Onda Emotiva asd

Onda Emotiva asd CENTRO CINOFILO
Educazione di Base e Avanzata
Approccio Cognitivo Relazionale

La realtà di oggi ci mette di fronte a una verità innegabile: il cane non vive in una bolla. Non è un ingranaggio a sé s...
09/08/2026

La realtà di oggi ci mette di fronte a una verità innegabile: il cane non vive in una bolla. Non è un ingranaggio a sé stante, ma parte integrante di un organismo vivente più grande e complesso: la famiglia multispecie.
​Trattare un comportamento senza considerare il sistema relazionale in cui si sviluppa significa fermarsi alla superficie. Il comportamento del cane non è mai un dato casuale: è voce, è specchio, è l'espressione diretta di un'esperienza individuale e relazionale sommate insieme. Quando un elemento del nucleo familiare si muove, l'intero sistema reagisce e trova un nuovo equilibrio.
​Per questo la semplice tecnica non basta serve uno sguardo sistemico, consapevole e multidisciplinare, capace di leggere le trame profonde delle relazioni di appartenenza.

FAMIGLIE MULTISPECIE: RELAZIONI DI APPARTENENZA
è una formazione avanzata per professionisti cinofili, un percorso formativo d'eccellenza che unisce lo sguardo cinofilo e quello psicologico, guidato da Attilio Miconi e Sarah Miconi.
​Un’esperienza pensata non solo per arricchire il bagaglio tecnico, ma per lavorare sul professionista stesso: etica, stabilità, regolazione e gestione del carico emotivo.

​🗓 STRUTTURA IN 4 WEEKEND INTENSIVI:
• 19–20 settembre 2026 Il cane in relazione
• 31 ottobre – 1 novembre 2026 Il sistema familiare
• 28–29 novembre 2026 Il ruolo del professionista
• 23–24 gennaio 2027 Il tenere tutto insieme

(Frequenza obbligatoria all'intero percorso - non divisibile in singoli moduli)

🎯​ Rivolto a : Educatori cinofili, Istruttori, Medici Veterinari esperti in comportamento e professionisti che desiderano evolvere la propria visione e stare nel cambiamento, imparando a guardare l'insieme, non il singolo dettaglio.

🎓 30 Crediti Formativi FICSS PRO (Percorso di interesse professionale nella cinofilia specialistica).

Per info [email protected]

𝗡𝗢𝗦𝗘 𝗜𝗡 𝗣𝗥𝗢𝗚𝗥𝗘𝗦𝗦 Di Attilio Miconi IN PARTENZA A MARZO 2027Nose in Progress è un percorso di professionalizzazione dedic...
06/08/2026

𝗡𝗢𝗦𝗘 𝗜𝗡 𝗣𝗥𝗢𝗚𝗥𝗘𝗦𝗦 Di Attilio Miconi
IN PARTENZA A MARZO 2027

Nose in Progress è un percorso di professionalizzazione dedicato all’𝗶𝗻𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗼𝗹𝗳𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗮𝗻𝗲 e alle sue implicazioni nella relazione con la famiglia multispecie.

Tre livelli, tre moduli e sette giornate durante le quali teoria, osservazione ed esperienza pratica si intrecciano per imparare a riconoscere le strategie di perlustrazione ed esplorazione olfattiva del cane, costruire attività di ricerca e discriminazione, progettare esperienze cooperative e adattare ogni proposta alle attitudini, alle vocazioni e alle sensibilità del singolo individuo.

Il percorso è rivolto a 𝗲𝗱𝘂𝗰𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗲 𝗶𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗰𝗶𝗻𝗼𝗳𝗶𝗹𝗶 𝗲 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗰𝗶 𝘃𝗲𝘁𝗲𝗿𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗶, con un massimo di 𝟮𝟬 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗲 𝟴/𝟭𝟬 𝗰𝗮𝗻𝗶, per garantire qualità, attenzione e un’esperienza pratica approfondita.

𝗡𝗼𝘀𝗲 𝗶𝗻 𝗣𝗿𝗼𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀 𝗲̀ 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝘂𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝗙𝗜𝗖𝗦𝗦 𝗣𝗥𝗢 – 𝗔𝘀𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗮𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗟𝗲𝗴𝗴𝗲 𝟰/𝟮𝟬𝟭𝟯 – 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗺𝗯𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗶𝗻𝗼𝗳𝗶𝗹𝗶𝗮 𝘀𝗽𝗲𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮.

Per avere info e il problema completo: [email protected]

Oggi condividiamo alcuni momenti di un percorso di riabilitazione comportamentale in acqua.Per noi il sistema famiglia è...
01/08/2026

Oggi condividiamo alcuni momenti di un percorso di riabilitazione comportamentale in acqua.

Per noi il sistema famiglia è il cuore pulsante di ogni percorso
È emozionante osservare come, davanti a un ambiente nuovo che incuriosisce ma può anche generare incertezza, ogni componente della famiglia diventi una risorsa per l’altro. C’è chi incoraggia, chi aspetta, chi osserva, chi sostiene. E, passo dopo passo, nasce la sicurezza.

Non servono forzature. Non servono scorciatoie.

Serve tempo.
Serve ascolto.
Serve rispetto dei tempi di ciascuno.
E serve la capacità di condividere anche un sorriso.

Perché la fiducia non si insegna: si costruisce, esperienza dopo esperienza. Ed è proprio da quella fiducia che nasce il coraggio di esplorare, affrontare nuove sfide e, finalmente, vivere insieme quel nuovo ambiente con serenità.

Complimenti a tutte le famiglie che hanno scelto di mettersi in gioco con sensibilità, pazienza e presenza.

Corso Educatori in partenza Dicembre 2026!
23/07/2026

Corso Educatori in partenza Dicembre 2026!

𝗖𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗘𝗱𝘂𝗰𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗖𝗶𝗻𝗼𝗳𝗶𝗹𝗼 𝗰/𝗼 𝗢𝗻𝗱𝗮 𝗘𝗺𝗼𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗮𝘀𝗱
𝗜𝗻 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗮 𝗣𝗮𝗱𝗼𝘃𝗮 𝗱𝗶𝗰𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲

𝗥𝗶𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼

Ci sono domande che mi pongono e che penso meritino una risposta capace di andare oltre una semplice spiegazione, e mi piace anche condividerla in questa pagina.

«Perché, dopo tanti anni che ti dedichi alla formazione nell'ambito della riabilitazione del comportamento, hai deciso di proporre anche un corso educatori cinofili?»

La risposta è che oggi sento di avere davanti un nuovo capitolo da scrivere, questa volta insieme a mia figlia Sarah, a Laura e a Elena. Saremo accompagnati da professionisti di calibro nazionale e internazionale.

La strada che ho percorso nella cinofilia fino a oggi mi ha profondamente appagato. Al contrario di ciò che qualcuno potrebbe pensare, è proprio il percorso compiuto in questi anni ad avermi portato fin qui, a desiderare di percorrerne insieme ancora un pezzetto.

Ho attraversato stagioni importanti della cinofilia. Ho imparato a guardare il cane come individuo, poi come alterità, successivamente come convivente e infine, oggi, come familiare di altra specie. Ogni passaggio ha ampliato il mio sguardo e mi ha permesso di comprendere qualcosa in più della relazione che unisce esseri umani e cani.

Oggi, però, sento che la sfida sia ancora più ampia. Non riguarda più soltanto il cane e nemmeno soltanto il familiare umano. Riguarda la famiglia multispecie nel suo insieme.

Allora il Corso Educatori serve per imparare a osservare ciò che accade nello spazio relazionale che si crea tra tutti i suoi membri, comprendendo come emozioni, aspettative, vulnerabilità, risorse e desideri si intreccino continuamente nella vita quotidiana. Per questo ho sentito la necessità di ripartire da un percorso formativo che nascesse già con questa prospettiva. Non una correzione del passato, ma una sua naturale evoluzione.

Ripartire dalle fondamenta attraverso un Corso per Educatori Cinofili per formare futuri professionisti capaci di accogliere la complessità della relazione, senza ridurre il proprio intervento a tecniche, protocolli o procedure.

In questo cammino l'approccio interdisciplinare assume un ruolo centrale. Per la prima volta lo psicologo esce dall'aula come semplice ospite o docente occasionale ed entra stabilmente nel percorso formativo al nostro fianco.

Non per insegnarci a fare un altro mestiere, ma per aiutarci a comprendere meglio il nostro. Perché se da una parte abbiamo il compito di comprendere il cane, dall'altra abbiamo la responsabilità di accogliere i suoi familiari umani. E per poter accogliere davvero qualcuno è necessario, prima di tutto, conoscere noi stessi.

Chi lavora nelle relazioni porta inevitabilmente nel proprio lavoro la propria storia, le proprie sensibilità, le proprie fragilità e i propri punti di forza. Prendersi cura della qualità della propria presenza professionale non è un lusso né un dettaglio accessorio: è una responsabilità etica.

Per questo il nuovo percorso mette al centro anche il professionista. La sua capacità di stare nella relazione, di riconoscere ciò che accade dentro di sé, di utilizzare le proprie risorse e di continuare a crescere come persona, oltre che come tecnico.

Perché credo che il futuro della cinofilia non passi soltanto attraverso una maggiore conoscenza del cane, ma anche attraverso professionisti capaci di comprendere il sistema relazionale nel quale il cane vive.

Professionisti preparati ad accogliere una famiglia multispecie nella sua interezza, che sappiano prendersi cura della relazione senza dimenticare di prendersi cura anche di sé stessi.

È per questo che nasce questo nuovo corso.
Non per ricominciare da capo. Ma per andare un passo più avanti.

Attilio Miconi

Oggi, durante il corso con la Dott.ssa Stefania Uccheddu , è emerso un tema fondamentale che dovrebbe rappresentare un p...
19/07/2026

Oggi, durante il corso con la Dott.ssa Stefania Uccheddu , è emerso un tema fondamentale che dovrebbe rappresentare un pilastro in ogni percorso per educatori cinofili: il valore del sapersi fermare.

Dopo il veterinario clinico, l'educatore è spesso il filtro iniziale e il primissimo punto di contatto per la famiglia. Proprio per questo motivo, di fronte a chiari campanelli d'allarme, non si può e non si deve "provare".

Quando una situazione esce dal campo di competenza, fare un passo indietro non è una sconfitta, ma un atto di profonda professionalità e di tutela verso il cane e i suoi conviventi umami. È in questi momenti che diventa essenziale fare rete e affidare la famiglia a chi possiede le competenze specifiche richieste dal caso: l'istruttore riabilitatore e il veterinario esperto in comportamento.

La macchina funziona solo se tutti gli ingranaggi si muovono in perfetta sinergia. Ogni figura professionale ha il suo ruolo prezioso e indispensabile per supportare davvero il sistema famiglia, che rimane sempre il fulcro del nostro lavoro.

Inoltre, delegare non significa uscire di scena. Una volta che la situazione avrà ritrovato il suo equilibrio, la famiglia potrà tranquillamente tornare a lavorare e a vivere esperienze modulate insieme al proprio educatore di riferimento.

Non è una gara a chi è più bravo o a chi fa di più: contano solo la competenza, il rispetto dei ruoli e l'umiltà.
I veri risultati, in fondo, si ottengono e si vedono soltanto lavorando in squadra.

15/07/2026

𝗜𝗹 𝗰𝗮𝗻𝗲 𝗵𝗮 𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼?

Ci sono curiosità che ogni familiare umano che vive con un cane, prima o poi, si pone. Una di queste nasce quando ci allontaniamo da casa, lasciandolo solo e immaginandolo mentre ci aspetta, oppure quando ci accorgiamo che sembra distinguere perfettamente una nostra assenza di pochi minuti, magari perché siamo usciti a comprare il pane, da un'assenza molto più lunga, come quando torniamo dopo una giornata di lavoro.

Parlando di tempo, la domanda che più spesso mi viene posta dai familiari umani è questa: il cane sa che il tempo passa? E, soprattutto, come lo percepisce?

Se si pensa a ciò che spesso si legge sui social o si sente raccontare da professionisti non aggiornati, viene affermato che per il cane un'ora o un giorno siano la stessa cosa.

Le cose, però, non sono proprio come alcuni credono superficialmente. Certo, la percezione del tempo del cane non funziona nel modo in cui la immaginiamo noi esseri umani, ma questo non significa che il trascorrere del tempo per lui sia privo di significato o che tutte le durate siano uguali.

Noi esseri umani abbiamo trasformato il tempo che trascorre in numeri, lo misuriamo continuamente, guardiamo l’orologio, contiamo i giorni, organizziamo appuntamenti, programmiamo il futuro e ricostruiamo il passato attraverso i ricordi utilizzando un calendario analitico fatto di date e numeri. Il cane non sa che ore sono, non sa che oggi è mercoledì e non sa che mancano tre giorni a una probabile gita del fine settimana. Eppure, il trascorrere del tempo anche se in altra esiste anche per lui, semplicemente non prende la forma di un calendario o di un orologio al polso.

Quando parliamo di tempo tendiamo a pensarlo come qualcosa che si misura, mentre prima ancora di essere una misura il tempo è un’esperienza. Lo sappiamo bene anche noi: un’ora trascorsa con una persona cara può sembrare brevissima, mentre pochi minuti vissuti nella preoccupazione possono apparire interminabili. Il tempo dell’orologio non cambia, cambia il modo in cui lo viviamo. È probabile che anche per il cane la durata non sia separabile da ciò che accade dentro quella durata.

Le ricerche mostrano che i cani sono in grado di distinguere intervalli temporali differenti e di utilizzare queste informazioni per orientare il proprio comportamento. Questo significa che non vivono in un presente privo di continuità, come a volte si afferma in modo troppo semplicistico. Il cane può riconoscere che un’attesa è stata più lunga di un’altra, può anticipare eventi che si ripetono e può costruire aspettative sulla base delle sequenze della vita quotidiana.

Il tempo come lo intende il cane, sembra prendere forma attraverso informazioni diverse dalle nostre. I cambiamenti della luce, i ritmi dell’organismo, i rumori dell’ambiente, le attività della famiglia e le routine che si ripetono costituiscono una trama dentro la quale il cane riesce a orientarsi. Non conta i minuti, ma riconosce ciò che avviene prima da ciò che accadrà in seguito e ciò che generalmente accade in una determinata routine.

Alexandra Horowitz ha proposto una riflessione particolarmente interessante sul ruolo dell’olfatto. Se noi costruiamo gran parte della nostra esperienza attraverso ciò che vediamo, il cane la costruisce soprattutto attraverso un mondo di odori. Gli odori presenti in un ambiente cambiano nel tempo, si attenuano, si sovrappongono e si trasformano. Anche l’odore lasciato da una persona dopo essere uscita diminuisce gradualmente e potrebbe quindi offrire al cane informazioni sul tempo che trascorre. Si tratta di un’ipotesi affascinante, che ci ricorda quanto sia difficile comprendere l’esperienza del cane continuando a utilizzare soltanto i nostri sensi e le nostre categorie percettive.

Naturalmente non possiamo sapere esattamente cosa provi un cane durante l’attesa da solo in casa. Possiamo però osservare che il suo comportamento cambia in relazione alla durata di un’assenza e, soprattutto, alla qualità emotiva di quell’esperienza. Perché aspettare una figura di riferimento non significa soltanto attraversare una quantità di minuti. Significa vivere una condizione relazionale, dentro la quale possono esserci sicurezza, fiducia e prevedibilità, oppure incertezza, agitazione e difficoltà nello stare da solo.

Spesso ci preoccupiamo di quanto tempo dedichiamo al cane, di quanto deve durare una passeggiata, del numero delle attività e delle ore che trascorriamo insieme a lui. Sono aspetti importanti, ma il tempo condiviso non acquista valore soltanto perché è lungo. Acquista valore per ciò che riesce a contenere dentro l’esperienza fatta al suo interno.

Una passeggiata può durare un’ora ed essere attraversata dalla fretta, dalle richieste continue e dalla disattenzione. Può durare molto meno ed essere invece un momento nel quale cane e familiare umano riescono a incontrarsi, a osservarsi, a convergere per un tratto e anche a rispettare le reciproche divergenze. Non è quindi soltanto il tempo che dedichiamo al cane a costruire la relazione, ma il modo in cui riusciamo ad viverlo insieme.

Il cane forse non sa che sono passate due ore, ma riconosce la qualità di una presenza. Non sa leggere il quadrante di un orologio, ma conosce le sequenze che annunciano una passeggiata, un pasto, un’uscita o un ritorno. Non possiede il nostro concetto astratto di futuro, ma può attendere qualcosa che ha imparato a prevedere e può vivere quell’attesa con serenità oppure con fatica.

Forse, allora, domandarci come il cane percepisca il tempo può aiutarci anche a osservare il nostro modo di stare con lui. Perché il tempo della relazione non è fatto soltanto di ore disponibili, ma di attenzione, presenza, sicurezza, esperienze condivise e possibilità di riconoscersi. Il tempo più importante, alla fine, non è semplicemente quello che passa. È quello dentro il quale qualcosa tra noi e il cane riesce ad accadere.

Attilio Miconi

𝗕𝗶𝗯𝗹𝗶𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗹𝗲
Cliff, J. H., Smith, R. E., & Bizo, L. A. (2019). Weber’s Law and the Scalar Property of Timing: A Test of Canine Timing. Animals, 9(11), 977.
Horowitz, A. (2016). Being a Dog: Following the Dog into a World of Smell. Scribner.
Horowitz, A. (2009). Inside of a Dog: What Dogs See, Smell, and Know. Scribner.

15/07/2026

𝗜𝗹 𝗰𝗮𝗻𝗲 𝗰𝗮𝗽𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗲?
𝗟𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗲̀ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘀𝗼𝗿𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗲𝗺𝗯𝗿𝗶

«Non parlare troppo al cane, tanto non capisce le parole.»

È una frase che tutti abbiamo sentito almeno una volta, in alcuni casi ci è stata detta quando ci hanno sentito parlare con il nostro cane. Eppure, come spesso accade, la realtà è molto più interessante di uno slogan, che sta solo affermando che il nostro cane non ha il linguaggio e non ci risponderebbe a tono, ma in realtà, quando parliamo, in noi accadono molte cose che il cane comprende benissimo.

Dovremmo, per prima cosa, domandarci come e da dove nasce il linguaggio quando diventa parola.

Noi esseri umani pensiamo alle parole come allo strumento principale della nostra comunicazione. In realtà le parole arrivano per ultime.

Prima ancora di pronunciare una frase, dentro di noi accade già moltissimo.

Il nostro organismo cambia. Se siamo in allerta, aumenta l'attivazione del sistema nervoso, con adrenalina e noradrenalina che preparano il corpo all'azione.

Se viviamo una situazione difficile, cresce il cortisolo, che accompagna gli stati di stress.

Quando proviamo soddisfazione, entusiasmo o motivazione, entrano in gioco sistemi neurobiologici nei quali la dopamina svolge un ruolo importante.

La serenità e il benessere coinvolgono altri sistemi regolativi, mentre la vicinanza affettiva e il contatto sono associati anche all'ossitocina.
Tutto questo non rimane nascosto al naso del cane.

E mentre questi ormoni si attivano, il nostro respiro cambia, la postura, il tono muscolare, la velocità dei nostri movimenti, le espressioni del volto, il ritmo della voce e persino anche gli odori corporei. Ed è da qui che nasce la comunicazione che precede tutto quello che poi diremo. Le parole arrivano solo alla fine di tutto questo.

Il cane vive immerso proprio in questo livello della relazione comunicativa con noi. È straordinariamente competente nel leggere il nostro corpo. Osserva come ci muoviamo, come lo guardiamo, quanto siamo tesi o rilassati, riconosce le variazioni della nostra voce e, grazie al suo eccezionale sistema olfattivo, percepisce anche modificazioni chimiche associate ai nostri stati emotivi.

Per questo motivo, molto spesso, il cane sembra "capirci" ancora prima che abbiamo pronunciato una sola parola.

Ma allora le parole non servono?

Negli ultimi anni la ricerca ha mostrato che i cani non comprendono soltanto l'intonazione della voce, ma sono in grado di collegare anche il significato di molte parole. Gli studi di neuroimaging (risonanza magnetica) hanno evidenziato che il cervello del cane elabora separatamente il contenuto delle parole e il tono con cui vengono pronunciate, integrando poi entrambe le informazioni.

Sappiamo anche che alcuni cani possono imparare il nome di decine o addirittura centinaia di oggetti. I Border Collie diventati famosi nella ricerca, come Rico e Chaser, rappresentano casi eccezionali, ma non sono l'unica dimostrazione.

Oggi sappiamo che anche molti cani "comuni" costruiscono nel tempo un vocabolario fatto di parole ricorrenti: il nome delle persone di casa, degli altri animali, dei luoghi abituali, dei giochi, delle attività quotidiane.

Il punto, però, è ancora un altro. Le parole che pronunciamo non esistono mai da sole.

Se dico al mio cane «bravo» con il corpo rigido, il volto contratto e una voce piatta, probabilmente riceverà un messaggio molto diverso da quello che avrei voluto trasmettere.

Se invece pronuncio quella stessa parola mentre il mio corpo esprime gioia, il volto sorride, la voce è calda e il movimento si apre verso di lui, allora tutte le componenti della comunicazione convergono nella stessa direzione. Ma attenzione, questo fenomeno è presente anche tra esseri umani.

Quando, ad esempio, dobbiamo dire qualcosa di davvero importante, raramente scegliamo una telefonata. Preferiamo guardarci negli occhi. Perché sappiamo, anche senza pensarci, che il linguaggio è fatto di molto più delle sole parole.

Quindi "parlare" non è solo emettere suoni articolati, è molto altro quello che accade in noi e anche nella relazione con il nostro cane.

Ridurre tutto alla domanda «capisce le parole oppure no?» significa perdere la parte più importante della comunicazione.

Il cane non ascolta soltanto ciò che diciamo, ma come lo diciamo, ciò che il nostro corpo racconta. Ascolta ciò che stiamo vivendo.

Le parole, allora, non sono inutili. Sono la colonna sonora di qualcosa che è iniziato molto prima.

Per questo parlare al proprio cane non è un errore.
Anzi, quando le parole sono coerenti con ciò che siamo, diventano un altro modo per abitare la relazione.

Attilio Miconi

𝗕𝗶𝗯𝗹𝗶𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗹𝗲
Andics, A., Gácsi, M., Faragó, T., Kis, A., & Miklósi, Á. (2016). Neural mechanisms for lexical processing in dogs. Science, 353(6303), 1030-1032.
Berns, G. S. (2020). How Dogs Love Us. Mariner Books.
Fugazza, C., & Miklósi, Á. (2020). Social learning and communication in dogs. In The Domestic Dog: Its Evolution, Behavior and Interactions with People (3rd ed.).
Kaminski, J., Call, J., & Fischer, J. (2004). Word learning in a domestic dog: Evidence for "fast mapping". Science, 304, 1682-1683.
Pilley, J. W., & Reid, A. K. (2011). Border collie comprehends object names as verbal referents. Behavioural Processes, 86, 184-195.
Horowitz, A. (2009). Inside of a Dog. Scribner.
Miconi, A. (2025). Il cane: tu, io, noi.
Miconi, A. (2026). Il cane: noi, in scena.

14/07/2026

Dal cane da utilità, al cane per fare qualcosa, fino al cane con cui condividere la vita. Questo è il vero salto nella coevoluzione.
Quando smettiamo di cercare l'asimmetria e il controllo, entriamo nella dimensione del dialogo. Le divergenze diventano convergenze e opportunità di crescita reciproca. Questo è l’approccio relazionale alla famiglia multispecie, un approccio che si prende cura dell’intero sistema familiare. Per approfondire e continuare a formarsi in questo approccio abbiamo tre corsi in partenza:
- Corso Educatori Cinofili, per entrare in questo mondo professionale. Da dicembre 2026
- ⁠Famiglie Multispecie: relazioni di appartenza, formazione avanzata per professionisti cinofili. Da settembre 2026
- ⁠Nose in Progress, formazione avanzata per professionisti cinofili. Primavera 2027

In collaborazione e coprogettazione con Attilio Miconi e Sarah Miconi.

Indirizzo

Via Matteotti
Arzergrande
35020

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