04/02/2026
"Ce n'è sempre uno che ti frega.."
Vi presento Corona, la pony shetland che mi ha "fregato".
Corona, l'ho conosciuta nel 2007 a Nesoddtangen in Norvegia. Un concentrato di carattere, gioia di vivere e dolcezza. Coroncina, così la chiamavo io, era la compagna inseparabile di Ising una bellissima pony Islandese grigia che soffriva di una calcificazione tendinea.
Prima di allora, in Italia avevo conosciuto tanti altri pony shetland, ma erano tutti letteralmente fuori di testa o tranquilli perché fisicamente malati. Quello che ricordo meglio in assoluto era Ercolino: uno stalloncino shetland morello, stupendo quanto dispettoso. Quando i cavalli lavoravano nell'arena lui passava al galoppo sotto alle stazze, si infilava nel campo e iniziava a molestare i cavalli mordendogli la coda e i garretti. Un'altra delle sue specialità era aprire i rubinetti dell'acqua allagando paddock o scuderia, a seconda di dove era ubicato. Insomma, stupendo da vedere e simpatico fino a quando non ci dovevi avere a che fare direttamente. All'epoca io avevo 14 anni; ricordo che una volta, sovrappensiero, tirai fuori un pacchetto di cracker per fare merenda.. non lo avessi mai fatto! Se ne accorse da lontano, mi puntò, arrivò al galoppo e iniziò a pretendere la mia merenda in modo buffo ma sempre più insistente. Non c'era verso di distoglierlo, alla fine mi ritrovai a correre come una pazza lungo il portico della scuderia, cracker in mano e pony che mi inseguiva al galoppo tirando doppiette laterali verso di me per fermarmi. Manco a dirlo.. i cracker alla fine li ho mangiati tutti io, ma sicuramente quel giorno mi sono allenata! Insomma, non ė che amassi particolarmente i pony shetland in quel periodo.. ma con Coroncina ė arrivata la svolta! Corona era equilibrata, non dovevi temere per la tua vita ogni volta che ti avvicinavi. Lei sapeva comportarsi, ragionava era educata con grandi e bambini ma sopratutto non era terrorizzata. Corona ė stata la prima a farmi riflettere sul perché i nostri pony fossero così schizzati quando all'estero esistevano pony semplicemente...sereni.
Ising e Corona erano di proprietà di una famiglia con bambini ma, sopratutto, avevano due amiche. Due sorelle gemelle che avranno avuto tra i 14 e i 15 anni anni che quasi ogni giorno si occupavano di loro, per passione. Le prendevano fuori dal loro paddock le pulivano con amore e poi le vestivano a seconda dell'attività che avrebbero fatto. L'attività principale erano lunghe passeggiate per i boschi, alle volte semplicemente in capezza e lunghina, alle volte con le redini lunghe.
Ising, per via del suo problema al tendine, non poteva essere cavalcata come un cavallo sano, così veniva cavalcata al passo senza sella per brevi tratti solo quando era in forma.
Ogni tanto le attività si svolgevano anche nel maneggio, ma sempre nel pieno rispetto delle due pony. Tutti i giorni alla mattina le prendevo dalla scuderia e le mettevo nel loro grande paddock, mentre la sera le ritirano e le sistemavo nei loro box. Si, perché anche se Corona era una "semplice" pony shetland aveva il suo box privato a disposizione della stessa dimensione di tutti gli altri cavalli. Lei aveva tutto personalizzato, esattamente come Ising; aveva la sua testiera di cuoio morbido, il suo fascione per lavorare alle redini lunghe e la sua sella su misura. Era amata e gestita esattamente come tutti gli altri cavalli. Certi giorni le due sorelle prendevano fuori Ising e Corona e, dopo averle lustrate, passavano il tempo a far loro brucare l'erba, oppure a giocare con loro. Tutto nella calma, nel silenzio. Era tempo condiviso, erano 4 anime che condividevano esperienze. Niente urla, niente schiamazzi: si godevano lo stare assieme in mille modi diversi con un rispetto per quel tempo che era quasi sacro.
Un giorno Corona venne messa a "disposizione" di una bambina, 8 anni e tanta voglia di fare. Arrivava in scuderia, la prendeva dal paddock, la vestiva di tutto punto con sella e testiera e andava in passeggiata per i boschi in mezzo alla neve.. passo, trotto, galoppo tutto in autonomia. Si, in Norvegia i bambini possono andare a cavallo da soli anche fuori dalle strutture senza dover essere accompagnati da un adulto. Ogni tanto la bimba portava Coroncina nell'area antistante la scuderia, attraversava la strada e si trovava dove c'era il complesso delle scuole. Lì, molto spesso, nel pomeriggio si trovavano altri bambini a giocare, per lo più giocavano a calcio o facevano altri sport e Coroncina come un bravo baby sitter partecipava ai giochi galoppato e trotterellando con la sua bambina sulla schiena da un lato all'altro del campo insieme ai bambini che giocavano. Mai un rifiuto, mai una scorrettezza. Solo dopo diversi giorni iniziò a dare segni di irrequietezza: pulendo ogni giorno il suo box mi accorsi che la mattina le fiande non erano più belle ordinate come un tempo ma tutte sparpagliate e il truciolo sul fondo mostrava i segni di un camminare in circolo continuo. Corona si stava iniziando un po' a stressare per quelle continue scorribande, così segnalai la cosa al proprietario della struttura che ne parlò con i la famiglia di Ising e Corona. La bambina venne allora avvisata di non esagersre quando veniva a muovere Corona. Per me era strabiliante! In Italia non mi era mai capitata una cosa del genere.. un piccolo pony shetland che esprimeva un disagio e veniva ascoltato. I giorni seguenti la bambina non andò più con lei nel campone dove i bambini giocavano a calcio e anche le galoppate nei boschi vennero affrontate con più calma. Corona smise immediatamente di mostrare segni di stress e tornò a riposare serena la notte nel suo box. Sarà un caso isolato, penserete voi. Invece nel tempo che ho trascorso in Norvegia a lavorare e a studiare la fisioterapia equina e la comunicazione uomo-cavallo, ho avuto la possibilità di frequentare diversi centri equestri e abitazioni di privati che avevano cavalli e la serenità di Ising e Corona si rispecchiavano per lo più nella serenità degli altri pony che ho incontrato. La differenza stava proprio nell'approccio che le persone avevano con l'equitazione e con i cavalli stessi, grandi o piccoli che fossero. Persino i pony delle scuole di equitazione venivano trattati con estremo rispetto dagli allievi e, cosa più importante, li accudivano come fossero i propri, garantendo benessere e serenità.
Così, una volta tornata in Italia, ho intrapreso il percorso per diventare Istruttore di equitazione e Animatore pony ed ė iniziata la mia avventura con i miei pony shetland, applicando i principi dell'equitazione norvegese, nel pieno rispetto delle esigenze di ognuno persone e animali.