26/08/2026
Voglio condividere una piccola scena per me molto significativa: mio figlio, Stefano, 22 mesi, che cammina accanto a uno dei nostri border, Storytime, quattro anni, tenendolo al guinzaglio. Il guinzaglio è morbido, quasi invisibile.
Viaggiano insieme: il passo del border è appena più veloce, ma si calibra, si adatta. Per me il punto è semplice: il guinzaglio non è uno strumento di controllo, è un canale di comunicazione. Quel cane lo sa da tempo, il bimbo no, ma non ha ancora subito (e non lo subirà !!!) il “condizionamento” umano per cui guidare significa controllare ed avere il guinzaglio in mano significa imporre una direzione. Risultato: il cane non tira (Storytime non e’ neppure così “manzo”) e l’umano (mini) non strattona.
È proprio lì, in quello spazio pulito e senza sovrastrutture, che nasce un binomio. Alla fine, è una foto tenera.
P.s. per quanto la situazione fosse spontanea (il bimbo ha raccolto il guinzaglio e si è incamminato verso l’auto), non e’ mai mancata la supervisione degli adulti e il controllo dell’ambiente.