Peter Shamrock

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Mia Madre amava le ginestre e il profumo dei calicantus. Ma furono le rose I suoi ultimi fiori   Amava leggere. Sognare....
09/05/2022

Mia Madre amava le ginestre e il profumo dei calicantus. Ma furono le rose I suoi ultimi fiori Amava leggere. Sognare. Mia madre amava le arie d' opera. Per mia madre io ero Maria Callas. Cantava Bellini Verdi e Donizetti sottovoce, invece di piangere. Amava il cielo d' inverno. Il germogliare della primavera. L' oro dell' autunno. La luce riflessa dell' estate. Ascoltare e perdonare. Le poche cose buone che ho, le ho imparare da lei. Mia madre era silenziosa e schiva e pensava di valere poco di più niente. Mia Madre amava e quel poco che conosco dell' amore l' ho imparato da lei. Mia madre era coraggiosa. Quando si alza l' impeto del vento so che nulla di male mi potrà accadere, perché erano gli Uragani che la spingevano a vivere. Mia madre non c'è. Con il ritroso silenzio che era tutto suo se ne andò a primavera. Sapeva che era giusto così. Che gli Uragani erano finiti. Il vento si era placato e non c' era più aria a gonfiare le vele. In tel Fade, quando non c' è più nulla. E urlo, uno ad uno, tutti i nomi come fossero i nomi di Dio. Maria degli Uragani amava i fiori e gli ultimi furono rose. . Phi 🙏

“Spesso la gente pensa che se hai una storia triste alle spalle, tu debba essere per forza una persona triste. E’ esatta...
13/04/2022

“Spesso la gente pensa che se hai una storia triste alle spalle, tu debba essere per forza una persona triste. E’ esattamente il contrario : non si diventa tristi - sebbene certe malinconie e certi dolori siano tatuaggi indelebili e fedeli compagni di vita - no, non si è persone tristi ma - ed è una grande differenza- persone che conoscono il valore della felicità. E non la prendono con leggerezza. Sanno che la felicità non è frequente, né effimera, né scontata ma si guadagna ad attimi che sono come respiri; danno peso ad un gesto, una parola, un’attenzione e ne sono riconoscenti. Non si lasciano sfuggire la bellezza delle piccole cose, colgono ogni espressione , nulla è dato per scontato. E sono i custodi di uno dei doni umanamente più preziosi e rari che esistano : l’empatia.”

Carolina Turroni

"Un giorno ti svegli– e con un po’ di cautela –inizi a togliertigli insulti di dossocome pezzi di corteccia.Ti togli l’a...
28/01/2022

"Un giorno ti svegli
– e con un po’ di cautela –
inizi a toglierti
gli insulti di dosso
come pezzi di corteccia.

Ti togli l’ansietà
come fini garze di seta.

Ti strappi il disprezzo
che si è incrostato sulle tue vene.

Ti confronti con lo specchio
come fosse la prima volta.
Vesti il tuo corpo con manti di tenerezza
e perdoni.

Non c’è tempo
per scagliare le pietre."

Silvia Cuevas-Morales

Si salveranno solo i flessibilie i diversamente agili,quelli con le prospettivee i pensieri ampi.Si salverannoquelli che...
04/01/2022

Si salveranno solo i flessibili
e i diversamente agili,
quelli con le prospettive
e i pensieri ampi.
Si salveranno
quelli che sbagliano in fretta
e fanno delle cadute slanci,
i domatori del pessimismo,
i navigatori disancorati
e gli apprendisti stregoni in generale.
Si salverà
chi accorda il respiro e i pensieri
al presente,
chi ascolta fino in fondo
prima di parlare,
chi sa che l’acqua arriva sempre al mare
e non impreca contro il buio,
ma si fida del tunnel,
perché sa che la luce
non va cercata fuori
ma accesa dentro.

(Manuela Toto)

Thalia Canusia salvata e amata

«Non passione ci vuole, ma compassione, capacità cioè di estrarre dall’altro la radice prima del suo dolore e di farla p...
25/11/2021

«Non passione ci vuole, ma compassione, capacità cioè di estrarre dall’altro la radice prima del suo dolore e di farla propria senza esitazione».

Fëdor Dostoevskij, “L’idiota”

"Li riconosci subito quelli che hanno avuto un vero dolore e non perché sono più stronzi, non perché hanno la scorza più...
19/11/2021

"Li riconosci subito quelli che hanno avuto un vero dolore e non perché sono più stronzi, non perché hanno la scorza più dura: io non li sopporto quelli che con la scusa del dolore diventano più cattivi. No, il vero tratto distintivo di chi ha sofferto per davvero è che, in fondo, è: gentile. C’è come un velo di clemenza sopra tutti i gesti, chi ha sofferto davvero non infierisce mai, non calpesta, sta attento a tutto, osserva, se può evita di ferire e se non può preferisce ferire sé stesso; la voce gli si colora di un soffio mite di calore, non urla più e se lo fa, lo fa solo contro il vento. Chi ha sofferto davvero è diverso perché è disarmato, esce senza la pi***la, sorride leggero, scherza tutto il tempo, non fa sempre a gara, chiede scusa, cammina in punta di piedi.
E ride, ride un sacco, più di chiunque altro."

🖋 Enrico Galiano -

Nel mondo si distinguono due tipi di persone: Quelle che hanno sofferto, e fanno pagare al mondo intero, il prezzo del l...
18/11/2021

Nel mondo si distinguono due tipi di persone:
Quelle che hanno sofferto, e fanno pagare al mondo intero, il prezzo del loro dolore ferendo i sentimenti altrui .
E quelle che proprio perché hanno sofferto, nascondono le proprie cicatrici, e si prendono cura di quelle altrui donando amore.
La sostanziale differenza, tra queste due personalità,
si definisce UMANITÁ.
Una dote di rara raffinatezza, che purtroppo, a volte, viene erroneamente interpretata, come debolezza
Joker

La sera prima di dormire possiamo pregare e benedire tutte le Creature  della nostra famiglia prossima e allargata....e ...
18/10/2021

La sera prima di dormire possiamo pregare e benedire tutte le Creature della nostra famiglia prossima e allargata....e se alla fine siamo ancora svegli possiamo lasciare UNA PREGHIERA IN SOSPESO per la creatura più bisognosa, quella che forse non ha neppure la forza di pregare.... Gli Angeli sanno a chi portare questo pensiero d'amore.....nessun palpito d'amore viene perso.
(© Marisa Haltiner)

Sii una lampada,  una scialuppa di salvataggio o una scala.Aiuta l’anima di qualcuno a guarire.~Rumi
17/10/2021

Sii una lampada, una scialuppa di salvataggio o una scala.
Aiuta l’anima di qualcuno a guarire.
~Rumi

Il diavolo se ne stava seduto su una panchina ai giardini, la testa alta e le corna dritte, la coda ciondoloni. Osservav...
29/09/2021

Il diavolo se ne stava seduto su una panchina ai giardini, la testa alta e le corna dritte, la coda ciondoloni. Osservava divertito due persone litigare animatamente, una ragazzina mezza nuda che masticava una cicca con la testa china sul telefono, un vecchio barbone che protestava contro lo stato la chiesa, e Dio accusandolo di ogni suo male, un prete che sfogliava un giornale, una giovane donna con lo sguardo spento che rimproverava il figlio mentre il marito parlava col datore di lavoro...e, poco distante da lui, una bambina che divideva il suo panino con 5 piccioni spelacchiati briciolina dopo briciolina...

La bambina percepí il suo sguardo... alzò la testa, lo vide, si avvicinò e gli chiese:

"Tu sei il diavolo? Perché ti diverti tanto a tormentare gli uomini?"
"Ma io non tormento gli uomini" disse il diavolo.
"E allora chi si prende gioco di loro?"
"Non so. Dev'essere Dio." disse ironico il diavolo.
La bambina era confusa.
Le avevano insegnato che Dio era buono e il diavolo era cattivo e che bisognava sempre pregare Dio che tenesse lontano il diavolo.
"E allora tu cosa fai?" chiese incuriosita la bambina.
"Servo gli uomini. - rispose il diavolo - mi hanno creato loro perché avevano bisogno di me."
"Gli uomini hanno bisogno di te?"
"Si perché io sono tutte le loro paure, le loro debolezze, le loro separazioni, la loro comodità, la loro via facile, il capro espiatorio della loro vigliaccheria.

Io sono il loro desiderio che non esprimono e non vivono, la loro verità che non dicono a se stessi, la loro maschera migliore, il loro modo di sfuggire all'Universo a cui appartengono, io sono le menzogne che si raccontano, colui che tira fuori la verità, quella con cui non vogliono fare i conti.

Io sono le loro fughe dal loro Essere autentico.
Io sono la loro ignoranza di vivere e tutte le scuse per essa.

Io sono la bellezza effimera che nasconde la Bellezza immutabile. Io sono la bruttezza che non vogliono riconoscere di se stessi.

Io sono la tenebra a cui anelano, l'abisso per cui ardono, la perdita di controllo sufficiente perché possano mantenere loro vite in schiavitù.

Io sono colui da cui fingono di fuggire mentre si avvinghiano alle mie ginocchia.
Io sono le loro esagerazioni, le loro sporcizie sotto al tappeto, le loro menzogne, i loro "andrà tutto bene", i loro "ma io ti amo" con cui si giustificano, le fondamenta di meschina piccolezza su cui poggiano le loro prigioni d'oro massiccio.

Io sono la perdizione a cui affidano le loro vite per la pigrizia di Vivere.

Io sono la loro pigrizia.

Io sono il vuoto con cui tappano la bocca al Vuoto per evitare di caderci e scoprire quanta pienezza c'è ovunque, io sono il brivido di chi non sa vibrare con i venti del cielo e della terra.

Io sono il pretesto, la maniglia della porta della cella a cui si aggrappano per non correre il rischio di sfondarla: io sono l'antidoto alla Libertà di cui tanto parlano ma che in realtà temono più della morte.

Io sono il piacere usa e getta di chi non conosce la sacralità del piacere che nutre, poiché essa chiede la resa al dolore.
Io sono lo scudo al dolore che non vogliono attraversare.
Io sono il fodero vuoto per la spada che non osano impugnare.
Io sono il guscio secco della Fede che non sanno avere.

Io sono la loro omertà.
Io sono tutti i loro sensi di inadeguatezza.
Io sono tutti i loro sensi di colpa.
Io sono ovunque e in nessun luogo...e dipendo dalle loro scelte.

Se mi scelgono esisto. Se non mi scelgono non sono altro che una corrente bruna tra le correnti di tutti i mari. Innocuo come il vento tra le fronde degli alberi.

"E Dio? Quindi anche Dio lo hanno creato gli uomini? Hanno bisongo anche di Dio"

"Certo. Per avere qualcuno dietro cui nascondersi dalla consapevolezza di me in loro."

Ci fu un lungo silenzio.

Una farfalla si posò sulla spalla della bambina.

"Che differenza c'è tra te e quella farfalla? Che lei vola e tu no forse?" chiese il diavolo sornione.

La bambina esultó senza esitare "No no, nessuna.

Lei vola ma anche io so volare, nei sogni lo faccio sempre. Io voleró come le aquile" gridò la bambina e rise divertita.

Il diavolo rise con lei.

"Ecco finché saprai questo tu non avrai bisogno di me. Quando dimenticherai questo... io sarò li per te" concluse il diavolo.

E scomparve.

(Valentina Cidda Maldesi/Anabel) ( foto di Cinzia Corte Transumante di Nasseta)

Era il senso della bellezza che la liberava di colpo dall'angoscia e la riempiva del desiderio di vivere (Milan Kundera)
25/06/2021

Era il senso della bellezza che la liberava di colpo dall'angoscia e la riempiva del desiderio di vivere (Milan Kundera)

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