Francesca Nicolini Educatore Cinofilo Ferrara

Francesca Nicolini Educatore Cinofilo Ferrara Educatrice cinofila diplomata presso Siua (Scuola Interazione Uomo Animale che si basa sull'approccio cognitivo zooantropologico).

Si eseguono prestazioni di:

Consulenza pre e post adozione

Dog sitting

Asilo diurno

Il cane di Picasso ❤
06/11/2020

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Rex🧡
18/09/2020

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Oggi solo io e te ❤
22/04/2020

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LUPI TRAVESTITI B.Gallicchio
20/04/2020

LUPI TRAVESTITI
B.Gallicchio

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25/02/2020

".... La maggior parte dei cani non viene utilizzata per cercare cimici o rilevare tumori: vive in ambienti olfattivi controllati dai proprietari, e non deve fare grossi sforzi con il naso, salvo trovare e ripulire il cibo che i bambini hanno fatto cadere dal seggiolone. Inoltre, nel particolare mondo delle abitazioni umane, gli odori della giornata che si accumulano sul parquet o sulla moquette sono regolarmente aspirati via e sfregati con sostanze fastidiose per un naso. Annusare le parti intime delle persone viene visto molto male e persino la furtiva leccata di un braccio o di una bocca è solo raramente tollerata.
Gli odori evocativi e decisi che durante la giornata i vestiti assorbono vengono misteriosamente rimossi, centrifugati e asciugati dentro grandi e rumorose macchine, da cui escono rimpiazzati da odori "freschi" che non richiamano alla mente niente di niente. E in alcuni giorni molto brutti i cani vengono portati nel posto dove gli umani urinano e defecano, infilati in una vasca scivolosa bagnati e profumati come deodoranti per automobili.
Poi però -evviva!- arriva il momento della passeggiata: lo scenario olfattivo cambia. Gli spazi aperti forniscono stimoli sul suolo e nell'aria, sulle cose che sono passate e su quelle che stanno passando. Ogni volta che la porta si apre si presenta un nuovo panorama, un panorama di ciò che è successo di recente, di ciò che sta accadendo e persino di un po' di ciò che capiterà lungo la strada.
I giri dei miei cani attorno all'isolato non sono fatti di punti di riferimento visivi, e non certo perché non hanno una vista sviluppata. Facciamo appena qualche passo sul marciapiede e, prima ancora di svoltare, il naso del cane sta già seguendo la scia delle correnti che passano sul marciapiede a un metro dal suolo e a volte ancora più su, raccolte da una sniffata puntata verso l'alto.
Mentre camminiamo, passiamo vicino alla cavità argillosa di una radice d'albero, la cui griglia di protezione in ferro è stata sporcata dai cani che sono passati durante il giorno; sentiamo alle emissioni di un gruppo di operai in strada, che si diffondono tra le auto in sosta; la porta di un garage dal rumore terrificante che ogni tanto si solleva ed erutta attività e flussi d'aria; il passaggio rumoroso di un gruppo di uccellini che volano dai palazzi ai rami bassi degli alberi, facendo cadere a terra le borre dal sedere e le bacche dalla bocca; l'angolo superiore di un edificio verso cui sale la brezza soffiando verso sud; la sensazione viscido-scivolosa dei gradini di marmo che bisogna fare più attenzione a scendere; la panchina su cui di notte dorme un uomo, pregna di tutto ciò che ha lasciato dietro di sé e dell'odore rancido e fetido dei suoi vestiti.

Quando mi sono resa conto di quanto fosse centrale per un cane in senso dell'olfatto, ho iniziato a programmare delle passeggiate alla ricerca di odori con entrambi i miei cani. Non le facciamo per divertirci. E non li tiro mai via da quel punto su cui si sono soffermati troppo a lungo; mi fa piacere, non mi preoccupa, il loro costante interesse per il posteriore degli altri cani. Non ci affrettiamo a svoltare l'angolo, a tornare a casa, ad andare in qualunque posto che non sia quello verso cui ci guidano i loro nasi. Non c'è un posto in cui dobbiamo andare per forza, né un orario da rispettare, per rendere appaganti queste passeggiate in cerca di odori. Al contrario, il giro è definito esattamente dal tempo e dalla quantità di cose che i miei cani riescono ad annusare. A volte comporta anche lunghi periodi di non-passeggiata, in cui infilare il naso nel terreno, o muovono le narici per cercare il cane che ha lasciato quel messaggio; a volte comporta semplicemente stare sdraiati con il naso nel vento..."
Una questione di naso
A. Horowitz

15/02/2020

Cani che russano ne abbiamo? ✅

13/02/2020
Nina❤Quanto ci speriamo 🙏
03/02/2020

Nina❤
Quanto ci speriamo 🙏

CERVINIA. L’olfatto di “Malice” ha sentito casa e brutto tempo. Ed è tornata prima della bufera che odorava di morte. Sette anni, razza Malinois, pastore belga. C***a addestrata per salvare i travolti da valanga, ubbidiente a Lucio Trucco, guida alpina del Cervino. Svanita per 16 giorni, fant...

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1975610425852417&id=229708573775953
04/01/2020

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1975610425852417&id=229708573775953

“Si dice "randagio" di animale, che vaga senza padrone o fuori da un branco; di persona, che va errando per il mondo senza meta e senza dimora.
I randagi (umani o animali che siano) sembrano avere come unica possibilità di vita la negazione violenta del loro essere attraverso la reclusione o l'addomesticamento.
Nel vagabondare senza padrone e fuori dal branco, non si vede normalmente un'espressione di libertà, ma il sintomo di un disagio o di un disordine. Per questo accalappiare e rinchiudere in canili i randagi o prelevare e internare in reparti psichiatrici i matti, non viene vissuto come una violenza e come una limitazione di libertà, ma semmai come una liberazione dal disagio.
E certamente togliere di mezzo i randagi umani e animali dalle strade, dalle famiglie e alla vista sociale, risponde ad un disagio. Non il loro, anche se è in loro nome che viene perpetrato ogni internamento, ma il nostro disagio che non ci permette di tollerarne e accettarne l'esistenza.”
G. Bucalo

02/01/2020

A caccia di fagiani 🐾

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