23/08/2026
NON TUTTI QUELLI CHE FANNO NASCERE CUCCIOLI STANNO ALLEVANDO.
Negli ultimi tempi abbiamo assistito a diversi interventi delle Forze dell’Ordine e degli organi di controllo in realtà cinofile irregolari.
Perché allevare non significa mettere insieme un maschio e una femmina, aspettare sessanta giorni e vendere dei cuccioli.
Quello si può fare facilmente.
Allevare è un’altra cosa.
Allevare significa avere un progetto.
Significa conoscere una razza, studiarne la storia, lo standard, le genealogie e le linee di sangue.
Significa scegliere i riproduttori non soltanto perché sono belli, ma valutandone salute, carattere, morfologia, compatibilità genetica e ciò che potranno trasmettere alle generazioni successive.
Significa effettuare controlli sanitari e genetici.
Significa programmare una cucciolata e, qualche volta, avere anche il coraggio di non farla.
Perché una delle differenze più grandi tra chi seleziona e chi produce è proprio questa:
l’allevatore serio sa rinunciare.
Rinuncia a utilizzare un cane che ama se ritiene che non debba riprodurre.
Rinuncia a una cucciolata se l’accoppiamento non è quello giusto.
Rinuncia a vendere un cucciolo a una persona quando pensa che quella famiglia non sia adatta a lui.
E qualche volta rinuncia anche al guadagno.
Perché quando allevi davvero, non tutte le decisioni economicamente convenienti sono anche decisioni cinotecnicamente corrette.
E tutto questo ha un costo.
Non soltanto economico.
Ha un costo in termini di tempo, studio, esperienza, responsabilità e vita personale.
Ci sono visite veterinarie, test genetici, controlli sanitari, alimentazione, strutture, esposizioni, selezione, documentazione, autorizzazioni, adempimenti amministrativi e fiscali.
Ci sono notti trascorse accanto a una mamma che sta partorendo.
Ci sono cuccioli alimentati ogni poche ore.
Ci sono emergenze veterinarie.
Ci sono viaggi fatti per scegliere un riproduttore.
Ci sono anni trascorsi a costruire una linea e pochi secondi per decidere di interromperla quando qualcosa non convince.
E poi c’è una responsabilità che, almeno per come intendiamo noi questo lavoro, non finisce quando il cucciolo esce dalla porta di casa.
Comin