08/05/2026
Andiamo a conoscere la realtà di quello per cui investiamo la nostra "ca**tà" .
Non agiamo comodi sulla poltrona davanti ad uno schermo per sistemarci la "coscienza".
Il Volontariato è differente.
Apriamo gli occhi per quello che succede, facciamoci delle domande e cerchiamo le risposte .
È terribile e disumano quello che accade .
FERIVANO I CANI APPOSTA… PER COMMUOVERE LE PERSONE E CHIEDERE SOLDI.
Ci sono storie che spezzano il cuore due volte.
La prima per il dolore degli animali.
La seconda perché quel dolore era stato creato apposta.
Una scioccante inchiesta della BBC ha svelato un crudele sistema di truffe in Uganda: cani feriti intenzionalmente, ripresi in video strazianti e poi mostrati sui social e piattaforme di raccolta fondi per ottenere donazioni dagli occidentali amanti degli animali.
Un business costruito sulla sofferenza.
Video studiati nei minimi dettagli: cagnolini agonizzanti, persone disperate davanti alla telecamera, suppliche per pagare cure veterinarie impossibili da sostenere.
Ma dietro quelle lacrime, secondo l’inchiesta, si nascondeva una realtà terribile: molte ferite sarebbero state provocate volontariamente.
Tra le storie più dolorose c’è quella di Russet, un cane mostrato in rete come vittima di un incidente. Le immagini avevano commosso migliaia di persone, spingendole a donare soldi per salvarlo.
Tra loro anche Nicola Baird, una donna inglese che aveva inviato denaro credendo di aiutare davvero quell’animale.
Poi la scoperta devastante.
“Le nostre donazioni hanno prolungato la sua agonia. Se non ci fossero state, Russet non avrebbe sofferto così a lungo”, ha confessato la donna alla BBC.
Russet, dopo essere stato operato grazie alle donazioni raccolte, è morto poco dopo. E secondo il veterinario, le sue ferite sarebbero state causate intenzionalmente.
L’inchiesta ha rivelato dettagli agghiaccianti.
I giornalisti della BBC, infiltrandosi nel sistema, sarebbero entrati in contatto con un uomo che spiegava come costruire questi video: come girarli, come recitare, come inquadrare il dolore per ottenere più soldi.
E una frase in particolare ha indignato il mondo intero.
“Non avere compassione, i bianchi vanno spremuti e prosciugati.”
Secondo le stime, attraverso piattaforme come GoFundMe e PayPal sarebbero stati raccolti fino a 750 mila euro.
Molti utenti avevano iniziato a notare dettagli sospetti: gli stessi cani comparivano in video diversi, gli stessi luoghi venivano usati da account differenti.
Da lì sono partite le indagini che hanno portato a individuare il centro operativo nella città di Mityana, vicino Kampala.
Oggi gruppi di attivisti stanno cercando di fermare queste truffe e sensibilizzare le persone, come il movimento “We won’t be scammed”, fondato proprio da Nicola Baird.
Perché aiutare gli animali è un gesto bellissimo.
Ma chi sfrutta la loro sofferenza per arricchirsi compie qualcosa di disumano.
E questa storia ci ricorda anche quanto sia importante verificare sempre le raccolte fondi online prima di donare.