Clicky

Libera Accademia Interdisciplinare Cinofila Italiana

Libera Accademia Interdisciplinare Cinofila Italiana Libera Accademia Interdisciplinare Cinofila Italiana è una scuola di formazione professionalizzante che si occupa di IAA (pet therapy), medicina veterinaria e cinofilia.

Istruzione

Normali funzionamento

Si parla tanto nell’ultimo periodo, anche per via di trasmissioni televisive che hanno trattato l’argomento, di maltratt...
04/03/2022

Si parla tanto nell’ultimo periodo, anche per via di trasmissioni televisive che hanno trattato l’argomento, di maltrattamento degli animali domestici che vivono nelle nostre case come i cani. Quando si parla di maltrattamento è facile che il pensiero vada a forme di violenza fisica, a cani tenuti alla catena, isolati socialmente e così via. Nelle trasmissioni televisive si inizia a parlare di cuccioli vittime di viaggi dall’est Europa, di maltrattamento genetico e iniziare finalmente a porre l’attenzione su questo è fondamentale per sensibilizzare l’opinione degli acquirenti. La scienza ci dice che queste sono forme molto gravi di maltrattamento che possono lasciare segni indelebili nella psiche e nel corpo dei nostri animali manifestandosi con comportamenti problematici e di difficile gestione per le famiglie.
Quelle sopra elencate sono le uniche forme di maltrattamento che i nostri cani possono subire? La mia professione mi dice che purtroppo non sono le uniche ma ve ne sono tante altre, non meno gravi, ma di certo più subdole, perché possono passare inosservate anche a chi le esercita. Nel senso che i maltrattatori non sempre sono persone spietate che vogliono arricchirsi sulla pelle dei cani, oppure insensibile energumeni che picchiano e affamano i cani. In alcuni casi i maltrattatori possono essere comuni proprietari inconsapevoli che il più delle volte pensano di fare il bene per i cani e per se stessi, vediamo come.
Una forma di maltrattamento spesso sottovalutata è la trascuratezza che spesso i cani subiscono. Vi sono diversi tipi di trascuratezza, ad esempio non soddisfare i bisogni primari del cane come non curare l’alimentazione, l’igiene o salute. Vi è però anche una trascuratezza che riguarda i bisogni emotivi del soggetto. Questo tipo di maltrattamento viene messo in atto dai Conviventi Umani quando questi non riescono a svolgere la loro funzione di figure di protezione, ignorando gli stati emotivi del cane, non rassicurandolo nel momento del bisogno, esponendolo alle esperienze senza un adeguato sostegno.
Penso ai tutti i proprietari che ignorano, volutamente o meno, gli stati emozionali del cane magari pensando che sia la giusta strategia per ottenere un comportamento “giusto” da parte del cane. Penso ai consigli di ignorare il cane quando viene lasciato solo prima di uscire o al ricongiungimento, penso ai cani che vengono ignorati se piangono di notte e volutamente lasciati a piangere in attesa che si rassegnino. Si perché quello che a volte raggiungono non è la capacità di dormire in bagno o in cucina in solitudine, quanto la rassegnazione che nessuno risponderà alla loro disperazione.
Penso ai cani che partecipano a incontri sociali con altri cani e si sentono invasi e bullizzati senza che nessuno li aiuti “perché tanto i cani se la cavano tra di loro”. Imparano così che la vita richiede che si difendano da soli catapultandoli in paure senza uscita.
Ancora, cani socialmente spaventati dalle persone che forzatamente vengono portati in luoghi sovraffollati in nome dell’adeguata socializzazione senza che nessuno si preoccupi di come si stanno vivendo quel momento al di là di cosa manifestano.
Non tanto queste esperienze mal fatte questo il tipo di relazione che ignora, non cura, che è disimpegnata, pone le basi perché si incrini l’autostima del cane o non si formi per poi spalancare le porte ai disturbi del comportamento su una personalità ormai vulnerabile. Ecco perché curiamo le patologie prendendoci cura delle relazioni famigliari che i cani intrecciano con le loro famiglie, perché sono il primo e più potente fattore di vulnerabilità come di resilienza.
Ha poco senso riuscire a far fare una determinata esperienza al cane, magari particolarmente difficoltosa per lui, se non lo si libera da una relazione che lo costringe a passare inosservato, perché anche loro, come noi, riconoscono il proprio valore e costruiscono la propria autostima da ciò che gli comunicano gli altri, per come gli altri si pongono nei loro confronti. Errore è cercare di liberarli da questo dialogo, mirando a una forma di autonomia basate sul “farcela da soli” perché nessun mammifero viene al mondo per farcela da solo.
Dott.ssa Federica Manunta

La relazione che unisce due o più professionisti (medico veterinario e istruttore ad esempio) che decidono di lavorare i...
21/02/2022

La relazione che unisce due o più professionisti (medico veterinario e istruttore ad esempio) che decidono di lavorare insieme in ambito cinofilo abbracciando il modello interdisciplinare può avere diverse caratteristiche e diverse ragioni per esistere.
Spesso, sulla base delle caratteristiche che la relazione assume, si delinea una relazione professionale di tipo occasionale. Questo può avvenire perché nel 90% dei casi gli istruttori lavorano dentro le associazioni sportive dilettantistiche e si rivolgono al medico quando ritengono che un determinato caso abbia bisogno di un aiuto medico. Può anche accadere che sia il medico a chiedere aiuto all’istruttore ma solo dopo avere messo in atto delle strategie riconducibili alla riabilitazione, avendo lui stesso competenze istruttive. In entrambi i casi la relazione definibile appunto occasionale perché in funzione di una data occasione, ossia il caso clinico “complesso”, che conduce i due a cooperare. In questo caso l’evento che li conduce alla collaborazione è esterno ad entrambi ma è ascrivibile al disturbo del cane. Pare ovvia la naturale domanda su quali casi sarà necessaria la collaborazione?
Vi sono altre relazioni professionali di collaborazioni che potremmo definire costanti perché i professionisti coinvolti collaborano costantemente e non in funzione dei singoli casi. Questo può accadere perché entrambi coinvolti in una struttura che li tiene uniti, oppure perché hanno scelto di portare avanti la propria collaborazione in modo continuo e strutturato al di là dei casi con i quali si interfacceranno.
Quest’ultima situazione può avvenire solo quando, al di là delle singole professionalità e conseguenti competenze, entrambi i professionisti riconoscono valore alla professione dell’altro ma un valore ancora più alto all’attività comune che va oltre la somma dei singoli interventi. Dall’azione congiunta si produce un surplus di qualità superiore alla somma delle singole prestazioni. Il valore attribuitogli sarà accresciuto in termini personali anche dalla gratifica che ognuno ne otterrà.
In cosa può essere identificato questo surplus? La prima e non banale osservazione è che vedere la medesima immagine da punti d’osservazione diversi genera un’immagine di insieme più completa.
Un altro fattore di surplus lo dà il fatto di avere più professionisti con cui interfacciarsi offrirà sia al cane che al CU campi espressivi diversi e diversificati. Se ne desume che dialoghi diversi permetteranno di lasciare esprimere aspetti di sé differenti. Potrebbe anche generarsi una fisiologica piacevolezza del paziente e del CU nell’interfacciarsi con uno o con l’altro professionista. Questo momentaneo disequilibrio non deve essere vissuto come compromettente per la coppia professionale ma bisogna riconoscerlo e saperlo apprezzare. Tale dis-equilibrio infatti può offrire al professionista non direttamente coinvolto nel dialogo l’opportunità di farsi osservatore attento. Starà al professionista maggiormente coinvolto in quel momento il compito di riportare il professionista estromesso dal dialogo all’interno del sistema.
Quando si parla di questo tipo di collaborazione si può facilmente cadere nell’errore di pensare che i due professionisti siano costantemente impegnati nella medesima seduta, cioè saranno sempre presenti entrambi? Evidentemente no, anzi potrà essere utile una sana alternanza in base al caso e alle condizioni. L’assenza di uno dei due permetterà a quello presente di richiamare esempi, obiettivi e attività svolte in precedenza, in modo da rendere l’atto professionale del collega assente comunque presente ed efficace ben oltre il suo diretto intervento. Non saranno rare frasi come: “si ricorda quando il collega aveva parlato di ….bene, lo stiamo facendo ora. Si ricorda quell’esempio che le era stato fatto? Risulta molto calzante in questo momento”.
Queste dinamiche relazionali se sapute fare proprie e rese condivise creeranno una relazione terapeutica favorevole allo svilupparsi della Referenza-Relazionale che è lo strumento più potente da un punto di vista riabilitativo. Spesso ci viene chiesto: cosa sta funzionando di più? I miglioramenti che vediamo sono da attribuire al contributo medico o a quello dell’istruttore? Noi non sapremo mai il peso dei singoli interventi, né ci importa saperlo, l’efficacia è data da ciò che insieme creiamo e che singolarmente non potremmo raggiungere.
dott.ssa Federica Manunta

Indirizzo

Via Ch***pa
Brescia
25123

Orario di apertura

Lunedì 00:00 - 23:59
Martedì 00:00 - 23:59
Mercoledì 00:00 - 23:59
Giovedì 00:00 - 23:59
Venerdì 00:00 - 23:59
Sabato 00:00 - 23:59
Domenica 00:00 - 23:59

Telefono

+393385822516

Sito Web

www.asdtambra.it

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Libera Accademia Interdisciplinare Cinofila Italiana pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Libera Accademia Interdisciplinare Cinofila Italiana:

Video

Digitare

La nostra storia

Si legge LAICI e significa Libera Accademia Interdisciplinare Cinofila Italiana e siamo una scuola di formazione che vuole dire la sua in tre ambiti: Interventi Assistiti con gli Animali, Medicina Veterinaria, Cinofilia con lo scopo di formare professionisti competenti e aggiornati in grado di lavorare al meglio delle proprie possibilità con un approccio interdisciplinare. Quello che facciamo è organizzare e promuovere eventi formativi a breve, media e lunga percorrenza in queste 3 aree all’ interno delle quali spesso si trovano ad operare professionalità di diversa origine e competenza. L’obiettivo è che ognuno possa acquisire strumenti teorico-pratici scientificamente supportati e aggiornati, mettendo sempre in risalto il dialogo interdisciplinare a favore di un approccio sistemico.

Crediamo fortemente nell’ idea che la collaborazione sia la soluzione efficace per l’ottenimento dei migliori risultati professionali, crediamo che le individualità siano preziose se messe a disposizione del sistema quando si condividono gli stessi obiettivi. Non abbiamo paura del dialogo e del confronto purché siano sempre all’insegna del rispetto reciproco e dell’onestà intellettuale. L’unica cosa che non ci piace sono di dogmi.


Altro Veterinari Brescia

Vedi Tutte

Commenti

Aroma di tartufo bianco (Tuber Magnatum, Pico 1722) puro al 99% per l’addestramento dei tuoi cani. Vuoi sempre avere i tuoi cani pronti ed addestrati al top per la ricerca del prezioso e raro tuber magnatum? Ora non devi più spendere soldi per l´acquisto del costoso tartufo. La soluzione te la posso offrire io. In che modo? Semplice. In commercio esistono diverse soluzioni per fronteggiare il percorso addestrativo dei tuoi cani. Io oggi ti posso offrire l’aroma di tartufo bianco (Tuber Magnatum, Pico 1722), aroma puro al 99%. L´essenza venduta è di altissima qualità e la rende unica, riproducendo fedelmente l´aroma del tartufo bianco fresco ed è un prodotto concentrato utilizzabile in diluizione. E’ un prodotto liposolubili. Ti offro comodi flaconcini con contagocce contenenti aroma di tartufo bianco (Tuber Magnatum). Disponibile anche AROMA DI TARTUFO NERO PREGIATO Tuber melanosporum puro al 99%
un argomento che a mio giudizio in cinofilia è stato preso, strapazzato e riadattato è quello che riguarda il legame d'attaccamento....troppo spesso e con troppa facilità si utilizzano termini e concetti in modo approssimativo e questo nuoce non solo alla cinofilia ma a tutte le discipline che si interfacciano per l'interpretazione del comportamento del cane
MOLTO INTERESSANTE!! Non ne avevo mai sentito parlare.