29/04/2026
In Egitto ci sono una mamma ed una bambina Italiane terrorizzate, chiuse a chiave in una stanza nascosta, in un posto sperduto ai margini del deserto.
Lei si chiama Nessy. Nessy Guerra. Ha 26 anni e se prova a mettere il naso fuori la polizia Egiziana spedisce lei in galera e sua figlia, Aisha, beh...
Aisha farà una fine ancora peggiore, se possibile. Aisha tornerà dal padre.
Perché Nessy ha compiuto un crimine orribile. Un delitto tremendo in Egitto. Nessy si è macchiata di uno dei peggiori reati che una donna possa commettere.
Nessy è stata condannata per ADULTERIO.
In Italia l'adulterio non è più reato dal 1968. Lo abolì la Corte Costituzionale, perché il corpo di una donna non è proprietà del marito. Lo capimmo CINQUANTOTTO fottuti anni fa.
Ma in Egitto no. Ma ti pare? Mica come quei decadenti stati Europei. Molli. Dissoluti. Immorali.
Nessy probabilmente lo sapeva quando si era trasferita al Cairo con il marito italo-egiziano. Ma dio è amore. Dio è perdono. Ed in quei posti parlano così tanto di dio. E lei lo amava così tanto!
Forse più dei divieti.
Forse più degli schiaffi.
Solo che... Solo che...
Ma se lui ha il diritto di trattare così te oggi, e dice di amarti, DOMANI COME TRATTERANNO AISHA?
E così Nessy ha preso la sua bambina e ha fatto quello che ogni madre avrebbe fatto: ha cercato di salvarsi.
E non ce l'ha fatta.
Perché quando è scappata lui non l'ha rincorsa. Non ha alzato le mani. Ha fatto una cosa molto più intelligente: ha alzato il telefono. Ha denunciato: "Signor Giudice, quella donna mi ha tradito".
Ha comprato dei testimoni che giurassero di averci s*pato. Basta questo. Lì funziona così. E ha aspettato che il codice penale egiziano facesse quello che i suoi pugni non potevano più fare: darle la caccia!
Quest'uomo in Italia era già stato condannato. Per violenza. Per stalking. Ma lì non conta. Lì non è il compagno, no. Lì è il fottuto marito. Lì è l'uomo. Lì, lui è quello che comanda.
NON DOBBIAMO LASCIARLA SOLA.
NON POSSIAMO LASCIARLA SOLA.
Non possiamo salvare tutte le donne che subiscono abusi ed ingiustizie. MA LEI DOBBIAMO SALVARLA.
Non perché sia Italiana. Non solo.
Ma perché ABBIAMO IL POTERE DI FARLO.
E non aspettatevi che lo faccia la politica per buon cuore. La politica non si muove per empatia.
I governi prendono decisioni scomode solo quando l'attenzione mediatica diventa uno tsunami. Se tu non ne parli, se noi non la rendiamo virale, Nessy è solo un fascicolo sbiadito su una scrivania ministeriale.
Ma se milioni di schermi si accendono su di lei, Nessy diventa improvvisamente l'unica priorità di chi comanda!
Perché noi con l'Egitto facciamo affari d'oro. Solo recentemente il nostro Paese ha abilitato investimenti italiani per 10 miliardi di euro laggiù. Gli compriamo il gas, partecipiamo alle loro grandi infrastrutture, siamo un partner commerciale gigantesco.
Abbiamo le fottute leve economiche per alzare il telefono e dire al Cairo: "O stracciate quella sentenza e fate salire madre e figlia su un aereo domattina, o i nostri soldi si fermano".
Ma per costringere lo Stato a usare quel ricatto economico, serve un ricatto mediatico qui.
Serve che un intero Paese si metta a urlare. L'Italia intera, io e te, dobbiamo fare da scudo a quella stanza sperduta. Condividere, parlarne, non far spegnere il fuoco.
Abbiamo il potere di tirarle fuori da lì.
Ma se scegliamo il silenzio, qualcuno abbatterà quella porta.
E a entrare non sarà la giustizia.