21/04/2023
ORSI IN TRENTINO
Alcuni di voi mi hanno chiesto di esprimermi sulla questione. Ecco una prima fondamentale riflessione.
Quando vi chiedono: “sei dalla parte del ragazzo ucciso o dell’orso”, vi stanno tendendo una trappola psicologica che nel dialogo strategico ha anche un nome. Si chiama domanda a illusione di alternative.
Il gioco di prestigio linguistico è lasciarti credere che sei libero perché hai una scelta, ma l’unica scelta possibile è fra le due alternative che ti dico io: ragazzo o orso?
Ora, non voglio dire che tutti coloro che fanno questa domanda siano coscienti che può essere una strategia comunicativa. Molti lo fanno perché per il nostro intelletto fiaccato da tecnologia e overload di informazioni, è più economico ridurre il tutto a due alternative. La dicotomia fra due opposti, due estremi o due complementari è sempre la preferita dalle menti poco allenate a pensare.
Per i nostri politici invece è pratica diffusa. Dividere l’opinione pubblica permette di schermare le proprie responsabilità, spostando l’attenzione altrove.
E quindi dove erano governatori, politici, amministratori quando si trattava di parlare alla popolazione del Trentino, porre cartellonistica, informare con guardie forestali, ecozoofili, esperti della conservazione ed etologi sulle norme di comportamento, sulle scelte, sul modo in cui in diverse parti del mondo si convive con la fauna? Dove sono quando, in questa crisi globale e sesta estinzione di massa causata dalla specie umana, si è chiamati a muoverci oltre il paradigma dell’antropocentrismo, ovvero oltre quella falsa alternativa “prima l’uomo o prima le bestie”?
Fino a quando la morte di un animale non sarà un pugno allo stomaco per la sofferenza che egli prova e fino a quando non si avrà l’intelligenza di riuscire ad affiancarla alla sofferenza di quel povero ragazzo e di tutta la sua famiglia, su questo pianeta non avanzeremo di un solo passo.
Angelo Vaira