Masseria Redenta

Masseria Redenta Azienda agricola multifunzionale. Le sue attività spaziano dall’ allevamento delle api e produzione dei prodotti dell’alveare a percorsi e laboratori didattici.

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Non è uno scherzo: esiste davvero uno studio che sostiene che le api riescano a produrre tanta elettricità quanto un temporale. “A dirlo sono i ricercatori dell’Università di Bristol”.

Lo studio, in realtà, era nato per capire se animali e organismi usano i campi elettrici per trovare cibo. Indagando sulle api, però, i ricercatori hanno notato che gli sciami sviluppano un potenziale elettrico notevole.

Le api sentono i campi elettrici dei fiori. Così capiscono se un fiore è già stato visitato da altre api. Esaminando gli sciami, i ricercatori hanno visto che quando passano tante api insieme, il campo elettrico dell’aria cambia, anche senza temporali.

Gli studiosi hanno provato a misurare queste correnti elettriche prodotte durante lo sciame. Ogni ape, mentre vola, genera elettricità per via dell’attrito delle ali con l’aria. Il corpo di una singola ape può arrivare ad avere una tensione anche di 1,5 volt. È un valore che sale lentamente e si disperde in fretta.

Una sola ape non cambia molto, ma uno sciame può generare scariche tra 100 e 1000 volt per metro. Più api ci sono, più il campo elettrico cresce, fino a raggiungere valori simili a quelli delle nuvole durante un temporale.

Non è una novità assoluta per gli apicoltori. Sanno bene che le api cambiano comportamento vicino ai campi elettrici: diventano più aggressive e pungono di più. Per questo evitano di avvicinarsi agli alveari quando l’aria è carica di elettricità. Le api modificano anche le loro danze di avvertimento a seconda dell’intensità del campo elettrico.

Un’altra cosa che gli apicoltori hanno notato: le api vicino a campi elettrici sono più attive, ma non producono più miele. A proposito di miele: lo sapevi che “praticamente, è un alimento che non scade mai”?

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Quando qualcuno moriva, bisognava dirlo alle api. Perché se non lo facevi, anche loro potevano morire di crepacuore.

Era un’antica usanza, dolce e misteriosa, nata nei villaggi tra Europa e America nel ‘700 e ‘800: raccontare alle api cosa accadeva in famiglia. Non erano solo insetti, ma anime sensibili, quasi parenti, capaci di sentire gioia e dolore.

Quando qualcuno moriva, si sposava o nasceva un bambino, la padrona di casa andava all’alveare, bussava piano e sussurrava la notizia. Le arnie venivano coperte con un velo nero in segno di lutto. Perché si credeva che, se ignorate, le api si ammalassero, smettessero di produrre miele o addirittura abbandonassero l’alveare.

Un gesto di rispetto profondo. Di amore reciproco. C’era chi offriva loro un pezzo di torta nuziale o un goccio di vino per condividere la festa. Perché le api, si diceva, portavano i messaggi tra questo mondo e l’altro. E vederne una volare dopo un funerale… era come vedere un’anima in viaggio.

Oggi viviamo in un mondo rumoroso e distratto. Ma questa tradizione ci ricorda un tempo in cui si parlava con la natura. E si ascoltava in silenzio la sua risposta.

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Indirizzo

Strada Statale 96, Viabilità Di Servizio
Altamura
70022

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00
Sabato 09:00 - 17:00
Domenica 09:00 - 17:00

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