30/05/2026
Oggi, riguardando le telecamere del campo, ho visto l'ennesima scena che purtroppo si ripete troppo spesso.
Tre cani lasciati liberi nei pressi del centro. Uno addirittura con il guinzaglio ancora attaccato. Correvano ovunque, mentre dal bosco una voce li richiamava ripetutamente senza ottenere alcun risultato.
Alla fine la proprietaria è dovuta andare a recuperarli di persona.
E qui nasce una riflessione.
Cosa sarebbe successo se in quel momento stessimo lavorando con un cane problematico o reattivo?
Cosa sarebbe successo se un cane stesse entrando o uscendo dal campo?
Cosa sarebbe successo se uno di quei cani fosse finito in strada, si fosse avvicinato al cane sbagliato o avesse creato una situazione di pericolo?
I cartelli sono presenti. Le regole sono chiare. Eppure c'è ancora chi pensa che lasciare il cane libero senza avere alcun controllo sia normale.
La libertà non è assenza di regole.
La libertà è poter lasciare il proprio cane libero sapendo di poterlo richiamare in qualsiasi situazione.
La libertà è responsabilità.
Perché un cane che ignora completamente il proprietario non è un cane libero. È un cane lasciato a sé stesso.
E il problema non è solo per quel cane. Il problema è per tutti gli altri.
Per questo continuo a ripeterlo:
Educare il proprio cane è un gesto di civiltà.
È rispetto per il cane.
È rispetto per le persone.
È rispetto per chi lavora ogni giorno per costruire relazioni sane e sicure.
Prima di chiedere più libertà per il proprio cane, chiediamoci se gli abbiamo insegnato come gestirla.