Veterinario comportamentalista Giovanelli

Veterinario comportamentalista Giovanelli Visite comportamentali a domicilio a cani e gatti con approccio cognitivo relazionale in chiave P.N.E.I. Progetti IAA (Pet Therapy)
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L'IMPORTANZA DELL'ASCOLTO.Molto spesso vengo contattata dalle persone perché hanno bisogno di una figura professionale c...
12/06/2026

L'IMPORTANZA DELL'ASCOLTO.

Molto spesso vengo contattata dalle persone perché hanno bisogno di una figura professionale che osservi il loro cane o gatto nell'insieme e che le ascolti.

Purtroppo le persone molto spesso non si sentono ascoltate, soprattutto in ambito medico. Ciò accade in medicina umana e in medicina veterinaria.

Perché?

Non sono ascoltate per la fretta, per la mancanza di voglia , perché non tutti sono portati all'ascolto.

Le persone sono un tutt'uno con il loro animale rappresentano la sua voce. Ci possono spiegare come si sente, cosa ha di diverso.
Chi può meglio di loro comprendere e notare un cambiamento?

Le mie visite comportamentali sono lunghe, durano due ore. Mi prendo tutto il tempo necessario per sviscerare ogni aspetto e dedico quel tempo soprattutto all'ascolto.
Non guardo l'orologio e il tempo vola.

Le persone hanno bisogno di essere ascoltate e guardate negli occhi. Hanno bisogno di non sentirsi giudicate.

Condividiamo emozioni, percorsi, successi, ricadute, traguardi.

E lo facciamo insieme, perché nel momento in cui prendo in carico una famiglia , faccio parte anch'io di quel sistema.

Per cui ricordiamoci dell'importanza dell'ascolto perché si parte sempre da quello per arrivare a capire l'essenza delle cose

Si sente spesso parlare della sindrome da privazione sensoriale.Cos è?Stasera non ve la spiego in modo tecnico e scienti...
04/06/2026

Si sente spesso parlare della sindrome da privazione sensoriale.

Cos è?

Stasera non ve la spiego in modo tecnico e scientifico, ma ve la spiego in modo emotivo.

Un cane con una sindrome da privazione sensoriale è innanzitutto un cane che ha paura, una paura estrema.

Quando entra per la prima volta in una casa è l'inizio di un incubo.

Prova una paura che gli toglie il respiro, gli toglie il sonno e gli toglie ogni certezza, quel briciolo di certezza che ha dentro di sé per sopravvivere.

È una paura che gli fa dubitare di se stesso e azzera tutto, qualsiasi altra emozione.

Anche gli esseri umani gli fanno paura, per cui se lo accarezzo gli faccio una violenza perché in quel momento vorrebbe essere in un posto molto lontano dalle mie carezze.

E se resta immobile non significa che apprezza le mie carezze, significa che ha talmente paura di me che si blocca, diventa una pietra e resiste. Se ha un minimo di coraggio morde per allontanarmi oppure se può scappa, più lontano possibile da me.

E se decido di condividere la vita con un cane con questa patologia comportamentale devo essere una persona paziente, molto empatica e soprattutto non devo avere fretta.

Devo avere il mio centro per poter aiutare un essere fragile, talmente fragile che sembra rompersi da un momento all'altro.

Se adotto un cane con questo tipo di paure devo essere in grado di rallentare, di capire profondamente chi ho di fronte a me e non devo forzarlo mai.

Devo rimanere in ascolto del suo silenzio.

E ricordarmi che l'ultima cosa che farò sarà di accarezzarlo, perché le mie carezze non gli servono, ma gli serve avere fiducia e contare su di me.

Per cui, prima di fare entrare un cane con una sindrome da privazione sensoriale in casa nostra, dobbiamo non solo spalancare la porta di casa, ma soprattutto spalancare il nostro cuore e camminare al ritmo lento di questo essere speciale che chiede solo calma, parole sussurrate e tempo, tempo per potersi fidare di noi.

Senza rumori eccessivi, senza nostre aspettative da umani antropocentrici
ma solo ascolto.

01/06/2026
SE IO FOSSI UN CANESe io fossi un cane non avrei voglia di fare Agility, Molbility, Mantrailing, corsi di nuoto solo per...
28/05/2026

SE IO FOSSI UN CANE

Se io fossi un cane non avrei voglia di fare Agility, Molbility, Mantrailing, corsi di nuoto solo perché tutti li fanno.

Se io fossi un cane non vorrei stare chiuso dentro un Kennel ma vorrei scegliermi il luogo dove riposare, perché anche se cercano di convincermi che sia la mia tana, in realtà è solo la mia prigione.

Se io fossi un cane non avrei voglia di andare nei parchi e fare amicizia con i cani e non avrei voglia quando sono al guinzaglio di andare ad interagire con tutti.

Se io fossi in cane non vorrei che tutti gli estranei che incontro per strada mi accarezzassero sulla testa perché anche se lo chiedono ai miei referenti umani non lo chiedono a me.

Se io fossi un cane non vorrei indossare un collare a strozzo, farmi strattonare e non poter annusare in terra.

Se io fossi un cane non vorrei fare i bisogni sulla traversina.

Se io fossi un cane non vorrei stare sempre in casa a dormire ed avere le mani addosso tutto il giorno di tutti i giorni.

Se io fossi un cane non vorrei essere sgridato senza capirne il perché.

Se io fossi un cane non vorrei essere messo nel carrello e portato a fare la spesa.

Se io fossi un cane non avrei voglia di giocare al riporto della pallina.

Se io fossi un cane non vorrei sempre fare il giro triste del quartiere o essere lasciato sempre in giardino da solo senza condividere la quotidianità con la mia famiglia.

Se io fossi un cane non avrei voglia di andare a fare shopping il sabato pomeriggio o stare sotto al tavolo durante un aperitivo.

Se io fossi un cane non vorrei stare otto ore in casa da solo.

Se io fossi un cane vorrei essere lasciato libero di esprimermi e di seguire il mio talento naturale.

Vorrei correre nei boschi, respirare il mare, chiudere gli occhi e farmi accarezzare dalla pioggia, rotolarmi nelle pozzanghere, giocare con chi mi va e con chi mi rispetta.

Vorrei avere il diritto alla noia quando lo ritengo necessario o fare le attività che piacciono a me.

Se io fossi un cane vorrei essere ascoltato.

22/05/2026

Due risate con gli amici gattofili 🤣
Sfido chi non ha mai vissuto una situazione analoga....
I gatti ci mettono a dura prova 😅

Le visite comportamentali ai cuccioli appena adottati sono quelle che preferisco.Una persona che mi telefona perché vuol...
21/05/2026

Le visite comportamentali ai cuccioli appena adottati sono quelle che preferisco.

Una persona che mi telefona perché vuole partire con il piede giusto, vuole creare le fondamenta per trasformare quel cucciolo in un adulto solido, equilibrato e soprattutto felice, mi riempie il cuore di gioia.

Leggo negli occhi di queste persone l'entusiasmo, la speranza, la voglia di costruire una relazione vera.

La maggior parte delle volte vengo contattata quando le situazioni sono diventate gravi, non avendo agito in modo precoce, oppure mi contattano subito perché un cucciolo ha una patologia grave legata allo sviluppo, mi riferisco soprattutto ai cani con deprivazione sensoriale o sindrome da iperattività -ipersensibilità.

Ma quando mi chiamano nel momento in cui non ci sono problemi, beh già mi trovo di fronte una persona consapevole, perché non vuole un cane obbediente, ma un cane sereno.

Per cui ringrazio queste persone perché si pongono l'obiettivo giusto in mezzo a questo mare di caos, di presunti professionisti che non rispettano i cani ma li preparano come soldati a entrare in battaglia contro loro stessi a combattere contro le loro emozioni più profonde silenziandole , perché devono rispondere a un modello di cani obbedienti e che non creino problemi agli essere umani.

E grazie a chi va oltre e vede le cose con i propri occhi e senso critico senza seguire come i pesci la corrente, ma rimboccandosi le maniche senza cercare scorciatoie nuotando controcorrente, che è sicuramente molto più faticoso.

Quando pensiamo al nostro cane cosa ci viene in mente?Ai suoi occhi che brillano, alla sua coda che ci scodinzola quando...
20/05/2026

Quando pensiamo al nostro cane cosa ci viene in mente?
Ai suoi occhi che brillano, alla sua coda che ci scodinzola quando ci vede arrivare in lontananza, ai salti di gioia alla parola: "Andiamo!".

Un cane ci insegna molto, è un vero e proprio maestro di vita: ci insegna a ridere senza un motivo, ad aprire la nostra mente a tutte quelle emozioni che avevamo seppellito a causa delle delusioni che la vita ci ha dato, a ritornare un po' bambini.
Ci apre dei canali diversi, ci fa vedere le cose da un altro punto di vista.

Un cane ci libera da tutte le sovrastrutture che ci siamo creati negli anni,ci rende leggeri, ci rende liberi, se solo imparassimo ad ascoltarlo veramente...

Proviamo a stare in silenzio e osservare il nostro cane...lui troverà la soluzione ai problemi, ci insegnerà cosa è davvero importante, qual'è la vera essenza delle cose.

Dopo una giornata terribile, usciamo con il nostro cane al mare, nei boschi, in montagna....giochiamo con lui...lasciamoci andare e immergiamoci nel suo mondo, facciamoci prendere per mano da lui e sarà come tornare bambini!

D'altronde lui non aspetta altro che uscire con noi...

Pensiamo alla passeggiata con il nostro cane non come a un obbligo, a una seccatura che ci tocca fare. Pensiamola come a un momento in cui stacchiamo dai pensieri, dal telefono. È una pausa che condividiamo respirando lentamente ed entrando in connessione con lui.

Grazie di cuore a queste splendide creature!
E...buona passeggiata!

Buonasera a tutti,parliamo di un argomento che molte persone non conoscono: il disturbo cognitivo del cane anziano. Inna...
18/05/2026

Buonasera a tutti,
parliamo di un argomento che molte persone non conoscono: il disturbo cognitivo del cane anziano.

Innanzitutto bisogna comprendere il significato di vecchiaia, per non creare fraintendimenti.
"La vecchiaia è l'età più avanzata della vita dell'uomo, nella quale si ha un progressivo decadimento e indebolimento dell'organismo" ( Diz. Treccani)
Se noi trasferiamo questo concetto al cane, dobbiamo pensare che la vecchiaia non è uno stato patologico, ma uno stato fisiologico. La vecchiaia non è una malattia.

Per cui possiamo vedere cani di 18 anni completamente lucidi fino alla fine, con qualche acciacco ma che sono perfettamente in grado di svolgere tutte le loro funzioni.

Un cane che ha un disturbo cognitivo corrisponde a una persona con la malattia di Alzheimer. Per cui un cane "confuso", non corrisponde a un sintomo della vecchiaia, ma è un sintomo del disturbo cognitivo.

E' importante sapere i sintomi per riconoscerla fin dal suo esordio: disturbi del sonno in cui il cane guaisce e fa percorsi stereotipati, disorientamento (il cane non sa dove si trova, si incastra negli angoli, si posiziona davanti alla porta nella parte sbagliata), eliminazione inappropriata (perde gli apprendimenti e ricomincia a sporcare come i cuccioli), aggressività improvvisa, mancanza di reazione agli stimoli esterni.

Inizialmente è sufficiente anche solo un sintomo per segnalarla e si può seguire una terapia comportamentale per rallentare la progressione della malattia. La terapia è cucita addosso a quel cane poiché è importante lasciargli il più possibile le sue autonomie e capire insieme come strutturare il percorso per sostenerlo e aiutarlo.

Molto spesso le persone non si rivolgono al veterinario esperto in comportamento perché pensano che non si possa fare niente per il loro cane. E sì sentono sole.

Invece lo si può aiutare e si può aiutare anche la famiglia in questo momento difficile. Molto spesso mi capita di accompagnare quel cane e la sua famiglia fino al loro ultimo giorno insieme.

Le persone che vivono questa patologia insieme al loro cane hanno bisogno di capire, di fare domande al professionista, mentre invece spesso si sentono giudicate perché non sentono ancora il momento per fare l'eutanasia.

Questa patologia mi sta particolarmente a cuore perché il mio cane Camillo ne era affetto e ho dovuto lottare insieme a lui fino al suo ultimo giorno di vita. Ed è per questo che avevo scelto questa patologia come argomento della mia tesi di master nel lontano 2010.

Concludo con una sua foto per ricordare un cane che mi ha insegnato tantissimo e mi ha fatto amare il mio lavoro...

Esiste una patologia molto complessa che si chiama iperestesia felina.Chi l'ha vista almeno una volta non la dimentica p...
15/05/2026

Esiste una patologia molto complessa che si chiama iperestesia felina.

Chi l'ha vista almeno una volta non la dimentica più.

Il gatto sembra colto da una crisi profonda e sembra impazzito.

C'è chi la scambia con dermatite da pulci, chi con una crisi epilettica.

Il gatto corre, ha scatti improvvisi, si guarda il fianco, ha il "Rolling skin" ossia un'onda che attraversa la schiena, ha spasmi muscolari, si attacca la coda come se fosse un essere autonomo e staccato dal suo corpo, può anche mostrare aggressività se qualcuno lo tocca in quel momento. A volte presenta tutti questi aspetti a volte solo uno.

Questo è un classico esempio di una patologia che coinvolge sia la cute, che il sistema nervoso, che la sfera psicologica.
È una patologia che va valutata in chiave P.N.E.I, ossia con un approccio olistico.

Il riconoscimento di questa patologia e il suo trattamento appartengono al medico veterinario esperto in comportamento.

La terapia è multimodale e piuttosto articolata poiché tocca più problematiche ed è fondamentale intervenire sull'ambiente in cui vive il gatto, sul suo livello di stress/frustrazione, sull'alimentazione, sulla riduzione della reattività cutanea e sul sistema nervoso.

L'ambiente in cui vive il gatto è un suo prolungamento, è un tutt'uno con la sua interiorità.

Il gatto è molto più sensibile di ciò che si pensi e questa patologia ne è la prova.

Durante le mie visite comportamentali ,che spesso mi vengono riferite da colleghi veterinari, frequentemente il mio ruol...
14/05/2026

Durante le mie visite comportamentali ,che spesso mi vengono riferite da colleghi veterinari, frequentemente il mio ruolo è quello di capire se una patologia è organica o comportamentale.

In realtà quasi mai i due ambiti hanno una linea di confine così netta.

Il corpo e la mente fanno parte di un unico sistema e le emozioni sono la porta di ingresso alla somatizzazione.

Anche la dermatite da leccamento nel cane che molto spesso è un sintomo dell'ansia, il più delle volte ha un innesco fisico.
Può scaturire da un fastidio a quella zampa, poi il cane inizia a leccarla e si accorge che quel comportamento lo gratifica e da lì lo mette in atto per calmarsi e per combattere la noia.

Da quel leccamento compulsivo ci può essere però alla base un microbiota intestinale alterato, una cute reattiva, quindi un asse intestino-cute-cervello in disequilibrio.

L'equilibrio fisico è il riflesso dell'equilibrio psicologico e viceversa.

Un sistema sempre in allerta è un sistema che funziona male, che è in modalità emergenza e sopravvivenza.

Il mio ruolo è quello di fare da ponte tra corpo ed emozioni.
È fondamentale un lavoro di equipe con i colleghi veterinari e un confronto tra di noi per coordinarci al meglio per aiutare quell'animale.

Indirizzo

La Spezia

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 15:00

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