15/07/2026
𝗜𝗹 𝗰𝗮𝗻𝗲 𝗰𝗮𝗽𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗲?
𝗟𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗲̀ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘀𝗼𝗿𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗲𝗺𝗯𝗿𝗶
«Non parlare troppo al cane, tanto non capisce le parole.»
È una frase che tutti abbiamo sentito almeno una volta, in alcuni casi ci è stata detta quando ci hanno sentito parlare con il nostro cane. Eppure, come spesso accade, la realtà è molto più interessante di uno slogan, che sta solo affermando che il nostro cane non ha il linguaggio e non ci risponderebbe a tono, ma in realtà, quando parliamo, in noi accadono molte cose che il cane comprende benissimo.
Dovremmo, per prima cosa, domandarci come e da dove nasce il linguaggio quando diventa parola.
Noi esseri umani pensiamo alle parole come allo strumento principale della nostra comunicazione. In realtà le parole arrivano per ultime.
Prima ancora di pronunciare una frase, dentro di noi accade già moltissimo.
Il nostro organismo cambia. Se siamo in allerta, aumenta l'attivazione del sistema nervoso, con adrenalina e noradrenalina che preparano il corpo all'azione.
Se viviamo una situazione difficile, cresce il cortisolo, che accompagna gli stati di stress.
Quando proviamo soddisfazione, entusiasmo o motivazione, entrano in gioco sistemi neurobiologici nei quali la dopamina svolge un ruolo importante.
La serenità e il benessere coinvolgono altri sistemi regolativi, mentre la vicinanza affettiva e il contatto sono associati anche all'ossitocina.
Tutto questo non rimane nascosto al naso del cane.
E mentre questi ormoni si attivano, il nostro respiro cambia, la postura, il tono muscolare, la velocità dei nostri movimenti, le espressioni del volto, il ritmo della voce e persino anche gli odori corporei. Ed è da qui che nasce la comunicazione che precede tutto quello che poi diremo. Le parole arrivano solo alla fine di tutto questo.
Il cane vive immerso proprio in questo livello della relazione comunicativa con noi. È straordinariamente competente nel leggere il nostro corpo. Osserva come ci muoviamo, come lo guardiamo, quanto siamo tesi o rilassati, riconosce le variazioni della nostra voce e, grazie al suo eccezionale sistema olfattivo, percepisce anche modificazioni chimiche associate ai nostri stati emotivi.
Per questo motivo, molto spesso, il cane sembra "capirci" ancora prima che abbiamo pronunciato una sola parola.
Ma allora le parole non servono?
Negli ultimi anni la ricerca ha mostrato che i cani non comprendono soltanto l'intonazione della voce, ma sono in grado di collegare anche il significato di molte parole. Gli studi di neuroimaging (risonanza magnetica) hanno evidenziato che il cervello del cane elabora separatamente il contenuto delle parole e il tono con cui vengono pronunciate, integrando poi entrambe le informazioni.
Sappiamo anche che alcuni cani possono imparare il nome di decine o addirittura centinaia di oggetti. I Border Collie diventati famosi nella ricerca, come Rico e Chaser, rappresentano casi eccezionali, ma non sono l'unica dimostrazione.
Oggi sappiamo che anche molti cani "comuni" costruiscono nel tempo un vocabolario fatto di parole ricorrenti: il nome delle persone di casa, degli altri animali, dei luoghi abituali, dei giochi, delle attività quotidiane.
Il punto, però, è ancora un altro. Le parole che pronunciamo non esistono mai da sole.
Se dico al mio cane «bravo» con il corpo rigido, il volto contratto e una voce piatta, probabilmente riceverà un messaggio molto diverso da quello che avrei voluto trasmettere.
Se invece pronuncio quella stessa parola mentre il mio corpo esprime gioia, il volto sorride, la voce è calda e il movimento si apre verso di lui, allora tutte le componenti della comunicazione convergono nella stessa direzione. Ma attenzione, questo fenomeno è presente anche tra esseri umani.
Quando, ad esempio, dobbiamo dire qualcosa di davvero importante, raramente scegliamo una telefonata. Preferiamo guardarci negli occhi. Perché sappiamo, anche senza pensarci, che il linguaggio è fatto di molto più delle sole parole.
Quindi "parlare" non è solo emettere suoni articolati, è molto altro quello che accade in noi e anche nella relazione con il nostro cane.
Ridurre tutto alla domanda «capisce le parole oppure no?» significa perdere la parte più importante della comunicazione.
Il cane non ascolta soltanto ciò che diciamo, ma come lo diciamo, ciò che il nostro corpo racconta. Ascolta ciò che stiamo vivendo.
Le parole, allora, non sono inutili. Sono la colonna sonora di qualcosa che è iniziato molto prima.
Per questo parlare al proprio cane non è un errore.
Anzi, quando le parole sono coerenti con ciò che siamo, diventano un altro modo per abitare la relazione.
Attilio Miconi
𝗕𝗶𝗯𝗹𝗶𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗹𝗲
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