30/05/2026
La Rete dei Santuari si unisce a ENPA, LAC, LAV, LEGAMBIENTE, LIPU e WWF Italia per denunciare un DDL gravissimo, reso ancora più pericoloso da un iter parlamentare contraddittorio fatto di retromarce, emendamenti e bluff della maggioranza. Un attacco agli animali, alla natura, all’Europa e alla sicurezza dei cittadini.
Il testo, già molto grave nella sua prima formulazione, è stato ulteriormente peggiorato: dalla reintroduzione della caccia in spiaggia alla retromarcia sulla cacciabilità dello stambecco, fino al presunto aumento delle sanzioni contro il bracconaggio, presentato come una tutela ma svuotato nei fatti.
Il DDL apre inoltre alla legalizzazione di pratiche oggi vietate: si potranno uccidere specie finora protette, come l’oca selvatica e il piccione di città, estendere i periodi di caccia fino a coprire quasi tutto l’anno e cacciare anche in territori oggi esclusi, come parchi, foreste demaniali, terreni innevati e spiagge.
A questo si aggiunge la possibilità di far arrivare cacciatori stranieri in numero illimitato, senza reali garanzie sul rispetto delle norme italiane.
Sulla caccia in spiaggia il Governo aveva accusato le associazioni ambientaliste e animaliste di diffondere fake news. Oggi, però, l’approvazione dell’emendamento 6.71 conferma esattamente il contrario: il rischio è reale. Se il DDL verrà approvato, l’estate 2026 potrebbe essere ricordata come l’ultima vissuta in sicurezza sulle spiagge italiane.
Il provvedimento renderà inoltre quasi impossibile escludere i terreni privati dalle aree di caccia, trasformando di fatto interi territori in spazi occupati dall’attività venatoria, a scapito della fauna selvatica, della libertà e della sicurezza dei cittadini.
Gravissimo anche aver ignorato gli avvertimenti della Commissione europea sulle violazioni della Direttiva Uccelli contenute nel DDL.
Anche noi chiediamo che il DDL 1552 venga interamente ritirato: perché mette a rischio fauna selvatica, ecosistemi, sicurezza pubblica e il futuro stesso dei territori naturali.