Metodo 5 Essenze

Metodo 5 Essenze Il Metodo delle 5 Essenze è un approccio
di stampo olistico-sistemico che si rivolge al benessere animale e umano.

Credo fortemente che siamo fatti di energia e che siamo continuamente in connessione con tutto ciò che ci circonda. Risulta impossibile per me scindere un lavoro più pratico, di conoscenza etologica, da un lavoro più profondo che va' a scavare nei blocchi energetici e negli schemi che si sono cristallizzati nel tempo in un individuo e di conseguenza anche nel sistema. Lavoro con umani e animali in un ottica olistica e sistemica, ogni percorso o trattamento è totalmente personalizzato.

Vi aspettiamo giovedi alle 20,00 all'incontro gratuito del mese con i Dialoghi Olistici ✨️
22/06/2026

Vi aspettiamo giovedi alle 20,00 all'incontro gratuito del mese con i Dialoghi Olistici ✨️

Il tema del mese dell'incontro gratuito dei Dialoghi Olistici : L'accompagnamento nel fine vita

Prima o poi arriva un momento che nessuno vorrebbe affrontare, eppure fa parte della vita di ogni relazione con un animale.

Un momento fatto di domande, dubbi, emozioni contrastanti e decisioni che spesso portano con sé un grande carico emotivo. Come capire se l'animale sta bene? Come valutare la sua qualità di vita? Quando continuare a intervenire e quando, invece, fermarsi? Come essere presenti senza lasciarsi travolgere dalla paura o dal senso di colpa?

L'accompagnamento nel fine vita è un tema delicato, che coinvolge l'animale ma anche la persona che gli vive accanto. È un tempo in cui si intrecciano aspetti pratici, emotivi e relazionali, e in cui spesso si sente il bisogno di confronto, informazioni e sostegno.

Dedicheremo i nostri Dialoghi a questo argomento, creando uno spazio in cui parlarne con rispetto e sensibilità, condividendo riflessioni, esperienze e strumenti utili per affrontare un passaggio che, pur essendo parte della vita, continua a rappresentare una delle esperienze più profonde che possiamo vivere accanto ai nostri animali.

Accompagnare significa continuare a prendersi cura della relazione anche quando il tempo insieme sta cambiando forma.

Vi aspettiamo il 25 Giugno alle 20,00 ✨️

Link all’incontro GRATUITO:
https://us06web.zoom.us/j/89385680212?pwd=sSZS4DjtKTvcS7Wbqg3YhbpDuSPYJC.1

Lo specchio: un'altra visione antropocentrica?L'idea che gli animali siano il nostro specchio è affascinante, senza dubb...
19/06/2026

Lo specchio: un'altra visione antropocentrica?

L'idea che gli animali siano il nostro specchio è affascinante, senza dubbio, ma rischia di essere l'ennesima visione profondamente antropocentrica.
Se interpretiamo ogni loro comportamento in funzione di ciò che racconta di noi, finiamo per spostare ancora una volta il centro della relazione sull'essere umano e, paradossalmente, l'animale scompare.

Quando si parla di "specchio", spesso si intende che ciò che accade fuori di noi può mettere in luce qualcosa che vive già dentro di noi.
In questo senso, è bene dire che qualsiasi relazione o situazione può diventare uno spazio di conoscenza e consapevolezza: un partner, un figlio, un collega, un amico, un animale, una difficoltà e anche una malattia.

Viviamo in continua relazione con ciò che ci circonda, non siamo entità separate e isolate: siamo parte di una rete di connessioni in cui ogni incontro può evocare emozioni, ricordi, paure o risorse che già ci appartengono, ma questo non significa che l’altro esista solo per mostrarci la nostra ferita.

La relazione con un animale può certamente far emergere parti di noi, portarci a guardarci dentro e persino trasformarci profondamente, ma gli animali che vivono con noi sono già inevitabilmente condizionati dalla nostra presenza.
Decidiamo dove vivono, cosa mangiano, quando escono, con chi interagiscono e gran parte delle esperienze che fanno.
Attribuire loro anche il compito di guidare il nostro percorso interiore rischia di spostare ancora di più l'attenzione solo sull'essere umano.
Prima di tutto sono individui, con una propria storia, una propria soggettività e un proprio modo di stare al mondo, e se vogliamo proprio usare questa metafora, dobbiamo almeno riconoscere che la relazione è reciproca e che l'influenza non procede in un'unica direzione.

L'animale non è qui per insegnare qualcosa all'essere umano, così come l'essere umano non è qui solo per insegnare qualcosa all'animale. Si incontrano, si influenzano, si modificano reciprocamente e la crescita di entrambi nasce dalla relazione, non da un ruolo prestabilito.

In fondo, è proprio ciò che accade in ogni relazione no?
Non è il comportamento dell'altro a determinare la nostra reazione, ma il significato che gli attribuiamo.

Ad esempio?
Un animale che si allontana può risvegliare in noi la paura dell'abbandono, un rifiuto del contatto può toccare il bisogno di sentirci amati o riconosciuti, un comportamento inatteso può mettere in discussione il nostro bisogno di controllo, uno stato di agitazione può entrare in risonanza con un'inquietudine già presente dentro di noi.
Questo non significa che l'animale stia cercando di comunicarci quelle cose o che il suo comportamento esista per mostrarci una nostra ferita, significa che quella situazione, attraverso la relazione, entra in contatto con la nostra storia personale e può far emergere parti di noi che erano già presenti.
Lo stesso vale nella direzione opposta, anche noi influenziamo profondamente gli animali con cui viviamo, possiamo trasmettere sicurezza o insicurezza, fiducia o diffidenza, calma o tensione. Possiamo aiutarli a sviluppare competenze, resilienza e capacità di adattamento, oppure contribuire, senza volerlo, alle loro difficoltà; Ma questo non significa che il nostro ruolo sia quello di guidare il loro percorso di crescita, così come il loro non è quello di guidare il nostro.

La relazione, quindi, non è uno specchio rivolto in un'unica direzione, ma un incontro tra due individui che si modificano reciprocamente, pur rimanendo ciascuno portatore della propria esperienza.

Nella relazione dunque possiamo cogliere l’occasione di conoscerci meglio?
Senza dubbio, attraverso la relazione possiamo comprendere molto di noi stessi, ma solo se continuiamo a riconoscere l'altro nella sua individualità e non lo riduciamo a un riflesso delle nostre dinamiche interiori.

Stefani Serreli
Metodo 5 Essenze

Ciao!Ti invitiamo a iscriverti al canale YouTube de Le 5 Essenze.Troverai video dedicati al benessere animale, alla rela...
18/06/2026

Ciao!
Ti invitiamo a iscriverti al canale YouTube de Le 5 Essenze.

Troverai video dedicati al benessere animale, alla relazione uomo-animale, alla medicina veterinaria integrata, alla nutrizione, alla medicina di regolazione, alla comunicazione con gli animali e all’approccio bioenergetico.

Un percorso fatto di competenza, ascolto, esperienza e sensibilità, per osservare gli animali non solo nei loro sintomi, ma anche nella loro relazione con noi e con l’ambiente.

Seguici su YouTube: nei prossimi video parleremo proprio di questo.

Ti aspettiamo con Le 5 Essenze.

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18/06/2026

ACCOMPAGNAMENTO A FINE VITA

Accompagnare significa continuare a prendersi cura della relazione anche quando il tempo insieme sta cambiando forma..

Vi aspettiamo on line al nostro appuntamento gratuito con i Dialoghi Olistici, il 25 Giugno alle 20, 00 ✨

Il tema del mese dell'incontro gratuito dei Dialoghi Olistici : L'accompagnamento nel fine vitaPrima o poi arriva un mom...
17/06/2026

Il tema del mese dell'incontro gratuito dei Dialoghi Olistici : L'accompagnamento nel fine vita

Prima o poi arriva un momento che nessuno vorrebbe affrontare, eppure fa parte della vita di ogni relazione con un animale.

Un momento fatto di domande, dubbi, emozioni contrastanti e decisioni che spesso portano con sé un grande carico emotivo. Come capire se l'animale sta bene? Come valutare la sua qualità di vita? Quando continuare a intervenire e quando, invece, fermarsi? Come essere presenti senza lasciarsi travolgere dalla paura o dal senso di colpa?

L'accompagnamento nel fine vita è un tema delicato, che coinvolge l'animale ma anche la persona che gli vive accanto. È un tempo in cui si intrecciano aspetti pratici, emotivi e relazionali, e in cui spesso si sente il bisogno di confronto, informazioni e sostegno.

Dedicheremo i nostri Dialoghi a questo argomento, creando uno spazio in cui parlarne con rispetto e sensibilità, condividendo riflessioni, esperienze e strumenti utili per affrontare un passaggio che, pur essendo parte della vita, continua a rappresentare una delle esperienze più profonde che possiamo vivere accanto ai nostri animali.

Accompagnare significa continuare a prendersi cura della relazione anche quando il tempo insieme sta cambiando forma.

Vi aspettiamo il 25 Giugno alle 20,00 ✨️

Link all’incontro GRATUITO:
https://us06web.zoom.us/j/89385680212?pwd=sSZS4DjtKTvcS7Wbqg3YhbpDuSPYJC.1

Quando usciamo a fare una passeggiata con il cane, nella maggior parte dei casi il nostro corpo cammina mentre la nostra...
15/06/2026

Quando usciamo a fare una passeggiata con il cane, nella maggior parte dei casi il nostro corpo cammina mentre la nostra attenzione è già altrove. Viviamo quel momento con il pilota automatico inserito, rendendolo uno dei tanti automatismi della nostra quotidianità.

Il corpo cammina, ma la mente è già altrove. Ripassa una conversazione, anticipa un problema, organizza la giornata, si perde dietro al telefono, è un funzionamento automatico, continuiamo a muoverci senza essere realmente presenti in ciò che stiamo facendo.
Nel frattempo il cane vive un'esperienza completamente diversa, per lui quella passeggiata è fatta di odori, suoni, consistenze del terreno, tracce, cambiamenti del vento, dettagli che per noi passano inosservati. Difatti l’animale non attraversa semplicemente uno spazio: lo esplora, lo legge, lo interpreta.

Questa differenza ovviamente non riguarda soltanto il modo di camminare, ma riguarda il modo di stare nel mondo.
Noi tendiamo a usare la passeggiata per spostarci da un punto all'altro o per raggiungere un obiettivo, il cane, invece, raccoglie continuamente informazioni. Ogni odore rappresenta una traccia, ogni variazione dell'ambiente aggiunge un tassello alla sua comprensione di ciò che lo circonda. Un punto che il giorno prima sembrava insignificante può raccontare una storia completamente diversa poche ore dopo, perché qualcun altro è passato di lì, perché il vento è cambiato o perché qualcosa nell'ambiente è mutato.

La passeggiata non è soltanto attività fisica o qualche minuto dedicato ai bisogni fisiologici, attraverso quei momenti il cane aggiorna costantemente la propria mappa del territorio e delle relazioni che lo abitano, imparando qualcosa sul mondo, sugli altri e anche su sé stesso.

Mentre la nostra attenzione oscilla continuamente tra il passato e il futuro, il cane rimane ancorato a ciò che sta accadendo. Qui e Ora. Ed è in questo stato di presenza che raccoglie informazioni, prende decisioni, si orienta e costruisce la sua esperienza.
Per noi, invece, la realtà passa quasi sempre attraverso il pensiero, non viviamo soltanto quello che accade: lo commentiamo, lo confrontiamo con il passato, lo proiettiamo nel futuro, gli attribuiamo un significato.

Quella che spesso si vive purtroppo come una semplice incombenza quotidiana invece può trasformarsi in uno spazio di presenza condivisa, capace di fare bene a entrambi.
Come?
Quando, anche solo per un istante, l'attenzione si sposta dai pensieri alle informazioni che arrivano attraverso i sensi, cambia la qualità dell'esperienza. Ci si accorge della temperatura dell'aria, del contatto dei piedi con il terreno, del suono del vento, della luce che cambia, del ritmo del respiro, osserviamo il cane con attenzione diversa.
Sono tutti elementi che erano presenti anche prima, no? La differenza è che smettiamo di attraversarli distrattamente e iniziamo a farne esperienza, e quando l'attenzione torna al momento presente, cambia anche la qualità della relazione.

La comunicazione non dipende solo da ciò che diciamo o facciamo, ma dalla qualità della nostra attenzione. Un cane percepisce continuamente variazioni del corpo, del ritmo, della tensione muscolare, della direzione dello sguardo e del modo in cui ci muoviamo nello spazio. Allo stesso modo, noi possiamo cogliere i suoi cambiamenti di postura, le esitazioni, il modo in cui utilizza il naso, la velocità del passo, il tempo che dedica a un odore o la scelta improvvisa di cambiare direzione.

Chi lavora con gli animali lo sperimenta spesso, quando la persona rallenta, è centrata e realmente presente, cambia anche il modo in cui il cane risponde. La comunicazione diventa più fluida, meno basata sul controllo e più sulla percezione reciproca.

Da una prospettiva energetica possiamo vedere che l’attenzione focalizzata e la presenza modificano la qualità del campo relazionale: si crea uno spazio di maggiore coerenza, in cui è più facile entrare in sintonia con l'altro.
Quando il flusso continuo dei pensieri, l'urgenza, la distrazione e il bisogno di controllo si attenuano, diventa più facile entrare in sintonia con l'altro e con ciò che sta accadendo, lasciando spazio ad una comunicazione più autentica.

Stefania Serreli
Metodo 5 Essenze

12/06/2026

Biorisonanza: che cos’è davvero?

Quando si parla di biorisonanza o biofeedback quantistico, spesso si pensa a qualcosa che “cura” direttamente il corpo fisico.

Ma è davvero così?

In questo video io e Cristiana proviamo a fare chiarezza: parliamo di campi di utilizzo, di approccio energetico, di esempi pratici e soprattutto di come utilizziamo noi questa metodica nel nostro lavoro con animali e persone.

Una chiacchierata di 38 minuti per andare oltre le definizioni superficiali e comprendere meglio un tema spesso nominato, ma raramente spiegato in modo semplice.

Se vuoi capire di cosa parliamo quando parliamo di biorisonanza, questo video è per te.

Se hai domande o dubbi non esitare a contattarci.

















Cistite e problemi urinari nel gatto: una visione olistica I problemi urinari nel gatto sono molto frequenti: cistiti, c...
11/06/2026

Cistite e problemi urinari nel gatto: una visione olistica

I problemi urinari nel gatto sono molto frequenti: cistiti, cristalli, calcoli, difficoltà a urinare, minzioni fuori posto, sangue nelle urine, dolore o eliminazioni in luoghi insoliti.

Ma quando parliamo di vescica, soprattutto nel gatto, non possiamo limitarci a guardare solo l’organo.
Nel gatto la vescica è spesso il punto di arrivo di una serie di squilibri che partono da molto prima: alimentazione, idratazione, gestione dell’ambiente, territorio, stress, convivenze, sicurezza e possibilità reale di esprimere comportamenti naturali.

Il gatto è un carnivoro stretto, deriva da animali adattati ad ambienti aridi e desertici, quindi tende fisiologicamente a bere poco. In natura assume gran parte dell’acqua attraverso le prede, che sono alimenti umidi e coerenti con la sua fisiologia digestiva.
Quando invece viene alimentato prevalentemente con cibo secco, spesso ricco di farine, amidi, cereali o altri substrati poco adatti alla sua natura, il suo organismo viene messo in una condizione metabolica diversa da quella per cui è strutturato.
La digestione cambia, l’idratazione reale diminuisce, le urine possono concentrarsi maggiormente e, nel tempo, possono aumentare infiammazione, irritazione e suscettibilità dell’apparato urinario.

A questo si aggiunge un aspetto fondamentale: l’ambiente.
Nel gatto il territorio non è un concetto astratto. È una necessità biologica.
Un gatto può vivere come invasione:
• l’arrivo di un nuovo animale
• un trasloco
• la modifica degli spazi di casa
• una persona nuova che frequenta l’ambiente
• tensioni continue tra animali conviventi
• lettiere non gradite o collocate in punti sbagliati
• l’impossibilità di ritirarsi in uno spazio sicuro
• cambiamenti improvvisi nelle routine
• rumori continui
• un contatto fisico eccessivo o invadente

Tutto questo può creare uno stato di stress cronico.
Non parliamo di “stress” in senso vago o generico, parliamo di una condizione che coinvolge sistema nervoso, sistema endocrino, sistema immunitario e risposta infiammatoria.
E la vescica, nel gatto, è uno degli organi che più facilmente può diventare bersaglio di questa tensione.

In Medicina Tradizionale Cinese reni e vescica appartengono alla loggia Acqua, collegata alla paura, alla sicurezza, alla capacità di adattarsi e di lasciar fluire.
Quando qualcosa si blocca, ristagna o si accumula, anche il corpo può iniziare a trattenere, irritarsi, infiammarsi.
Nelle letture simboliche la vescica parla spesso di confini, territorio, invasione degli spazi, rabbia trattenuta, irritazione continua, difficoltà a lasciare andare.

La cistite può raccontare di una situazione vissuta come invasiva, di una tensione che si accumula giorno dopo giorno, di qualcosa che irrita continuamente senza trovare una vera possibilità di espressione.
Cristalli e calcoli, invece, possono essere letti anche come ciò che si è depositato nel tempo: vecchi schemi, rigidità, emozioni trattenute, conflitti non risolti, situazioni ripetute fino a perdere fluidità.

Questo non significa che ogni cistite sia “solo emotiva”, e non significa nemmeno escludere esami veterinari, diagnosi, urinocoltura, ecografia, controllo del sedimento urinario, valutazione della dieta, gestione del dolore e terapia quando necessaria, ma significa semplicemente osservare il gatto nella sua interezza.
Corpo, alimentazione, acqua, urine, ambiente, territorio, relazioni, sicurezza, routine e campo emotivo condiviso.
L’animale non vive separato dal sistema umano. Condivide la casa, le tensioni, le dinamiche familiari, i cambiamenti, le rigidità e spesso anche ciò che non viene detto.
A volte il sintomo dell’animale porta in evidenza qualcosa che riguarda l’intero sistema in cui vive: spazi invasi, confini poco chiari, rabbia trattenuta, tensioni costanti, mancanza di sicurezza, impossibilità di sottrarsi.

Ecco perché alcuni gatti possono mangiare secco per anni senza manifestare sintomi evidenti, magari perché vivono in un contesto più libero, naturale e meno conflittuale.
Altri invece, pur vivendo in casa, accuditi con grande attenzione e alimentati con prodotti anche costosi o medicati , possono sviluppare cistiti ricorrenti, disturbi urinari, dolore, minzioni fuori posto o difficoltà a urinare.
Il problema, quindi, non è mai solo “la vescica”, bisogna anche chiedersi:
Come sta vivendo il suo territorio? Si sente al sicuro? Ha spazi realmente suoi? Può stare da solo in tranquillità? Le lettiere sono adeguate per numero, posizione e pulizia? Ci sono convivenze che tollera senza poterle davvero scegliere? Ci sono cambiamenti che non ha avuto il tempo di integrare? Ci sono attenzioni eccessive che vive come invasive? Ci sono tensioni in casa che assorbe ogni giorno?

Davanti a una cistite o a un problema urinario ricorrente non basta cambiare croccantino o somministrare un prodotto “per le vie urinarie”, serve rivedere il sistema in cui quel gatto vive.
Nota importante: se un gatto, soprattutto maschio, va in lettiera, si sforza e non riesce a urinare, è un’urgenza veterinaria. In quel caso non bisogna aspettare.

A cura di

Stefania Serreli
Consulente olistico sistemico umano-animale

Dott.ssa Cristiana Maghenzani
Vedico Veterinario

Ringraziamo Daniele e condividiamo con piacere una delle prime recensioni ricevute.Un manuale non si conclude quando vie...
07/06/2026

Ringraziamo Daniele e condividiamo con piacere una delle prime recensioni ricevute.
Un manuale non si conclude quando viene scritto, continua nelle riflessioni, nelle domande e nelle osservazioni di chi lo legge.
I feedback ci permettono di capire cosa arriva, cosa lascia e quali spunti continuano a vivere oltre le pagine.

Se hai letto il manuale e ti va di dirci la tua esperienza, il tuo punto di vista sarà il benvenuto. ❤️

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