29/09/2021
Il diavolo se ne stava seduto su una panchina ai giardini, la testa alta e le corna dritte, la coda ciondoloni. Osservava divertito due persone litigare animatamente, una ragazzina mezza nuda che masticava una cicca con la testa china sul telefono, un vecchio barbone che protestava contro lo stato la chiesa, e Dio accusandolo di ogni suo male, un prete che sfogliava un giornale, una giovane donna con lo sguardo spento che rimproverava il figlio mentre il marito parlava col datore di lavoro...e, poco distante da lui, una bambina che divideva il suo panino con 5 piccioni spelacchiati briciolina dopo briciolina...
La bambina percepí il suo sguardo... alzò la testa, lo vide, si avvicinò e gli chiese:
"Tu sei il diavolo? Perché ti diverti tanto a tormentare gli uomini?"
"Ma io non tormento gli uomini" disse il diavolo.
"E allora chi si prende gioco di loro?"
"Non so. Dev'essere Dio." disse ironico il diavolo.
La bambina era confusa.
Le avevano insegnato che Dio era buono e il diavolo era cattivo e che bisognava sempre pregare Dio che tenesse lontano il diavolo.
"E allora tu cosa fai?" chiese incuriosita la bambina.
"Servo gli uomini. - rispose il diavolo - mi hanno creato loro perché avevano bisogno di me."
"Gli uomini hanno bisogno di te?"
"Si perché io sono tutte le loro paure, le loro debolezze, le loro separazioni, la loro comodità, la loro via facile, il capro espiatorio della loro vigliaccheria.
Io sono il loro desiderio che non esprimono e non vivono, la loro verità che non dicono a se stessi, la loro maschera migliore, il loro modo di sfuggire all'Universo a cui appartengono, io sono le menzogne che si raccontano, colui che tira fuori la verità, quella con cui non vogliono fare i conti.
Io sono le loro fughe dal loro Essere autentico.
Io sono la loro ignoranza di vivere e tutte le scuse per essa.
Io sono la bellezza effimera che nasconde la Bellezza immutabile. Io sono la bruttezza che non vogliono riconoscere di se stessi.
Io sono la tenebra a cui anelano, l'abisso per cui ardono, la perdita di controllo sufficiente perché possano mantenere loro vite in schiavitù.
Io sono colui da cui fingono di fuggire mentre si avvinghiano alle mie ginocchia.
Io sono le loro esagerazioni, le loro sporcizie sotto al tappeto, le loro menzogne, i loro "andrà tutto bene", i loro "ma io ti amo" con cui si giustificano, le fondamenta di meschina piccolezza su cui poggiano le loro prigioni d'oro massiccio.
Io sono la perdizione a cui affidano le loro vite per la pigrizia di Vivere.
Io sono la loro pigrizia.
Io sono il vuoto con cui tappano la bocca al Vuoto per evitare di caderci e scoprire quanta pienezza c'è ovunque, io sono il brivido di chi non sa vibrare con i venti del cielo e della terra.
Io sono il pretesto, la maniglia della porta della cella a cui si aggrappano per non correre il rischio di sfondarla: io sono l'antidoto alla Libertà di cui tanto parlano ma che in realtà temono più della morte.
Io sono il piacere usa e getta di chi non conosce la sacralità del piacere che nutre, poiché essa chiede la resa al dolore.
Io sono lo scudo al dolore che non vogliono attraversare.
Io sono il fodero vuoto per la spada che non osano impugnare.
Io sono il guscio secco della Fede che non sanno avere.
Io sono la loro omertà.
Io sono tutti i loro sensi di inadeguatezza.
Io sono tutti i loro sensi di colpa.
Io sono ovunque e in nessun luogo...e dipendo dalle loro scelte.
Se mi scelgono esisto. Se non mi scelgono non sono altro che una corrente bruna tra le correnti di tutti i mari. Innocuo come il vento tra le fronde degli alberi.
"E Dio? Quindi anche Dio lo hanno creato gli uomini? Hanno bisongo anche di Dio"
"Certo. Per avere qualcuno dietro cui nascondersi dalla consapevolezza di me in loro."
Ci fu un lungo silenzio.
Una farfalla si posò sulla spalla della bambina.
"Che differenza c'è tra te e quella farfalla? Che lei vola e tu no forse?" chiese il diavolo sornione.
La bambina esultó senza esitare "No no, nessuna.
Lei vola ma anche io so volare, nei sogni lo faccio sempre. Io voleró come le aquile" gridò la bambina e rise divertita.
Il diavolo rise con lei.
"Ecco finché saprai questo tu non avrai bisogno di me. Quando dimenticherai questo... io sarò li per te" concluse il diavolo.
E scomparve.
(Valentina Cidda Maldesi/Anabel) ( foto di Cinzia Corte Transumante di Nasseta)