08/08/2026
Ieri sera è successo qualcosa di veramente spiacevole 😤, un episodio di quelli che ti fa capire che l’umanità non ha molte speranze😔.
O meglio, anche se ne avesse nelle famose nuove generazioni, una larga percentuale di queste ultime ha comunque intrapreso una strada sbagliata, e quello che è successo ieri sera mi ha fatto riflettere molto più di quanto avrei voluto..!💭
Erano circa le 18.30 quando, scendendo dalla stalla verso casa, ho incontrato un gruppo di ragazzi scout che mi ha chiesto indicazioni per raggiungere Macereto.
Ho spiegato loro il percorso e soprattutto ho raccomandato di incamminarsi abbastanza velocemente: stavano andando verso il buio, c'erano diversi chilometri da percorrere, in salita, passando prima per la Sasso - Vallestretta, poi per la Vallestretta in direzione Arette, ed infine verso il Santuario di Macereto.
Mi hanno detto che avrebbero percorso la vecchia strada nel bosco, leggermente più breve. Bene.
Ho augurato loro buon percorso, e io ho proseguito con il mio lavoro.
Io e Riccardo siamo arrivati al recinto del pascolo, ho recuperato le pecore e le abbiamo lentamente riportate allo stazzo.
Dopo neppure cinque minuti dal nostro arrivo, mentre stavamo dividendo le porzioni di cibo per Oronzo e Caino, è successo l'impensabile 😱.
Dalla vecchia strada sono comparsi questi ragazzi, che non ci avevano minimamente visto, a causa dei cespugli. Ma non avevano evidentemente neppure idea di cosa ci fosse davanti a loro...
Sono usciti dal bosco correndo e urlando a squarciagola:🗣 "LE PECORE! LE PECORE!”
A braccia alzate, ridendo sguaiati, correndo verso lo stazzo. Verso le pecore. Continuando a gridare con braccia alzate come forsennati.
Le pecore sono entrate in allarme.
I cani, naturalmente, sono immediatamente partiti nella loro direzione, restando comunque all'interno del recinto ma abbaiando in maniera molto decisa per intimare loro di fermarsi.
Ma loro continuavano - e hanno continuato❗️- a correre, avvicinandosi sempre più e sfidando i cani dall'esterno della recinzione urlandogli contro!
Sono arrivati a una decina di metri dallo stazzo, e a quel punto io ☝🏻😇😈 ho urlato loro di fermarsi - in tono poco simpatico, lo ammetto... 🧛🏼♀️
Ho spiegato loro con fermezza che quello che stavano facendo era estremamente pericoloso, per loro, per le pecore... e anche per i cani!
Perché forse qualcuno non lo sa, ma un gregge spaventato può abbattere un recinto, disperdersi in montagna e prendere una direzione imprevedibile.
E se questo fosse successo di notte?
Se io non fossi stata lì?
Se i cani fossero usciti dal recinto insieme alle pecore?
Quello che per loro evidentemente era una “avventura nella natura” avrebbe potuto trasformarsi in un problema enorme.
Le basi, Signori, le basi: avanti a un gregge, con cani da guardiania presenti, non si corre e non si urla. Ci si ferma. Si osserva, si mantiene la distanza, si valuta che gli animali siano impossibilitati a nuocere o si lascia che sia chi sta gestendo gli animali a indicare come comportarsi.
Sono concetti .
Talmente basilari che mi sono chiesta: ma cosa insegnano, esattamente, ai campi scout?🤨
Perché quando ho fatto presente la pericolosità di quello che stavano facendo, su cosa gli abbiano insegnato finora in quel campo scout, la risposta è stata, più o meno: “Ci insegnano a vivere nella natura.”
Ecco.
Ed è proprio questo il punto!🤬
Perché vivere nella natura non significa semplicemente dormire in tenda🏕, camminare nei boschi, accendere un fuoco 🔥 o fare un'escursione: significa conoscere ciò che si incontra.
Significa sapere che una pecora non è un soprammobile, che un gregge non è un'attrazione turistica e che un cane da guardiania non è decisamente un cane da compagnia ❗️
Che non ci si avvicina correndo e urlando a degli animali, soprattutto quando non si conosce il loro comportamento.
Ma significa anche e soprattutto avere l' di ascoltare chi in quella montagna ci lavora ogni giorno.
Perché, mentre io cercavo di spiegare loro il pericolo, mi è stato risposto bofonchiando anche qualcosa del tipo:
“Guarda se dobbiamo farci insegnare l'educazione da uno che lavora in montagna dalle sei della mattina alle otto della sera.”
E qui, sinceramente, mi sono trattenuta 😤, uscendo dalla copertura del cespuglio e mettendomi di fronte al ragazzino con gli occhiali per fissarlo poco amabilmente negli occhi🧛🏼♀️, solo per precisare che lavoro in montagna dalle 04:00 del mattino, non dalle 06:00. E fino a tarda sera!
☝🏻Ma avrei voluto dirgli altro: in primis che l'educazione non è una questione di titoli di studio, di professioni o di quanto si è convinti di sapere.
Se uno l'educazione non ce l'ha, può insegnargliela anche un anziano che non ha mai messo piede in un'università.
Può insegnargliela una persona che non ha studiato e può insegnargliela perfino un senzatetto seduto alla stazione dei treni.
Perché l'educazione non si studia sui libri, si impara, si apprende e soprattutto si dimostra di averne. E in quel gruppetto sparuto di ragazzini volgari e boriosi, non l'aveva nessuno. NESSUNO❗️
E c'è un'altra cosa che vorrei ricordare.
In montagna è perfettamente normale incontrare greggi, animali al pascolo e cani da guardiania. Ma ci sono anche vacche che hanno partorito da poco, tori liberi, cavalle e stalloni. Tutti SCIOLTI.
E non sempre chi li incontra sarà fortunato come questi ragazzi: io ero lì, li ho visti e ho potuto intervenire.
La cronaca, purtroppo, ci ha già dimostrato quanto possa essere tragica una situazione in cui una persona si avvicina incautamente a cani posti a protezione di un gregge.
Non sto dicendo che ieri sera sarebbe necessariamente successo "qualcosa", ma sto dicendo che la prudenza non è facoltativa quando si entra in un ambiente che non si conosce.
E allora mi chiedo davvero: che cosa stanno insegnando ai nostri ragazzi?
Perché lasciare un gruppo di adolescenti in montagna non significa soltanto insegnargli ad accendere un fuoco, mo***re una tenda o percorrere un sentiero.
Significa insegnargli a rispettare l'ambiente, a rispettare gli animali, a riconoscere i pericoli e a capire che non tutto ciò che incontrano è lì per il loro divertimento. Ma soprattutto a rispettare chi, in quella montagna, ci vive e ci lavora.
Mi auguro sinceramente che questo post arrivi a qualche capo scout (e non per fare una guerra agli scout, perché non mi interessa!), affinché qualcuno possa fermarsi un momento a riflettere - e magari fare anche ammenda! - su cosa stiano insegnando a questi giovani.
Per questo chiedo di questo post ⚠️⚠️⚠️
Perché un gruppo di ragazzi lasciati a muoversi in montagna senza le conoscenze basilari e soprattutto l'educazione necessaria può essere molto più pericoloso di quanto si immagini.
E forse, prima di insegnare loro a “vivere nella natura”, sarebbe il caso di insegnare loro una cosa molto più semplice: a rispettarla.
Diciamo buongiorno, va...🤨