22/01/2020
* Chiudibocca: un po' di ricerche *
Il chiudibocca è uno strumento utilizzato da tempo in ambito equestre. Come dice il nome stesso, lo scopo è tenere chiusa la bocca del cavallo, in modo tra l'altro che mantenga l'imboccatura nella posizione desiderata dal cavaliere. Poichè la tensione sul chiudibocca amplifica la pressione dell'imboccatura sulla lingua, il cavallo è sottoposto a maggiore fastidio e si ritiene che "ascolti" meglio i comandi del cavaliere. L'impressione generale è che il cavallo "si muova con leggerezza e attenzione", rendendo felice la FEI che chiede questi parametri dal cavallo in gara e penalizza inoltre i cavalli che tentano di fuggire all'imboccatura per esempio mostrando i denti o la lingua.
I chiudibocca possono essere stretti al punto da causare danni ai nervi, alla cartilagine, all'osso o compromettere la circolazione locale. Ma un "cavaliere attento" non lo stringe troppo e si attiene al regolamento che prevede il passaggio di due dita sotto alla parte frontale del chiudibocca. Uno studio ha però dimostrato che anche questa accortezza non è sufficiente per rendere tutti felici e contenti (Fenner et al. 2016). Tutti i chiudibocca, indipendentemente dal livello di compressione, provocano una aumentata necessità di sbadigliare, ingoiare la saliva e leccarsi le labbra appena tolti: quando un comportamento negato viene espresso ad alta intensità appena possibile significa che la sua negazione ha provocato un malessere sopra soglia. Inoltre, i chiudibocca stretti al punto da non far passare neanche un dito provocavano un dolore acuto, a detta dei ricercatori, riscontrabile nell'aumento della temperatura interna dell'occhio e del battito cardiaco anche con il cavallo fermo.
Molti ritengono che l'uso del chiudibocca sia a favore del cavallo perchè permetterebbe di applicare meno tensione sulle redini, perchè il cavallo risponde immediatamente. Lo usano persino sui puledri proprio per abituarli a rispondere subito all'imboccatura. L'intento è buono, un desiderio di essere meno invasivi possibile, ma uno studio dimostra che neanche questo intento raggiunge il suo scopo. Lo studio di Doherty et al. (2019) ha coinvolto cavalli montati con un filetto semplice dai loro proprietari, indossando un cavesson, un chiudibocca a goccia o uno "flash". In nessuno dei tre casi la tensione esercitata sulle redini è risultata minore che senza il chiudibocca, rendendo questa "giustificazione" del tutto obsoleta. La percezione del cavaliere di usare meno tensione è solo una percezione, non è reale.
Fra l'altro, ribadisco il "coercitivo" perchè un altro studio (Doherty et al. 2016) dimostra che nella quotidianità i cavalli sono sottoposti a pressioni del chiudibocca variabili fra i 7 ed i 95 Newton a seconda del cavaliere (rilevazioni fatte in maneggi a random). L'attivazione dei recettori del dolore in mucche e pecore segue rispettivamente una pressione di 7N o 5N, per il cavallo non so, ma nello studio per il calcolo della soglia del dolore sulle mucche i ricercatori hanno settato gli strumenti fino ad un massimo di 20N di forza applicata per evitare danni ai nervi. Considerando che il cavallo ha una sensibilità tattile superiore a quella del palmo umano, fate voi il confronto rileggendo i numeri sulla pressione esercitata dalla media dei chiudibocca.
Il chiudibocca è una chiara violazione delle "Five Freedoms" che sono ormai considerate un caposaldo del benessere animale, indipendentemente dal livello di compressione usata. Se la FEI vuole punire il cavaliere perchè il suo cavallo tenta di sottrarsi all'imboccatura aprendo la bocca, dovrebbe anche chiedersi perchè accetta che la soluzione sia l'imposizione al cavallo di uno strumento coercitivo, piuttosto che una richiesta di rivedere l'approccio del cavaliere.
Riferimenti:
- Doherty, O., Casey, V., & Conway, R. (2019). Changes in pressures exerted on sub-noseband tissues by tightening the
noseband. In: Proceedings of the 15th International Equitation Science Conference.
- Doherty, O., Conway, T., Conway, R., Murray, G., & Casey, V. (2017). An objective measure of noseband tightness and its measurement using a novel digital tightness gauge. PloS one, 12(1).
- Fenner, K., Yoon, S., White, P., Starling, M., & McGreevy, P. (2016). The effect of noseband tightening on horses’ behavior, eye temperature, and cardiac responses. PLoS One, 11(5).
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