02/09/2025
Eccolo un altro che se ne va…
Nel profumato mattino
O in una tarda sera
Come tante…
Eccone un altro ancora…
Se ne è andato uno e una,
Un’altra ancora…
Se ne sono andati dei piccolini,
Qualche grande, molti vecchi…
Ci sono i sostituti che sono nati,
Qualcuno si è ammalato,
Qualcuno non si è arreso,
Altri sono scappati con la testa,
Altri sono tornati in sorta di asili
Ad aspettare…
Qualcuno si è dato una calmata,
Altri stanno lì sempre a ragionare,
Pochi riflettono, molti son vampiri,
Altri son veloci, pochi rallentano…
Poi chi si dà alla macchia
Chi alla pazza gioia,
Chi si concentra
Su lavoro
E burocrazia,
Chi si concentra a salvare il mondo,
Chi legge i giornali
E un libro a settimana,
Chi è esclusivo nel suo esser inclusivo,
Chi ha un circolo privato,
Chi lascia spazio
Solo alla rabbia…
E poi eccone altri che se ne vanno…
Tutti i traguardi entrano negli annali,
Le foto si fanno vecchie e sbriciolate,
I suoni si fanno silenti e digitali…
Anche i palazzi si spostano
E le montagne restano ferme,
Gli echi del passato
Restano nomi di vie,
Una vecchia canzone
Richiama vecchie feste
E cieli e lune ancora uguali…
Mentre in formicai di mattone
Altri se ne vanno, il telegiornale resta,
Natale è alle porte, un altro anno arriva,
Il ghiaccio la mattina, il grigio, una bolletta…
Si respirano nuovi orizzonti economici,
Qualcuno corre dietro l’inflazione,
La più piccola delle emozioni
È uccisa dal veleno delle opinioni,
Il giorno è asettico
Le notti un virus
Autoimmune…
Il dolore non ha certificato,
L’indifferenza ti fa l’autografo…
Eccone a lasciare il posto,
A lasciare case, ricordi
E nessun sogno…
I sogni sono anestetizzati
A monte…
Per questo e solo per questo
Esistono le poesie tristi e brutte,
Servono solo per non far andare
Così… senza uno spunto.