09/09/2018
[Vuoi evitare che il tuo cane viva la sindrome dell’abbandono? Ti racconto la mia esperienza]
Ero bambino e dovevo partire per le vacanze insieme ai miei genitori.
Il nostro cane, D**o, non poteva ve**re con noi e nessuno dei nostri conoscenti si sarebbe occupato di lui.
I miei genitori scelsero di lasciarlo, temporanemente, in una pensione per cani.
Le nostre vacanze si svolsero serenamente ed immaginavo D**o felice, giocare con altri cani nei prati e speravo che ognitanto si ricordasse anche di me!
Appena tornati da quel viaggio ci dirigemmo verso la pensione dove soggiornava il mio amico.
Io fremevo per riabbracciarlo e non mi aspettavo altro che le sue feste, vederlo scodinzolare, girarmi attorno felice ma quando lo vidi lui aveva gli occhi tristi, bassi, sembrava guardare nel vuoto.
Mi inginocchiai davanti al suo grande muso e lui mi guardò, mi lecco la faccia e riabbassò lo sguardo.
Ci vollero giorni per recuperare la sua fiducia, per restituirgli la serenità che meritava.
Cosa gli era successo?
Perché aveva perso il suo sguardo giocoso?
Mi dedicai a lui insieme a tutta la mia famiglia e piano piano tornò ad essere il cane che era e noi ci promettemmo di lasciarlo, eventualmente, solo con chi meritasse la sua compagnia.
Tempo dopo quella pensione venne chiusa perché sembra che imprigionassero i cani in minuscole gabbie e li lavassero, insieme ai loro bisogni, con delle pompe a forte getto d'acqua; allora capii cosa c'era negli occhi di D**o e mi resi conto che non tutti gli uomini sono degni di "servire" un animale.
Ricorda sempre che lasciare il proprio "amico peloso" nelle mani di qualcuno è come lasciare un figlio: ci si deve fidare!