24/07/2026
“Se premio il cane con il cibo, poi lo farà solo se gli do il bocconcino ?”
Questa è probabilmente la domanda che ci rivolgono più spesso.
E la nostra risposta è sempre la stessa:
No. Se il premio viene usato correttamente, non stai comprando un comportamento. Lo stai insegnando.
Pensaci un attimo.
Quando un bambino impara a leggere, all’inizio ogni piccolo successo viene incoraggiato: un sorriso, un “bravo!”, un applauso.
Quando impariamo a guidare, abbiamo bisogno di istruzioni continue.
Quando impariamo una nuova lingua, abbiamo bisogno di esercizio e di conferme.
Con i cani funziona allo stesso modo.
Il premio è uno strumento di comunicazione.
Serve a dire al cane:
“Esatto, è proprio questo che volevo.”
In quel momento il suo cervello crea associazioni, comprende quali comportamenti sono utili e quali gli permettono di ottenere qualcosa di piacevole.
Con il tempo il comportamento diventa sempre più stabile.
E il premio?
Non sparisce, ma cambia.
A volte sarà un bocconcino.
A volte un gioco.
A volte una carezza.
A volte la libertà di correre.
A volte semplicemente il piacere di collaborare con il proprio compagno umano.
L’obiettivo non è avere un cane che lavora “per il cibo”.
L’obiettivo è costruire un cane che ha capito, che sa fare delle scelte e che prova soddisfazione nel collaborare.
Il premio non crea dipendenza.
La dipendenza nasce quando il premio viene usato come una tangente.
Se invece viene utilizzato nel momento giusto, con criterio e inserito in un percorso di apprendimento, diventa un ponte tra ciò che il cane non sa ancora fare e ciò che, un giorno, farà con naturalezza.
Per questo non abbiate paura di premiare.
Abbiate paura, piuttosto, di pretendere che il cane impari senza spiegargli quando sta facendo la scelta giusta.
💬 Tu cosa ne pensi? Hai mai avuto il timore che usare il cibo significasse “viziare” il tuo cane?