20/07/2024
salve a tutti,non è per tirarmela che riporto tutti insieme i vostri post, ma è semplicemente per fare il punto e ringraziarvi tutti.I post sul libro sono scritti da persone che mi conoscona da 30 anni e che mi hanno appena conosciuto, da "tecnici" navigati e da neofiti ma tutti hanno colto i veri significati,l'essenza di ciò che volevo trasmettere, nelle sue varie sfaccettature. Orbene sono a proporvi un incontro di 1 o 2 gg, a seconda della vostra voglia, della vostra disponibilità e del vostro interesse per dibattere e lavorare sul campo. il tutto in una struttura dalle mie parti,tra Pisa e Livorno. Passare insieme del tempo per approfondire dei concetti e verificarli sul campo tra amici, cosa c'è di meglio? Proponetemi in messaggiop privato delle date e vedrò di organizzare. Spero a presto.
ecco le vostre impressioni sul libro:
Dott. Enzo Righi, ematologo,ricercatore presso ilCNR, cinofilo e cinologo rinomato, fondatore di ICARO per molti anni pres della sez. SAS ROMA:
Caro Carlo,
ho letto attentamente e con grande interesse il tuo libro.
Per me è espressione della Cinofilia (Cinologia?) come noi volevamo che fosse:
esperienza analiticamente e criticamente maturata e non soltanto catechistica acquisizione della tradizione storico-empirica, ancorchè per molti versi benemerita.
L'italiano è molto gradevole e catalizzante, pregio questo certamente da registrare considerando che, con i tempi che corrono, "sapere di penna" non è un requisito necessariamente meritorio (vedi il linguaggio "smsese").
Per quanto io sia stato più un "cinoestetico", dalla lettura del tuo libro "sul cane che lavora" ho apprezzato la gradualità delle argomentazioni, l'essenzialità delle sottolineature e dei richiami, la completezza della tematica trattata.
Ti ringrazio per i tuoi apprezzamenti nei miei riguardi, subito aggiungendo che a mia volta ho molto imparato da te e dalla tua preziosa operatività cinofila "a tutto campo".
Bravo Carlo.
Enzo
Vincenzo PIROSO, allevatore BOXER “Von den CHATOS”,figurante BK, più volte concorrente BSP BK: Caro amico mio, ho letto il tuo libro e devo dirti che dà perfettamente le corrette informazioni sul modo di addestrare un cane
Speroche lo leggeranno in molti, anche coloro che pensano di essere “maestri”.....Un abbraccio. Vincenzo
Hashem El Dandarawy, presidente del club egiziano del Pastore Tedesco, più volte concorrente alla WUSV WM:
Caro Carlo, il libro è super. Penso che tutte le persone che si interessano allo sport cinofilo dovrebbero leggerlo: un vero “MUST”
Ciao
Hashem
Marcello Messina
Da anni conosco e seguo Carlo Fagioli. Ricordo ancora quando parlava ad uno stage che segui anni fa'.
Le strade si sono divise per tantissimi anni, sia per il suo viaggio in Francia sia per la mia scelta lavorativa di occuparmi di problemi comportamentali e non di Utilità e difesa.
Girando per l' Italia , per tenere stage e frequentarli, mi accorsi che bisognava fare qualche passo indietro e tornare da un artigiano per poter rivedere alcuni metodi di lavoro e procedure
d' intervento, perchè mi accorsi che i nuovi e molti degli attuali parlavano da Filosofi,da Dottori ma mancavano di una certa esperienza reale, viva...come solo un artigiano sa fare e di veri,con le mani rugose dal duro lavoro disposti ad un confronto ad uno scambio erano pochi.
Cosi parlando con un amico nonché socio d' addestramento ,gli presentai la mia idea, che lui condivise subito .
Bene l' idea c' era ma mancava l' artigiano, chi era il miglior artigiano? Nella mia mente sono 3 ,voi direte pochi lo so ,ma i migliori. Dopo alcuni giorni mi compare su facebook una nota....CARLO FAGIOLI E' IN ITALIA. Pensai ottimo, contattiamolo e cosi mi armai di tastiera ed umiltà e lo contattai, incrociando le dita viste le nuove mode ,molti pensano che uno che si occupa di comportamento ed uno che si occupa di utilità e difesa non possano andare d' accordo, invece si sbagliano perchè se fatto con intelligenza e competenza entrambi possono insegnare l' uno all' altro. E cosi da un email iniziarono diverse telefonate, confronti,spunti,progetti insieme e nessun ostacolo ci fermò anzi ci rafforzò.
Carlo dopo una telefonata delle nostre , mi comunicò che mi avrebbe inviato il suo libro NOI DUE INSIEME ,sapendo come sono fatto, si aspettava un parere schietto e tecnico, da poter condividere con altri amici ed appassionati. Cosi lessi,studiai e rilessi il libro più volte, cosi da non poter deludere un Maestro.Come un allievo al suo tema, pensai come iniziare, come scrivere una recensione se di tipo scolastico e di tipo discorsivo...capì che la cosa migliore era parlarvene brevemente ed invitarvi a leggere il libro,perchè credo che debba essere in ogni biblioteca di un professionista.
Il libro,credo che sia unico nel suo genere, scritto con semplicità di linguaggio ,rendendolo scorrevole per il profano che per il professionista, ricco di narrazioni bibliografiche e di nozioni tecniche inerenti il comportamento,l' etologia non solo del cane ma anche di altre specie,nozioni molto spesso dimenticate da numerosi colleghi.
Importantissimo gli argomenti di introduzione come il gioco,il linguaggio del cane,il concetto di addestramento e rispetto, spesse volte fraintese ,cosi permettendo il neofita d' aver chiarito alcune tematiche mal utilizzate ed il professionista di poter prendere spunto per spiegare alcuni concetti al neofita in modo semplice e chiaro.
Il libro , scritto da un artigiano ,con dietro anni d' esperienze,non so quanti migliaia di cani con cui ha lavorato,e numerosi campionati d' alto livello vinti, ci spiega l' importanza prima di prendere un guinzaglio nel conoscere e saper leggere il cane, nel capire cosa vogliamo da lui e come spiegare al cane cosa vogliamo. Come un maestro, ci conduce per mano verso il “pensare da cane”, accompagnandoci alla scoperta della preparazione del cane da pista,da obbedienza e da difesa, dandoci una piccola spolverata nozionistica e d' intervento,perchè il vero maestro ,prima ti mette alla prova e poi ti spiega la lezione.
Ringrazio Carlo Fagioli, per il regalo che mi ha fatto nel inviarmi il libro (anche se senza dedica ) ,e colgo l' occasione nel ringraziarlo per i numerosi consigli che mi ha dato e spero che continuerà a darmi.
Deborah Clemente Buongiorno,io sono una neofita dell`utilità e difesa...fin da piccola seguivo mio papà e i suoi cani nel campo di addestramento e a vedere le gare con il sogno di poter un giorno avere un grigione tutto mio e seguire la sua strada.Finché quel giorno é arrivato e guardandomi attorno tra le cucciolate sono rimasta colpita da una in particolare: era di CARLO FAGIOLI Baly d Valsory X Olek von der Maineiche...organizzato il viaggio verso Lione e via...a prendere Foster del Pasquino.E` stato molto professionale e le sue raccomandazioni erano più che fondate.Lui prevedeva già come sarebbe stato il mio cane da grande quando il cucciolo aveva 60 giorni.Dopo pochi mesi ho organizzato uno stage nel nostro campo di addestramento ed é riuscito a catturare l`interesse di tutti,nonostante alcuni nostri soci intraprendono discipline diverse,perché trattando le basi del rapporto conduttore-cane,il linguaggio corretto e capire il comportamento,é stato molto utile a tutti.Successivamente mi sono fatta spedire il libro e da una mia modesta opinione é stato molto scorrevole,facile da capire anche ai neofiti e ho trovato molto interessanti le sue biografie,le sue esperienze pratiche...perché quelle sono veramente utili a capire il comportamento del cane per sapere poi dove e come poter far leva naturalmente.Lo consiglio,possibilmente prima o dopo un suo stage per capire fino in fondo cosa vuole trasmettere
Natura e Cultura, l’eterno dibattito.
Recensione del libro “Noi 2 insieme” di Carlo Fagioli
In un periodo storico come questo, caratterizzato dalla sempre maggior diffusione degli animali d’affezione, in cui la cronaca, intesa come analisi dei fatti, è sempre più sottoposta alle continue pressioni della informazione finalizzata, anche in ambito cinofilo, il libro di Carlo Fagioli, giunge come un fulmine a ciel sereno. No, giunge come un ululato, questo è Carlo.
Conobbi Carlo Fagioli più di una decina di anni fa, quando frequentavo l’Utilità’ e Difesa solo da bordo campo, il mio attuale marito aveva all’attivo solo un Esordienti col suo Boxer di 5 anni, mentre io mi affannavo con la mia meticcia, mezza Malinois mezza grigiona, di 8 anni sui campi di Agility, dato che non aveva Pedigree. Un po’ come oggi, di fatti ne avevo combinati ben pochi, nessuno per la verità, ma avevo già all’attivo idee ben chiare e una buona cultura cinofila generale. Seguii due stage con Carlo e rimasi fortemente colpita dal fatto che finalmente qualcuno, in quel quadrato erboso e secco, dimostrasse una metodica ben precisa e una volontà di far comprendere che la tecnica di per sé stessa ha un valore fittizio e che nulla può essere fatto se non si hanno delle minime competenze di etologia, di osservazione della Natura. Era giunto con appunti e videocassette, di cani, ma anche di leoni, che stupore! Finalmente qualcuno che “condivideva”!
Oggi Carlo non ha più le sembianze del lupo (sic!) e sulle sue due zampe si e’ fatto carico di un lavoro che ha totalmente a che fare con la Cultura e l’elaborazione intellettuale.
Al giorno d’oggi ci si riempie molto la bocca con la parola “rispetto”, con l’aggettivo “gentile”, ci si sbrodola (perdonatemi il Toscanismo) il cervello con finezze intellettual-culturali che scandagliano lo scibile cinognostico, sposiamo la zoo antropologia e festeggiamo al grido di impronunciabili classificazioni degli istinti, “Noi due insieme”, invece, parla cane, mette d’accordo Natura e Cultura e lo fa bene. E’ un libro scorrevole, ben scritto, che vola via in soffio e ti fa venir voglia di rileggerlo per approfondire i concetti. Per le tematiche in esso trattate e’ adatto sia agli addetti ai lavori che ai neofiti che si accingono ad intraprendere il cammino degli sport cinofili o anche solo ad approfondire il rapporto con il proprio cane.
Anzitutto Fagioli ha il fegato di dire apertamente e senza ipocrisie che per lui non esiste addestramento senza “dovere”. Beh questa è la sacrosanta verità, questa e’ la vita di tutti i giorni; chi vive sul serio i propri cani a tutto tondo e non solo una mezzora ogni tanto in uno spazio neutro, non può non condividere. Personalmente ho un bambino di 3 anni e mai mi sognerei di pensare ad una educazione di tipo roussoiana. Quanno ce vo’ ce vo’, c’e’ il dovere, la libertà, il rispetto, la punizione, la correzione. Ogni cosa a suo tempo, per una ragione, con una finalità, ma soprattutto qualsiasi forma d’intervento deve essere eseguita nei modi e nei tempi giusti, commisurata al soggetto, equilibrata, ma soprattutto essere efficace.
Il libro è diviso in due sezioni. La prima tratta di argomenti generali, fa riflettere sul modo di pensare cane, getta le fondamenta di un metodo analitico che si basa sulla osservazione diretta. Dopo tanti manuali e manualetti che parlano solo di tecniche (“per far sedere il cane fate così” ) questo testo evidenzia come, per riuscire a far eseguire qualcosa al nostro cane, foss’anche dare la zampa, dobbiamo prima imparare a comunicare con lui. Nel far questo Fagioli tende una mano al lettore, fa chiarezza sui termini di comune utilizzo nell’ambiente dell’addestramento e sui concetti basilari dell’etologia senza perdersi in astratte elucubrazioni che possano far perdere di vista l’obiettivo finale: l’addestramento come collaborazione. Alcuni potrebbero obbiettare che buona parte del libro non e’ altro che un uovo di Colombo, beh, a questi signori risponderei che i contenuti solo talmente semplici da chiedersi come mai nessuno li ha messi così apertamente nero su bianco.
“Noi due insieme” ci fa capire cosa vuol dire addestrare, ci indirizza all’osservazione dei nostri soggetti, imprime a chiare lettere l’importanza della vita quotidiana col cane, offre un triplice punto di vista “cane-proprietario-addestratore” e non sorvola sul fatto che tanto ogni soggetto e’ diverso da un altro, quanto ogni conduttore ha le sue particolarità, tanto da generare infinite combinazioni (binomi)momentanee, che non ci devono confondere, perché se impariamo a pensare cane, tutto diverrà più semplice e sarà o bianco o nero.
La seconda parte e’ più precisamente dedicata all’addestramento da Utilità e Difesa, alla disciplina IPO, e tratta sinteticamente le modalità di approccio al lavoro di Pista, Obbedienza, Difesa. Se devo fare un appunto in questa seconda parte c’e’ troppo Carlo Fagioli, questo il suo metodo e le sue tecniche d’impostazione, ma e’ anche vero che e’ più che lecito che l’autore parli in modo chiaro principalmente delle sue esperienze e delle sue modalità di intervento.
Sulla parte dedicata al lavoro di ricerca, ho avuto difficoltà, non a capire, ma a “com-prendere” il tipo di lavoro tipicamente “sportivo” o da “punti”, che dir si voglia, poiché provengo da una formazione in cui il cane in Pista regna sovrano. Difficilmente gli interventi del conduttore possono essere equilibrati in un momento in cui il cane utilizza il suo principale organo di senso in un modo che noi umani non comprenderemo mai. Questo non vuol dire che il conduttore non debba mai intervenire, ma che in questa sezione di lavoro prima di intervenire in modo errato e’ necessaria molta esperienza e moltissima cognizione di causa, onde evitare danni quasi irreparabili (in altri casi e’ sempre possibile decondizionare senza grandi difficoltà).
Mi potrei dilungare su questo punto, ma non è questo l’intento della mia recensione, di certo posso dire che “Noi due insieme” non dovrebbe mancare nella biblioteca cinofila di addetti ai lavori e non. E’ un libro da consigliare. Bravo Carlo
Andrea Portos Maria.......................conosco Carlo dai tempi di via Tiberina , andavo con Gianni Arrà a portare Domino del Nuovo Millennio ecc...............poi 2 anni fa a Venezia all'Atibox compro il libro e me lo leggo di gusto , il libro lo presto e mi sparisce ..vabbè, accade, una 20 di giorni fa me lo sono fatto rispedire da Carlo e secondo il mio modestissimo un testo che va riletto più di una volta , per assaporare il gusto di certe notizie che l'autore ci mette a disposizione . Libro che hi come tanti di noi è considerata "vecchia guardia" ci rimane vero, leggibile, che mi fa imparare e rispettare ancora di più chi "lavora" i boxer e non solo ad alto livello.......grazie Carlo , sto ancora imparando e x le "nuove leve" che tante cose non hanno la pazienza di seguirle e metterle in pratica..........
Renato Freda
fare per anni lo stesso lavoro finisce per renderlo un poco piatto e ti impegni solo davanti al caso più difficile, quello che chiama a raccolta tutte le esperienze fatte in anni e in cani. Poi, una buona lettura e ritrovi non solo la motivazione giusta per ingranare una marcia più alta ma addirittura ritrovi vive tutte le ragioni che ti hanno spinto ad intraprendere quel lavoro che, come dissi a Carlo nel 96 (I* e unico stage boxer club organizzato sul mio campo), non é solo lavoro bensì una precisa scelta di vita. Ho Conosciuto Carlo nel 93 insieme a Nino Cipriani e credo fosse il I* corso Organizzato dall' AIAP (Associazione Italiana Addestratori Professionisti). Ancora con loro ho seguito il corso AIAP di II* livello, un corso per figuranti boxer club e un corso tenuto presso la struttura di Carlo da un giudice sloveno. La cosa che maggiormente mi piaceva di quei corsi é che prima i Maestri ti spiegavano la teoria e poi ti facevano ineluttabilmente ed incontrovertibilmente vedere come questa si tramutasse in pratica. Di qui l'auspicio già espresso personalmente a Carlo che un giorno, a compendio della seconda parte del libro, ci possa essere un supporto video. Mi rendo conto della difficoltà di realizzazione ma penso che i tempi, nel rapporto con il cane, siano molto importanti. Per tale ragione mi sono ripromesso di andare ancora a lezione da Carlo, cosa che per il momento purtroppo ho dovuto rimandare, solo rimandare. Un grazie di cuore a Carlo.
Agri Bizzarra
Carlo tu ben sai l'affetto che mi lega a te e la grande stima che ho per te. Sei un grande professionista, con una cultura cinofila da invidiare. Sai anche, e soprattutto, quanto io sia capra con un guinzaglio in mano, ciò non toglie che quando TU inizi a parlare, a spiegare, a condividere la tua conoscenza, tutto sembra così chiaro e facile anche per me:) ... starei giorni ad ascoltare ed osservarti lavorare senza accorgermi del tempo che passa... il tuo libro, nella prima parte, rivela quanta passione, conoscenza ed esperienza ci sia nel tuo bagaglio professionale e quanto farebbe bene ci fosse in quello di tutti noi cinofili ... e che invece purtroppo oggi LATITA nel bagaglio professionale di tanti professoroni... La seconda parte, quella prettamente tecnica, io auguro a tutte le persone che leggeranno il tuo libro, di poterla vivere dal VIVO ad un tuo stage... Ti abbraccio!
Massimo Giunta
"....lavorate con il vostro cane, per il puro piacere di farlo. Non tentate di usarlo per dimostrare qualcosa". Queste sono le parole che, secondo me, scolpiscono la filosofia del libro di Carlo. Dall'inizio del testo, fino alla fine, ad ogni addestratore che proviene dalla vecchia Scuola è possibile ritrovarsi in quel percorso formativo di crescita che l'Autore dipinge raccontando di sè e dei suoi Maestri pagina dopo pagina. Non è un Manuale sulle tecniche di addestramento, è qualcosa di più. E qualcosa di più. Benchè ci siano molte parti dedicate alle impostazioni del lavoro nella varie Fasi, il testo pone l'attenzione su un preciso approccio che un buon addestratore deve possedere durante tutto l'arco della sua attività di formazione dell'allievo, vale a dire del cane. Lo consiglio vivamente a tutti coloro che avranno la fortuna di non imbattersi in disastrosi percorsi formativi offerti dalle pseudo-scuole dell'anti cultura dell'addestramento sorte nel nostro ultimo decennio. Pagina dopo pagina lo stile è sciolto, mai ruvido e punta all'essenziale: nell'intento dell'Autore non v'è alcuna pretesa di rappresentare come si deve fare, bensì il desiderio e la raccomandazione - intenti perfettamente raggiunti dalla prima all'ultima pagina - di porsi con un approccio classico davanti alle difficoltà della Disciplina. Il Manuale è un eccellente strumento per approfondire le proprie esperienze senza mai allontanarsi da quel tracciato individuato da Carlo.
Rambaudo Ezio Visto che si ripropone il dibattito e la valutazione del libro di Carlo....ripubblico il mio commento del 4 luglio 2012 : "Ho letto " NOI DUE INSIEME " ! Da decenni leggo libri e saggi di cinofilia per aumentare il mio sapere ; ma quasi ogni lettura era superficiale , scritta per lo più con l'intento di vendere il maggior numero di copie possibili sfruttando luoghi comuni e copertine ammiccanti ! Poi , l'incontro con 2 testi UNICI che ho fatto miei e consigliato a tutte le persone con cui ho condiviso percorsi cinofili ! Uno di questi e proprio " NOI DUE INSIEME " di Carlo . Testo VERO , scritto da addestratore tecnico e competente che conosce la materia " sul campo " ed allo stesso tempo riesce ad essere chiaro al neofita ! Un ottimo testo insomma , di cui condivido QUASI tutte le parti...ma si sa ogni addestratore ha un suo modo unico e personale . Ancora complimenti Carlo hai dato a tutti noi un manuale serio e corretto !!! EX ABUNDANTIA ENIM CORDIS OS LOQUITUR ( la bocca parla per l'abbondanza del cuore ) !"
• Cristina Marraccini ". Dando gli elementi per comprendere il cane si può capire se ciò che si sta facendo e come si sta facendo va bene o meno"....e non è poco...
7 marzo alle ore 9.59 • Mi piace
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Fabiana Rivoltella utilissimo per capire il proprio cane nella prima parte, e utilizzare come manuale seguendo gli aspetti tecnici nella seconda dove sono indicate le fasi: A, B e C.
Massimiliano Giorgetti La mia recensione sul tuo libro Carlo potrebbe riassumersi in una sola parola FINALMENTE !! Si finalmente perché era veramente ora scossa che qualcuno del tuo calibro mettesse nero su bianco i punti cardine dell' interazione uomo-cane , qualcuno formatosi sul campo e su una disciplina l'U.D. che ti costringe a capire il cane prima di poter competere in gara , altrimenti risultati zero ,un libro che andrebbe consigliato non solo a chi vuole affacciarsi a questa splendida disciplina , ma anche a semplici possessori di cani (almeno nella sua prima parte) e soprattutto ad allevatori che in quanto a cultura cinofila , ha sentir loro ne hanno molta , ma generalmente essa é legata solo alla conoscenza delle linee di sangue ed alla perfetta costruzione morfologica di un soggetto , poi vedono un cane mordere per profonda insicurezza ben canalizzata da un preparatore in manica, con mesi e mesi di lavoro per raggiungere 70 punti e li senti dire ....guarda che cane , questo si che morde ! li tengono due anni in canile preoccupandosi di come progredisce l'angolo del posteriore , poi pretendono un cane equilibrato e sano di mente ! insomma il tuo obbiettivo che come ho letto sopra era quello di trasmettere cultura cinofila, in un paese dove ce n'è veramente molta poca , direi che l'hai pienamente raggiunto . Per quanto riguarda me avendo avuto la fortuna di averti tra i miei maestri, molte delle cose lette le conosco bene e cerco con i miei limiti di applicarle da più di 25 anni , anche se pure per me non sono mancati in questo tuo libro spunti di riflessione . Mi é piaciuto molto e lo consevero' gelosamente usandolo come una una sorta di vocabolario al tema di italiano ! GRAZIE CARLO
Laura Berlincioni
Ho trovato il libro veramente interessante scorrevole e preciso nei punti cardine del rapporto cane umano soprattutto nella parte introduttiva , avrei letto volentieri altri 3 libri sulla parte relativa all'utilità e difesa! Unica domanda di un punto relativo alla fase B di utilità e difesa sul rapporto col cane che ho poco chiaro e che vorrei approfondire e magari lanciare uno scambio di idee : la competizione cane conduttore .
Alberto Fiorelli non sono uno che frequenta molto i campi di lavoro, ma con Carlo credo di avere una cosa in comune, la voglia di sapere e di imparare. Ho frequentato Carlo al Campo da noi e poi siccome sapevo che poteva dare molto di più per circa un paio di mesi con il mio boxer sono andato da lui a Capena, Lui va oltre gli altri, ma lo devi seguire devi entrare nei suoi pensieri. bene io tutto quello che sò lo ho appreso da lui, ma la cosa che più mi ha colpito sono state le sue domande sulla morfologia del boxer, lui non si limitava all'addestramento del cane, ma voleva completare il suo sapere, con la conoscenza profonda e scientifica sulla morfologia del boxer cosa che non andava molto di moda a quei tempi nell'ambiente. una volta un giudice di gara (boxerista convinto) ignorava che da due fulvi non potevano nascere tigrati.scrivo questo per dire che leggendo ora il suo libro ( stò ancora attendendo la sua dedica) è facile e molto più comprensibile dopo averlo frequentato, le idee si schiariscono, gli orizzonti si fanno più vicini e, tutto quello che era un pò confuso e fumoso viene reso appetibile e comprensibile. e mi riporta a vecchi e bei ricordi di addestramento.(mentre leggevo dicevo fra me e me ecco perchè) Consiglio personale, prima frequentare Carlo e, poi leggere il suo libro. Grazie Carlo. ora conosco un pò di più.
: Wolfgang Schreiber……. Cmq, fino adesso piena sintonia. Complimenti!Tutto scritto e spiegato bene. Molto adatto per coloro che vogliono cominciare, ma anche per i vecchietti. Sai com'e....a forza di esperimentare e pensare cose nuove ti dimentichi delle volte le cose basilari....e la lettura del tuo libro me le ha fatte tornare di nuovo in mente. Io ho risposto:… non sai che piacere che mi fa sentirti dire certe cose: mi confermi ciò che ho scritto nella dedica. Ecco l'importanza del confronto, ripescare dal passato per "rispolverarle" delle cose che già si sapevano, ma "rivisitate" da altri, dette in maniera un po' diversa.
Per quanto riguarda le nozioni in più sui recenti studi sul cane e sulla sua psicologia ecc, lungi da me la considerazione di essere”arrivato”, e quindi ho la consapevolezza che”più so e più scopro che devo imparare”, mi auspico di avere la possibilità di trovarci per parlare più dettagliatamente del cane più cognitivo che condizionato e perché no, dell’intelligenza e dei sentimenti. Trovo che gli “studiosi” abbiano elaborato delle nuove tesi, o teorie, troppo “frettolosamente”, senza consulto con chi si è posto delle questioni per anni durante la propria interrelazione sul campo con gli animali, così da non spiegare molti “perché”.Certo, come detto anche da altri di voi, il mio amore e rispetto che traspare a ogni pie’ sospinto, è stato il filo conduttore della mia vita cinofila.
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o Carlo Fagioli
Alberto Fiorelli, caro amico,ciò che tu dici di me lo hanno detto anche altre persone che mi hanno frequentato per diverso tempo e che mi vogliono bene, ovviamente. Alcune anche “scusandosi” di non riuscire a seguirmi in tempo “reale”, ma solo all’allenamento successivo. E’ vero, io spesso vado oltre, mi lascio prendere e parto nei miei deliri: Allorché vedo un cane che esce dai suoi timori, dai suoi dubbi e trovo la via per accompagnarlo verso la comprensione di ciò che gli è stato chiesto, vado come in tranche e seguito a proporre per avanzare: è come per un poeta o un compositore, che allorché trovano l’ispirazione scrivono talmente veloci, come per paura che questa svanisca. Come si vede è successo anche qui, sono partito per dei “semplici” post e mi sono ritrovato a scrivere un romanzo. Questo assolutamente non giustifica il mio “egoismo”, che poi egoismo non è, visto che ciò che faccio è sempre in favore del cane. Ma tant’è!
Hai centrato quello che dicono il mio pregio principale, ma come visto può diventare il mio difetto. A proposito di questo, è un caso che solo la “vecchia” guardia riesca ad andare a fondo della mia filosofia dell’addestramento, mentre i giovani restano a delle questioni riguardanti solo la parte tecnicista?
25 marzo alle ore 15.40 • Mi piace • 1
o
Alberto Fiorelli il tempo è sempre galantuomo, peccato che passi in fretta, anche la penna è, un arma micidiale, verba volant scripta manent. forza vecchia guardia, a testa alta, non scopriamo l'acqua calda, conosciamo semplicemente come si fa a scaldarla.
di VALERIA ROSSI – Finalmente, finalmente, FINALMENTE un libro sull’IPO!
E non solo “un libro sull’IPO”, ma un libro scritto da qualcuno che di IPO “ne sa” davvero: allevatore, addestratore, figurante ufficiale, coach di diversi team che hanno ottenuto prestigiosi risultati in diversi campionati mondiali, allevatore di un mitico boxer (Buc del Pasquino: se non lo conoscete, allora non conoscete il boxer…) che è stato vice campione del mondo. Insomma, un libro scritto da Carlo Fagioli, che per gli amanti dell’utilità e difesa non ha bisogno di presentazioni: e per gli altri… la presentazione l’ho appena fatta, anche se avrei potuto andare avanti ancora per un bel po’. Ma limitiamoci pure all’essenziale e vediamo invece di parlare del libro, che ha come sottotitolo: “Alcuni spunti teorici e pratici per una buona e corretta relazione con il nostro compagno di vita, di sport e di svaghi”.
E siccome questa è la promessa, dico subito che è pienamente mantenuta.
Sinceramente, dopo aver approvato e concordato, mentre leggevo, con ogni singola parola della prima parte (nella quale si parla, vivaddio, di doti caratteriali, di memoria di razza, di etologia canina… e uno, leggendo, pensa: “Ahhhh… ma allora c’è qualcuno che si ricorda ancora che il cane è questo e non la strana caricatura che ne fanno alcuni cinofili moderni!), sono rimasta un po’ delusa da una seconda parte – quella dedicata agli esercizi pratici – in cui speravo di trovare (da vecchia appassionata di UD che però non pratica più da moltissimi anni) qualche novità, qualche nuova e magari rivoluzionaria tecnica, qualche rifinitura che non conoscevo. Invece no.
Ci sono quelle che per me, “addetta ai lavori”, sono – passatemi il termine – le “solite cose”: e anche descritte in modo piuttosto succinto, tanto che mi è sorto il dubbio che invece un “non” addetto ai lavori potesse, almeno in alcuni casi, non trovare proprio tutto quello che gli serviva per lavorare con un cane.
Poi, però, ho riletto meglio il sottotitolo: “SPUNTI teorici e pratici”.
E allora va benissimo così, perché gli spunti ci sono e sono chiari e comprensibili… dopodiché è anche giusto che chi vuole lavorare davvero con il suo cane alzi i ciapet e se ne vada su un campo, perché imparare tutto da un libro non è soltanto impossibile, ma rischia anche di diventare “pericoloso” (e ve lo dice una che ha cominciato proprio così: leggendo un libro e provando a mettere in pratica ciò che leggeva… con risultati che all’inizio sono andati dal comico al tragicomico).
Diciamo, quindi, che la seconda parte “suggerisce” quello che si può fare in addestramento, mentre la prima è un vero e proprio concentrato di buon senso cinofilo.
Sì, la visione è antropocentrica; sì, si parla anche (oddioooo!) di rinforzi negativi e perfino (oddioddioddioooo!) di correzioni; sì, i buonisti disneyani inorridiranno quando leggeranno che in UD il cane viene sottoposto a due colpetti di bastone durante gli attacchi (mentre io preferirei che inorridissero quando un cane di cui nessuno si è mai sognato di selezionare una buona tempra morde il bambino che inavvertitamente gli ha pestato una zampa).
Però il rispetto per il cane (rispetto per quello che il cane E’ …e non per il bambino peloso o l’angioletto con la coda di turno) trasuda da ogni pagina e rivela non solo la profonda conoscenza, ma anche tutto l’amore di un vero professionista per gli animali a cui ha dedicato una vita intera.
Fagioli potrebbe acquisire qualche nozione in più dai più recenti studi sul cane e sulla sua psicologia, considerandolo più cognitivo e meno legato al solo condizionamento?
Forse sì… ma una cosa è certa: seguendo i suoi consigli di “vecchio addestratore” non si faranno mai danni.
Per questo “Noi due insieme” è un libro da leggere, non solo da chi pratica IPO ma anche da tutti gli altri: che dovrebbero leggerlo senza pregiudizi di sorta, rendendosi conto che nel cane potrà esserci anche “più di questo”… ma intanto “questo” c’è!
E non andrebbe mai dimenticato.
Carlo Fagioli Innanzi tutto ringrazio Valeria per aver fatto ben più di un semplice intervento sul gruppo di discussione, ma di aver fatto una recensione del mio libro e avermi autorizzato a metterla sul gruppo. Sgombro subito il campo da malintesi, speculazioni e pettegolezzi dicendo che intervengo non per contestare ciò che ha scritto Valeria ma per arricchire i suoi concetti e chiarire i miei punti di vista, al fine di rendere più comprensibile il contenuto del libro e fare “due chiacchiere” cinofile e cinologhe ( scusate il neologismo).
Come detto nella prima parte ,ho voluto dare la spiegazione di ciò che pensa e come lo pensa un cane durante l’addestramento. Così facendo si danno gli elementi per “comunicare” con il cane e si evitano degli errori di relazione. Le tecniche cambiano ogni minuto. Qualche esempio: negli anni ho seguito stages di grossi personaggi. Oggi il sig X spiega delle tecniche, in un altro stage che ho seguito il sig Y spiega delle sue tecniche, altro stage la sig.ra Z spiega le sue tecniche. Dopo 1 anno vado ancora a uno stage del sig X e lui spiega delle tecniche un po’ differenti da quelle che aveva spiegato un anno prima e che contengono delle evidenti influenze del Sig Y e della sig.ra Z. mi sono spiegato? Le tecniche evolvono. Se si capisce la testa del cane e si sa dove si vuole andare ognuno potrà, bene o male, crearsi delle tecniche a lui più consone per mentalità, tempo, ambizioni, capacità, qualità proprie e del cane. Le tecniche si affinano anche in relazione al cambiamento dei criteri di giudizio, per chi fa le gare, o in base a delle variazioni necessarie (?) del carattere dei cani, ai cambiamenti della società. Ovvio che come dice Valeria non ci si può improvvisare addestratore o educatore o come diavolo volete chiamarci, fate voi. E’ altrettanto ovvio, per noi non più giovanissimi cinofili, che la nostra formazione passava più dettagliatamente la conoscenza del cane e dei criteri di addestramento che non nei tecnicismi esasperati delle ultime generazioni. Questi poverini , e altrettanto poverini i cani, molto spesso si disperano nei tentativi ripetuti di proposizione di “semplici” tecniche, che se non vanno, vengono soppiantate da altre apprese all’ultimo stage, e non si soffermano invece nel cercare di capire cosa il cane “gradirebbe” in quel momento.
Rocco Laura Bianconiglio Berti
come altri hanno già sottolineato il libro è veramente scorrevole e di piacevole lettura, credo che possa esser considerato tranquillamente un buon manuale e va a colmare un vuoto che non riuscivo a spiegarmi.
Penso solo che in alcuni tratti potrebbe non essere di immediata comprensione per eventuali neofiti, per chi potrebbe usufruirne per avvicinarsi all'addestramento partendo da un libro, in quanto alcuni concetti o passaggi vengono dati per noti tuttavia nulla di invalidante...
Per il resto emerge chiaramente il climax di coinvolgimento che ha portato l'autore ad andare avanti, a migliorare e a crescere e osservando i risultati credo che sia un'ottimo spunto per il lettore per fare sempre meglio...
Sono due anni che frequento l'ambiente cinofilo e quello che emerge è quasi sempre chiusura dogmatica e autoreferenzialismo, un manuale che fornisce a tutti gli strumenti per agire bene e ottenere risultati è una boccata di aria buona che aiuta a distendere i nervi e a focalizzare i giusti obiettivi, la selezione e un buon addestramento sono obiettivi comuni purtroppo spesso mutati in competizione e interesse che gettano le priorità in ombra,
insomma ecco..ho scritto un sacco..mi dispiace
Ottimo lavoro...e con questa chiudo, giuro!
Francesco Finocchiaro
Ho letto recentemente il libro di Carlo e, con un po' di ritardo, scrivo qui qualche pensiero. Primo pensiero: il libro è molto bello, chiaro e si fa leggere con piacere. Secondo pensiero: traspare in tutto il testo la passione e l'impegno di chi ha lavorato tutta la vita coi cani. E di questi tempi,nei quali molti si improvvisano depositari delle più strampalate teorie senza avere nessuna esperienza, credetemi, non è poco! E traspare inoltre un profondo e radicato rispetto per i nostri amici cani, rispetto fondato sulla conoscenza delle reali esigenze e non su un buonismo di maniera. (Basta il titolo a far capire questo!) Terzo pensiero: il libro colma una lacuna importante. Proprio perché uomini di azione, gli esperti di cani e di addestramento hanno scritto pochissimo e si corre il rischio che una grande cultura sia trasmessa alle nuove leve solo in maniera orale, arrivando così a contattare pochissime persone e lasciando agli altri fiumi di inchiostro fondati sul nulla. Scrivere un libro è mettersi in gioco, un po' come entrare in campo, dire fuss, e partire per la condotta, sapendo di sottoporsi al giudizio di tutti quelli che preferiscono stare a criticare in tribuna. Bravo Carlo! Quarto pensiero: sulla parte specifica dell'addestramento si potrebbe continuare a scrivere descrivendo quelle tecniche che recentemente sono state introdotte anche mutuandole da altre discipline. Parlo, di tutte quelle tecniche che, in maniera forse impropria, vengono definite come relative al "condizionamento operante". Tecniche che sicuramente permettono di ottenere ottimi risultati, se usate per integrare e migliorare le tecniche classiche descritte dal libro di Carlo e non per sostituirsi in maniera talebana a tutto il resto. Sono certo che Carlo non considera questo libro un punto di arrivo ma l'inizio di una grande riflessione comune. Mi sono accorto di aver scritto troppo e concludo dicendo che chiunque abbia l'onore di avere dall'altra parte del guinzaglio un cane, dovrebbe dedicare qualche ora a leggerlo.
Fabio E Cetty Fassari
questo libro mi fa sentire in colpa!!!!!
miope nei confronti del mio cane......ma credo di aver trovato gli occhiali della giusta diottria.
Grazie Carlo Fagioli c conosciamo da pochissimo ma credo e spero di aver trovato in te cio che ad oggi mi mancava.
Maurizio del Cirano
il libro mi è piaciuto molto perché scorre veloce ed è di sostanza ,senza fronzoli o inutili sofismi cervellotici che oggi vanno tanto di moda. io pero' l'avrebbi fatto mejo de te...
un abbraccio e complimenti sinceri
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