04/02/2026
È importante denunciare, segnalare e anche semplicemente raccontare episodi di mala sanità; ciononostante, è altrettanto importante valorizzare le testimonianze che descrivono le eccellenze presenti nel nostro sistema sanitario, che fortunatamente esistono e di cui dobbiamo essere orgogliosi e tenercele strette...
Ancora una testimonianza proveniente dalla corsia della Chirurgia generale dell’ospedale Camberlingo di Francavilla Fontana: dal direttore Giovanni Bellanova, ai medici, agli infermieri e agli oss, tutti hanno lasciato un segno positivo e tangibile su una paziente ricoverata e operata nel mese di gennaio.
Il mio non è un semplice ringraziamento, sarebbe davvero riduttivo dire grazie, girare i tacchi e tornare a casa.
Io ho visto la Sanità che funziona nonostante tutto, nonostante la carenza di personale, nonostante la condizione più o meno grave dei pazienti, nonostante i letti non proprio comodi come quello di casa: nonostante tutto!
Sono stata “ospite” del reparto di Chirurgia generale dell’ospedale Camberlingo di Francavilla Fontana dal 7 al 14 gennaio.
Ho subìto un intervento chirurgico alla parete addominale e la rimozione di un’ernia ombelicale e di una inguinale.
Il direttore, Giovanni Bellanova, è una persona estremamente garbata e infonde totale sicurezza. Ricordo il suo modo di salutarmi prima che mi addormentassi in sala operatoria (ero proprio in buone mani).
Quello che proverò a spiegare ora è invece il ruolo di infermieri e oss: non credo di aver la proprietà di linguaggio adatta a descrivere bene l’essenzialità del loro ruolo, ma ci proverò.
Corrono avanti e indietro, sopra e sotto, ascoltano, chiedono, risolvono. Mai potrò dimenticare l’oss Francesco e la sua simpatia, appena mi sono svegliata dall’anestesia: mentre mi riportavano in camera, mi canticchiava le canzoni di Annalisa senza sapere assolutamente che così facendo mi collegava emotivamente a mia figlia che mi attendeva a casa con tutte le paure che una bimba di quell’età può provare.
Nel corso dei giorni, lunghi e caratterizzati da insonnia e dolore, ho imparato i nomi di alcuni infermieri e uno in particolare lo porterò sempre nel mio cuore: Andrea.
Andrea ha una piuma tra le mani, è educato, a modo e rassicurante. Grazie Andrea per ogni singola parola che mi hai rivolto, è stato un onore conoscerti.
Un pensiero alla dottoressa Paola Palazzo, autoritaria e materna al contempo, che professionista!
Ma la figura che non posso assolutamente tralasciare è quella del dottor Salvatore Pungente: mamma mia che persona geniale!
L’ho visto preoccuparsi per i pazienti nemmeno fossero i suoi figli, un lieve miglioramento in una situazione critica gli faceva illuminare gli occhi.
È un uomo brillante, continuamente in divenire, mi sembra uno di quelli che insegue sempre qualcosa per renderla poi alla portata di tutti. Non so come spiegarlo perché conoscerlo è stata una sensazione unica.
Grazie, grazie infinitamente per ogni secondo che avete dedicato alla mia salute affinché io potessi tornare quanto prima dalle mie bambine.
Omnia munda mundis.