10/08/2026
Una delle cose in cui credo di più, come educatrice cinofila, è che il nostro cane non abbia bisogno di essere nostro “figlio” per essere profondamente parte della nostra vita.
La relazione non ha bisogno di essere genitoriale per essere intensa.
Non ha bisogno di confondere i ruoli per essere fatta di amore.
Con lei mi sento soprattutto alleata.
Siamo due individui diversi, con bisogni, linguaggi e prospettive diverse, che hanno imparato a conoscersi e a venirsi incontro.
Io non voglio che lei faccia tutto ciò che faccio io.
Non voglio che mi segua perché deve.
Voglio che possa fidarsi di me, che sappia che la ascolterò e che, quando ne avrà bisogno, potrò esserci.
E allo stesso tempo voglio poter essere libera di vivere la mia vita, sapendo che la nostra relazione non si misura da quanto siamo inseparabili, ma dalla qualità del nostro stare insieme.
Per me educare significa anche questo: costruire un’alleanza, non creare dipendenza.
Imparare a comunicare, non pretendere obbedienza.
Conoscere l’altro, invece di trasformarlo in ciò che vorremmo che fosse.
Questa foto mi piace proprio per questo.
Siamo quasi speculari, ma restiamo due esseri distinti.
Due individualità che si incontrano e si sostengono.
E poi ci siamo noi tre.
Questa fotografia l’ha scattata il mio compagno, che con lei condivide una relazione altrettanto profonda e autentica. E forse è proprio questo il bello: lei non appartiene a nessuno di noi.
Ha scelto, insieme a noi, di far parte della nostra vita.
E noi abbiamo scelto di fare spazio alla sua.
Perché una relazione sana non dice:
“Tu sei mia”.
Dice:
“Io ti vedo. Ti conosco. Ti rispetto. E scelgo di camminare con te.” 🤍