24/04/2026
" Esiste un solo metodo per interagire con un cavallo e la sua carriera sportiva: chiedergli come vuole essere montato !
Mi spiego meglio. Non esistono due cavalli uguali, al limite se ne possono trovare di simili. Ognuno di loro ha le proprie caratteristiche peculiari, i suoi pregi, i suoi difetti, i suoi pensieri, le sue paure, i suoi talenti.
Come le persone, ognuno di loro è caratterialmente diverso e sensibile a modo suo.
Dobbiamo rispettare tutto questo, cercare di capire, entrare in quella sfera emozionale che permette di carpire le essenze del proprio "io", le più profonde dinamiche che muovono motivazioni e fiducia.
L'equitazione è una cosa semplice, che tanti vogliono far diventare complicata, ma, l'unico vero scoglio, è costituito dal rapporto che si riesce a creare col proprio cavallo.
Fondamentale è far capire loro che siamo dalla loro parte, che non siamo padroni ma complici di un cammino dove conta la gioia di ogni piccolo passo avanti, di ogni prestazione un briciolo migliore alla precedente. Un cammino che può avere si degli obiettivi predeterminati, ma senza perdere il piacere di gustarsi ogni tappa.
Cercare e trovare l'equilibrio, non solo in sella, ma nella quotidianità e nel rispetto. E' questa la grande scommessa e la condizione essenziale per costruire quella cosa che si chiama binomio”.