07/01/2026
LA STABILITÁ RELAZIONALE
La stabilità relazionale nel cane riguarda la coerenza del sistema sociale in cui vive. È la possibilità di orientarsi nelle relazioni senza dover continuamente ricalibrare le proprie risposte e ha a che fare con la continuità delle modalità relazionali.
Quando il contesto umano è leggibile e prevedibile, il cane può mantenere un livello di attivazione fisiologica compatibile con equilibrio e adattamento. In un sistema incoerente, invece, aumenta il carico di vigilanza: il cane è costretto a monitorare costantemente l’umano, non sa mai cosa aspettarsi e questo ha effetti diretti sulla qualità del suo comportamento
Il cane che non deve “tenere sotto controllo” la relazione può modulare meglio le proprie risposte. Ciò non può accadere se vive con un proprietario che dà comandi contrastanti e regole e indicazioni incoerenti.
Un ruolo centrale è svolto dalla congruenza comunicativa.
Quando i segnali non coincidono, il cane riceve input ambigui e il sistema relazionale perde chiarezza perchè risponde solo a configurazioni percettive.
Per configurazioni percettive si intende l’insieme degli stimoli che riceve simultaneamente e che elabora come un’unica unità informativa. Il cane non separa voce, postura e stato emotivo: li integra. È su questa integrazione che basa la propria risposta.
Un esempio semplice: un proprietario chiama il proprio cane con voce dolce ma corpo rigido, spalle sollevate, respiro trattenuto e volto teso. Anche se il tono della chiamata è gentile, per il cane la configurazione complessiva segnala tensione e avrá difficoltá a tornare.
Le informazioni posturali, vocali, motorie e chimiche vengono elaborate come un’unica unità funzionale. Il cane non legge i segnali singolarmente ma reagisce all’insieme percettivo.
Nel contesto famigliare, la stabilità deriva da criteri chiari mantenuti nel tempo. La ripetizione coerente delle stesse modalità consente al cane di costruire aspettative affidabili, riducendo l’incertezza decisionale.
Il cane deve imparare cosa fare nelle varie situazioni senza dover “indovinare” o testare continuamente cosa succederà: sa come comportarsi, cosa aspettarsi e può agire con sicurezza.
La stabilità relazionale non è un obiettivo educativo in sé, ma una precondizione importante. Se il cane riesce a modulare lo stato emotivo senza rimanere in allerta o bloccato, il lavoro può concentrarsi sull’apprendimento, senza dover prima gestire l'instabilità relazionale di base.
Fonti
– Topál J. et al., 1998. “Attachment behavior in dogs”, Journal of Comparative Psychology.
– Beerda B. et al., 1999. “Chronic stress in dogs”, Physiology & Behavior.