04/06/2026
CLAMOROSO! Caso Via Mosca-Via Forcella. Il Comune di Fasano attacca e denuncia la portavoce del comitato spontaneo: «Fa allarmismo». Aurora Scollo replica:
«Tentativo di intimidazione, ma parlano i fatti. L’inerzia di 8 mesi è scritta nelle loro stesse ordinanze».
FASANO – 3 GIUGNO 2026
Lo scontro sulla gestione del rudere pericolante di via Mosca (angolo via Forcella) si trasforma in un duro caso politico e giudiziario. Con una nota ufficiale del 3 giugno, il
Settore Urbanistica del Comune di Fasano ha attaccato direttamente la portavoce e promotrice del Comitato dei Residenti, Aurora Scollo, definendo le sue segnalazioni su «imminente pericolo di crollo» e «accertato rischio amianto» come dichiarazioni di «particolare gravità», «apodittiche» e idonee a generare un ingiustificato allarme pubblico, comunicando contestualmente di aver trasmesso la lettera alla Procura della Repubblica affinché i magistrati valutino la rilevanza penale delle affermazioni
della portavoce.
La risposta della portavoce del Comitato dei Residenti è immediata e sposta l'attenzione sulle responsabilità oggettive dell'Ente pubblico: «Siamo al capolavoro del paradosso istituzionale: un Ente pubblico che, non sapendo gestire una situazione di pericolo per otto mesi, tenta goffamente di incriminare la sintassi dei
cittadini che la denunciano.
Questo bizzarro tentativo di intimidazione istituzionale viene rispedito al mittente con un sorriso e con la massima fermezza del diritto: i solai strutturalmente compromessi e il pericolo attuale non sono mie invenzioni emotive, ma citazioni letterali estratte dai loro stessi atti. Se descrivere un rudere pericolante costituisce reato, il Comune ha denunciato se stesso. La verità cronologica è una sentenza che smaschera un'ipocrisia imbarazzante: firmano un atto il 1° ottobre 2025, poi cadono in un letargo burocratico che dura quasi otto mesi, scomparendo dal territorio. Si ridestano d'urgenza e adottano un nuovo provvedimento il 25 maggio solo perché colpiti dal panico per la nostra diffida del 22 maggio. Chi mina la serenità pubblica: il cittadino che esige la legalità o un'amministrazione che si attiva esclusivamente sotto shock da messa in mora? I fatti storici non si intimidiscono con i timbri dell'ufficio urbanistica.
Sostenere con finto rigore che manchino evidenze tecniche è un esercizio di cecità procedimentale politicamente desolante. Un ispettore della sanità pubblica (SISP) è sceso materialmente sul posto e ha verificato visivamente la presenza di un manufatto in eternit scoperto, lasciato marcire all'aria aperta a causa del tempo e dall'incuria.
Di fronte a questo scenario, il Principio di Precauzione non è un suggerimento negoziabile o un consiglio di buona condotta da interpretare a piacimento: è un dogma tassativo del diritto europeo che impone il blocco immediato del sito. Se ci sono fibre tossiche latenti pronte a disperdersi nell'aria del quartiere a ogni folata di
vento, la priorità assoluta è il confinamento d'urgenza. Trovo francamente inaccettabile che si tenti di delegare la salute respiratoria delle persone alla roulette russa della sorte, pretendendo che i residenti continuino a respirare polvere
nell'attesa dei comodi e dei tempi biblici della burocrazia. La sicurezza pubblica e la vita umana non si gestiscono sperando cinicamente nella buona sorte.
Costringere da otto mesi un intero quartiere alla gimkana quotidiana di un contromano forzato, creando una barriera fisica che blocca le linee di transito rapido per i Vigili del Fuoco
e per le autoambulanze del 118 in codice rosso, è una condotta irresponsabile che ignora l'ABC del diritto: l'ordinamento sanziona i reati di pericolo in sé, senza necessità di attendere lo scontro frontale o la tragedia per intervenire.
Sul piano patrimoniale, questo stallo ha generato una svalutazione reale degli immobili adiacenti fino al 25%, matematicamente dimostrata dai modelli econometrici.
Eppure, in questo deserto di idee amministrative, questo Comitato è stato l’unico soggetto profondamente propositivo, indicando all'Amministrazione una via d'uscita urbanistica lungimirante ed elegante: la cessione volontaria dell'area tramite perequazione con crediti edilizi. Un'operazione a costo zero per le casse pubbliche
che risolverebbe la viabilità del quartiere, restituirebbe decoro e azzererebbe ogni rischio finanziario. Se il Comune rifiuta persino i suggerimenti tecnici di buon senso per imboccare la strada dello scontro contro i propri cittadini, la responsabilità del
conseguente Danno Erariale davanti alla Corte dei Conti sarà interamente di chi ha preferito l'ostruzionismo alla soluzione».
Il Comitato dei Residenti garantisce la propria presenza al sopralluogo collegiale fissato dal Comune per venerdì 5 giugno alle ore 9:30, sede in cui pretenderà il controllo rigoroso e la verbalizzazione di ogni criticità edilizia, stradale e sanitaria.
Sotto video registrato ieri sera 3 giugno 2026 alle ore 21 circa, dove l'ambulanza non ha potuto raggiungere Via Mosca e si è fermata l'isolato prima.
Per fortuna non ci sono state conseguenze.
TELEFASO WebTv Francesco Zaccaria