20/05/2026
"Fate un applauso a questo cane.
È arrivato al Condominio con il terrore di uscire dal suo box.
In 10 anni non aveva mai visto il mondo, Lui, in realtà, non ha neanche idea di cosa sia il mondo, ma ne ha paura, a prescindere.
Sono quelli che vengono definiti cani deprivati.
Quasi nessuno li adotta, vivono in silenzio dentro i box, 4 muri H24 , nessuna interazione, fantasmi che tremano ad ogni rumore. Non sembrano cani perché in realtà non hanno neanche mai avuto la possibilità di esserlo o di diventarlo.
Siamo arrivati ad attraversare la strada.
5 mesi, pochissimi metri.
Una dichiarazione di fiducia preziosa che conserviamo tra i motivi che ci danno la forza di proseguire."
Questo post l'abbiamo pubblicato il 5 Novembre del 2023. Oggi lo abbiamo riletto perché esprime al meglio quello che stiamo provando.
Mister l'abbiamo portato via da un canile in braccio, non si muoveva. Ci era stato segnalato perché " le sue zampe erano paralizzate". Senza nemmeno arrivare al rifugio l'avevamo fatto immediatamente visitare e saltò fuori che le sue zampe funzionavano eccome.
Ad essere paralizzata in realtà era la sua mente e per noi fu chiaro fin da subito che non avevamo le competenze per lavorare su di Lui. Nonostante avessimo già ospitato altri cani non abituati al tocco o particolarmente timidi, avevamo bisogno di aiuto.
E l'abbiamo trovato in una persona che i cani li conosce nel profondo. Ci teniamo a nominarlo pubblicamente perché ciò che è avvenuto nei mesi a seguire è merito suo. Marco ci ha guidate e insegnato a dilatare i tempi, gli spazi, a non avere aspettative, a stare un passo indietro. A dimostrare ad un cane che ci siamo senza necessariamente ricercare un contatto fisico.
Salviamo i cani e ci aspettiamo subito da loro questa benedetta "riconoscenza".
Entriamo nei canili nella convinzione che uno di loro ci sceglierà.
Mister ha vissuto tutta la sua vita in canile.
Era uno di quei tantissimi cani invisibili che non guardi e non scegli. Lui non ci/vi avrebbe mai scelto perché semplicemente non ne aveva il coraggio.
Da noi ha vissuto libero di fare quello che sentiva. Ha trovato in Cesare un punto di riferimento e ci faceva sorridere che, nonostante avessero vissuto nello stesso canile senza mai conoscersi, al Condominio sembrassero 2 coinquilini collaudati.
A noi questo cane ha insegnato tantissimo, ha affinato i nostri sensi, li ha amplificati e no, non è vero che i cani sono tutti uguali.
E ci sono cani che andando via lasciano più di altri. Mister in noi ha lasciato un esperienza di crescita personale enorme e di questo lo ringrazieremo per sempre. Inconsapevolmente ha reso ancora più visibile il nostro obiettivo: aiutare i cani con consapevolezza, non cercare i grandi numeri, ma fare poco ma bene.
Anche Lui è andato via in un battito, un uscita di scena improvvisa e veloce.
Chi vive intorno a noi ci rimprovera di non riuscire dopo tanti anni a non crollare ogni volta. Noi invece pensiamo che quando la morte di un nostro cane non ci farà male in modo così intenso, sarà il segno che è arrivato il momento di smettere di aiutarli.