15/05/2026
Come avete visto dalle nostre storie, ieri abbiamo accolto due gechi leopardini in gravi condizioni, che domani verranno sottoposte a visita veterinaria e ai relativi esami, anche per escludere la presenza di criptosporidiosi.
Non è la prima volta che ci troviamo a gestire recuperi di questo tipo, ma è fondamentale chiarire che esistono diverse procedure a seconda della provenienza degli animali.
Quando un animale viene trovato abbandonato, il recupero e le cure sono interamente a nostro carico. Come associazione copriamo i costi e ci occupiamo di ricollocare l’animale, lo facciamo volentieri e con passione.
Quando è invece il proprietario a contattarci, chiediamo che l’animale venga sottoposto almeno alla visita veterinaria, in modo da avere una diagnosi chiara ed indicazioni precise che ci permettano di valutare la fattibilità del recupero, e talvolta un contributo per le spese veterinarie successive.
Lo facciamo principalmente per responsabilizzare i proprietari ed evitare che le persone pensino di potersi liberare degli animali a cuor leggero.
I gechini accolti ieri hanno purtroppo una storia diversa. Una persona ha dichiarato di averli “salvati” da una situazione di maltrattamento, non avendo però la minima intenzione farsi carico delle conseguenze delle proprie azioni. Dopo averle acquisite da una persona terza, ammesso che sia la verità, ha subito deciso di “scaricarli” alla nostra associazione.
Alla richiesta di una visita veterinaria preventiva all’affido, il “salvatore” ha risposto di non avere soldi e che, se non li avessimo presi, sarebbero stati “messi in freezer” per sopprimerli.
Abbiamo discusso a lungo su cosa fare, perché chiamiamolo con il suo nome: questo era un ricatto bello e buono.
Per il bene degli animali, abbiamo deciso di procedere con il recupero ma non è superfluo sottolineare la gravità di quanto accaduto. Stiamo consultando il nostro legale per valutare se vi siano i presupposti per procedere nei confronti del soggetto coinvolto.
Possiamo comprendere le difficoltà personali e spesso andiamo incontro a chi non è più in grado di prendersi cura del proprio animale. Tuttavia, davanti alle minacce di abbandono o soppressione, non possiamo né dobbiamo mostrare alcun tipo di tolleranza.
Questo non è uno sfogo, ma una necessaria presa di posizione: chi decide di intervenire per salvare un animale ne assume anche la piena responsabilità, dall’inizio alla fine. In caso contrario, la strada corretta è contattare PRIMA l’associazione, affinché sia questa a coordinare il recupero in modo adeguato e sicuro.