ScateNati - Born to be unchained

ScateNati - Born to be unchained Brutti sporchi e cattivi. Anzi, in cattività. Cercano chi se li accolli per tutta la vita, non un secondo di meno.

Come si fa a far adottare un cane?Quali strategie mettere in piazza per far sì che uno sguardo arresti lo scrollare comp...
09/04/2026

Come si fa a far adottare un cane?
Quali strategie mettere in piazza per far sì che uno sguardo arresti lo scrollare compulsivo conquistando qualche istante di attenzione sufficiente a infilarsi nel cuore di un potenziale adottante?
Lo sapete. È la pietà.
È il grande tasto sul quale i volontari fanno leva per cavare fuori dalla galera i cani ai quali spesso tengono più di se stessi.
Sul punto, abbiamo tutti gioco facile.
Le creature di cui ci occupiamo fanno vite di m***a.
Tutti condannati senza colpa.
Quando persino per la giustizia degli umani vale in dubio pro reo: meglio un colpevole libero che un innocente in carcere.
Quel sentimento di pietà misto a ingiustizia spesso vince.
Quante volte vi siete addormentati con l’immagine di un cagnetto implorante, scheletrito, maltrattato, violentato dalla solitudine e dall’abbandono, a rovistare fra i vostri incubi?
Quante volte vi siete detti: lo prenderei se potessi?
L’ho fatto, faccio tutto questo anche io.
Ma a letto con me ci viene anche una insopprimibile sensazione di slealtà, insieme alla certezza che quella pietà è un sentimento fallace, un incipit nato storto, col piede sbagliato.
Che la pietà sia un sentimento di meravigliosa condivisione del dolore, quando è tale, è certo.
Ma non può essere quello che ci lega al nostro cane.
Che non renderei giustizia a Red se facessi leva solo su quell’occhio andato a male e il passato da incubo a suon di catene, calci e sevizie.
Del suo essere orbo di un occhio Red se ne fotte.
Meno di ventiquattro ore dopo l’intervento ha ricominciato a ti**re al guinzaglio come un trattore. Porto ancora i segni di un tendine stirato con la sua firma più di un anno fa.
Con gli altri cani nessun problema, a patto che restino a un palmo dal suo culetto d’oro.
Con i gatti idem.
E se quella distanza si accorcia può diventare un problema.
Insomma, la vita di m***a alle spalle di un cane non è detto che lo renda docile, indifeso e coccolone.
Può darsi invece che lo trasformi in un c***o di casino.
Nel caso di questo molossino tutto pepe con otto anni di età e un milione di disgrazie sulle spalle, la vitaccia non gli ha fatto perdere un briciolo della sua inarrestabile vitalità. Della sua fiducia incrollabile negli esseri umani, della smania di andare in passeggiata, di prendersi baci e carezze, di darne a profusione.
È solo che, glielo leggi nello sguardo che gli resta, ne ha veramente, ma veramente piene le tasche di starsene recluso in un box per la parte più lunga delle sue infinite giornate.
Reclama una vita vera, una vita tutta sua, una famiglia che lo accompagni e che metta una buona volta la parola fine al suo vivere spizzichi e mozzichi, quando viene se viene.
Red si trova a Rosate, in provincia di Milano, nel rifugio di Abbaio come voglio onlus.
Ma per la prima vera occasione della sua vita, ve lo portiamo ovunque vi troviate.
Info al 3922156074

Buongiorno, sono Rango.Oppre Gango.Franco.Rambo.Ringhio (che francamente è quello che mi dona).Insomma, ognuno mi chiama...
13/11/2024

Buongiorno, sono Rango.
Oppre Gango.
Franco.
Rambo.
Ringhio (che francamente è quello che mi dona).
Insomma, ognuno mi chiama come gli pare.
Sono stato raccattato dalla strada dove ero stato buttato come uno straccio vecchio, e sono la prova provata che disperare è un’idiozia. Lo dico soprattutto agli umani, campionissimi in lamentazioni, tregende e in gran difetto di speranza.
Insomma, dalla montagna di c***a in cui ero finito, cieco zoppo e reietto, mi sono ritrovato in un mondo di cuscini, coperte, persino un lettone che divido con quella che dice di essere mia madre ma a conti fatti credo sia mia moglie, visto che ci dormo cuore a cuore.
A me, andrebbe benissimo così. Anzi più che meglio.
E invece no, dice lei.
Non recupererò la vista, e pazienza.
Il guaio sono i livelli della leishmania, ancora altissimi.
E soprattutto questa zampa inutile che mi dà il tormento per cui mi rifugio nel sonno quasi tutto il giorno, per sopire il dolore.
Trascorrere la vita immobile, mi tocca. Ma figuriamoci se mi lamento.
C’è una speranza però. Quella, credete a me, c’è sempre.
Questo ragazzo con la divisa blu che mi tiene in braccio dice che un intervento può restituirmi la vita che non ho mai vissuto.
Azzerare il dolore che mi costringe all’immobilità.
Dice anche che sono assai più giovane di quel che appare. Che le mie ossa sono forti e pulite.
Che sono un randagio da esposizione, esito di una selezione naturale che mi ha dotato di superpoteri, senza i quali non avrei resistito a tutto quello cui ho dovuto resistere.
Quel ragazzo che mi tiene fra le braccia dice che ho davanti a me una vita lunga.
E che potrei addirittura tornare a correre.
Magari a Natale.

Save Rango. Gango. Franco. Rambo. Ringhio.
Aps ScateNati – Born to be unchained
Iban IT86V0760104000001071752560

Penso sempre che i cani che conosciamo in canile non sappiamo chi siano. Non sappiamo niente di loro. Niente. Un volonta...
08/10/2024

Penso sempre che i cani che conosciamo in canile non sappiamo chi siano.
Non sappiamo niente di loro. Niente. Un volontario mi ha appena mandato un video di nonna Stella, una cagnona anziana. Saltellava fra casa e giardino, goffa e divertente. Adottata qualche settimana fa, a 13 anni. Una vita intera in canile, non si muoveva mai. Se ne stava in un cantuccio e si sollevava per consumare svogliatamente il pasto giornaliero.
Non sappiamo chi siano i cani in canile, un posto dove ogni diritto è sospeso, come nei centri di detenzione per migranti, come nelle residenze sanitarie per anziani, le carceri, gli ospedali psichiatrici. Chissà quando nascerà il Basaglia dei cani.
Ed è esattamente questo che pensavo ieri quando ho portato a spasso Red. Una scheggia, un caterpillar dall’energia indomabile, col respiro perennemente affannoso, la bocca spalancata, la lingua penzoloni, il ritmo di marcia f***e. Chi è Red? È questo o chi? Fa così perché è così o perché gli manca tutto, tutto quello che somiglia anche lontanamente a quello di cui avrebbe bisogno? Alla vita.
Venti chili suppergiù, tarchiatello, manto fulvo. Un simil pittbull. Un molossino tutta dinamite. La natura non è stata generosissima con lui. È br**tarello, manto rosso a cui deve il nome, occhi che sembrano perennemente congestionati, dai quali scendono rivoli impossibili da asciugare. Muscoloso come un lottatore. Assai selettivo, i suoi simili decisamente non gli piacciono tutti. Ma sostanzialmente un fesso: non ha perso una stilla della fiducia negli umani, come spesso accade agli stupidissimi cani, malgrado tutto.
Già. Perché Red è figlio di un sequestro. Il padrone – parola br**ta assai con cui si definisce la relazione fra cane e umano senza che il vocabolario ne offra un’altra – contava su di lui perché gli facesse una guardia cazzuta con corredo di ferocia. È durata finché il tizio non è finito in galera, il piccolo Red spedito dritto in canile.
La vecchia gestora del canile in questione, al suo arrivo, aveva dato ordine di occultare il molossino tutto muscoli nel più remoto e invisibile dei box. Di nasconderlo a eventuali visitatori. Di tenerlo alla larga da potenziali adottanti. E lontano dai suoi simili. Come se il galeotto fosse lui e non l’umano che lo aveva fatto finire nei guai.
Per mesi Red ha visto a stento la luce del sole, senza mai mettere zampa fuori dal box. Mai.
Quando ha cominciato a varcare la soglia della prigione in cui era stato recluso a sua volta, si è lanciato in corse forsennate in circolo nell’aria di sgambamento (qualche metro quadro di terra dove i cani trascorrono l’ora d’aria che non dura quasi mai più di venti minuti, ndr). Salvo piccole soste per prendersi un paio di carezze al volo dalla volontaria di turno. Già. L’unica buona ragione per arrestarsi e prendere fiato, per Red, è il contatto pelle a pelo con una mano dotata di dita abili e disponibili alle carezze. Questo fa. Questo so di lui. E quando lo fa ha una irresistibile faccia da tontolone.
Ma per scoprire il resto bisogna che Red trovi al più presto, al più presto, una famiglia.
Red si trova in Puglia ma può viaggiare in tutta Italia e anche oltre con staffetta autorizzata. Purchè ad attenderlo ci sia una famiglia e non un padrone, una famiglia che lo merita.

Per info Aps ScateNati
Sonia 392 2156074

I miracoli non vengono mai da soli.
03/10/2024

I miracoli non vengono mai da soli.

Loro sono Ted e Mary, un segugio italiano e una jagd terrier, o qualcosa di assai simile. Se siano di razza purissima op...
16/09/2024

Loro sono Ted e Mary, un segugio italiano e una jagd terrier, o qualcosa di assai simile. Se siano di razza purissima oppure no, difficile dirlo. Quando arrivano in canile non si portano appresso il pedigree.

Quel che è certo è che furono trovati a dicembre scorso, accucciati sotto un cespuglio per ripararsi da una pioggia torrenziale. Faceva un freddo cane, è il caso di dire, erano fradici, terrorizzati e senza nemmeno un fiammifero per scaldarsi. Ma vivi. E insieme.

Ted e Mary sono sopravvissuti perché erano insieme, incollati uno all’altro. E insieme restano anche nelle angustie della vita in canile.

Venticinque chili in due, poco più di cinque anni a testa. Nel box si scavallano, si aggrovigliano, la piccoletta passa sotto le zampe del compagno, gli si accoccola sotto la pancia, lo bracca da ogni lato, e lui se la tiene alle costole come se cosa migliore non potesse capitargli nella vita.

Ted e Mary hanno bisogno di cure. Lui ha una neoformazione a una zampa che andrà indagata. Lei è stata operata qualche giorno fa, rimozione di una fila mammaria. Fra qualche mese dovrà ritornare sotto i bisturi per rimuovere la seconda.

Ha sopportato l’intervento con una forza impossibile da immaginare in un corpicino piccolo così. Ha ricominciato a correre due giorni dopo, come se nulla fosse accaduto, e a cercare disperatamente Ted, allontanato nel frattempo perché lei potesse riprendersi nell’ambiente più “sterile” possibile.
Ted e Mary hanno bisogno di una famiglia che li accolga entrambi, che permetta loro di restare uniti. Una famiglia che permetta alla piccoletta di affrontare il post operatorio al caldo di una casa vera, accudita, curata, al caldo di un amore medicamentoso e salvifico assai più di qualsiasi unguento.

Ted e Mary hanno bisogno di una doppia adozione del cuore.
Un cuore grosso, ma grosso. Da qualche parte deve pur esserci.

Ted e Mary si trovano in Puglia ma possono viaggiare verso qualsiasi destinazione con staffetta autorizzata: ovunque si trovi la famiglia che li merita.

Info associazione ScateNati - Born to be unchained
Sonia 3922156074

Praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso. Grazie.Rango
09/09/2024

Praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso.
Grazie.
Rango

Leishmania. È il nome della malattia che ha spento probabilmente per sempre gli occhi di Rango. La veicolano le zanzare....
04/09/2024

Leishmania. È il nome della malattia che ha spento probabilmente per sempre gli occhi di Rango. La veicolano le zanzare. Il sud ne è pieno zeppo. Per scongiurarla bastano un antiparassitario (10 euro al mese), vaccino ogni dodici mesi (33,46 euro all’anno). Ma per chi se ne è sbarazzato come un rifiuto Rango non meritava nemmeno un pasto al giorno, figurarsi cure preventive.
Il giro del mondo dei veterinari, compreso specialista in oculistica che lo ha visitato proprio stamani, sentenziano: non guarirà dalla leishmania, non riacquisterà la vista. Aspettiamo l’ortopedico che ci dica cosa ne sarà delle zampette posteriori che gli consentono di fare tre e non più di tre passi alla volta, prima di accasciarsi su un fianco per riprendere fiato.
Un rottame. Già.
Ma le brutte notizie finiscono qui.
Con la leishmania si può convivere, le cure le abbiamo già iniziate.
Gli occhi, puliti e disinfettati tre volte al giorno, non saranno un problema. Per due buone ragioni. Non la vista ma l’olfatto è il senso vitale per i cani, e il piccolo Rango ha un fiuto decisamente formidabile. Trascinandosi sulle sue zampe stenterelle si mette in piedi, raggiunge il giardino, fa quel che deve fare e se qualcuno lo aiuta ritorna sul cuscino morbido che è la più grande delle novità della sua vita, altrimenti resta lì dov’è pazientemente.
Ma qualcuno, da qualche giorno a questa parte, per lui arriva sempre.
Di questa novità, come delle pappe buone scandite in due pasti al giorno, le coccole millemila volte al giorno, Rango sembra stupito e grato, e di lamentarsi degli occhi bui, le zampe rotte, la vita pu***na, non si sogna nemmeno.
La differenza, quella vera, è tutta lì.
Noi a menarcela ogni momento, su che ne sarà domani e tutto quel che è stato.
Loro grati alla vita, ora, adesso, per un sorso d’acqua inaspettato e una secchiata d’amore all’improvviso.

Dateci una zampa.
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Conto corrente 001071752560

Penso sempre che i cani che conosciamo in canile non sappiamo chi siano. Non sappiamo niente di loro. Niente. Un volonta...
01/09/2024

Penso sempre che i cani che conosciamo in canile non sappiamo chi siano.

Non sappiamo niente di loro. Niente. Un volontario mi ha appena mandato un video di nonna Stella, una cagnona anziana. Saltellava fra casa e giardino, goffa e divertente. Adottata qualche settimana fa, a 13 anni. Una vita intera in canile, non si muoveva mai. Se ne stava in un cantuccio e si sollevava per consumare svogliatamente il pasto giornaliero.

Non sappiamo chi siano i cani in canile, un posto dove ogni diritto è sospeso, come nei centri di detenzione per migranti, come nelle residenze sanitarie per anziani, le carceri, gli ospedali psichiatrici. Chissà quando nascerà il Basaglia dei cani.
Ed è esattamente questo che pensavo ieri quando ho portato a spasso Red. Una scheggia, un caterpillar dall’energia indomabile, col respiro perennemente affannoso, la bocca spalancata, la lingua penzoloni, il ritmo di marcia f***e. Chi è Red? È questo o chi? Fa così perché è così o perché gli manca tutto, tutto quello che somiglia anche lontanamente a quello di cui avrebbe bisogno? Alla vita.

Venti chili suppergiù, tarchiatello, manto fulvo. Un simil pittbull. Un molossino tutta dinamite. La natura non è stata generosissima con lui. È br**tarello, manto rosso a cui deve il nome, occhi che sembrano perennemente congestionati, dai quali scendono rivoli impossibili da asciugare. Muscoloso come un lottatore. Assai selettivo, i suoi simili decisamente non gli piacciono tutti. Ma sostanzialmente un fesso: non ha perso una stilla della fiducia negli umani, come spesso accade agli stupidissimi cani, malgrado tutto.
Già. Perché Red è figlio di un sequestro. Il padrone – parola br**ta assai con cui si definisce la relazione fra cane e umano senza che il vocabolario ne offra un’altra – contava su di lui perché gli facesse una guardia cazzuta con corredo di ferocia. È durata finché il tizio non è finito in galera, il piccolo Red spedito dritto in canile.
La vecchia gestora del canile in questione, al suo arrivo, aveva dato ordine di occultare il molossino tutto muscoli nel più remoto e invisibile dei box. Di nasconderlo a eventuali visitatori. Di tenerlo alla larga da potenziali adottanti. E lontano dai suoi simili. Come se il galeotto fosse lui e non l’umano che lo aveva fatto finire nei guai.
Per mesi Red ha visto a stento la luce del sole, senza mai mettere zampa fuori dal box. Mai.
Quando ha cominciato a varcare la soglia della prigione in cui era stato recluso a sua volta, si è lanciato in corse forsennate in circolo nell’aria di sgambamento (qualche metro quadro di terra dove i cani trascorrono l’ora d’aria che non dura quasi mai più di venti minuti, ndr). Salvo piccole soste per prendersi un paio di carezze al volo dalla volontaria di turno. Già. L’unica buona ragione per arrestarsi e prendere fiato, per Red, è il contatto pelle a pelo con una mano dotata di dita abili e disponibili alle carezze. Questo fa. Questo so di lui. E quando lo fa ha una irresistibile faccia da tontolone.
Ma per scoprire il resto bisogna che Red trovi al più presto, al più presto, una famiglia.

Red si trova in Puglia ma può viaggiare in tutta Italia e anche oltre con staffetta autorizzata. Purchè ad attenderlo ci sia una famiglia e non un padrone, una famiglia che lo merita.

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