Le Galline di Mario

Le Galline di Mario Allevamento domestico di galline ora chiuso. Restano la passione e le competenze.

LAKENFELDERLa caratteristica che salta subito all’occhio della gallina Lakenfelder (di origine olandese) è il contrasto ...
03/05/2026

LAKENFELDER

La caratteristica che salta subito all’occhio della gallina Lakenfelder (di origine olandese) è il contrasto cromatico tra il bianco e il nero del suo piumaggio (per questo denominata anche “belted”, ovvero “con cintura”, che è appunto la striscia centrale bianca).
La Lakenfelder, tra le razze di galline ovaiole, si contraddistingue proprio per la sua unica varietà di colore, per di più assente in tutte le altre razze.

La cosa davvero incredibile è che questa caratteristica colorazione bianca e nera “a contrasto” è anche presente nella razza bovina Lakenfelder (nera nella parte anteriore e posteriore e bianca nella fascia centrale) e nel noto coniglio olandese (bianco sulla fronte, nella fascia centrale e nelle zampe posteriori e nero sulle orecchie e guance e sulla parte posteriore del corpo).

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06/07/2024

Con l’arrivo dell’estate, anche le galline soffrono molto il caldo estivo. Esse, infatti, a causa del folto piumaggio non riescono a disperdere il calore con il sudore, e quindi soffrono il caldo molto più degli essere umani.

Per cercare di diminuire la temperatura corporea, cominciano a respirare con il becco aperto affannosamente e a tenere le ali molto allargate. Ma quali sono gli altri sintomi?

Come riconoscere che le galline soffrono il caldo
Solitamente dai 25° in su, le galline cominciano a soffrire molto le temperature roventi estive, soprattutto quelle di luglio e agosto. Oltre ad ansimare in modo affannoso e a tenere le ali cadenti, esse tendono a:

fare fatica a reggersi in piedi, quindi solitamente preferiscono accovacciarsi;
isolarsi e ad abbattersi in modo evidente;
avere poco appetito;
dimagrire in poco tempo e a produrre feci liquide;
calare o interrompere la deposizione di uova;
Esistono, però, dei piccoli accorgimenti che gli allevatori possono attuare per aiutare polli e galline a sopportare meglio il caldo. Ecco alcuni consigli su come gestire il pollaio in estate.

1. Creare zone d’ombra all’interno del recinto in estate
Una delle prime cose da fare ad inizio estate è cominciare a creare delle zone d’ombra per le nostre galline. Non è così difficile: una tettoia bassa in legno o dei cespugli folti permettono ai polli di ripararsi dal sole e rinfrescarsi. Un’altra buona soluzione è installare all’ingresso del recinto teli ombreggianti o pergole su cui far arrampicare la vite e altre piante rampicanti, come il glicine e la passiflora. Così facendo, costruiamo un posto che produce un fresco naturale.

2. Assicurare sempre acqua fresca e pulita durante le ore più calde
Le galline sono animali che bevono moltissimo, specialmente in estate, per poter abbassare la propria temperatura corporea e dissipare il calore in eccesso. È importante che gli animali abbiano sempre acqua fresca e pulita. È necessario, quindi, inserire nel pollaio, preferibilmente all’ombra, più abbeveratoi a campana, dislocati in più punti. In questo modo le galline hanno a disposizione molti recipienti per potersi dissetare.

Inoltre, a causa dell’elevata temperatura, l’acqua tende a riscaldarsi in fretta e perciò deve essere sostituita spesso nell’arco della giornata, soprattutto durante le ore più afose. Un piccolo trucchetto per mantenere l’acqua più fresca è aggiungere qualche cubetto di ghiaccio negli abbeveratoi.

Bisogna ricordarsi che la deposizione delle uova dipende molto dall’acqua, perciò non bisogna dimenticarsi di riempire con più frequenza gli abbeveratoi in recinto.

3. Garantire un’alimentazione ricca di fibre alle galline
Oltre a garantire sempre acqua fresca e pulita, bisogna anche assicurare un’alimentazione a base di fibre. Le fibre sono contenute in alimenti come crusca, cereali, mele, pere, stimolano gli animali a bere di più e questo permette una migliore idratazione. Per preparare del cibo sano a base di fibre per le tue galline puoi utilizzare un mulino elettrico per grano.

Cibi ricchi di acqua, invece, come anguria e melone, possono far insorgere attacchi di dissenteria. Ancora, il mais, essendo difficile da digerire, contribuisce a surriscaldare gli animali. Attenzione, quindi, a dosare l’alimentazione di questi cibi.

4. Inserire nella mangiatoia pezzetti di frutta ghiacciata
Un metodo infallibile per rinfrescare i polli in estate è quello di offrire loro pezzetti di frutta e verdura congelata. La ricetta è molto semplice: occorre tagliare a fette frutta e verdura, metterli in un contenitore, riempirlo d’acqua e lasciare tutto nel congelatore per un giorno. Il giorno seguente si può utilizzare una mangiatoia per distribuire il blocco di ghiaccio alle galline. Questo sicuramente le rinfrescherà e darà loro sollievo.

Un altro consiglio è quello di far razzolare le galline all’aperto (nelle ore meno calde). L’erba fresca le aiuterà a ristorarsi dal caldo.

5. Collocare una vaschetta d’acqua all’ombra
Durante l’estate gli essere umani amano rinfrescarsi facendo un bel bagno al mare, lo stesso vale per le nostre galline. In caso di forte caldo, i polli possono rinfrescare il piumaggio in una vasca collocata all’ombra. Oppure è possibile bagnare di tanto in tanto gli animali con un tubo di gomma.

6. Predisporre della sabbia o cenere in zone ombreggiate
Anche la sabbia e la cenere aiutano le galline a sconfiggere il caldo. Il consiglio è quello di inumidire la sabbia o anche il terreno e lasciare che le galline vi sguazzino. In questo modo, non solo si rinfrescheranno, ma riusciranno anche ad eliminare gli ectoparassiti, come i pidocchi.

7. Pulire con più frequenza il pollaio
È risaputo che in estate con l’aumentare delle temperature, aumenta anche il rischio di invasioni di acari rossi e pidocchi. Perciò è importante pulire con più frequenza il pollaio: il primo passo è eliminare la lettiera e le feci che attirano anche mosche e zanzare, che possono infastidire i polli.

8. Non costruire il pollaio con materiali che si surriscaldano
È necessario evitare di costruire il pollaio con materiali metallici in quanto in estate si surriscaldano e possono aumentare notevolmente la temperatura all’interno. Quindi, se si possiede un pollaio costruito in metallo, è bene trasferire gli animali in una casetta costruita in legno. Inoltre, non occorre dimenticare di far circolare l’aria, aggiungendo una finestrella chiusa da una griglia, in modo da evitare che entrino nel pollaio altri animali.

9. Non ammassare le galline in spazi piccoli
È importante che nel pollaio non vi sia un numero esagerato di polli per evitare che si surriscaldino maggiormente. Inoltre, bisogna offrire agli animali spazi ampi per muoversi e distanziarsi. Le galline che vivono in spazi piccoli accusano molto stress e ciò si ripercuote, anche, sulla quantità e qualità di uova prodotte.

10. Controllare lo stato di salute delle galline almeno una volta al giorno
Quando fa molto caldo, è bene fare visita alle nostre galline almeno una volta al giorno, per tenere sotto controllo il loro stato di salute. Come visto, alcuni sintomi di colpi di calore, come il becco aperto e le ali allargate, possono farci comprendere che l’animale sta soffrendo molto il caldo. Questo ci aiuterà ad agire tempestivamente e a mettere in campo le soluzioni adeguate.

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COLORE DEL GUSCIO DELLE UOVA: DA COSA DIPENDE E QUALI SONO. Se non siamo detentori di un pollaio, non abbiamo mai avuto ...
10/06/2024

COLORE DEL GUSCIO DELLE UOVA: DA COSA DIPENDE E QUALI SONO.

Se non siamo detentori di un pollaio, non abbiamo mai avuto galline e acquistiamo le uova al supermercato (ci raccomandiamo, almeno da allevamento biologico!), potremmo facilmente essere portati a pensare che il guscio delle uova di gallina esista di un solo colore, ovvero in quella tonalità classica di marroncino chiaro un po’ tendente al rosato, che contraddistingue la totalità delle uova confezionate provenienti da allevamenti industriali (almeno qui in Italia).

Forse, al massimo, può esserci capitato di vedere/acquistare (solitamente presso negozi alimentari più attenti al prodotto di qualità) delle uova dal guscio di colore bianco, candido come la neve, deposto da galline ovaiole rustiche italiane (quindi non gli ibridi commerciali da produzione), come possono esserlo ad esempio la gallina Livornese (vedi ad esempio le uova del Parisi), la gallina Padovana o l’Ancona.

Assai improbabile, se non si è almeno un minimo amanti di avicoltura, che ci si sia mai imbattuti (o se ne conosca l’esistenza) in uova dal guscio verde, marrone cioccolato e addirittura azzurro-blu!

Questo perché le razze avicole che depongono queste uova dagli splendidi colori (rispettivamente Olive Egger, Marans e Araucana) sono razze che fortunatamente restano lontane dal “giro” commerciale di largo consumo, riservate agli amatori e agli appassionati che ricercano, per il proprio auto-consumo di uova, di avere un cestino che sia anche “bello da vedere”, con un bouquet di tanti colori diversi!

Uno splendido bouquet di uova di gallina dal guscio colorato
Uno splendido bouquet di uova di gallina dal guscio colorato!
Ma i colori del guscio delle uova di gallina esistono anche in tante altre varianti e tonalità, e nel proseguo di questo articolo andremo proprio a vedere più nel dettaglio quali sono questi colori e soprattutto perché, in alcune razze, il guscio arriva ad essere di quelle straordinarie colorazioni che abbiamo prima menzionato. Come accade la colorazione del guscio e quali sono i motivi delle differenti pigmentazioni?

Sgombriamo subito il campo da qualsiasi dubbio sul fatto che il colore del guscio delle uova possa dipendere in qualche modo dall’alimentazione della gallina. Questo è assolutamente falso. Il cibo può influire sulla colorazione del tuorlo, ma non su quella del guscio, che è invece in relazione in primis alla razza di appartenenza (fattori genetici) e poi alla fisiologia del singolo esemplare (per ciò che riguarda la tonalità del cromatismo). Inoltre, una diversa colorazione del guscio non implica affatto di per sé alcuna differenza in fatto di caratteristiche nutrizionali e organolettiche dell’uovo.

Il colore del guscio delle uova dipende da un liquido lubrificante che viene “spalmato” sopra al guscio quando l’uovo transita nella parte finale spugnosa dell’ovidotto (collocata a circa 10 centimetri dall’uscita) e che serve appunto a facilitarne la deposizione.

Questa sostanza è di colore diverso nelle varie razze e infatti, se prendiamo molte uova di differenti colorazioni e le rompiamo, al loro interno esse risulteranno comunque tutte bianche, appunto perché la colorazione avviene soltanto sulle pareti esterne.

In tutto ciò c’è una sola unica eccezione (che dunque conferma la regola), ovvero quella rappresentata dalle “uova blu” (huevos azules) di Araucana; in questo caso la colorazione coinvolge la genesi stessa del guscio, e non è un’aggiunta nella fase finale di passaggio nell’ovidotto, e difatti il guscio dell’uovo di Araucana è azzurro anche al suo interno.

In relazione a quanto abbiamo appena detto, precisiamo che le variazioni di colore del guscio nella gamma dal bianco al marrone, sono dovute alla deposizione sulle pareti esterne dell’uovo di protoporfirina IX (nelle Marans la deposizione di questa sostanza è così abbondante che le uova sono molto dure e di un bel colore cioccolato scuro che spesso rende molto difficile effettuare la speratura nel caso esse siano state messe nell’incubatrice per far nascere i pulcini); il pigmento che dona alle uova il colore azzurro-verde è invece la biliverdina, che “si mescola” fin da subito alle “sostanze” che danno origine e forma all’uovo.

Per quanto riguarda infine le uova bianchissime (come ad esempio quelle della gallina di razza Livorno, della Padovana e di altre razze rustiche italiane), questo risultato è dovuto alla presenza del gene inibitore pr, che blocca la fuoriuscita di protoporfirina IX.

Infine, la tonalità del colore del guscio dell’uovo può variare anche tra animali della stessa razza e addirittura anche tra quelle deposte dalla medesima gallina, a causa di fattori fisici intrinsechi, all’età dell’animale e da quanto tempo l’uovo permane ogni volta nella parte finale dell’ovidotto.

Indirizzo

Via Alessio Comneno 31
Alessano
73031

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