09/10/2025
Non è uno scherzo: esiste davvero uno studio che sostiene che le api riescano a produrre tanta elettricità quanto un temporale. “A dirlo sono i ricercatori dell’Università di Bristol”.
Lo studio, in realtà, era nato per capire se animali e organismi usano i campi elettrici per trovare cibo. Indagando sulle api, però, i ricercatori hanno notato che gli sciami sviluppano un potenziale elettrico notevole.
Le api sentono i campi elettrici dei fiori. Così capiscono se un fiore è già stato visitato da altre api. Esaminando gli sciami, i ricercatori hanno visto che quando passano tante api insieme, il campo elettrico dell’aria cambia, anche senza temporali.
Gli studiosi hanno provato a misurare queste correnti elettriche prodotte durante lo sciame. Ogni ape, mentre vola, genera elettricità per via dell’attrito delle ali con l’aria. Il corpo di una singola ape può arrivare ad avere una tensione anche di 1,5 volt. È un valore che sale lentamente e si disperde in fretta.
Una sola ape non cambia molto, ma uno sciame può generare scariche tra 100 e 1000 volt per metro. Più api ci sono, più il campo elettrico cresce, fino a raggiungere valori simili a quelli delle nuvole durante un temporale.
Non è una novità assoluta per gli apicoltori. Sanno bene che le api cambiano comportamento vicino ai campi elettrici: diventano più aggressive e pungono di più. Per questo evitano di avvicinarsi agli alveari quando l’aria è carica di elettricità. Le api modificano anche le loro danze di avvertimento a seconda dell’intensità del campo elettrico.
Un’altra cosa che gli apicoltori hanno notato: le api vicino a campi elettrici sono più attive, ma non producono più miele. A proposito di miele: lo sapevi che “praticamente, è un alimento che non scade mai”?