La bellezza nella natura e nell'Arte

La bellezza nella natura e nell'Arte Con questa pagina voglio condividere con voi la Bellezza della Natura e dell'Arte dei posti in cui vivo. Sarete miei ospiti in questo piccolo viaggio :-)

Una visita interessante al Principato di Lucedio.... Ci siete mai stati? Si trova nel comune di Trino (Vc) nella zona fa...
03/05/2023

Una visita interessante al Principato di Lucedio.... Ci siete mai stati? Si trova nel comune di Trino (Vc) nella zona famosa per le risaie.

Buongiorno a tutti... Durante una escursione fatta ormai qualche settimana fa, mi sono ritrovata a visitare un grazioso ...
27/03/2022

Buongiorno a tutti... Durante una escursione fatta ormai qualche settimana fa, mi sono ritrovata a visitare un grazioso borgo di montagna che merita una descrizione.
A Varallo Sesia (Vc) attorno al Sacro Monte è stato realizzato un percorso dedicato all'indimenticato ideatore del GRIM il Gruppo Ragazzi in Montagna del CAI: padre Pollino, dal quale il sentiero prende il nome.
Percorrendo proprio questo sentiero, sono arrivata a Verzimo, una graziosa frazione di Varallo.
Verzimo visse per secoli grazie alla coltivazione della terra , alla produzione di frutti ed ortaggi, all'allevamento bovino e relativa produzione lattiero casearia e alla coltivazione e lavorazione della canapa. L’importanza di queste attivita’ si riscontra nel toponimo stesso del paese “Verzimo” dal latino “viridium” : orto, giardino.
La presenza di artisti attivi nel cantiere plurisecolare del sottostante Sacro Monte, apportò al paese significativi benefici e consentì l’abbellimento delle case con pregevoli affreschi murali e l’edificazione di una chiesa importante sul piano architettonico, dedicata a Sant'Anna, adornata da un pregevole altare ligneo, opera di un caposcuola della scultura lignea come Bartolomeo Ravelli; la chiesa fu poi arricchita da affreschi di Antonio Orgiazzi il Vecchio, attivo nella prima metà del secolo XVIII.
Il luogo si è conservato, anche grazie alla scarsa presenza dell'uomo, ed in particolare di quella tipologia di uomo consumistico tipica di alcuni contesti di villeggiatura. Vi si accede solo a piedi (altra grande fortuna). Le case sono molto vicine le une alle altre ed i viottoli in acciotolato sono molto stretti. Le case del borgo in sasso sono tutte pluripiano e notevolmente sviluppate in atezza. I prospetti principali, rivolti al sole, sono caratterizzati da elaborate strutture lignee che formano ampi balconi, secondo i modelli dell'architettura Walser.
Dal 2016 è stata costituita una importante Associazione: "l'Associazione amici di Verzimo" i cui soci fondatori hanno già finanziato (ed operato in prima persona) parecchi lavori di manutenzione e attività per mantenere in vita la frazione di Verzimo.

Buonasera cari amici... Vi voglio portare in un piccolo borgo in provincia di Vercelli, a Guardabosone. Dico la verità, ...
28/02/2022

Buonasera cari amici... Vi voglio portare in un piccolo borgo in provincia di Vercelli, a Guardabosone. Dico la verità, non lo conoscevo... Ma passando in zona, hanno attirato la mia attenzione la chiesa e il campanile, che si vedono da lontano. (Tenete presente che Guardabosone si trova a circa 450 mt slm).
Ho quindi deciso di fare una piccola deviazione per andare a curiosare. La scoperta è stata sicuramente piacevole.
Guardabosone ha origini molto antiche, che si fanno risalire all'anno 1100. Secondo alcuni studiosi il toponimo Guardabosone deriverebbe dalla parola longobarda "bosos", ovvero località di fondo valle, e "guarda", luogo di guardia. Questo a significare quindi "località di guardia al fondo valle". Il borgo sorge sullo spartiacque tra la Valsesia e la Valsessera ed è sempre stato crocevia di popoli e commerci oltre che importante via di collegamento tra il Ducato di Savoia e il Ducato di Milano.
Il centro storico è sicuramente il particolare più interessante del paese sia a livello storico che architettonico. Il nucleo primi genio dovrebbe essere la parte compresa tra Via Roma e Via Stretta. Si può ipotizzare che i due cortili siti tra le vie appena accennate e quello immediatamente a sud tra Via Stretta e Via Crosetto, costituissero il nucleo originario di Guardabosone, che nel 1227 era abitato da sette famiglie. Possiamo parlare di una sorta di cortile fortificato, dotato di terrapieni, androni, pozzi per l'acqua e forse anche un forno. I pozzi rimasero in uso fino al 1936, e fino a quell'anno rappresentavano l'unica fonte di approvvigionamento di acqua.
Guardabosone è anche chiamato "paese - ecomuseo" grazie ai cinque Musei presenti, dedicati alle arti, ai mestieri e alle scienze naturali, oltre ad un orto botanico di interesse naturalistico. La "Casa dei mestieri" ad esempio, vanta una vasta collezione entomologica di tutto rispetto frequentata da studenti ed appassionati.
Per concludere in bellezza non poteva mancare un acquisto culinario : nella "Butega dal pais" potete trovare ottimi salumi e formaggi (il Macagn ad esempio) o dei biscotti di pasta frolla (i Giorgetti).

Buongiorno a tutti...l'Ossola ha sempre qualcosa da dire, qualche curiosità da scoprire. Questa estate, nel mese di agos...
07/02/2022

Buongiorno a tutti...l'Ossola ha sempre qualcosa da dire, qualche curiosità da scoprire. Questa estate, nel mese di agosto, sono andata a fare una bella camminata nell'Alta Val Formazza e, precisamente al Passo San Giacomo.
Questo passo, a circa 2300mt slm, si trova sul confine con la vicina Svizzera. Inutile dire quanto sia meraviglioso il paesaggio, ma qualcosa di "particolare" e piuttosto fuori-luogo ha attirato la mia attenzione. Noto dei pilastri in cemento armato... Cosa ci fanno dei pilastri in cemento armato in quella posizione?
Adesso ve lo racconto....
Dobbiamo parlare di un noto architetto milanese , tale Piero Portaluppi, nato nel 1888.
Qui in Ossola il Portaluppi è conosciuto per aver progettato le bellissime centrali idroelettriche (Verampio, Crego, Valdo, Sottofrua, Crevola, Cadarese) e l'albergo sulla cascata del Toce "dotato di tutte le comodità più moderne" come riportavano i giornali dell'epoca. Ma al passo San Giacomo doveva essere realizzato uno dei suoi progetti più surreali : il Wagristoratore (siamo nel 1930).
Il disegno originale prevedeva due vagoni ferroviari, una carrozza ristorante e un vagone letto, posti in quel luogo remoto e appoggiati su dodici pilastri in cemento armato. Al centro era previsto, da principio, un edificio a tre piani a forma di torre che ricordasse la figura del Santo.
Decorate da velluto rosso e da stucchi dorati le carrozze servivano rispettivamente per mangiare, il wagon-restaurant, e per dormire il wagon-lit, ed erano costrette a una paradossale immobilità. La pubblicità coeva raccontava che il Wagristoratore “ha incontrato il pieno favore di quanti lo hanno visitato per l’abbondanza, la qualità e la signorilità del servizio … Il Wagriposatore invece ha cabine a uno e due posti, riscaldamento a termosifone, acqua corrente, segnalazioni ed illuminazione elettriche”. Era gestito dalla Società Anonima Alberghi della Formazza di cui lo stesso architetto era stato cofondatore e presidente.
Il Wagristoratore venne dimenticato e trascurato durante la seconda guerra mondiale e nella resistenza, quando i passi della Val d’Ossola si erano trasformati in vie di fuga per chi scappava dall’Italia fascista e razzista. Verso la fine del conflitto fu utilizzato come postazione strategica, ma poco dopo il Wagristoratore venne distrutto dai partigiani in fuga (forse incendiati, ma le fonti non sono attendibili).
Ecco la storia di quei tristi pilastri in cemento armato, unica testimonianza di una bizzarra idea.

Buongiorno... Qualche giorno fa, tornando dal Mottarone, mi sono fermata per una visita alla meravigliosa chiesa parrocc...
27/10/2021

Buongiorno... Qualche giorno fa, tornando dal Mottarone, mi sono fermata per una visita alla meravigliosa chiesa parrocchiale di Armeno (Provincia di Novara - Piemonte) esempio di architettura romanico-novarese.
La Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta, risalente al secolo XII, resta il maggior monumento religioso della zona cusiana.
Fu costituita sui resti di un antico tempietto romano, anche se la tradizione popolare vuole attribuire la costruzione a San Giulio.
La datazione sicura è dell'anno 1110 (esiste un atto di dedizione alla Beata Vergine Maria). Essa fu abbellita durante il corso dei secoli con affreschi tipici della tradizione artistico - medioevale.
La facciata è divisa in 3 sezioni; da notare il portale poggiante su piccole colonne addossate al muro con capitelli raffiguranti animali e teste. Il campanile, di base quadrata è anteriore al 1110, più antico della chiesa attuale (probabilmente apparteneva ad una precedente chiesa). La Chiesa, interamente costruita con blocchi di pietra squadrati e disposti in corsi regolari con poca malta, è comunque armoniosamente integrata con il campanile.
L'interno, in stile romanico fino all'altare, è diviso in 3 navate con poderosi pilastri e presenza di capitelli medioevali con scolpite immagini di animali. Notevoli sono gli affreschi quali: la Trinità Tricefala e S. Stefano Promatiere.
Nelle due absidi minori sono conservati due dipinti, il più importante è la "Deposizione della Croce", opera di Fermo Stella da Caravaggio del 1548.
Nel 1908 la Chiesa di Santa Maria Assunta è stata insignita del titolo di Monumento privilegiato di arte e storia: il luogo è particolarmente suggestivo, anche perché isolato rispetto al paese ed immerso nel verde. Un tempo il sagrato svolgeva la funzione di cimitero, e anche l'attuale cimitero sorge nei pressi.

Buongiorno a tutti... Oggi vi porto in un posto che conoscono in pochi. Siamo ad Osso di Croveo, nel comune di Baceno (V...
16/10/2021

Buongiorno a tutti... Oggi vi porto in un posto che conoscono in pochi. Siamo ad Osso di Croveo, nel comune di Baceno (Verbano Cusio Ossola). Siamo in mezzo alle montagne, poco distante da Devero e Valle Formazza. Un cartello particolare attira la mia attenzione : TRENO DEI BIMBI.
Cosa potrà mai essere?
Per capirlo dobbiamo fare un piccolo salto indietro nel tempo.
Sono gli anni tra il 1953 e il 1960. A Domodossola, città vicina al confine, arrivano molti emigranti, soprattutto dal Sud Italia. Quasi tutti lavorano in Svizzera dove però non è possibile, per legge, portare con sé la propria famiglia. Per molti di loro il problema è a chi affidare i propri figli. È un problema vero e i frati Cappuccini cercano un modo per ospitare i tanti bambini e ragazzi costretti a rimanere in città, lontani dalla propria famiglia. Nasce la "Casa del Fanciullo" con lo scopo di accogliere i figli degli emigranti.
Ma si pone un altro problema... In estate dove possono andare questi ragazzi?
Si cerca una soluzione. Si trova un terreno a Osso di Croveo. I proprietari, per amore dei bambini, generosamente lo concedono ai frati. Il luogo è molto bello, immerso nella natura, il luogo ideale per questi giovani. Ma come attrezzarlo? Si pensa inizialmente a delle tende. Poi avviene un incontro casuale con Scalfaro, allora Ministro dei Trasporti, e un’idea bizzarra si fa strada e diventa una richiesta: “Ce lo regalerebbe un treno?”.
L'idea piuttosto strana in realtà prenderà forma. È il 1960, è agosto e fa caldo. Una carovana gioiosa parte da Domodossola. Lungo le strade della Valle Antigorio le carrozze procedono, lente ma decise, verso la meta, tra la meraviglia degli abitanti, la tenacia degli operai, la supervisione dei tecnici e la speranza dei tanti bambini che per molti anni potranno trascorrere serenamente le loro vacanze alloggiando nelle vecchie carrozze del treno adeguatamente equipaggiate.

Oggi il villaggio “Treno dei Bambini” è ancora gestito dai frati Cappuccini e da alcuni volontari. Qui, famiglie e gruppi possono vivere l’esperienza di alloggiare nelle vecchie carrozze per qualche giorno oppure trascorrere qualche ora immersi nella natura, per un picnic, una sosta nel parco attrezzato con giochi adatti anche ai più piccoli, per una grigliata o una partita a pallone o per una giornata di meditazione e preghiera.

Buongiorno a tutti... Oggi vi porto in un posto particolare. Lo scorso mese sono stata all'eremo di Santa Caterina del S...
30/09/2021

Buongiorno a tutti... Oggi vi porto in un posto particolare. Lo scorso mese sono stata all'eremo di Santa Caterina del Sasso, un monastero sorto a strapiombo sulla sponda orientale del lago Maggiore, nel comune di Leggiuno (VA).
Per raggiungere questo luogo consiglio di prendere il traghetto da Stresa. La vista è davvero suggestiva.
Secondo la tradizione l'Eremo pare sia stato fondato da Alberto Besozzi, un ricco mercante che, scampato ad un nubifragio durante la traversata del lago, decise di ritirarsi in quel luogo per condurre una vita da eremita. Il Besozzi fece edificare una ca****la dedicata a Santa Caterina d'Egitto, attualmente visibile sul fondo della chiesa. La ca****la che risale al XII secolo, fu poi affiancata da altre due chiese, quella di San Nicola e Santa Maria Nova.
Pochi sanno che il nome completo dell'Eremo dovrebbe essere Santa Caterina del Sasso Ballaro. Sembra infatti che ad inizio settecento cinque enormi massi precipitarono sulla chiesa restando impigliati nella volta di una ca****la. Non ci furono gravi danni e per due secoli rimasero sospesi. Ma nel 1910 furono rimossi. Questi sassi "ballerini" sembra diano origine al nome esteso ma, secondo altri studiosi, è più probabile che l'etimologia sia legata al vicino centro abitato di Ballarate (attuale Leggiuno).
Interessanti sono i cicli pittorici che appartengono a varie epoche. La parte più antica è costituita da affreschi di inizio '300 purtroppo gravemente danneggiati. La seconda campagna pittorica risale invece al 1600 quando, in seguito alla ristrutturazione della chiesa, il pittore milanese Giovanni Battista De Advocatis realizzò gli affreschi del presbiterio e la pala d' altare.
Oltre alle bellezze pittoriche ed architettoniche, ammirate anche la vista che si gode dalla scalinata e il silenzio del luogo.
P. S. Se volete fare delle fotografie migliori delle mie, non andate al mattino presto. Il sole arriva più tardi e sicuramente mette maggiormente in risalto la bellezza del luogo. 😊

Buonasera...qualche giorno fa sono stata appena sopra casa mia a fare qualche foto ai resti della Rocca di Vogogna (VCO)...
21/03/2021

Buonasera...qualche giorno fa sono stata appena sopra casa mia a fare qualche foto ai resti della Rocca di Vogogna (VCO).
Il Castello Visconteo di Vogogna infatti, è sovrastato dai resti della Rocca, un’antica fortificazione posizionata su una rupe da cui era possibile intervenire a controllo e a difesa dell’intera piana dell’Ossola.
Non si hanno notizie certe sulla data di costruzione: si ipotizza possa essere di origine altomedievale o databile tra il IX e il X secolo. Era una fortezza con torri quadrate e le sue funzioni erano spiccatamente difensive e strategiche, in stretto collegamento con le altri torri costruite sulle montagne dell’Ossola.
Per volere di Giovanni Maria Visconti, la Rocca di Vogogna venne restaurata nel 1348, durante la costruzione del Palazzo Pretorio e del Visconteo, e la porzione di terreno su cui sorge la Rocca venne circondato da mura.
Oggi, dopo alterne vicende, rimangono visibili solo tre lati della torre posta nel punto più elevato e solo due delle basse arcate che sorreggevano il camminamento sul lato nord.
I ruderi della Rocca si trovano nella vecchia frazione di Genestredo, caratterizzata dalle splendide abitazioni rurali in pietra, ricche di motivi medievali.
La Rocca, posta dunque in posizione panoramica e sovrastante il borgo di Vogogna, è raggiungibile con una comoda passeggiata attraverso un sentiero ben segnalato.
Dal Castello è raggiungibile in appena 20 minuti. Poco prima, inoltre, è stata sistemata un'area con tavoli e panche sotto a dei castagni secolari. Una bella idea per una pausa rilassante o una grigliata in compagnia.

Buongiorno a tutti.Ieri andando a fare la spesa mi sono fermata a fotografare questa meravigliosa chiesa, la chiesa di S...
19/01/2021

Buongiorno a tutti.
Ieri andando a fare la spesa mi sono fermata a fotografare questa meravigliosa chiesa, la chiesa di San Bartolomeo a Villadossola (VCO). È incredibile come nella fretta di tutti i giorni non ci accorgiamo più della bellezza che abbiamo intorno a noi. Ieri ho scelto di rallentare almeno per mezz'ora e dedicarmi alla sua riscoperta.
La chiesa di San Bartolomeo è l'antica parrocchiale ma non ebbe sempre questo titolo. In un documento del 1289 risulta dedicata ai Santi Fabiano e Sebastiano di Pallanza. Il nome di San Bartolomeo compare nel 1360.
Questa chiesa è una testimonianza di architettura romanica apprezzata anche da studiosi importanti (ricordiamone uno per eccellenza A. K. PORTER).
Il campanile è considerato tra i più significativi di tutto il nord d'Italia. È una torre quadrata che va rastremandosi sensibilmente in altezza con i suoi sette piani. Il campanile è costruito con blocchi di pietra perfettamente squadrati, in corsi regolari. La struttura richiama altre costruzioni, in Francia e Catalogna, datate intorno alla metà del sec. XI nelle quali è riscontrabile lo stesso squilibrio di dimensioni tra chiesa e campanile.
Anche il paramento murario esterno è di notevole interesse. È costituito da blocchi di dimensioni modeste in corsi non sempre paralleli, disposti a "piano e taglio" in modo da avere un buon legame ed anche un aspetto decorativo.
Anche l'interno avrebbe meritato una visita, ma purtroppo era chiuso.
Comunque, complice una giornata meravigliosa con un cielo esageratamente blu, le foto sono venute benissimo ed hanno messo in risalto questo gioiello architettonico.

Buongiorno...in una piacevole giornata di sole, rientrando da una camminata in quel di Salecchio, mi sono fermata a Bace...
20/10/2020

Buongiorno...in una piacevole giornata di sole, rientrando da una camminata in quel di Salecchio, mi sono fermata a Baceno,dove sorge questa meravigliosa chiesa. La chiesa di San Gaudenzio colpisce subito per le sue dimensioni. Frutto di varie aggiunte nei secoli, la chiesa appare decisamente molto grande per il paese. La sua esistenza, o meglio l’esistenza di una prima “ca****lam”, è documentata dalla notizia della sua donazione fatta ai canonici di s. Maria di Novara da Gualberto, vescovo di Novara dal 1032 al 1039.
Tra il XI e il XV secolo subì vari interventi che ne definirono la struttura attuale.
La facciata è in pietra ed ospita un bellissimo rosone centrale. Spicca l'affresco sulla destra di San Cristoforo (purtroppo bisognoso di un restauro) ben visibile da lontano, forse per gli abitanti del paese che lavoravano nei campi e, anche da lontano, potevano rivolgersi a lui per una preghiera.
L'interno della chiesa è meraviglioso. La ricchezza di dipinti ed affreschi attira la mia attenzione. Anche se non eseguiti da maestranze famose, denotano una precisione nei segni e un buon utilizzo della tecnica a fresco.
Sicuramente la chiesa di San Gaudenzio rappresenta un ottimo esempio di architettura romanico lombarda che consiglio di visitare.

Buonasera cari amici...In una bellissima giornata del mese di ottobre, avevo fatto queste foto all'oratorio di San Fabia...
21/04/2020

Buonasera cari amici...In una bellissima giornata del mese di ottobre, avevo fatto queste foto all'oratorio di San Fabiano e Sebastiano a Montecrestese.
Facciamo una passeggiata virtuale... Con una interessante spiegazione tratta dal testo "Storia di Montecrestese" di T. BERTAMINI.

"La devozione ai Santi Fabiano e Sebastiano martire è molto antica nell'Ossola ed è sorta in occasione di epidemie di uomini ed animali. A questi Santi sono state dedicate chiese e cappelle antiche e in seguito li troviamo associati agli altri protettori dalla peste: S. Bartolomeo, S. Antonio abate, S. Rocco e S. Carlo Borromeo.
L'Oratorio dei Santi Fabiano e Sebastiano di Montecrestese, posto a pochi passi dal campanile della chiesa parrocchiale, su una roccia che lo mette in bella evidenza, è sorto in epoca relativamente recente, sempre però sotto la spinta di quella devozione tradizionale che nel secolo XVII fece sorgere tante altre costruzioni religiose. Una immagine di S. Sebastiano, risalente al secolo XVI si trova dipinta nella chiesa parrocchiale ed altre in numerosi oratori e cappelle campestri nel territorio di Montecrestese.
La tradizione vuole che l'Oratorio di Montecrestese abbia avuto origine da un voto fatto dalla comunità in occasione della famosa peste del 1629-1630 che fece moltissime vittime nell'Ossola, specialmente in alcuni luoghi, ma che in altri, come a Montecrestese, non fece alcun danno. Dunque, i montecrestesani, che fecero il voto per essere liberati dalla peste, avendo goduto del beneficio, restavano in obbligo di adempierlo. La tradizione è storicamente fondata. Ecco infatti il testo della richiesta fatta dagli uomini di Montecrestese nel 1633 al Vescovo per poter costruire l'Oratorio oggetto del voto:
Molto Illustre et Rev.mo Signore, L'anno 1630 passato, mentre il contaggio faceva tanti progressi nell'Italia et quasi in ogni luogo dell'Ossola, gl'huomini della Comunità di Montecrestese ricorsero al presidio della Divina Maestà et dei suoi Santi con voto publico di celebrare ogn'anno la festa di Santo Sebastiano et fare fabricare in honore di esso Santo un Oratorio poco discosto dalla loro chiesa parrocchiale sopra un colle eminente e molto riguardevole, sperando per l'intercessione di detto Santo esser liberati dal pericolo così evidente della peste, come in fatto avvenne, si può dire miracolosamente.
E se bene sin qui per diversi impedimenti non hanno potuto compire il voto, bora per non esser a fatto ingrati alla Divina Bontà et scordevoli della grafia ricevuta, desiderano dare principio al detto Oratorio, che perciò ricorrono da V.S. Rev.ma humilmente supplicandola si compiaccia deputare persona che in nome suo visiti et assegni il luogo per la fabrica et le dia le regole et ordini necessari!, accio si possa finire in buona forma per potervi celebrare la S. Messa, secondo il loro voto e pio desiderio. Nella risposta dell'11 Agosto 1633 il Vicario Generale incarica l'arciprete di Domodossola a visitare il luogo prescelto per la costruzione dell'Oratorio, con l'assistenza di un architetto che ne curi il disegno, e quindi conceda la richiesta facoltà.
Il Visitatore pastorale del 1641 dichiara esplicitamente che l'Oratorio fu iniziato tre anni fa (dunque nel 1638) e viene edificato per un voto fatto dal popolo in tempo di peste . Egli osserva anche che l'Oratorio non ha redditi, ma è costruito mediante tassazioni imposte al popolo. In seguito infatti agli obblighi assunti con il voto la comunità pensò bene di incaricare dei fabbricieri per esigere una taglia. Purtroppo finora non è stato possibile conoscere il testo esatto di questo voto per molti aspetti interessante e che pure deve essere stato registrato presso qualche notaio. Nel 1641 era stata portata a termine solo una parte del sacro edificio e precisamente il presbiterio; il resto era tutto da costruire."

Buongiorno a tutti! Mi sembra un buon argomento da condividere... Buona lettura 😊https://www.facebook.com/45702904432927...
02/03/2020

Buongiorno a tutti! Mi sembra un buon argomento da condividere... Buona lettura 😊

https://www.facebook.com/457029044329272/posts/3035751419790342/

La seconda settimana di “isolamento” forzato causa Coronavirus, è un’occasione per raccontarvi, uno al giorno, i bellissimi laghi che costellano la mia provincia, la Provincia di Varese. Finchè non sarà...

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13039

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