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Capridolls Baby Blue in splendida forma a 17 anni 💟
15/07/2026

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Un nuovo cucciolo in una casa con altri gatti, cosa fare per non sbagliare?Introdurre un cucciolo in una famiglia felina...
12/07/2026

Un nuovo cucciolo in una casa con altri gatti, cosa fare per non sbagliare?

Introdurre un cucciolo in una famiglia felina già formata porta entusiasmo, curiosità e una nuova energia che si intreccia con le abitudini dei gatti residenti. Ma per loro, ogni cambiamento richiede tempo: hanno rituali consolidati, spazi preferiti e un equilibrio che va accompagnato con delicatezza.
L’introduzione di un cucciolo è un percorso fatto di piccoli passi.
La gradualità, la calma del proprietario e l’ascolto dei segnali felini creano le basi per una convivenza stabile.

1- Preparare l’ambiente

La prima fase è creare un contesto che faccia sentire tutti al sicuro.

* Stanza dedicata — Il cucciolo inizia il suo percorso in un ambiente tutto suo, con lettiera, ciotole, giochi e un rifugio morbido.
* Scambio degli odori — Le coperte, i giochi e gli oggetti vissuti diventano un ponte sensoriale tra i gatti.
* Barriere leggere — Una porta socchiusa o un cancelletto permettono ai residenti di percepire il nuovo arrivato senza sentirsi invasi.

2- I primi incontri

Quando i gatti mostrano curiosità e un atteggiamento tranquillo, si può passare ai primi contatti visivi.

* Incontri brevi — Sessioni di pochi minuti, sempre supervisionate.
* Giochi e distrazioni — Un gioco a distanza o qualche snack aiutano a mantenere un clima leggero.
* Lettura dei segnali — Coda alta, postura rilassata, annusate reciproche: piccoli indizi che raccontano come procede l’incontro.

3- Una convivenza che cresce giorno dopo giorno

Quando i gatti iniziano a tollerarsi, il cucciolo può esplorare nuovi spazi.

* Risorse duplicate — Lettiera, ciotole e tiragraffi in più evitano competizioni inutili.
* Spazi verticali — Mensole, tunnel e percorsi sopraelevati offrono vie di fuga e punti di osservazione.
* Ritmi diversi — Il cucciolo è vivace, i gatti adulti preferiscono momenti più tranquilli: ognuno trova il proprio ritmo.

4- Il ruolo del proprietario

La parte emotiva del proprietario è fondamentale. I gatti percepiscono tensioni, cambiamenti di voce, movimenti più rapidi del solito.
Se la convivenza richiede più tempo del previsto, è utile mantenere calma e fiducia nel processo. L’ansia del proprietario può rendere i gatti più guardinghi, mentre un atteggiamento sereno li aiuta a sentirsi protetti.

* Gestione dello stress — Routine stabili e un clima tranquillo favoriscono l’adattamento.
* Osservazione attenta — Capire i segnali dei gatti permette di intervenire con equilibrio.
* Supporto professionale — In caso di difficoltà prolungate, un esperto può offrire indicazioni mirate.

5- Creare un clima sereno

Una casa pensata per i gatti favorisce equilibrio e tranquillità.

* Routine stabili — Orari prevedibili per pasti e giochi.
* Attenzione equilibrata — Ogni gatto ha bisogno di sentirsi considerato.
Ambiente ricco — Stimoli quotidiani che mantengono mente e corpo attivi.

6- Diffusori di feromoni felini

i diffusori di feromoni felini rilasciano nell’aria una copia sintetica dei feromoni facciali che i gatti usano per marcare ciò che considerano sicuro. È un linguaggio invisibile che comunica tranquillità, familiarità e stabilità. In un momento di cambiamento, questo messaggio silenzioso aiuta i gatti residenti a sentirsi più protetti e il cucciolo a percepire la casa come un luogo accogliente.
Posizionarli nelle zone di passaggio o nelle stanze dove avverranno i primi incontri favorisce un clima più disteso.
Link: Diffusore di feromoni di ultima generazione
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Una settimana di introduzione: guida giorno per giorno
Percorso semplice e realistico. Ogni gatto ha tempi diversi, quindi può essere adattata senza fretta.

Giorno 1: Ambientamento del cucciolo
Stanza dedicata, oggetti familiari, routine tranquilla.
Il cucciolo esplora il suo spazio.

Giorno 2: Scambio degli odori
Coperte e giochi passano da un gatto all’altro.
Osserva le reazioni dei residenti.

Giorno 3: Primi contatti indiretti
Porta socchiusa o cancelletto.
I gatti si percepiscono senza incontrarsi.

Giorno 4: Primo incontro breve
Sessione di pochi minuti, con giochi o snack come distrazione.

Giorno 5: Ripetizione degli incontri
Due o tre incontri brevi. Osserva segnali di rilassamento o tensione.

Giorno 6: Esplorazione controllata
Il cucciolo accede a una stanza in più, mentre i residenti mantengono i loro spazi.

Giorno 7: Convivenza progressiva
Risorse duplicate, routine stabile, incontri più lunghi. Si costruisce un equilibrio naturale.

Lia Guercino
http://capridolls.weebly.com

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Scegliere la lettiera giusta per un Ragdoll: La scelta della sabbia è uno dei dettagli più importanti nella gestione quo...
03/07/2026

Scegliere la lettiera giusta per un Ragdoll:

La scelta della sabbia è uno dei dettagli più importanti nella gestione quotidiana di un gatto, e lo diventa ancora di più quando si parla di una razza a pelo lungo come il Ragdoll. Cuccioli e adulti hanno esigenze diverse, ma un elemento comune è che la scelta della lettiera, che può sembrare un dettaglio, in realtà incide sul loro comfort, sulla pulizia della casa e sulla serenità quotidiana.

Negli anni di allevamento ho imparato che per un Ragdoll, soprattutto cucciolo, la lettiera deve essere sicura, delicata e facile da gestire.

Tra le opzioni che negli anni si sono dimostrate più efficaci ci sono due categorie:

le lettiere vegetali in tofu e le lettiere minerali in bentonite a granulo fine.

Sono diverse tra loro, ma entrambe offrono vantaggi.

1- Lettiera vegetale in tofu: naturale, sicura e perfetta per il pelo lungo

La sabbia in tofu è composta da fibre vegetali biodegradabili, leggere e completamente naturali. Negli allevamenti e nelle famiglie con gatti a pelo lungo sta diventando una scelta sempre più comune, soprattutto per i cuccioli.

I vantaggi:

Zero polvere: non irrita le vie respiratorie e non sporca il mantello.
Granulo morbido e leggero: ideale per i cuccioli che stanno imparando a scavare.
Non si attacca al pelo: un beneficio fondamentale per il Ragdoll, che tende a trattenere polvere e granuli.
Agglomerazione rapida: le zolle sono compatte e facili da rimuovere.
Controllo odori naturale: senza profumazioni artificiali.
Smaltimento semplice: biodegradabile e, in piccole quantità, compatibile con lo scarico WC.

2- Lettiera in bentonite a granulo fine: agglomerazione eccellente e massima pulizia

La bentonite fine è la sabbia più utilizzata in assoluto. La sua capacità agglomerante è superiore a qualsiasi altra categoria, e questo la rende molto pratica nella gestione quotidiana.

I vantaggi:

Agglomerazione impeccabile: le zolle non si rompono e la pulizia è immediata.
Controllo odori molto alto: soprattutto nelle versioni con carbone attivo.
Consistenza naturale: molti gatti la preferiscono istintivamente.
Durata lunga: ideale per case con più gatti o per chi desidera una manutenzione semplice.
Pulizia precisa: separa nettamente la sabbia sporca da quella pulita.
Per i Ragdoll adulti già abituati alla bentonite, resta una scelta validissima. È però importante monitorare eventuali residui sul pelo, soprattutto se il granulo è molto fine.

Quale scegliere per un Ragdoll?
(Secondo la mia opinione)

Cuccioli : tofu vegetale: sicura, naturale, morbida, non si attacca al pelo.
Adulti: tofu vegetale o bentonite fine, a seconda delle abitudini del gatto.
Case con più gatti: bentonite fine per praticità, tofu per ridurre la dispersione in casa.
Mantello molto lungo: tofu vegetale resta la scelta più pulita.

N.B. Per i cuccioli è essenziale scegliere una lettiera naturale.

I cuccioli sono curiosi. Esplorano tutto, annusano tutto, e a volte assaggiano anche la sabbia. È un comportamento normale, ma va gestito con attenzione.

Le lettiere minerali, se ingerite, possono creare serie occlusioni intestinali e/o vomito.

Le lettiere vegetali in tofu, invece, sono naturali, biodegradabili e molto più sicure. Non contengono componenti chimici e non formano grumi pericolosi all’interno dell’apparato digerente.

Perché non preferisco le lettiere in silicio e quelle non agglomeranti

Negli anni ho provato davvero di tutto. Lettiera dopo lettiera, marca dopo marca, ho osservato i gatti, la pulizia, gli odori, la gestione quotidiana. E a un certo punto ho capito che alcune categorie non erano adatte ai miei Ragdoll, né ai cuccioli né agli adulti.

1. Sono difficili da pulire

Le lettiere non agglomeranti assorbono ma non isolano: non si capisce dove il gatto ha urinato e si finisce per rimuovere più sabbia del necessario.

2. Gli odori sono più difficili da gestire

Le lettiere non agglomeranti trattengono l’umidità e rilasciano cattivi odori nel tempo.

Il silicio, quando si satura, perde rapidamente efficacia e lascia il fondo umido.

3. Alcuni gatti non le gradiscono

La consistenza dei cristalli di silicio può risultare innaturale o dolorosa per le zampette. Alcuni gatti smettono di scavare o di coprire i bisogni.

Le lettiere non agglomeranti possono aderire ai polpastrelli e risultare fastidiose.

4. L’igiene è inferiore

Le lettiere agglomeranti permettono di rimuovere completamente la parte sporca.

Le non agglomeranti mantengono la p**ì nella vaschetta, aumentando la proliferazione batterica.

5. Non sono ideali per il Ragdoll

Il mantello lungo trattiene facilmente polvere e granuli.

Il silicio tende a disperdersi in casa e a incastrarsi nel pelo.

Le non agglomeranti possono aderire ai polpastrelli, aumentando la dispersione.

Dopo anni di prove, ho scelto di non utilizzarle più. Non perché siano “sbagliate” in assoluto, ma perché non rispondono alle esigenze dei miei gatti e delle famiglie che li accolgono.

Lia Guercino

LINK UTILI:

Sabbia in tofu (quella che uso di più, soprattutto per i cuccioli):

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Sabbia agglomerante in bentonite fine:

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I PERICOLI DI BALCONI E FINESTRE PER UN RAGDOLL(E per i gatti in generale)Accogliere un Ragdoll significa accogliere un ...
02/07/2026

I PERICOLI DI BALCONI E FINESTRE PER UN RAGDOLL
(E per i gatti in generale)

Accogliere un Ragdoll significa accogliere un gatto fiducioso, dolce e poco consapevole dei pericoli. È una razza che vive la casa con serenità, ma proprio questa tranquillità può diventare un rischio quando si parla di terrazzi, balconi e finestre non protette.
Un ambiente sicuro è una responsabilità verso un animale che, sia da cucciolo che da adulto, non ha l’agilità né l’istinto di sopravvivenza tipico di altre razze.

Perché il Ragdoll è più vulnerabile

Il Ragdoll non è un gatto che “calcola”. Non valuta le distanze, non percepisce il vuoto come un pericolo e tende a seguire ciò che lo incuriosisce senza riflettere.

Questa combinazione — fiducia, scarsa agilità, curiosità — rende balconi e finestre punti critici.

Un vaso da raggiungere, un uccellino che vola vicino, un rumore improvviso: basta un attimo perché il cucciolo si sporga troppo, scivoli o tenti un salto mal calcolato.

Finestre a vasistas: un rischio spesso ignorato

Le finestre a vasistas sono tra le cause più frequenti di incidenti domestici nei gatti.

Anche una fessura minima può spingere il cucciolo a tentare il passaggio: resta incastrato con il torace o il bacino, rischiando traumi gravi.

Non è un comportamento “da gatto che vuole scappare”, ma pura curiosità, un impulso naturale che va prevenuto.

Balconi e terrazzi: cosa può accadere

Un balcone non protetto espone il cucciolo a diversi pericoli:

Cadute accidentali: il Ragdoll si sporge troppo e perde l’equilibrio.
Saltelli mal calcolati: tenta di raggiungere un vaso o una mensola.
Spazi tra le ringhiere: se sono larghi, il cucciolo può infilarsi e cadere.
Superfici scivolose: piastrelle bagnate o lisce aumentano il rischio.
La prevenzione è fondamentale.

Come mettere in sicurezza terrazzi e balconi

La protezione ideale è una rete robusta, fissata in modo stabile. Le reti moderne sono discrete, resistenti e non alterano l’estetica della casa.

Per chi vive in condominio, è utile informarsi sulle regole: spesso sono consentite se installate con materiali neutri.

Un’altra soluzione efficace, soprattutto per ringhiere con spazi larghi, sono le lastre di plexiglass: trasparenti, solide, impediscono il passaggio e non richiedono interventi invasivi. Sono perfette per chi desidera una protezione elegante e duratura.

Finestre: soluzioni pratiche

Per le finestre, soprattutto a vasistas, esistono protezioni specifiche:

griglie di sicurezza
reti rigide su misura
blocchi che limitano l’apertura
zanzariere rinforzate e fissate con sistemi anti-spinta
pannelli in plexiglass montati internamente
L’obiettivo è impedire qualsiasi tentativo di passaggio, anche minimo.

Consigli pratici per la sicurezza quotidiana

Controlla sempre balconi e finestre prima di lasciare il cucciolo libero in casa.
Installa reti o plexiglass prima dell’arrivo del gatto, non dopo.
Evita di portarlo in braccio sul balcone: basta un movimento improvviso per perdere la presa.
Non lasciare sedie, tavolini o vasi vicino alle ringhiere: diventano “trampolini” involontari.
Se devi arieggiare, usa solo finestre con protezioni già montate.
Ricorda che il Ragdoll non percepisce il pericolo: la sicurezza dipende interamente da te.
Controlla periodicamente le protezioni: reti allentate o fissaggi consumati vanno sostituiti.
Preferisci plexiglass per ringhiere con spazi larghi: è stabile, discreto e molto efficace.

LINK UTILI:

Griglie per finestre a vasistas:

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Lastre in PVC/policarbonato:

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Reti per balconi:

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https://amzlink.to/az0SlruBZeFNu

17/06/2026
14/06/2026

Viva I gatti! 🐱

Gatti, Herpes e lisina: cosa dicono le evidenze scientifichePer anni la lisina è stata proposta come integratore “utile”...
09/06/2026

Gatti, Herpes e lisina: cosa dicono le evidenze scientifiche

Per anni la lisina è stata proposta come integratore “utile” per i gatti affetti da herpesvirus felino (FHV‑1). Molti allevatori e proprietari l’hanno usata con fiducia, convinti che potesse ridurre recidive, sintomi e contagiosità.
Oggi, però, la ricerca ci racconta una storia diversa: più completa, più chiara e più utile per chi gestisce gatti in gruppo.

Perché la lisina era diventata così popolare?
L’idea nasce da un parallelismo con l’herpes umano: si pensava che un eccesso di lisina potesse “limitare” l’arginina, un amminoacido necessario alla replicazione virale.
Sulla carta sembrava logico. Nella pratica, nel gatto questo meccanismo non funziona. Il metabolismo felino non risponde come quello umano, e l’arginina non viene realmente ridotta dalla lisina.

Cosa mostrano gli studi più seri

Negli ultimi anni sono stati pubblicati diversi lavori, inclusa una revisione sistematica che ha analizzato tutti gli studi disponibili. Il quadro è:

- la lisina non riduce la frequenza delle recidive

- non accorcia la durata dei sintomi

- non migliora la gravità della congiuntivite o della rinite

- non diminuisce lo shedding virale in modo clinicamente rilevante

In alcuni contesti – soprattutto nei gruppi numerosi, come allevamenti e rifugi – i gatti supplementati hanno mostrato episodi più frequenti e più intensi rispetto ai controlli.

In altre parole: non solo la lisina non aiuta, ma può addirittura peggiorare la situazione.

I rischi da non sottovalutare

1. Il rapporto con l’arginina

Il gatto dipende dall’arginina per il ciclo dell’urea. Una sua carenza può portare a iperammoniemia, una condizione grave. Anche se la lisina non riduce davvero l’arginina, l’idea stessa di “giocare” con questo equilibrio non è prudente.

2. Peggioramento dei sintomi

Alcuni studi hanno osservato un aumento della gravità clinica nei gatti che assumevano lisina, soprattutto in ambienti stressanti o sovraffollati.

3. Effetti collaterali nutrizionali

Dosi elevate possono ridurre l’appetito o creare squilibri amminoacidici. Non sono rischi drammatici, ma non hanno alcun senso se non c’è un beneficio reale.

Per un allevatore significa che oggi la lisina non è più considerata una terapia utile per l’herpesvirus felino.
Non previene, non cura, non riduce le recidive. E può complicare il quadro clinico.

Per un allevamento – dove lo stress, i cambi di ambiente e la convivenza ravvicinata sono fattori costanti – puntare su un integratore inefficace rischia di far perdere tempo prezioso e di dare una falsa sensazione di protezione.

Cosa funziona davvero nella gestione dell’FHV‑1:

Riduzione dello stress
È il fattore più importante. Routine stabile, spazi adeguati, arricchimento ambientale, gestione attenta dei cambi di gruppo.

Supporto veterinario mirato

Quando serve, antivirali specifici come il famciclovir possono fare la differenza. La terapia va sempre valutata caso per caso.

Igiene, ventilazione, gestione dei flussi

Nei gruppi numerosi, l’organizzazione degli spazi è spesso più efficace di qualsiasi integratore

Alimentazione completa e bilanciata

Una dieta corretta sostiene il sistema immunitario molto più di qualunque supplemento “di moda”.

La lisina è stata usata per anni in buona fede, ma oggi sappiamo che non offre benefici concreti e può addirittura peggiorare il quadro clinico in alcuni gatti.
Per un allevatore, la scelta più responsabile è affidarsi a strategie realmente efficaci: gestione dello stress, igiene, nutrizione corretta e – quando necessario – terapia veterinaria mirata.
Lia Guercino

(In foto: Capridolls Chewbecca)

Chewbecca, uno dei miei ex cuccioli del cuore ♥️
13/05/2026

Chewbecca, uno dei miei ex cuccioli del cuore ♥️

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