13/10/2025
Mai mi sarei immaginata di dover scrivere questo post.
Ceres non c’è più.
Una notizia che spezza il cuore a tutta la squadra di DockDiving del DK, perché questa morte è arrivata inaspettata e violenta, lasciando un vuoto che nessuno di noi sa ancora riempire.
Io li chiamo “i miei ragazzi”.
Il ruolo del coach è qualcosa di speciale: si crea un legame che va oltre il proprietario, oltre l’allenamento. Spesso io e i “miei” cani ci guardiamo negli occhi e ci capiamo. Dopo ogni salto cerchiamo quella connessione, come se mi chiedessero: “È andata bene, coach?”
Ognuno di quegli sguardi è prezioso per me.
Con Ceres ce ne sono stati tanti.
Quegli occhi trasparenti, color miele, dove sembrava di vedere riflesso il mare e distese infinite sotto il sole di primavera.
Occhi vivi, intensi, pulsanti, curiosi, pieni di luce — e forse è proprio quella luce ad averti ingannato, a spingerti lontano da quella mano che ti avrebbe riportato a casa.
E poi il suo modo di mettersi in pedana…
Ceres si posizionava come una freccia sull’arco, zampe e muscoli in tensione, il corpo proteso in avanti, in punta, come se stesse per rompere il muro del suono.
Era la sua firma, il suo modo di dire al mondo: “Io sono pronto. Io volo.”
Ringrazio Barbara, che mi ha permesso di conoscere il suo cane, di vederlo crescere, di vederlo volare davanti ai miei occhi la prima volta.
Un pazzo scatenato, che si godeva ogni salto come se fosse il primo, come se ogni volo fosse la sua ragione di esistere.
Ceres aveva imparato come si fa.
Come si fa a volare.
Questo posto, il DK, nasce per un cane che aveva un’unica ragione di vita: l’acqua.
Dakota se n’è andata prima di vederlo inaugurare, e l’unica cosa che mi ha dato sollievo è stata la convinzione di rivederla nel sorriso e nella follia dei cani che, dopo di lei, avrebbero saltato da quella stessa pedana.
E Ceres era uno di quelli.
Uno di quelli più pazzi del DK, più innamorati dell’acqua e del volo.
Mi ricordo ogni bordo ring, quando tirava al guinzaglio, smaniando per entrare e lanciarsi come un razzo. Perché da lì, da quel punto esatto della pedana, il loro mondo prende un’altra piega: quella del sogno, del volo, dei 36 feet di libertà.
E io ringrazio questo Border Collie tricolore perché — anche grazie a lui — ho potuto continuare a diffondere questa disciplina, a onorarla, a renderla reale e magica.
Uno dei primi cani volanti d’Europa, contro tutto e tutti.
Lui volava.
E chiamatelo come volete,salto, tuffo, io so solo che Ceres sapeva volare.
Nel suo percorso sportivo, Ceres ha lasciato un segno indelebile:
🏆 Campione Italiano SplashDog 2024
💪 Iron Dog 2024
🥉 Terzo classificato al Rome International Diving 2025
Oggi Barbara deve raccogliere i pezzi del suo cuore.
Un giorno tornerà sul nostro rettangolo verde, perché la vita, nonostante tutto, scorre.
E forse non è un caso se la vita le ha portato Tarantella, che porterà avanti il sogno di Ceres, e lo terrà con sé in ogni volo.
Ma quando rivedrò Barbara varcare il cancello del DK con un solo guinzaglio in mano, sarà un colpo al cuore.
Perché niente, davvero niente, prepara a questo.
Ceres mi mancherà tanto.
E voglio dirgli che ogni sera, quando le luci si spengono, lasciamo una finestra aperta.
Da lì i nostri angeli possono entrare.
E chissà se Dakota, Groucho e Ceres… non siano già tornati a guardarci, ancora una volta, da sopra quella pedana.
“Non muoiono mai i cani hanno imparato a volare, sono sempre li in equilibrio tra cio che è reale e quello che non lo è, cambiano aria, sono in un punto preciso, sono proprio lì dove il cielo tocca l’acqua di una piscina, e se strizzate l’occhio in quella linea sottile di confine i nostri cani volanti ci aspettano lì " 🌊💫
Cereeeesiiiiiino, è un arrivederci.
La maestra