Libera Accademia Interdisciplinare Cinofila Italiana

Libera Accademia Interdisciplinare Cinofila Italiana LAICI promuove una cinofilia secondo un modello interdisciplinare Istruzione

Perché è così difficile accettare che il proprio cane abbia dei limiti?Che esistano situazioni che non sa affrontare.Esp...
11/06/2026

Perché è così difficile accettare che il proprio cane abbia dei limiti?

Che esistano situazioni che non sa affrontare.

Esperienze che lo spaventano.

Contesti nei quali si sente vulnerabile.

Forse perché accettare i limiti dell'altro ci costringe a confrontarci con la nostra frustrazione.

Con il fatto che non tutto può essere risolto.

Che non tutto dipende dal nostro impegno.

Che amare qualcuno non significa necessariamente riuscire a cambiarlo.

E così accade che alcune famiglie, animate dalle migliori intenzioni, finiscano per trasformare il superamento della difficoltà in un obiettivo da raggiungere a ogni costo.

Si spinge.

Si insiste.

Si prova ancora...e ancora.

Come se la vulnerabilità fosse un errore da correggere.

Ma ciò che spesso osserviamo nei percorsi riabilitativi è qualcosa di apparentemente paradossale.

Più il cane percepisce che la sua difficoltà deve essere superata, più sembra restarne intrappolato.

Come se fosse costretto a misurarsi continuamente con ciò che non riesce a fare.

Come se la sua identità finisse per coincidere con il problema.

Poi, a volte, accade qualcosa.

La famiglia smette di inseguire il cambiamento.

Smette di pretendere.

Smette di misurare ogni passo in avanti o indietro.

E in quello spazio nuovo, fatto di minori aspettative e maggiore accettazione, il cane inizia a respirare.

A mostrarsi.

A sperimentare.

A volte perfino a sorprendere.

Non ne conosco esattamente le ragioni ma spesso penso che ciò accade quando la famiglia umana del cane rinuncia all'idea che il suo valore dipenda dal superamento della sua vulnerabilità e soprattutto quando si smette di definire gli individui attraverso i loro limiti.

Dott.ssa Federica Manunta

Le emozioni indicano dove stiamo cercando di andare, non chi siamo"Quando parliamo di emozioni siamo spesso portati a co...
09/06/2026

Le emozioni indicano dove stiamo cercando di andare, non chi siamo"

Quando parliamo di emozioni siamo spesso portati a considerarle come stati soggettivi: paura, rabbia, gioia, tristezza.
Ma le emozioni nascono per organizzare il comportamento e secondariamente per essere osservate
Ogni emozione prepara il corpo e la mente a perseguire una determinata direzione.
La paura orienta alla protezione.
La rabbia alla difesa o alla rimozione di un ostacolo.
La gioia alla condivisione e all'esplorazione.
L'affetto alla vicinanza e alla cura.
Le emozioni modificano l'attenzione, mobilitano energie, orientano le scelte e preparano l'organismo ad affrontare situazioni rilevanti per la sopravvivenza e l'adattamento.
Per questo comprendere davvero un'emozione non significa semplicemente riconoscerla.
Significa comprenderne l'intenzione.
Chiedersi:
Dove sta cercando di andare questo individuo?
Di cosa ha bisogno?
Quale problema sta cercando di risolvere?
Queste domande sono fondamentali quando ci occupiamo di cani.
Perché dietro ogni comportamento c'è sempre un'emozione che indirizza un individuo
Ed è proprio lì che possiamo iniziare a comprendere davvero il soggetto che abbiamo di fronte.
Una relazione regolativa, terapeutica e trasformativa non nasce dal riconoscere che un cane prova paura o rabbia.
Nasce dal comprendere cosa quella paura o quella rabbia stanno cercando di ottenere.
Federica Manunta

Perché siamo contrari alle liste delle razze pericolose?Perché spostano l'attenzione dal problema reale.I cani che posso...
05/06/2026

Perché siamo contrari alle liste delle razze pericolose?
Perché spostano l'attenzione dal problema reale.
I cani che possono diventare pericolosi sono spesso cani vulnerabili, fragili, in difficoltà. Cani che hanno imparato a difendersi dalla vita attraverso comportamenti impulsivi, aggressivi o incontrollati.
Attribuire questa sofferenza alla razza significa commettere un errore grave.
Significa confondere il disagio con il carattere.
Significa colpevolizzare il cane invece di comprendere cosa gli è accaduto.
Tutti gli individui provano paura, rabbia e frustrazione.
La differenza non sta nelle emozioni che provano, ma nella capacità di regolarle.
E questa capacità non dipende dalla razza.
Dipende dalla storia di vita, dalle esperienze precoci, dalle relazioni, dall'ambiente nel quale il soggetto è cresciuto.
Per questo siamo contrari anche ai test standardizzati.
Perché i cani non sono macchine da classificare.
Non sono una razza.
Non sono un punteggio.
Non sono una prova superata o fallita.
Sono individui!!!
E gli individui si comprendono osservandoli nella loro storia, nelle loro relazioni e nelle loro vulnerabilità.
Una lista di razze e un test comportamentale possono dare l'illusione di aver affrontato il problema.
Ma il rischio è che tranquillizzino le istituzioni senza migliorare realmente la vita dei cani e delle famiglie.
La sicurezza non nasce dal controllo.
Nasce dalla conoscenza.
E la conoscenza del singolo non può essere sostituita da una categoria.

Molti professionisti definiscono apprendimento sociale una situazione piuttosto frequente.Un cane è in difficoltà.Non ri...
03/06/2026

Molti professionisti definiscono apprendimento sociale una situazione piuttosto frequente.
Un cane è in difficoltà.
Non riesce a superare un ostacolo, a entrare in un ambiente, a raggiungere un obiettivo.
A quel punto viene introdotto un secondo cane, più sicuro e disponibile all'azione.
Spesso si colloca un premio oltre l'ostacolo e si lascia che il primo cane (quello in difficoltà) osservi il secondo mentre lo supera e ottiene la ricompensa.
Quando il cane inizialmente bloccato decide infine di agire, la conclusione è spesso immediata:
"Ha imparato osservando l'altro."
Ma siamo sicuri che sia sempre ciò che sta accadendo?
Osservando alcune situazioni viene da chiedersi se, almeno in parte, non stiamo attivando qualcos'altro.
Il cane lasciato a guardare vede un altro individuo raggiungere una risorsa che desidera, che in precedenza era stata offerta a lui.
Può sperimentare frustrazione.
Può sperimentare rabbia.
Può sperimentare una forma di competizione per l'accesso a quella risorsa.
E potrebbe essere proprio questa attivazione emotiva, più che l'imitazione dell'altro, a spingerlo infine all'azione.
In questi casi il comportamento che emerge non sarebbe il risultato di un processo di imitazione o apprendimento osservativo basato anche sull’aspetto della conoscenza e dell’affetto reciproco, ma di un conflitto motivazionale.
La domanda allora diventa:
quando osserviamo un cane che supera finalmente una difficoltà dopo aver visto un altro riuscirci, stiamo davvero assistendo a un fenomeno di apprendimento sociale?
Oppure stiamo osservando gli effetti di una pressione agonistica che, almeno nell'immediato, riesce a prevalere sulla paura?
E se fosse così, quali conseguenze potrebbe avere questo processo quando i due cani condividono la stessa famiglia o una relazione già significativa?
Forse, prima di chiamare qualcosa "apprendimento sociale", dovremmo interrogarci più a fondo su quali sistemi motivazionali stiamo realmente attivando.
Federica Manunta

Coralità, qualità e riconoscimenti Restano 4 posti 😊
02/06/2026

Coralità, qualità e riconoscimenti
Restano 4 posti 😊

ci sono percorsi che nascono dall'incontro di competenze diverse, unite da una visione comune.
Il Corso Istruttori EsCAC è questo.
Da dieci anni crediamo che la complessità del lavoro con il cane e con la famiglia non possa essere affrontata da un unico punto di vista. Per questo abbiamo costruito una squadra composta da istruttori cinofili, medici veterinari esperti in comportamento, psicologi, psicoterapeuti,
Non per sommare nomi.
Ma per offrire ai discenti la possibilità di confrontarsi con prospettive differenti, imparare un linguaggio condiviso e sviluppare una comprensione più profonda del cane, della relazione e dei percorsi di cambiamento.
A questo si aggiungono una formazione interamente in presenza, la clinica riabilitativa integrata e i riconoscimenti: Proposta formativa per il conseguimento del titolo EsCAC. Il corso è riconosciuto da FICSS PRO. Conforme alla norma UNI 11790:2020, qualificato per l'ottenimento della certificazione professionale con INTERTEK,
È questa coralità che rende il corso ciò che è oggi.

📌 Restano solo 4 posti disponibili per la X edizione.

Se desideri entrare a far parte di questo percorso, puoi contattarci per ricevere il programma completo e tutte le informazioni.
www.asdtambra.it

Credo che uno degli errori più grandi commessi negli ultimi anni in cinofilia sia stato sovrapporre il concetto di buona...
29/05/2026

Credo che uno degli errori più grandi commessi negli ultimi anni in cinofilia sia stato sovrapporre il concetto di buona relazione a quello di mediazione .

Come se una buona relazione con il cane fosse necessariamente una relazione nella quale il cane orienta continuamente il proprio comportamento verso di noi, cercandoci, consultandoci, aspettandoci e quando lo fa inevitabilmente rivolge il suo sguardo verso di noi.

Ma le due cose non coincidono.

Uno sguardo rivolto al proprio Convivente Umano può avere significati molto diversi.

Può essere condivisione.
Può essere ricerca di conforto.
Può essere invito al gioco.

Ma può anche essere attesa di un permesso, ricerca di indicazioni, controllo, perfino sfida, per citare solo alcuni degli infiniti significati che uno sguardo può assumere.

Per questo è rischioso attribuirgli automaticamente il significato di buona relazione.

Nei casi più estremi, quando un cane non può prendere decisioni o muoversi liberamente per il tipo di educazione ricevuta e per il timore delle conseguenze, quello sguardo costantemente rivolto al proprietario assume più il significato di una dipendenza che di una relazione.

La relazione, infatti, non coincide con il bisogno costante dell'altro.

Anzi.

Forse una delle espressioni più mature della relazione, anche con i cani, è proprio la possibilità di allontanarsene temporaneamente senza perderla.

Di esplorare senza smarrirsi.

Di scegliere senza dover continuamente chiedere.

Perché sentirsi legati a qualcuno non significa rinunciare a se stessi.
dott.ssa Federica Manunta

Oggi, parlando con una persona che si sta rivolgendo ad altri professionisti per l’educazione della sua cucciola di tre ...
28/05/2026

Oggi, parlando con una persona che si sta rivolgendo ad altri professionisti per l’educazione della sua cucciola di tre mesi, mi sono sentita dire una frase che mi ha fatto riflettere molto:

“Ho capito che devo comprendere il cane, rispondere ai suoi bisogni… però credo di aver bisogno di qualcosa di più concreto e meno olistico.”

La persona in questione è presente, attenta, coinvolta.
Non cerca scorciatoie.
Non vuole “dominare” il cane.
Non è alla ricerca di metodi rapidi o coercitivi.

Sta semplicemente cercando aiuto.

La cucciola gioca con intensità, usa molto la bocca, inizia a lasciare segni.
E quella famiglia sente il bisogno di essere accompagnata concretamente dentro questa difficoltà.

Questa conversazione mi ha portata a una domanda, forse un po’ provocatoria:

al netto di chi ricerca volutamente controllo, addestramento rigido o punizione…
quante famiglie vengono spinte verso una cinofilia più addestrativa e coercitiva proprio perché la cinofilia che si definisce “relazionale” non riesce a rispondere davvero ai loro bisogni?

Perché comprendere il cane è fondamentale.
Ma se la comprensione non riesce a tradursi in sostegno reale, orientamento e strumenti leggibili per la famiglia, il rischio è che quella famiglia si senta sola.

E quando ci si sente soli, spaventati o inefficaci, si finisce spesso per cercare qualcuno che prometta controllo.

Forse dovremmo iniziare a interrogarci anche su questo.

Dormire bene non è un dettaglio.È una necessità biologica.Per questo, quando lavoriamo con un cane, dovremmo sempre chie...
23/05/2026

Dormire bene non è un dettaglio.
È una necessità biologica.

Per questo, quando lavoriamo con un cane, dovremmo sempre chiederci:

come dorme?
quanto dorme?
riesce davvero a riposare?

La qualità del sonno influisce profondamente sul funzionamento dell’organismo, compreso quello del cervello.

Gli studi ci mostrano che la carenza di sonno altera il metabolismo cellulare e riduce l’energia disponibile per i neuroni.
Quando questo accade, il sistema nervoso tende a privilegiare la sopravvivenza immediata, sacrificando funzioni più complesse come la formazione di nuove connessioni neuronali.

Le conseguenze?

Riduzione delle capacità cognitive, della memoria e della possibilità stessa di apprendere e adattarsi.

Quadri che, per certi aspetti, ricordano ciò che accade nei processi degenerativi legati all’invecchiamento.

Nei cuccioli il problema può essere ancora più delicato.
Parte della maturazione neurobiologica avviene proprio durante il sonno e stati di attivazione troppo elevati — anche piacevoli — possono frammentare continuamente il riposo.

Negli anziani, invece, ansia, dolore e decadimento cognitivo possono compromettere profondamente la qualità del sonno, portando il cane a vagare per casa, svegliarsi ripetutamente o non riuscire più a riposare davvero.

Ecco perché il sonno non dovrebbe mai essere considerato un aspetto secondario.

Un cane che dorme poco e male è un organismo che fatica a regolare, apprendere e recuperare.

E interessarsi al sonno significa interessarsi davvero al suo benessere.

— Dott.ssa Federica Manunta

Molti comportamenti aggressivi o evitanti vengono letti come rifiuto della relazione.Ma spesso è vero il contrario.Sono ...
19/05/2026

Molti comportamenti aggressivi o evitanti vengono letti come rifiuto della relazione.
Ma spesso è vero il contrario.
Sono tentativi estremi di restare dentro una relazione percepita come imprevedibile o dolorosa.

Per questo comprenderne il significato può cambiare completamente il modo della famiglia di stare accanto al cane.
Perché dietro certi comportamenti non c’è il desiderio di distruggere il legame, ma il tentativo disperato di sopravvivergli. Stare accanto alla famiglia è il primo tassello perchè loro imparino a stare accanto al loro cane.

È davvero questo l’amore?Si misura davvero dalla quantità di sacrifici che siamo disposti a fare per qualcuno?Perché, se...
15/05/2026

È davvero questo l’amore?
Si misura davvero dalla quantità di sacrifici che siamo disposti a fare per qualcuno?

Perché, se fosse così, dovremmo concludere che amare significhi sacrificarsi.

È una visione che incontro spesso, sia nelle relazioni tra persone sia nella convivenza con i cani.
Una narrazione più o meno esplicita che sembra dire:
“Quanto sei disposto a rinunciare di te stesso per dimostrare di essere un buon padre, una buona madre, un buon proprietario, una brava persona?”

Ma chi decide cosa è abbastanza?
Chi assegna la medaglia del “bravo proprietario”?

Io non condivido questa idea dell’amore.
Un’idea che trovo molto vicina a una logica morale e salvifica, dove il valore della relazione sembra misurarsi nella sofferenza e nella rinuncia.
Non credo che amare significhi annullarsi.
Né annullare l’altro.
Penso invece che l’amore inizi dal piacersi, passi attraverso il conoscersi e richieda, inevitabilmente, mediazioni.
Ma mediare non significa sacrificarsi.
Significa essere realmente interessati al punto di vista dell’altro, ai suoi bisogni, senza smettere di considerare i propri.

Convivere con un cane richiede certamente adattamenti.
Ma quando tutto ciò che facciamo per lui è vissuto solo come peso, rinuncia o dovere, forse il problema non è il sacrificio in sé.
Forse è che quella relazione non è mai nata da un autentico incontro.
E allora, professionalmente, come ci si muove davanti a queste famiglie?
Personalmente, non credo nel senso di colpa come motore del cambiamento.
E nemmeno nel ruolo del redentore.
Perché aiutare qualcuno non significa convincerlo a sacrificarsi.
Significa aiutarlo a costruire una relazione nella quale possa esistere benessere per entrambi.
Federica Manunta

Indirizzo

Via Belvedere 8
Brescia
25123

Orario di apertura

Lunedì 00:00 - 23:59
Martedì 00:00 - 23:59
Mercoledì 00:00 - 23:59
Giovedì 00:00 - 23:59
Venerdì 00:00 - 23:59
Sabato 00:00 - 23:59
Domenica 00:00 - 23:59

Telefono

+393385822516

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