25/07/2026
COME I MEDIA INFLUENZANO LE NOSTRE OPINIONI: LE TRUFFE SEMANTICHE
Sono anni che denuncio uno dei metodi più subdoli utilizzati dai sistemi mediatici nei cosiddetti “regimi democratici” per influenzare idee ed opinioni dei cittadini-sudditi. Mi riferisco a ciò che chiamo “truffa semantica”, ovvero la tecnica di mentire con l'utilizzo delle parole.
Se Mosca invade l'Ucraina si parla ovviamente di invasione. Ma se gli USA invadono Iraq o Afghanistan si parla di “esportazione della democrazia” o di “rapido blitz” nel caso dell'operazione terroristica di Washington in Venezuela. Il blocco economico ed energetico in stile mafioso che gli USA stanno realizzando a Cuba i media di regime lo chiamano “pressione”.
Se i mercenari sono russi come quelli della Wagner, la stampa, giustamente, li chiama così. Sono mercenari del resto, vengono pagati per combattere. Ma se i mercenari sono statunitensi nessuno osa definirli in questo modo, li chiamano “contractors”, o “consulenti militari” perché è più politicamente corretto.
“Interrogatori rafforzati” è stata l'espressione scelta dal NYT e da altri giornali USA per descrivere gli episodi di tortura (scosse elettriche ai genitali, waterboarding, l'annegamento simulato, etc) realizzati nelle carceri segrete della CIA. I russi torturano, gli americani interrogano in modo rafforzato.
“Aggiustamenti strutturali” invece è stato il termine utilizzato da gran parte della stampa nostrana per descrivere le misure di macelleria sociale imposte dalla Commissione europea, dalla BCE e dal Fondo Monetario Internazionale ai paesi non in regola con i parametri di Bruxelles. Aggiustamenti strutturali come taglio alle pensioni, alla sanità, compressione dei diritti lavorativi. Aggiustamenti strutturali...
“Esercito israeliano entra in Libano via terra” ha battuto l'Ansa nel marzo scorso. I russi invadono, i sionisti “entrano”. I russi occupano, i sionisti “creano zone cuscinetto”. “Netanyahu ordina all'Idf di ampliare ancora la zona cuscinetto in Libano”, Ansa, 29 marzo 2026. Capito sì?
Adesso arriviamo ai pogrom realizzati dai coloni sionisti. Coloni, si chiamano così, coloni che occupano terre altrui e non “quelle persone che eh israeliane che..ehm..in Cisgiordania eh...vivono ehm..una vita al confine" come li chiamò Enrico Mentana.
I coloni sionisti sono il Ku Klux Klan di oggi. Fanatici religiosi (si credono davvero popolo eletto), messianici, fondamentalisti, assassini armati fino ai denti che saccheggiano villaggi a casa dei palestinesi, uccidono donne, bambini, anziani, animali. Danno fuoco ad automobili, a trattori, gettano cemento nei pozzi in una terra dove l'acqua è poca, distribuiscono sostanze chimiche sui campi per renderli inutilizzabili, lanciano molotov di notte nelle case dei palestinesi dove dormono neonati. Il tutto grazie alla protezione dei terroristi in divisa dell'IDF.
Ebbene questa mattina su diversi giornali italiani questi pogrom vengono chiamati “incursioni” o peggio ancora “gite”.
Cambiare il nome ad un fenomeno è un'operazione subdola e a volte è peggio delle menzogne conclamate. Perché è più facile svelare le b***e che comprendere di essere vittime di truffe semantiche.