29/07/2019
La dieta degli animali, parimenti a quella umana, deve apportare in giusti rapporti i principali elementi nutrizionali quali carboidrati, proteine, grassi, vitamine e minerali.
Fino alla metà del secolo scorso, i mangimi erano poveri di nutrienti, spesso prodotti e conservati in modo poco idoneo. Per fornire sostanze minerali e vitamine si utilizzavano sale pastorizio e le razioni erano spesso insufficienti per il fabbisogno animale, con conseguenze sul benessere ed aumento di sensibilità alle malattie.
Negli ultimi decenni, il progresso delle ricerche scientifiche sulla nutrizione animale ha consentito un continuo miglioramento della qualità dei mangimi fino ad ottenere alimenti sempre più attenti allo stato di salute dell’animale e dell’uomo.
Per assicurare benessere, all’animale devono essere forniti in termini quali-quantitativi i principi nutritivi necessari alla crescita ed alla salute e, per raggiungere tale obiettivo, è necessario che tutti i nutrienti del mangime siano selezionati, controllati, bilanciati ma anche esenti da alcuni fattori anti-nutrizionali presenti in molteplici materie prime di origine vegetale. Allo stato naturale, il seme di soia presenta ben 25 fattori anti-nutritivi; il grano, invece, contiene una proteina capace di bloccare negli animali e nell’uomo la produzione intestinale dell’amilasi, l’enzima necessario alla corretta digestione dell’amido.
Come per alcuni alimenti destinati al consumo umano, i trattamenti termici (cottura, fioccatura, tostatura) sono metodi che permettono di ottenere mangimi facilmente metabolizzabili, digeribili e salubri, poichè rendono l’alimento più efficace per l’organismo e conferiscono stabilità microbiologica al prodotto.