D.T. Fuerte

06/03/2026

Avevamo tutta la poesiaDavanti…Pensieri di anni incertiMa sognanti.Non è perdere laSperanza,Non il sonnoBensìIl sogno.È ...
03/03/2026

Avevamo tutta la poesia
Davanti…
Pensieri di anni incerti
Ma sognanti.
Non è perdere la
Speranza,
Non il sonno
Bensì
Il sogno.

È perdere i visi freschi,
Giovani e sorridenti
Di chi ti sta dintorno…
È perdere gli alberi,
L’odore dell’estate
E le lucciole.
Guardare una nuova
Puntata
Di stelle cadenti
Mentre il vino
E i pensieri decadenti
sono ancora lontani.

Sogno un rinfresco di amici
E vecchi buoni saggi,
Seggiole che scricchiolano
E mai depravati miraggi.
Autorità e fuga
Nei grandi verdi spazi
In un giorno che non finisce
Con tutto quello che ancora
Vi è da imparare.

Avevamo tutto da dare,
Abbiamo deciso di rinunciare..
Abbiamo chiuso noialtri
Dentro cassetti
Per riempire armadi
E svuotare dispense,
Abbiamo deciso
Di non decidere
Stando fermi
E distratti
Mentre scorre
Il piano divino
Nelle corse
Del mattino.

Avevamo orecchie
Per sentire,
Le abbiamo messe
A disposizione
Di notizie
E propaganda..
Gli occhi tristi
Guardano
Cose senza senso,
La meraviglia
È fuggita
E siamo rimasti
Cani rabbiosi
Dentro un recinto.
I piedi scappano via
Su un nastro
Che ci tiene fermi
Ma in forma.

Avevamo sentimenti
E sostegno
per il prossimo,
Dignità
E astio contro
Le furbizie,
Serenità.
Credevamo
Nei pianti liberatori
E si provava sdegno
Per chi insegnava
Nei comizi.

Del resto avevamo
Il capitalismo
Dietro e davanti,
Il sapore dolce
Del consumismo.
Non si aveva sentore
D’essere probabilmente,
Un giorno o l’altro,
risucchiati Dentro
una statistica..
Una meccanica fredda
Che plasma lo spirito
Fino a scendere
Nel manipolo
Di compratori folli
D’uno spicchio
Di futuro roboante
E nichilista.

21/11/2025

Pareva una pozzanghera il pensiero…
Invece c’era sotto un oceano,
C’era l’amore e l’odio…
Non c’era nessuna soluzione
E non era stilisticamente
Perfetto…
C’era l’arte di trascinarsi,
Un pizzico di qualunquismo
E le foglie bagnate
Dalla guazza del mattino…

Era un bel pensiero,
Che si innalzava
Sopra le montagne
E toccava un po’ di cielo
Per poi ricadere
Con uno schianto inaudito
Al suolo…
Non era affatto romantico
Ne’ autoreferenziale,
Parlava di vita e morte
Con delicata noncuranza
Delle leggi del signore…
Non partiva da Dante o Virgilio,
Non voleva arrivare
Alla nuova cultura artificiale…
Erano così questioni terrene
Condite di pagana spiritualità,
Quelle cose che agli Dei
Non importano affatto…

Quando c’era il pensiero
(Era tuttavia una pozzanghera
Che tutti evitavano)
Non ci volevamo certamente
Sporcare i pantaloni,
Bagnare i piedi,
Stuzzicare Gli angoli
Più remoti Dell’essere.

19/11/2025

C’è questa possibilità…
Di sentire l’odore della primavera,
Vedere i colori dell’autunno,
Di innamorarsi
O arrabbiarsi col bicchiere in mano,
Di scrivere una poesia,
Di suonare il piano…
C’è possibilità di ridere
Ed aggiungere un pizzico
Di leggerezza
Sotto ogni scoglio,
Di gridare contro
Ogni destino
Fino a sentirsi
Un attimo
Vivi..

In questo presente,
Come in ogni passato
E come forse in futuro,
Tutto ciò,
Vuole essere annullato…
Quotidiani burocrati,
Telescriventi stressate,
Parure di paure,
Addestratori di zoo umani,
Poeti bravi, strutture
Di partito e me medesimo:
Non mi avrete mai!!!!!!!!

    farsi… una vita (2016)
30/09/2025

farsi… una vita (2016)

10/09/2025



C’era una volta una mosca
Che si mise in testa
Di aprirsi ad un nuovo business:
Vendere moschicida e trappole
E bombette, destinate ad altre mosche
Per far fuori altre mosche.
Non è incredibile che
Per una manciata di denaro
Abbia venduto cose così spaventose
Contro i suoi simili?

02/09/2025

Eccolo un altro che se ne va…
Nel profumato mattino
O in una tarda sera
Come tante…
Eccone un altro ancora…
Se ne è andato uno e una,
Un’altra ancora…
Se ne sono andati dei piccolini,
Qualche grande, molti vecchi…
Ci sono i sostituti che sono nati,
Qualcuno si è ammalato,
Qualcuno non si è arreso,
Altri sono scappati con la testa,
Altri sono tornati in sorta di asili
Ad aspettare…
Qualcuno si è dato una calmata,
Altri stanno lì sempre a ragionare,
Pochi riflettono, molti son vampiri,
Altri son veloci, pochi rallentano…
Poi chi si dà alla macchia
Chi alla pazza gioia,
Chi si concentra
Su lavoro
E burocrazia,
Chi si concentra a salvare il mondo,
Chi legge i giornali
E un libro a settimana,
Chi è esclusivo nel suo esser inclusivo,
Chi ha un circolo privato,
Chi lascia spazio
Solo alla rabbia…

E poi eccone altri che se ne vanno…
Tutti i traguardi entrano negli annali,
Le foto si fanno vecchie e sbriciolate,
I suoni si fanno silenti e digitali…
Anche i palazzi si spostano
E le montagne restano ferme,
Gli echi del passato
Restano nomi di vie,
Una vecchia canzone
Richiama vecchie feste
E cieli e lune ancora uguali…
Mentre in formicai di mattone
Altri se ne vanno, il telegiornale resta,
Natale è alle porte, un altro anno arriva,
Il ghiaccio la mattina, il grigio, una bolletta…
Si respirano nuovi orizzonti economici,
Qualcuno corre dietro l’inflazione,
La più piccola delle emozioni
È uccisa dal veleno delle opinioni,
Il giorno è asettico
Le notti un virus
Autoimmune…
Il dolore non ha certificato,
L’indifferenza ti fa l’autografo…

Eccone a lasciare il posto,
A lasciare case, ricordi
E nessun sogno…
I sogni sono anestetizzati
A monte…
Per questo e solo per questo
Esistono le poesie tristi e brutte,
Servono solo per non far andare
Così… senza uno spunto.

Indirizzo

Prato

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