26/08/2026
UN CANE NON È UNA PERSONA
Educare un cane a vivere con l'uomo non è così semplice come può sembrare.
Il perché è in verità molto semplice:
♦️il cane non è una persona
♦️non si comporta come una persona
♦️ non ha il DNA di una persona
♦️non conosce il linguaggio orale e fisico di una persona
Ecco perché è difficile.
Perché si cerca di educare un cane tramite voce e gestualità che, per lui, non sono conosciute.
Non esiste un metodo universale migliore di un altro, sicuramente il migliore in assoluto è quello che si avvicina di più al "linguaggio" educativo di una madre con i cuccioli.
I cuccioli apprendono velocemente in pochissimi mesi e il perché è proprio perché quel linguaggio è innato e perfettamente riconoscibile per loro.
Avete mai visto una mamma con i cuccioli?
Amorevole sicuramente ma anche decisa, imperativa, fisica.
➡️ Un cucciolo durante la suzione viene allontanato bruscamente se infligge troppo dolore
➡️ durante le prime lotte tra fratelli, la madre interviene con un ringhio deciso, prende in bocca il cucciolo, lo allontana
➡️ una madre inveisce su un cucciolo fisicamente senza traumatizzarlo assolutamente ma in modo che quella punizione positiva venga ricordata
➡️ una madre è coerente: non "sgrida" per sgridare ma per insegnare perché quando il cucciolo apprende l'insegnamento la madre torna immediatamente amorevole rinforzando il legame.
Il linguaggio tra i cani è universale, fisico, diretto, inequivocabile ed è il miglior linguaggio al quale dobbiamo avvicinarci se si vuole ottenere un'educazione corretta e una relazione sana, positiva e soddisfacente.
E tutto questo non sarà affatto distacco o crudezza ma comprensione e avvicinamento.
L'approccio fisico della conoscenza tra due cani è esaustiva e insegna moltissimo.
Non esistono nel linguaggio canino i premietti, le parole dolci, la carezza. Queste sono tutte modalità umane che possiamo aggiungere semmai in un secondo momento sempre che siano correttamente eseguite affinché il cane trovi coerenza nell'insegnamento.
È proprio perché il cane utilizza il corpo per comunicare con i suoi simili, che noi dobbiamo leggere quel linguaggio per intraprendere una sana e giusta relazione.
In questo modo diventa uno scambio alla pari.
Il cane non attende, è la velocità del segnale che viene recepito subito che fa in modo che tra cani non ci siano equivoci.
La coda, la postura, lo sguardo, il movimento, il ringhio: questo è il suo linguaggio.
È da questo che parte la conoscenza poi verrà tutto il resto ma se non c'è questo le incomprensioni saranno fastidiosi inciampi che non permetteranno una sana relazione.
I migliori cani che insegnano come noi dobbiamo relazionarci non sono quelli già remissivi e propensi all'ascolto, ma sono quelli esagitati, quelli aggressivi, quelli dominanti o eccessivamente insicuri.
Sono questi "gli ossi duri" con i quali si impara a confrontarsi.
Queste tipologie di cani non danno spazio a premietti o carezze o parole dolci, sono loro che ci insegnano esattamente che se non sai leggere i segnali non avrai modo di interagire positivamente.
La cosa più importante?
La serenità, l'appagamento che sia il cane che l'umano devono assolutamente trarre da quel rapporto.
Tante rinunce di proprietà di cani che entrano al Canile, derivano da incomprensioni nel "linguaggio" tra cane e proprietario.
Non è aggressività, non è incapacità di relazione, è semplicemente non voler correggere e ammettere gli errori fatti fino a quel momento, o affidarsi a tecniche educative che il cane non riconosce.
Questi cani che entrano in Canile "diseducati" e affranti, riescono in breve tempo a riemergere perché si sentono capiti, ascoltati, ripresi, corretti, aiutati a comprendere finalmente il linguaggio dell'uomo.
Non scoraggiarti, non rinunciare al tuo cane, chiedi consiglio, avvaliti dell'aiuto di esperti perché il tuo cane non è ribelle, ti sta solo dicendo che non capisce e tu non hai capito lui...