30/06/2025
stiamo rovinando anche loro
Sempre più spesso i cani ricevono farmaci come fluoxetina o benzodiazepine per disturbi del comportamento. Sono gli stessi principi attivi che si usano anche per le persone, in caso di ansia o depressione.
Cosa sta succedendo ai nostri cani? Vivere con noi li espone a ritmi e routine che non sempre rispettano i loro bisogni. Questo può portare a disagi emotivi, spesso influenzati anche dal nostro stato d’animo: “osmosi emozionale” tra cane e persona.
Non basta portare fuori il cane e dargli da mangiare. I cani hanno emozioni e capacità cognitive che vanno rispettate e soddisfatte.
Uno studio americano su migliaia di cani seguiti per 10 anni ha rilevato un aumento del 10% dei problemi comportamentali e una crescita delle prescrizioni di farmaci antidepressivi.
Ma questi farmaci sono davvero sempre necessari? “Non tutti i cani con problemi comportamentali necessitano di ansiolitici – come le benzodiazepine – ma quando ne hanno bisogno dovrebbero essere parte di un approccio terapeutico multimodale, non la soluzione unica. ” Il farmaco aiuta a gestire i sintomi e permette di lavorare meglio sul comportamento insieme a un professionista.
Le richieste di aiuto arrivano per aggressività, fobie, ansia, problemi da separazione, iperattività, comportamenti distruttivi o compulsivi. Le benzodiazepine, ad esempio, si usano soprattutto quando c’è una componente di paura o ansia.
Secondo l’esperienza clinica, in circa il 10-20% dei casi i problemi comportamentali hanno una causa medica come dolore o malattie. Ecco perché si parte sempre da una visita approfondita ed eventuali esami.
Nella maggior parte dei casi (80-90%), invece, influiscono fattori genetici, ambiente, esperienze, gestione e bisogni non soddisfatti.
Quando un cane sviluppa una patologia comportamentale, “non sta scegliendo di essere ‘cattivo’, ‘disobbediente’ o ‘vendicativo’. Al contrario, è un individuo che sta soffrendo e la cui capacità di controllare le proprie reazioni è seriamente compromessa”.
Il trattamento farmacologico è utile quando c’è una diagnosi precisa e solo come parte di un percorso più ampio: possono essere usati anche fitoterapici, integratori o modifiche alimentari. La scelta dipende da diagnosi, prognosi e risorse di cane e proprietario.
Il farmaco può essere indicato quando il benessere e la qualità di vita dell’animale sono compromessi, o quando ansia e paura sono così forti da bloccare ogni miglioramento.
La decisione di prescrivere un farmaco arriva dopo una valutazione approfondita, sempre per il bene dell’animale e la sicurezza di chi gli sta accanto.
Il rischio, senza un percorso di riabilitazione comportamentale, è che il farmaco venga usato solo per “sedare” il sintomo. Così però non si risolve il problema e si rischia di peggiorarlo nel tempo.
C’è una crescente attenzione, anche in Italia, all’approccio integrato: il farmaco è solo uno strumento che aiuta a lavorare su ansia e reattività, ma va sempre affiancato a un percorso di modifica ambientale e comportamentale.
La fluoxetina è uno dei farmaci più usati per i cani con disturbi comportamentali. Studi mostrano che, associata alla riabilitazione, può aiutare molto nei casi di ansia da separazione, disturbi ossessivi o aggressività.
Ma la depressione nei cani esiste davvero? Sì, può manifestarsi con apatia, cambiamenti nelle abitudini, scarso interesse per le attività preferite. Può essere causata da cambiamenti in famiglia, perdita di un compagno, dolore, malattie o forti stress.
Prima di parlare di depressione, però, bisogna escludere cause mediche. Serve sempre una valutazione attenta da parte di un veterinario esperto in comportamento.
Se pensi che il tuo cane abbia un disturbo comportamentale, evitata il “fai da te”. La figura di riferimento è il medico veterinario esperto in comportamento, che può fare diagnosi e impostare terapie. Lavorare in squadra con un istruttore cinofilo qualificato è la scelta più efficace.
“Siamo cambiati noi, e di conseguenza, anche l'ambiente e il ruolo che i cani ricoprono nella nostra vita sono mutati. ” Oggi chiediamo ai cani di adattarsi a ritmi e aspettative diverse, spesso senza tenere conto dei loro bisogni reali.
La vera svolta sta nel capire e rispettare il cane, lavorando insieme per il suo benessere.