ #!! “””educatori””” che obbligano i cuccioli al comando “resta” a 3 mesi (!!!) o che li stressano deliberatamente sottoponendoli a stimoli negativi, spaventandoli per “abituarli” (…) o punendoli perché non fanno cose che non sono in grado di fare.

Mancanza di riferimenti umani e isolamento sociale (cane fuori e resto della famiglia in casa).

Punizioni date in modo tale che il cane non capisce perché viene punito, specialmente quelle fisiche, che rendono il cane insicuro (cosa foriera di MOLTI problemi).

Si potrebbe fare un elenco infinito.

Basterebbe arrivare a capire e ricordarsi che un cane non esce di fabbrica con il sistema operativo preinstallato e non è programmato, quello che sarà da adulto deve impararlo, e bisogna essere capaci di insegnarglielo.

Se questa pubblicazione fosse un oggetto fisico si potrebbe usarlo per picchiare in testa un sacco di saccenti, presuntuosi “esperti”.

*NB: il che non significa che abbia importanza nulla, attenzione, ma che le esperienze possono, e infatti lo fanno, averne altrettanta se non di più: i cani sono animali COGNITIVI, gli innatismi ci sono ma la parte appresa, quella che arriva dall’ambiente, "modella" la parte innata.

NB #2: se è vero che per molti i risultati della pubblicazione sono ovvietà, questo non significa che il lavoro sia meno importante; è utile, fondamentale, a supporto delle affermazioni di quelli che lo affermano e serve a smentire, in modo poco discutibile, le saccenti posizioni di quelli che invece pensano che un cane sia un fascio di innatismi e basta, vedi i dati sperimentali su tante cose sulle quali i proprietari di cani sono sempre stati derisi, come “il mio cane capisce quello che dico”, “il mio cane sa di che umore sono, sa se sto male” eccetera.

https://www.nature.com/articles/s41598-025-18226-0

𝘐 𝘤𝘢𝘯𝘪 𝘯𝘰𝘯 𝘧𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘳𝘪𝘱𝘢𝘨𝘢𝘳𝘦 𝘭𝘦 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘦 𝘤𝘰𝘯 𝘭𝘢 𝘴𝘵𝘦𝘴𝘴𝘢 𝘮𝘰𝘯𝘦𝘵𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘩𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘳𝘪𝘤𝘦𝘷𝘶𝘵𝘰 𝘥𝘢 𝘭𝘰𝘳𝘰: 𝘴𝘦 𝘷𝘪𝘷𝘰𝘯𝘰 𝘪𝘯 𝘴𝘰𝘭𝘪𝘵𝘶𝘥𝘪𝘯𝘦 𝘦 𝘱𝘢𝘶𝘳𝘢, 𝘪𝘮𝘱𝘢𝘳𝘢𝘯𝘰 𝘳𝘢𝘣𝘣𝘪𝘢 𝘦 𝘰𝘥𝘪𝘰, 𝘴𝘦 𝘷𝘪𝘷𝘰𝘯𝘰 𝘯𝘦𝘭𝘭'𝘢𝘮𝘰𝘳𝘦 𝘦 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘭𝘦𝘢𝘭𝘵à, 𝘪𝘮𝘱𝘢𝘳𝘢𝘯𝘰 𝘱𝘢𝘻𝘪𝘦𝘯𝘻𝘢, 𝘴𝘪𝘤𝘶𝘳𝘦𝘻𝘻𝘢 𝘦 𝘧𝘪𝘥𝘶𝘤𝘪𝘢. (cit. un’allevatrice di dobermann - da lavoro, non da show).

20/11/2025
È proprio così
08/11/2025

È proprio così

Che tu sia a favore o contrario alla caccia, questo  è uno dei peggiori maltrattamenti.
10/10/2025

Che tu sia a favore o contrario alla caccia, questo è uno dei peggiori maltrattamenti.

Dietro la caccia c’è un inferno invisibile fatto di cani rinchiusi, maltrattati e dimenticati!Sono i cani utilizzati dai cacciatori: animali che “vivono” in ...

Cosa non si fa per il marketing..."A volte ritornano" è il titolo della prima antologia di racconti di S. King e l'escla...
10/10/2025

Cosa non si fa per il marketing...

"A volte ritornano" è il titolo della prima antologia di racconti di S. King e l'esclamazione inorridita di un qualsiasi biologo o scienziato naturale quando legge l'ennesima ca***ta, st*****ta, cacata sui lupi.

"A volte ritornano"... i post e gli pseudo-articoli dedicati a questi canidi che da sempre stuzzicano la nostra immaginazione, la nostra cultura e i nostri aforismi: mi hanno gettato in mezzo ai lupi, eccetera, eccetera.

In questo caso specifico, la fesseria lupesca del mese riguarda un bambino autistico che si è perso in un bosco.

La famiglia è preoccupata, le squadre di soccorso non riescono a trovarlo, il mondo intero è SOTTO SHOCK!

Peccato che non esista manco mezzo articolo su questa presunta scomparsa.

Niente, zero.

E secondo voi... da chi verrà salvato questo bambino?

OVVIAMENTE DA UN GENTILISSIMO BRANCO DI LUPI.

"I lupi mi hanno guidato".
"«Si tratta di empatia», ha detto un biologo".

Ma va******lo.

Allora, da individuo, scienziato e biologo neurodivergente mi fa abbastanza schifo questa pratica stupida e schifosa di strumentalizzare l'autismo per un proprio tornaconto personale: like, condivisioni, commenti pazzerelli.

Secondo punto: le foto sono state generate con l'intelligenza artificiale.

Nel post originale si citano presunti esperti senza nome.

La fonte riportata alla fine del racconto fantasy è una pagina Instagram che pubblica roba a caso.

Dove sono state scattate le foto?

Chi è il "biologo" che ha verificato l'attendibilità delle foto?

Come mai nessuna rivista di stampo scientifico riporta questa notizia?

Come mai il proprietario della fototrappola non ha menzionato questo episodio così eclatante?

Da notare anche i piedi del ragazzino che si fondono con il terreno, così come le zampe dei lupi.

Ci troviamo dinanzi all'ennesima favoletta, condivisa da migliaia di utenti, ma proprio TANTI, perché evidentemente abbiamo bisogno di belle notizie.

Ma vi posso assicurare che i lupi sono "belli" anche senza il bisogno morboso di scrivere stronzate, spacciandole per verità.

"A volte ritornano".

E anche i miei va******lo.

Ciao.

🌻

"A volte ritornano" è il titolo della prima antologia di racconti di S. King e l'esclamazione inorridita di un qualsiasi biologo o scienziato naturale quando legge l'ennesima ca***ta, st*****ta, cacata sui lupi.

"A volte ritornano"... i post e gli pseudo-articoli dedicati a questi canidi che da sempre stuzzicano la nostra immaginazione, la nostra cultura e i nostri aforismi: mi hanno gettato in mezzo ai lupi, eccetera, eccetera.

In questo caso specifico, la fesseria lupesca del mese riguarda un bambino autistico che si è perso in un bosco.

La famiglia è preoccupata, le squadre di soccorso non riescono a trovarlo, il mondo intero è SOTTO SHOCK!

Peccato che non esista manco mezzo articolo su questa presunta scomparsa.

Niente, zero.

E secondo voi... da chi verrà salvato questo bambino?

OVVIAMENTE DA UN GENTILISSIMO BRANCO DI LUPI.

"I lupi mi hanno guidato".
"«Si tratta di empatia», ha detto un biologo".

Ma va******lo.

Allora, da individuo, scienziato e biologo neurodivergente mi fa abbastanza schifo questa pratica stupida e schifosa di strumentalizzare l'autismo per un proprio tornaconto personale: like, condivisioni, commenti pazzerelli.

Secondo punto: le foto sono state generate con l'intelligenza artificiale.

Nel post originale si citano presunti esperti senza nome.

La fonte riportata alla fine del racconto fantasy è una pagina Instagram che pubblica roba a caso.

Dove sono state scattate le foto?

Chi è il "biologo" che ha verificato l'attendibilità delle foto?

Come mai nessuna rivista di stampo scientifico riporta questa notizia?

Come mai il proprietario della fototrappola non ha menzionato questo episodio così eclatante?

Da notare anche i piedi del ragazzino che si fondono con il terreno, così come le zampe dei lupi.

Ci troviamo dinanzi all'ennesima favoletta, condivisa da migliaia di utenti, ma proprio TANTI, perché evidentemente abbiamo bisogno di belle notizie.

Ma vi posso assicurare che i lupi sono "belli" anche senza il bisogno morboso di scrivere stronzate, spacciandole per verità.

"A volte ritornano".

E anche i miei va******lo.

Ciao.

🌻

Cani e olfatto:Due cani sono stati addestrati dall’associazione benefica Medical Detection Dogs a distinguere tra tampon...
25/09/2025

Cani e olfatto:

Due cani sono stati addestrati dall’associazione benefica Medical Detection Dogs a distinguere tra tamponi di sebo provenienti da persone con e senza malattia di Parkinson.

In una sperimentazione in doppio cieco, hanno mostrato una sensibilità fino all’80% e una specificità fino al 98%.
Non solo: hanno rilevato la malattia anche in campioni di pazienti che presentavano altre condizioni di salute.

I cani sono stati addestrati per diverse settimane su oltre 200 campioni odorosi provenienti da individui risultati positivi al Parkinson e su campioni di controllo di persone che non avevano la malattia. I campioni venivano presentati ai cani su un sistema di supporti e i cani venivano ricompensati sia quando indicavano correttamente un campione positivo, sia quando ignoravano correttamente un campione negativo.
Nella fase di test in doppio cieco, in cui solo un computer conosceva la posizione dei campioni corretti, ogni serie veniva anche presentata in ordine inverso, così che i campioni su cui non era stata presa alcuna decisione venissero riproposti. Successivamente, eventuali campioni non ancora esaminati venivano raccolti insieme in nuove serie, finché non fosse stata presa una decisione per tutti.

Un test diagnostico definitivo per la malattia di Parkinson rimane ancora sfuggente; perciò, l’identificazione di potenziali biomarcatori potrebbe favorire la diagnosi e un intervento tempestivo.

P.S
👉🏽 La Sensibilità di un test indica quanto bene un test riconosce i veri malati ( chi ha davvero la malattia).
Un’alta sensibilità significa pochi falsi negativi (cioè persone malate non rilevate dal test).

👉🏽 La specificità indica quanto bene un test riconosce i sani ( individuare correttamente chi non ha la malattia).
Un’alta specificità significa pochi falsi positivi (cioè persone sane segnalate come malate).

Two dogs were trained by the charity, Medical Detection Dogs, to distinguish between sebum swabs from people with and without Parkinson’s disease.

Indirizzo

Florence

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Convergenza Cinofila pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi