Dott.ssa Francesca Agabio

Dott.ssa Francesca Agabio Medico Veterinario olistico
Cavalli - Cani e Gatti

Quanto delle emozioni del nostro animale… appartiene in realtà a noi?Nel maggio 2025 è stato pubblicato su Scientific Re...
02/06/2026

Quanto delle emozioni del nostro animale… appartiene in realtà a noi?

Nel maggio 2025 è stato pubblicato su Scientific Reports uno studio molto interessante dal titolo:

“Emotional contagion of fear and joy from humans to horses using a combination of facial and vocal cues”
(Jardat P., Yamamoto S., Ringhofer M. et al.)

I ricercatori hanno osservato come i cavalli reagissero a persone che esprimevano emozioni di paura o gioia attraverso volto e voce.

Il risultato?

I cavalli non sembrano limitarsi a “riconoscere” le emozioni umane.

Sembrano invece modificare il proprio comportamento e il proprio stato emotivo in funzione dell’emozione percepita.

Gli autori parlano di “emotional contagion”, ovvero una forma di contagio emotivo tra uomo e cavallo.

Questo significa che il sistema nervoso del cavallo può entrare in risonanza con quello umano.

Ed è qui che la questione diventa estremamente interessante.

Quante volte vediamo:
• cavalli agitati prima della gara,
• cavalli che tremano durante il trasporto,
• soggetti ipervigili,
• animali che sembrano “assorbire” l’ansia del proprietario?

Forse alcune problematiche non appartengono esclusivamente all’animale.

Forse appartengono alla relazione.

Negli ultimi anni anche la teoria polivagale ha iniziato a spiegare come gli esseri viventi possano co-regolare reciprocamente il proprio sistema nervoso attraverso segnali emotivi, postura, tono della voce, tensione corporea e stato interno.

In altre parole:
un animale che vive accanto a un sistema nervoso costantemente in allarme potrebbe entrare lui stesso in una condizione di allerta cronica.

Questo non significa che “la colpa” sia del proprietario.

Significa però che la relazione uomo-animale è molto più profonda e biologicamente interconnessa di quanto abbiamo pensato per anni.

Ed è proprio per questo motivo che nel lavoro con il biofeedback non osserviamo soltanto il sintomo fisico, ma anche la qualità della connessione emotiva tra animale e proprietario.

Nel sistema Noah, ad esempio, è presente l’opzione “Fuse Consciousness”, sviluppata proprio per armonizzare la relazione proprietario-animale e favorire una maggiore coerenza neuro-emozionale tra i due sistemi viventi.

Contattami se sei interessato a provare una sessione di Biofeedback

Quando l’orecchio “parla” grazie al BIOFEEDBACK : le otiti del cane possono essere un segnale di sovraccarico?Molti cani...
29/05/2026

Quando l’orecchio “parla” grazie al BIOFEEDBACK : le otiti del cane possono essere un segnale di sovraccarico?

Molti cani che soffrono di otiti ricorrenti non presentano soltanto un problema “locale” dell’orecchio.
Spesso, osservando il paziente nella sua globalità, emergono altri segnali: epifora persistente, prurito, arrossamenti cutanei, leccamento delle zampe, odore corporeo intenso, alterazioni intestinali, stanchezza o iperreattività.

In medicina integrata, questi sintomi possono essere letti come manifestazioni di un organismo che sta cercando di gestire un eccesso di “carico” infiammatorio e tossinico.

L’orecchio, infatti, è una zona molto vascolarizzata e ricca di connessioni immunitarie e linfatiche. Quando i sistemi di drenaggio ed eliminazione sono sotto stress, il corpo può utilizzare pelle e mucose come “vie di espressione”.

Le otiti croniche o recidivanti, quindi, non sempre rappresentano soltanto un problema batterico o fungino: a volte sono il risultato di un terreno infiammatorio alterato.

Da dove può arrivare questo sovraccarico?

Le fonti possono essere molteplici:
• alimentazione ultra-processata
• pesticidi e contaminanti ambientali
• farmaci ripetuti
• muffe e tossine ambientali
• stress cronico
• esposizione a metalli pesanti

Tra questi ultimi, si parla sempre più spesso del possibile ruolo di sostanze come alluminio, mercurio o altri metalli presenti nell’ambiente e, in alcuni casi, utilizzati come adiuvanti vaccinali.

⚠️ Questo non significa “demonizzare” i vaccini, che restano strumenti importanti di prevenzione.
Ogni valutazione va sempre contestualizzata sul singolo animale, considerando stato immunitario, sensibilità individuale, stile di vita e capacità di detossificazione dell’organismo.

Alcuni soggetti particolarmente sensibili possono però mostrare una maggiore reattività da stress dopo esposizioni cumulative nel tempo.

E l’epifora?

L’epifora — quella lacrimazione continua che macchia il pelo sotto gli occhi — viene spesso trattata come un semplice problema estetico.

In realtà, in ottica integrata, può rappresentare una manifestazione di irritazione cronica delle mucose e di difficoltà dell’organismo nella gestione del carico infiammatorio.

Molto spesso, cani con:
• epifora
• otiti ricorrenti
• prurito
• dermatiti
• intestino sensibile

mostrano un filo conduttore comune: un sistema immunitario continuamente “in allerta”.

L’approccio integrato

In questi casi, lavorare solo sul sintomo locale spesso non basta.
L’obiettivo diventa sostenere il terreno biologico dell’animale attraverso:
• supporto degli organi emuntori
• alimentazione più pulita e meno infiammatoria
• sostegno intestinale e microbiota
• riduzione del carico tossinico ambientale
• gestione dello stress neurovegetativo
• percorsi di riequilibrio integrato e biofeedback

Negli ultimi anni, la ricerca ha iniziato a esplorare il possibile ruolo dei contaminanti ambientali e dei metalli pesanti nel mantenimento dell’infiammazione cronica.

Una review pubblicata nel 2025 (“Heavy Metals as Key Environmental Aggravators in Atopic Dermatitis in Companion Dogs”) descrive come l’esposizione cronica a metalli pesanti possa contribuire ad aumentare stress ossidativo, disfunzione immunitaria e alterazione della barriera cutanea nei cani atopici.

Questo è particolarmente interessante perché otiti, dermatiti e prurito fanno spesso parte dello stesso quadro infiammatorio.

Nel mio lavoro utilizzo inoltre strumenti di biofeedback che consentono di evidenziare le principali aree di reattività da stress dell’organismo. Tra queste rientrano anche i fattori ambientali e le possibili reattività associate ai metalli pesanti. Il sistema dispone di pannelli specifici dedicati ai “Heavy Metals” e agli stressor ambientali, permettendo di identificare quali elementi mostrano la maggiore reattività nel singolo paziente e di impostare successivamente programmi di riequilibrio mirati. L’obiettivo non è formulare diagnosi di tossicità o sostituire gli esami di laboratorio, ma individuare quali fattori rappresentano in quel momento una fonte di stress per il sistema biologico e lavorare sul loro riequilibrio energetico attraverso frequenze dedicate e programmi specifici di riduzione dello stress.

Questo approccio risulta particolarmente interessante nei soggetti che presentano manifestazioni croniche e ricorrenti come otiti, dermatiti, prurito, epifora e altre alterazioni mucocutanee, soprattutto quando tali problematiche tendono a ripresentarsi nonostante il trattamento locale del sintomo.
:::

Forse il problema non è ciò che vediamo nell’orecchio. Forse l’otite è semplicemente il modo che il corpo ha scelto per raccontarci una storia più grande.

📚 Riferimento scientifico:
Heavy Metals as Key Environmental Aggravators in Atopic Dermatitis in Companion Dogs: A One Health Perspective (2025)

25/05/2026

IL CALDO🥵 IN MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Nella visione della Medicina Tradizionale Cinese, il corpo non è separato dall’ambiente che lo circonda.
Vento, freddo, umidità, secchezza e caldo vengono considerati “patogeni esterni” in grado di invadere l’organismo soprattutto quando questo è già indebolito, affaticato o incapace di adattarsi rapidamente ai cambiamenti ambientali.

Il caldo patogeno possiede una natura Yang: è espansivo, rapido, ascendente e agitante.
Quando invade il sistema, tende a penetrare inizialmente negli strati più superficiali dell’organismo, attraversando pelle, respirazione e Wei Qi — l’energia difensiva che in MTC protegge il corpo dagli agenti esterni.

Da qui il patogeno può iniziare a propagarsi lungo i meridiani energetici, alterando la circolazione del Qi e dei liquidi corporei.

Il calore ha infatti alcune caratteristiche molto specifiche:
• accelera,
• consuma,
• asciuga,
• infiamma,
• agita.

Per questo motivo i primi segni possono sembrare “banali”: ansimare eccessivo, agitazione, ricerca continua di fresco, irrequietezza, mucose arrossate, insonnia, tachicardia, iperattività o stanchezza improvvisa.

Ma secondo la medicina cinese il problema non è solo termico.
Il caldo tende a “muovere verso l’alto” l’energia, disturbando particolarmente Cuore e sistema nervoso.

In MTC si dice che il calore possa agitare lo Shen, cioè la componente mentale, emotiva e neurologica dell’individuo.
Nel cane questo può tradursi in:
• agitazione comportamentale,
• maggiore reattività,
• ansia,
• ipervigilanza,
• alterazioni del sonno,
• peggioramento di tremori o problematiche neurologiche,
• aumento della predisposizione alle crisi epilettiformi nei soggetti sensibili.

Quando il caldo diventa intenso o persistente, può penetrare più in profondità nei canali energetici e negli organi.
In particolare vengono spesso coinvolti:
• il meridiano del Cuore,
• il Triplice Riscaldatore,
• il Fegato,
• lo Stomaco.

Il Fegato, associato al movimento del Qi e al “vento interno”, può reagire al calore sviluppando ulteriore agitazione energetica.
Da qui derivano, secondo questa lettura, spasmi, tremori, irritabilità o manifestazioni neurologiche.

Il Triplice Riscaldatore, invece, ha il compito di coordinare la distribuzione dei fluidi e del calore nel corpo.
Quando viene sovraccaricato, il sistema perde efficienza nella termoregolazione energetica e il cane può andare incontro più facilmente a disidratazione, collasso energetico o esaurimento.

Un altro concetto molto importante è che il calore consuma Yin e liquidi corporei.
Questo significa che il corpo perde progressivamente la sua capacità di “raffreddare e contenere” l’eccesso Yang.

Ed è qui che alcuni animali fragili diventano estremamente vulnerabili:
anziani, neurologici, epilettici, cardiopatici, brachicefali o soggetti già stressati cronici spesso possiedono una riserva energetica più limitata e una minore capacità di compensazione.

In questi casi, anche strumenti apparentemente semplici — ventilazione, raffreddamento graduale, riduzione dello stress, gestione degli orari di uscita — assumono un significato molto più profondo.
Non si tratta solo di “far stare fresco il cane”, ma di evitare che il patogeno caldo continui a penetrare e destabilizzare il sistema energetico e neurologico dell’animale.

Nel video un paziente che sto seguendo con problemi di crisi epilettiche in fase di miglioramento con riduzione del farmaco, utilizzo di Cbd, sessioni di Biofeedback e gestione alimentare.

Bellissimo vero?

GLI ORBS… UN’ALTRA MERAVIGLIA NEL SOFTWARE NOAH 💫 Pochi giorni fa il mio cavallo Futuro ha compiuto gli anni.Questa è l’...
22/05/2026

GLI ORBS… UN’ALTRA MERAVIGLIA NEL SOFTWARE NOAH 💫

Pochi giorni fa il mio cavallo Futuro ha compiuto gli anni.
Questa è l’occasione per raccontarvi quello che ho visto nelle telecamere al momento del parto.

Gli Orbs.

Di che cosa si tratta?

Nel frame esatto registrato dalla telecamera di scuderia, pochi istanti dopo la nascita di Futuro,sono comparse chiaramente più sfere luminose sopra la groppa della madre.
Un dettaglio che all’epoca mi colpì profondamente e che ancora oggi continua a farmi riflettere.

Molti li definiscono semplicemente riflessi, particelle di polvere o artefatti della telecamera.
E in alcuni casi può certamente essere così.

Ma esiste anche un’altra interpretazione, più sottile ed energetica, che negli anni è stata osservata e studiata anche in alcuni software dedicati alla lettura dei campi bioenergetici, come Noah.

Nel sistema Noah gli “Orbs” vengono associati alle cosiddette Guide Energies: manifestazioni energetiche collegate a intenzioni profonde, trasformazioni interiori, connessioni e stati di forte attivazione vibrazionale.

Nel pannello del software dedicato alla lettura dell’aura può comparire infatti questa informazione:

“Multiple orbs: thought forms, intentions or manifestations that the individual is currently working with and putting out into the universe.”

Ovvero:

“Orbs multipli: forme pensiero, intenzioni o manifestazioni con cui l’individuo sta lavorando e che sta proiettando nell’universo.”

Un altro elemento interessante è il riferimento alle tonalità “Royal Blue”, associate a soggetti profondamente connessi alla propria dimensione spirituale e aperti a nuove esperienze evolutive.

Coincidenza?
Riflesso?
Energia?

Non ho la pretesa di dare una risposta assoluta.

Ma credo che esistano momenti nella vita — e alcune nascite ne fanno parte — in cui accade qualcosa che percepiamo come diverso.
Più intenso.
Più vivo.
Quasi sospeso tra il visibile e ciò che ancora non comprendiamo completamente.

E forse il punto non è dimostrare.
Forse il punto è imparare ad osservare. ✨

📲Se vuoi una lettura energetica approfondita per il tuo animale contattami per prenotare una sessione con Noah

NON SOLO IL BRACHIAL CHAKRA!!💫Nel nuovo software Noah troviamo una sezione molto interessante dedicata ai Bud Chakra, ch...
19/05/2026

NON SOLO IL BRACHIAL CHAKRA!!💫

Nel nuovo software Noah troviamo una sezione molto interessante dedicata ai Bud Chakra, chiamati anche chakra sensoriali.

Secondo la visione energetica animale, gli animali possiedono:
✨ 8 chakra principali
✨ 21 chakra minori
✨ 6 Bud Chakra dedicati alla percezione sottile e alla connessione con l’ambiente. 

I Bud Chakra si trovano:
🐾 uno in ciascun piede/zampa/zoccolo
👂 alla base delle orecchie

Questi centri sembrano essere particolarmente sensibili alle variazioni energetiche e ambientali.
Nella tradizione energetica animale vengono associati alla capacità di percepire:
⚡ cambiamenti atmosferici
🌩 temporali
🌍 variazioni ambientali
🐾 presenza di altri animali o persone
💙 stati emotivi dell’ambiente circostante. 

Interessante osservare come molti animali:
• scavino
• girino in tondo
• scelgano punti specifici dove sdraiarsi
• cerchino il contatto con il terreno

comportamenti che, in questa lettura, potrebbero rappresentare un tentativo di riequilibrare o scaricare energia attraverso i Bud Chakra collegati alla terra. 

Nel biofeedback questi aspetti diventano particolarmente affascinanti perché ci permettono di osservare il sistema animale non solo dal punto di vista fisico, ma anche in relazione:
🧠 al sistema nervoso
⚡ alla sensibilità sensoriale
🌿 alla percezione ambientale
💫 alla regolazione emozionale

A volte dietro un animale “ipersensibile” potrebbe esserci un sistema che sta semplicemente percependo molto più di quanto immaginiamo. ✨

📲Se sei interessato prenota una sessione per il tuo animale con il nuovo software NOAH💫

🧠✨ Gli animali hanno un mondo interiore?La scienza moderna ci sta dicendo qualcosa di straordinario: probabilmente sì.Pe...
17/05/2026

🧠✨ Gli animali hanno un mondo interiore?
La scienza moderna ci sta dicendo qualcosa di straordinario: probabilmente sì.

Per molto tempo le emozioni animali sono state interpretate come semplici istinti o reazioni automatiche. Oggi invece le neuroscienze stanno cambiando profondamente questa visione.

Un’importante review pubblicata su Neuroscience & Biobehavioral Reviews (“Towards a comparative science of emotion”) descrive le emozioni come processi biologici complessi che coinvolgono contemporaneamente cervello, corpo, memoria, sistema nervoso autonomo, comportamento e regolazione endocrina.

In altre parole: le emozioni non “esistono solo nella mente”.

Si riflettono nel battito cardiaco, nella respirazione, nel tono muscolare, nella postura, nel microbiota, nel sonno e nelle risposte neurovegetative.

Gli autori spiegano che molti animali sembrano possedere:
• memoria emotiva
• apprendimento affettivo
• stati di ipervigilanza
• ricerca di sicurezza
• capacità di anticipare eventi
• processi inconsci e automatici profondamente registrati nel sistema nervoso

Questo significa che un cane che manifesta ansia in certi ambienti, un cavallo che reagisce anticipando uno stress o un gatto che modifica il comportamento dopo un trauma potrebbero esprimere non soltanto un comportamento “condizionato”, ma veri e propri pattern emotivi interiori.

La parte più affascinante è che questi meccanismi sembrano coinvolgere strutture molto antiche del cervello, come sistema limbico, amigdala e ipotalamo: aree strettamente collegate alla sopravvivenza, alle emozioni e alla regolazione autonomica.

Anche il sonno REM assume un ruolo fondamentale. Durante questa fase gli animali sembrano rielaborare esperienze, consolidare memorie emotive e modulare le risposte allo stress. È probabilmente uno dei momenti in cui il loro “mondo interno” diventa più attivo.

Ed è interessante osservare come molte di queste dinamiche emergano anche nelle sessioni di biofeedback.

Attraverso strumenti di biofeedback avanzato è infatti possibile lavorare in maniera specifica proprio su alcune aree coinvolte nella regolazione emotiva e neurovegetativa, come:
🧠 sistema limbico
🧠 amigdala
🧠 ipotalamo
🧠 connessioni neuro-emozionali e autonomiche

L’obiettivo non è “spegnere” l’emozione, ma aiutare il sistema nervoso a uscire da stati cronici di allerta, ipervigilanza o disregolazione, favorendo una migliore capacità adattativa.

Spesso durante le sessioni osserviamo animali entrare progressivamente in uno stato di profondo rilassamento parasimpatico, con modificazioni di respirazione, postura, espressione, qualità del sonno e comportamento. In alcuni casi emergono pattern collegati a stress cronico o memorie emotive profondamente radicate nel sistema neurovegetativo.

Forse comprendere davvero gli animali significa iniziare a guardare oltre il sintomo e oltre il comportamento visibile… imparando ad ascoltare anche ciò che il loro sistema nervoso sta cercando di raccontare. ✨

📚 Riferimento scientifico:
Paul E.S. et al. (2020)
Towards a comparative science of emotion: Affect and consciousness in humans and animals
Neurosci Biobehav Rev. 108:749–770.

16/05/2026

Prendiamo confidenza con il software NOAH, specifico per animali. Una cosa che trovo meravigliosa il fatto che ci sia il chakra brachiale, caratteristica UNICA dell’animale 💫💫 QX WORLD

E SE IL PRURITONON FOSSE SOLOUN PROBLEMA DELLA PELLE?Si gratta continuamente.Si lecca le zampe.Le otiti ritornano.E spes...
15/05/2026

E SE IL PRURITO

NON FOSSE SOLO

UN PROBLEMA DELLA PELLE?

Si gratta continuamente.
Si lecca le zampe.
Le otiti ritornano.
E spesso il problema sembra migliorare… per poi ripresentarsi.

Nel Biofeedback non osserviamo solo il sintomo.
Cerchiamo di comprendere quali sistemi stanno vivendo maggiore stress: intestino, sistema immunitario, alimentazione, ambiente, equilibrio neurovegetativo ed emozionale.



“Ogni animale ha una storia unica.”

“E ogni sintomo può essere un messaggio del sistema.”



Durante il percorso è possibile creare rimedi di acqua informata personalizzati con frequenze invertite degli Allerzodi individuati durante la sessione, per supportare il riequilibrio dell’organismo in modo delicato e integrato.

✨ Biofeedback veterinario integrato
✨ Nutrizione • Fitoterapia • Medicina integrata
✨ Cane • Gatto • Cavallo

Scrivimi in privato per informazioni sulle sessioni.

11/05/2026

🧠🐾 L’attività onirica nel cane: il sonno REM e le onde cerebrali

Anche nel cane il sonno rappresenta uno stato neurofisiologico altamente attivo e organizzato.
Durante il riposo si alternano differenti fasi del sonno NREM e REM (Rapid Eye Movement), ciascuna associata a specifici pattern neurologici ed elettroencefalografici.

La fase REM è quella maggiormente correlata all’attività onirica.
In questa fase il cervello mostra un’attività elettrica intensa e dinamica, con onde cerebrali rapide e desincronizzate che, all’elettroencefalogramma (EEG), ricordano per alcuni aspetti quelle dello stato di veglia.

Nel video di Jessie si possono osservare chiaramente alcuni segni tipici della fase REM:
▫️ movimenti oculari rapidi sotto le palpebre
▫️ variazioni del ritmo respiratorio
▫️ contrazioni muscolari fini
▫️ piccoli movimenti degli arti e della muscolatura facciale

Dal punto di vista elettrofisiologico, durante il sonno profondo NREM predominano soprattutto onde lente delta, associate a recupero fisico, riparazione e riduzione dell’attività corticale.
Con il passaggio al REM si osserva invece un incremento di attività cerebrale rapida, con pattern EEG a bassa ampiezza e frequenza più elevata, indice di intensa elaborazione neurologica.

È interessante osservare come questa fase rappresenti una sorta di “paradosso biologico”:
il corpo appare profondamente rilassato, ma il cervello rimane estremamente attivo.

Gli studi nel cane suggeriscono che durante il REM avvengano processi legati a:
• consolidamento della memoria
• neuroplasticità
• apprendimento
• elaborazione emotiva
• integrazione delle esperienze vissute

✨ Durante alcune sessioni di biofeedback si osserva talvolta che il cane entra in uno stato di rilassamento così profondo da mostrare segni compatibili con il sonno REM.
Dal punto di vista neurovegetativo questo potrebbe riflettere una prevalenza parasimpatica e una riduzione dell’iperattivazione da stress.

In termini di onde cerebrali, questi stati di profondo rilassamento vengono spesso associati a una maggiore presenza di pattern lenti e coerenti nelle fasi iniziali del rilassamento, seguiti poi dall’attivazione più complessa e dinamica tipica del REM.

Naturalmente non possiamo parlare di “misurazione diretta” dell’attività cerebrale senza EEG, ma osservare un animale che durante una seduta raggiunge spontaneamente stati di sonno profondo può essere un segnale molto interessante di distensione neurologica e senso di sicurezza percepita.

The interrelated effect of sleep and learning in dogs (Canis familiaris); An EEG and behavioural study
Springer Nature
Scientific Reports
February 20177(41873)
DOI:10.1038/srep41873
LicenseCC BY 4.0

🎥 Jessie durante una fase REM fisiologica del sonno: uno dei momenti più affascinanti della neurofisiologia animale.

Indirizzo

Borgomanero
28021

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