12/06/2020
LE RAGADI EQUINE
Dette anche “febbre da fango” (mud fever), le ragadi sono un’infiammazione cutanea di natura batterica.
Si manifestano principalmente a livello del pastorale, nella cosiddetta plica, e dei glomi, ma possono anche raggiungere il nodello e talvolta superarlo.
A favorire la comparsa di questa malattia, spesso scambiata per dermatite nelle sue fasi iniziali, è soprattutto l’umidità che si crea e staziona nella zona a causa della lunghezza del pelo delle balze; infatti tutte le razze che presentano questa caratteristica (non solo Shire e Clydesdale, ma anche Gipsy Vanner, Frisoni, Olandesi da Tiro, Ardennesi, ecc...) ne sono soggette più delle altre.
Altre ragioni che possono favorire la proliferazione di questi batteri si possono identificare nella scarsa pulizia dell’animale sia per deformazione caratteriale, alcuni soggetti hanno un talento particolare nel trovare il punto più fangoso del paddock e rotolarcisi, sia per il clima, cioè nei mesi più piovosi dell’anno che non permettono una corretta e veloce asciugatura del pelo. Qualora non si riscontri nessun miglioramento eliminando le cause precedentemente elencate, è possibile, ma non altrettanto frequente, che l’origine sia di tipo alimentare: una dieta ricca di proteine non necessarie potrebbe favorire l’insorgenza delle ragadi.
Le manifestazioni cutanee vanno dalla semplice forfora con un diradamento lieve del pelo a vere e proprie piaghe e lacerazioni pruriginose che, se non trattate a dovere, facilitano la penetrazione di germi e batteri all’interno del corpo.
I nostri consigli pertanto sono questi:
- curare la pulizia e limitare l’umidità degli ambienti in cui il cavallo vive e specialmente del ricovero, della capannina o del box in cui si ripara e/o passa la maggior parte del tempo;
- se la malattia non è in uno stadio avanzato, cioè finchè la grandezza delle piaghe non supera un pollice (2,5cm circa), molti allevatori sconsigliano di tosare completamente le balze poiché così facendo si andrebbe a togliere una protezione essenziale alla pelle già lesionata;
- è possibile accorciare il pelo per comodità nel lavaggio e per velocizzarne l’asciugatura, ma in linea generale è preferibile farlo a forbice per lasciarne almeno 3/4 cm;
- è essenziale lavare la zona (meglio dal ginocchio o dal garretto in giù) con un sapone neutro, ve ne sono molti in commercio e anche quelli “umani” (per esempio il sapone di Marsiglia) vanno bene purché non contengano tensioattivi troppo aggressivi ;
- il lavaggio va effettuato quotidianamente o al massimo a giorni alterni avendo cura che il pelo si asciughi il più velocemente possibile;
- a meno che le piaghe non siano infette, è scoraggiato l’uso di pomate antibiotiche e cortisoniche poiché, se non necessarie, rischiano di sviluppare nei batteri la resistenza ai principi attivi;
- una volta che le zampe sono completamente asciutte cospargere le piaghe cn una mistura di olio minerale e zolfo (Pig Oil, Shapley’s M-T-G, ecc...) oppure con unguenti dedicati (Ragadin, Hypermix, ecc...) massaggiando la cute per qualche minuto in modo da favorirne l’assorbimento.
Rimaniamo a vostra disposizione per qualsiasi ulteriore dubbio, ma vi invitiamo a consultare anche il vostro veterinario di fiducia qualora il vostro caso non rientri in quelli descritti.