Pronto chi abbaia - Dott.ssa Daniela Ramberti

Pronto chi abbaia - Dott.ssa Daniela Ramberti Visite a domicilio Sogliano al Rubicone e dintorni; medicina interna; chirurgia specialistica presso cliniche private con trasporto gratuito

Servizi offerti:
- visite a domicilio Sogliano al Rubicone e dintorni
- medicina specialistica
- trasporto gratuito presso cliniche specializzate
- chirurgia
- esami radiografici, laparoscopici, ematologici, endoscopici
- TAC

03/06/2026
03/06/2026
03/06/2026
08/05/2026

FATE RIDERE

Lo stato ci aiuta, lo stato ci è vicino, abbiamo aumentato le pene per chi maltratta, abbiamo creato il bonus animali domestici… NON FATECI RIDERE, NON SIAMO STUPIDI.
Per lo stato chi accudisce gli animali è una mucca da mungere, non una persona da aiutare.

1) contro qualsiasi rilevanza scientifica ci costringono a prescrivere solo farmaci per uso veterinario (che costano il quadruplo) anche a parità di molecola. Qualcuno mi spiega perché se prescrivo amoxicillina clavulanico per uso umano devo subire una multa salatissima? (da 2600 euro a 15.000) Ma non sono identici? Perché non posso prescrivere per molecola?. E’ evidentissimo che il guadagno delle case farmaceutiche viene tutelato più del diritto alla salute dei nostri animali domestici, non c’è nessuna spiegazione scientifica.
Qualcuno blatera di lotta alla farmacoresistenza, ma quel qualcuno mi deve spiegare a) cosa cambia se la molecola è identica, b) perché se segno una scatola di Stomorgyl per uso veterinario mi danno come minimo 20 compresse a fronte di un utilizzo di 5 compresse? 15 compresse in casa inutilizzate non spingono all’uso improprio? E questo non aumenta il rischio di antibioticoresistenza?

2) Per anni ci hanno diffidato dal prescrivere o consigliare la cura della FIP (peritonite infettiva felina), qualcuno che non voleva vedere morire il proprio gatto si procurava il farmaco su siti illegali comprando prodotti non controllati e spendendo cifre enormi, se mi beccavano a prescrivere il farmaco mi sarei ritrovato con una sanzione disciplinare da paura e ancora oggi possiamo prescriverlo solo in forma galenica e non esistono farmaci già fatti. Perché, perché, perché?
Io una ipotesi cattiva e complottista ce l’avrei: Nel 2019 il Dr Niels Pedersen dell’University of California - Davis, insieme al suo staff hanno dimostrato che il GS-441524 blocca efficacemente la replicazione del virus, impedendogli di moltiplicarsi nei macrofagi. In pratica nel 2019 hanno scoperto che c’era una molecola che bloccava la replicazione di un Coronavirus, un anno prima della pandemia da Covid 19. Ricordiamo a tutti che i vaccini Pfizer, Moderna etc hanno subito una procedurra di immissione in commercio accelerata, procedura che si attua nelle emergenze, ed emergenza è quando non ci sono alternative terapeutiche…

3) Abbiamo aumentato le pene per chi maltratta gli animali, da oggi fino a 4 anni di carcere…
4 anni non è un numero scelto a caso, in tutte le condanne che non superano i 4 anni il giudice ha facoltà di disporre misure alternative. In carcere non ci va nessuno, neanche chi li tortura, al massimo ai servizi sociali ma quando parlano in TV non te lo dicono

4) detraibilità fiscale del 19% delle spese veterinarie… prima ti mettono l’iva al 22% e poi ti fanno detrarre il 19% se paghi col bancomat. Se compro un CD di un Trapper o di un Neomelodico pago l’iva al 4%, se porto un gatto dal veterinario al 22%. La detraibilità fiscale serve solo a contenere l’evasione fiscale, non è di certo un aiuto a chi vuole curare le povere bestiole. Abolire l’Iva sulle prestazioni veterinarie, così come avviene per la medicina umana, porterebbe un immediato sconto del 22%

5) un settore lasciato totalmente in mano ai privati e, chiaramente, chi investe di tasca sua deve rientrare. Un apparecchio TAC veterinario può arrivare a costare anche sotto i centomila euro, è normale che un privato debba farsi pagare e bene. Se università e ASL si dotassero di queste apparecchiature si potrebbero calmierare notevolmente i prezzi.

Siamo pieni di Bonus per acquistare auto, bonus caldaie, bonus monopattino, bonus vacanze, curare gli animali però rimane un lusso e non dobbiamo prendercela coi veterinari, loro hanno studiato, si aggiornano, hanno il diritto di gudagnare. Nessuno si lamenta mai del caro parcelle degli ingegneri, degli avvocati, degli architetti… i veterinari invece vengono massacrati dall’opinione pubblica. Se esercitare la professione di veterinario non consentisse un guadagno “da laureato” non lo farebbe nessuno.
E’ lo stato quello che manca.
Un gattino sulle gambe di una persona anziana è molto più efficace di un antidepressivo… ma in Italia è più facile che lo stato ti aiuti a comprare il Prozac ed a pagarti il neurologo che a contribuire alle spese veterinarie.
Ma non fateci ridere!

Dottor Vincenzo Minuto
Medico Veterinario

20/04/2026

Si riporta di seguito la nota diffusa dal Ministero della Salute.

16/04/2026

⚠️ Attenzione ai falsi antiparassitari “naturali” online

Il Ministero della Salute segnala la diffusione sul web di prodotti antiparassitari non autorizzati, promossi come efficaci contro pulci, zecche e malattie trasmesse da vettori, senza evidenze scientifiche.

👉 Solo i medicinali veterinari autorizzati garantiscono una protezione efficace e sicura.

L’uso di prodotti non registrati può creare un falso senso di sicurezza, esponendo animali e proprietari a rischi sanitari anche gravi.

🔎 Cosa fare:
• Verificare sempre l’autorizzazione dei prodotti
• Diffidare di promesse di protezione “totale” o “naturale” senza basi scientifiche
• Consultare il medico veterinario per scegliere soluzioni sicure
• Controllare l’affidabilità di siti e-commerce e profili social prima di acquistare

📌 Il fenomeno è monitorato dal Ministero della Salute, con il supporto dei Carabinieri NAS, per tutelare la salute animale e pubblica.

🔗 https://www.salute.gov.it/new/it/news-e-media/notizie/avviso-ai-cittadini-attenzione-ai-prodotti-antiparassitari-non-autorizzati/

Buona Pasqua ❤️
04/04/2026

Buona Pasqua ❤️

18/03/2026

𝐐𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐢 𝐜𝐚𝐧𝐢 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐢
(𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐦𝐞𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐞𝐧𝐭𝐢)

Chi vive con un cane sa benissimo che, quando torna a casa, il cane si accorge immediatamente del nostro umore: se siamo felici è spesso festoso anche lui e ci propone di giocare; se siamo tristi ci segue per la casa e vorrebbe consolarci; quando ci sente nervosi spesso cambia aria andando in un'altra stanza.

Al nostro cane basta un attimo per capire come ci sentiamo: lo fa ascoltando il tono della nostra voce, osservando l’espressione del viso o un piccolo atteggiamento, e sembra accorgersi immediatamente se siamo felici, nervosi o tristi. Non è telepatia né “sesto senso”. È il risultato di una lunga storia evolutiva del cane condivisa con l’uomo e di una straordinaria capacità di comprendere i nostri segnali emotivi, anche i più piccoli.

𝙄𝙡 𝙘𝙖𝙣𝙚 𝙨𝙞 𝙚̀ 𝙚𝙫𝙤𝙡𝙪𝙩𝙤 𝙥𝙚𝙧 𝙘𝙖𝙥𝙞𝙧𝙚 𝙜𝙡𝙞 𝙚𝙨𝙨𝙚𝙧𝙞 𝙪𝙢𝙖𝙣𝙞
Il cane domestico (Canis lupus familiaris) convive con l’uomo da migliaia di anni: si parla di un tempo che varia da 14.000 ai 30.000 anni. Nel corso di questo periodo non è cambiato soltanto l’aspetto o il comportamento del cane, ma anche alcune abilità cognitive legate alla comunicazione sociale con noi umani.

Come osserva Ádám Miklósi, tra i principali studiosi della cognizione canina, il cane è probabilmente l’animale non umano più capace di interpretare i segnali sociali di noi umani: segue il nostro sguardo, comprende i nostri gesti, come nell’indicare un oggetto o una direzione, e reagisce in modo sensibile alle espressioni facciali delle persone (Miklósi, 2015).

In questo articolo tento di spiegare che il cane non “indovina” il nostro stato d’animo: lo deduce utilizzando diversi indizi.

𝙄𝙡 𝙫𝙤𝙡𝙩𝙤: 𝙘𝙤𝙢𝙥𝙧𝙚𝙣𝙙𝙚 𝙡𝙚 𝙣𝙤𝙨𝙩𝙧𝙚 𝙚𝙨𝙥𝙧𝙚𝙨𝙨𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙛𝙖𝙘𝙘𝙞𝙖𝙡𝙞
Esperimenti di psicologia comparata hanno dimostrato che i cani sono in grado di distinguere tra diverse espressioni facciali di noi umani. In uno studio sperimentale, ad esempio, i cani hanno dimostrato di discriminare tra volti felici e volti arrabbiati, reagendo con maggiore cautela o evitamento davanti alle espressioni negative (Albuquerque et al., 2016).

Questa ricerca ci ha fatto comprendere che i cani non riconoscono soltanto la persona, ma anche l’emozione espressa dal suo volto.

𝙄𝙡 𝙩𝙤𝙣𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙣𝙤𝙨𝙩𝙧𝙖 𝙫𝙤𝙘𝙚
I cani sono molto sensibili al ritmo e all’intonazione emotiva del linguaggio umano. Anche se non comprendono il significato esatto delle parole, colgono facilmente se il tono è affettuoso, neutro o irritato.

Studi di neuroimaging, con risonanza magnetica su cani svegli, hanno dimostrato che nel cervello dei cani esistono aree specializzate nell’elaborazione delle vocalizzazioni emotive dell’umano, con un’organizzazione funzionale sorprendentemente simile a quella osservata in noi esseri umani (Andics et al., 2016).

𝙄𝙡 𝙡𝙞𝙣𝙜𝙪𝙖𝙜𝙜𝙞𝙤 𝙙𝙚𝙡 𝙣𝙤𝙨𝙩𝙧𝙤 𝙘𝙤𝙧𝙥𝙤
Noi esseri umani modifichiamo continuamente la nostra postura, con tensioni muscolari e movimenti diversi a seconda dello stato emotivo: spalle curve quando siamo tristi, gesti bruschi quando siamo arrabbiati, movimenti più fluidi quando siamo rilassati e felici.

Per un cane, osservare anche le più piccole micro-variazioni nella nostra postura o nel ritmo dei movimenti è un’arte e può essere sufficiente per capire se qualcosa in noi non va. Questa sensibilità ai segnali corporei è parte delle competenze sociali sviluppate durante la domesticazione (Miklósi, 2015).

𝙇’𝙤𝙡𝙛𝙖𝙩𝙩𝙤: 𝙡𝙚 𝙣𝙤𝙨𝙩𝙧𝙚 𝙚𝙢𝙤𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙝𝙖𝙣𝙣𝙤 𝙖𝙣𝙘𝙝𝙚 𝙪𝙣 𝙤𝙙𝙤𝙧𝙚
Ve la ricordate la canzone del cantautore Eugenio Finardi, “𝘭’𝘢𝘮𝘰𝘳𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘦̀ 𝘯𝘦𝘭 𝘤𝘶𝘰𝘳𝘦, 𝘮𝘢 𝘣𝘢𝘴𝘵𝘢 𝘳𝘪𝘤𝘰𝘯𝘰𝘴𝘤𝘦𝘳𝘴𝘪 𝘥𝘢𝘭𝘭’𝘰𝘥𝘰𝘳𝘦”?
Per il cane sembra essere stata scritta per lui.

Negli ultimi anni la ricerca ha aggiunto un elemento particolarmente interessante: le emozioni possono essere percepite dal nostro cane anche attraverso il suo olfatto.

Quando siamo sotto stress, il nostro corpo attiva una risposta fisiologica che coinvolge diversi cambiamenti ormonali e metabolici. In particolare entrano in gioco ormoni come cortisolo, 𝗮𝗱𝗿𝗲𝗻𝗮𝗹𝗶𝗻𝗮 𝗲 𝗻𝗼𝗿𝗮𝗱𝗿𝗲𝗻𝗮𝗹𝗶𝗻𝗮, che modificano il metabolismo e la sudorazione. Questi cambiamenti alterano anche la composizione chimica del nostro sudore e vengono dispersi nell’ambiente dal nostro respiro, producendo molecole odorose specifiche, sono i cosiddetti composti organici volatili, che il cane è in grado di percepire.

Uno studio sperimentale ha dimostrato che i cani riescono a distinguere con grande precisione tra campioni odorosi di persone rilassate e campioni raccolti subito dopo una situazione di stress psicologico, utilizzando soltanto odori provenienti da sudore e respiro (Wilson et al., 2022).

Ricerche più recenti suggeriscono inoltre che questi odori non vengono soltanto riconosciuti dal cane, ma possono anche influenzare il suo stato emotivo. In un esperimento pubblicato su Scientific Reports, l’odore di stress umano ha modificato il comportamento dei cani in test cognitivi, rendendoli più cauti o “pessimisti” quando dovevano prendere una decisione su una situazione dall’esito incerto (Parr-Cortes et al., 2024).

In altre parole, i cani non percepiscono soltanto i segnali visivi e vocali delle nostre emozioni: possono anche annusarne alcune tracce fisiologiche, comprendendoci anche dall’odore dei nostri corpi.

𝙉𝙤𝙣 𝙨𝙤𝙡𝙤 𝙧𝙞𝙘𝙤𝙣𝙤𝙨𝙘𝙤𝙣𝙤 𝙡𝙚 𝙣𝙤𝙨𝙩𝙧𝙚 𝙚𝙢𝙤𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞:
𝙢𝙖 𝙖𝙜𝙞𝙨𝙘𝙤𝙣𝙤 𝙙𝙞 𝙘𝙤𝙣𝙨𝙚𝙜𝙪𝙚𝙣𝙯𝙖
Un aspetto affascinante è che molti cani non si limitano a riconoscere lo stato emotivo umano, ma reagiscono ad esso.

In alcuni esperimenti, quando il familiare umano è triste e finge di piangere, i cani tendono ad avvicinarsi e a cercare il contatto più rapidamente rispetto a quando la persona parla normalmente.

Questo comportamento viene spesso interpretato come una forma di risposta empatica o di contagio emotivo (Custance & Mayer, 2012).

Naturalmente non sappiamo se il cane comprenda la tristezza nel senso umano del termine. Tuttavia ciò che sappiamo con certezza è che è capace di riconoscere il segnale emotivo e adatta il proprio comportamento di conseguenza.

𝙋𝙚𝙧𝙘𝙝𝙚́ 𝙖 𝙫𝙤𝙡𝙩𝙚 𝙨𝙚𝙢𝙗𝙧𝙖𝙣𝙤 𝙘𝙖𝙥𝙞𝙧𝙘𝙞 𝙢𝙚𝙜𝙡𝙞𝙤 𝙙𝙚𝙜𝙡𝙞 𝙚𝙨𝙨𝙚𝙧𝙞 𝙪𝙢𝙖𝙣𝙞
Può sembrare paradossale, ma i cani talvolta colgono il nostro stato emotivo più rapidamente delle persone che ci stanno accanto.

Noi esseri umani interpretiamo le emozioni altrui attraverso parole, aspettative sociali e interpretazioni culturali e personali. Il cane invece osserva e riconosce direttamente i segnali biologici: il tono della nostra voce, le espressioni del volto, la nostra postura e l’odore corporeo che emaniamo.

Probabilmente è soprattutto per queste ragioni che chi vive con un cane ha spesso la sensazione che lui sappia come stiamo prima ancora che i nostri familiari umani se ne accorgano.

Attilio Miconi

𝘽𝙞𝙗𝙡𝙞𝙤𝙜𝙧𝙖𝙛𝙞𝙖 𝙚𝙨𝙨𝙚𝙣𝙯𝙞𝙖𝙡𝙚
Albuquerque, N., Guo, K., Wilkinson, A., Savalli, C., Otta, E., & Mills, D. (2016). Dogs recognize emotional expressions of human faces. Biology Letters, 12.
Andics, A., Gácsi, M., Faragó, T., Kis, A., & Miklósi, Á. (2016). Neural mechanisms for lexical processing in dogs. Science, 353.
Custance, D., & Mayer, J. (2012). Empathic-like responding by domestic dogs (Canis familiaris). Animal Cognition, 15.
Miklósi, Á. (2015). Dog Behaviour, Evolution, and Cognition. Oxford University Press.
Parr-Cortes, Z., Müller, C., Talas, L., Mendl, M., Guest, C., & Rooney, N. (2024). The odour of an unfamiliar stressed or relaxed person affects dogs’ responses to a cognitive bias test. Scientific Reports, 14.
Wilson, C., Campbell, K., Petzel, Z., & Reeve, C. (2022). Dogs can discriminate between human baseline and psychological stress condition odours. PLOS ONE, 17(9): e0274143.

Buon anno 🥂✨🌟
31/12/2025

Buon anno 🥂✨🌟

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