18/11/2016
Un piccolo contributo...
Perché educare il cane?
Se pensi in termini di anni, pianta il riso.
Se pensi in termini di decenni, pianta alberi.
Se pensi in termini di centinaia di anni, insegna alla gente.
(Confucio)
Nella nostra società complessa il cane, compagno dell'uomo da ormai da 135000 anni è sempre più presente nelle nostre famiglie ed ha acquisito ormai un ruolo determinante.
Basta pensare che sono stati calcolati per il 2015 da Iri Information Resources in Italia 60 milioni i pet (animali da compagnia) che sono accolti nelle nostre famiglie. Secondo questa ricerca il cane resta il compagno favorito dalle famiglie con figli, eppure il Ministero della Salute ha stimato che le persone morse da cani nel 2015 sono tra le 50000 e le 70000, di cui il 60% riguarda i bambini.
Da questi dati raccolti possiamo interrogarci sul perché avvengano questi incidenti e su come evitarli; secondo la National Dog Bite Prevention Week negli U.S.A. viene appunto discussa l'importanza fondamentale di educare le persone a relazionarsi con il proprio cane.
Infatti è necessario interrogarsi sul perché succedano questi incidenti e nella maggior parte dei casi la causa è sempre collegata all'incomprensione uomo-cane e la mal gestione dei nostri amici a quattro zampe.
Non possiamo fare del terrorismo e neanche possiamo colpevolizzare qualcuno, ma prendere atto di questi dati e responsabilizzarsi sui bisogni, necessità specifiche e soggettive di cani e famiglie, ancor prima di adottare un cane.
Ma il cane che ruolo ha nelle nostre famiglie? Riusciamo davvero ad avere una relazione soddisfacente con i nostri cani?
Partiamo con il definire il cane, chi è veramente e come dovrebbe essere gestito.
Il cane, o meglio Canis familiaris è una specie che, secondo Coppinger, sia nata discendendo da lupi, sciacalli e coyote differenziandosi da questi nel periodo Mesolitico (quando l'uomo era nomade, ancora cacciatore-raccoglitore) con una particolare attitudine all'adattamento alla vita da villaggio come nuova nicchia ambientale, dove il cane trova sicurezza, riserve di cibo e maggiori possibilità riproduttive. Da allora l'uomo ha lentamente attuato dei meccanismi di selezione per l'attitudine da potenziare nei determinati compiti (caccia, pastorizia, guardia). Questo fu l'inizio della nascita del cane moderno, pensiamo che molte razze canine tutt'oggi esistenti sono selezionate con le caratteristiche similari del cane primitivo adattato al villaggio!
Questi cenni storici riguardo la nascita del cane possono darci una chiave di lettura moderna del cane con cui ci troviamo a relazionarci oggi. Fondamentale è capire i bisogni fisiologici, emozionali e relazionali del cane che abbiamo nella nostra famiglia, infatti è necessario sottolineare che il cane è innanzitutto un soggetto con delle emozioni, forti necessità relazionali e bisogni: fisiologici, sociali e del sé (Maslow).
Detto ciò alla luce dei cambiamenti sociali della nostra epoca, necessario è adeguarsi alla gestione fisica e relazionale dell'adozione di un cane nella famiglia umana, ma ciò oggi non basta più perché anche il cane deve adattarsi inevitabilmente alla famiglia del XI secolo, ciò non è possibile se l'allevamento di provenienza del cucciolo non ha adattato la selezione alle esigenze di strettissima relazione con gli umani.
Educazione proviene dalla parola latina educĕre ovvero “ti**re fuori ciò che sta dentro” e in educazione cinofila il senso è proprio questo, ti**re fuori la potenzialità da ogni singolo individuo, sia dalla parte dell' umano che del cane, proprio perché ci deve essere un benessere reciproco, una comprensione reciproca, che sarebbe auspicabile riportata in ogni momento della vita del cane in famiglia.
Per fare questo si dovrebbe partire da un'analisi accurata dei bisogni della famiglia e l'accompagnamento da parte di un'educatore cinofilo che lavori in questo senso, a partire dalla consulenza pre-adozione, questo per dare modo alla famiglia di ricadere sulla scelta migliore per le proprie esigenze. La famiglia affidandosi ad un professionista cinofilo che lavora con il metodo gentile, cioè che ripudia ogni forma di violenza e coercizione e lavora sempre nel rispetto del benessere del cane e della famiglia, potrà essere informata e responsabilizzata nel senso più ampio a tutti i bisogni del cane, potendo così partire da una solida base di conoscenza dei bisogni-aspettative sia insite nella stessa famiglia adottiva che nel soggetto cane che si andrà a scegliere. Questo passo permette alla famiglia di essere preparata all'arrivo di un cane in famiglia e di scegliere il soggetto più adatto alla vita di quella famiglia. Il grande punto di forza di questa metodologia è il fatto di lavorare sui specifici bisogni reali individuali della famiglia che sia composta da un componente oppure da dieci, ma il lavoro viene sempre costruito sulle persone e sull'individuo cane. In questo senso la costruzione di un percorso per tutto il corso della vita portando all'autonomia i soggetti in questione, può essere una forte strategia laddove ci sono forti criticità nella relazione uomo-cane al fine di prevenire incidenti oppure semplici incomprensioni.
Francesca Lisi- Dog Trainer