08/01/2026
PROBLEMI COMPORTAMENTALI O DI GESTIONE? 🐺
Un cane tira al guinzaglio, non si lascia manipolare per essere curato o per una semplice spazzolata, fuori casa è agitato e si attiva su ogni stimolo, a volte aggressivamente altre con tentativi di fuga.
Questa breve descrizione può nascondere motivazioni e cause molto diverse. Prendiamo un soggetto adottato in un canile lager, che ha vissuto un'infanzia priva di stimolazioni esperienziali adeguate, non conosce l'ambiente urbano e non sa distinguere gli stimoli effettivamente pericolosi da quelli innocui, non è abituato al contatto con l'uomo e non conosce gli atteggiamenti e gli strumenti che usa, non comprende facilmente le sue intenzioni e non è portato naturalmente a fidarsi.
Le coccole non saranno apprezzate inizialmente, la passeggiata sarà motivo di stress acuto o addirittura di panico, il concetto di premio e di punizione somministrati da esseri umani non esistono nella sua testa, il guinzaglio, proposto come mezzo di conduzione in ambiente esterno acuirà lo stress o il panico. In questo caso siamo di fronte ad un problema comportamentale, il proprietario, anche se armato delle migliori intenzioni, non potrà avvalersi semplicemente del buon senso o delle classiche norme di buona educazione e gestione di un cane, sarà necessario un percorso di recupero per portare il cane alla condizione psicologica adeguata per poter essere poi educato e vivere serenamente nel suo nuovo contesto.
Facciamo l'esempio di un altro cane che apparentemente si comporta esattamente come il primo, ma è un cucciolone di 10 mesi nato in una cucciolata casalinga di meticci di grande taglia, ceduto ad una famiglia senza esperienza che lo sta crescendo come meglio crede. Ha del buon cibo, cresce forte e sano, viene liberato spesso anche se non torna al richiamo facilmente, fa dei danni ma gli viene perdonato perché è molto amato, quando tira al guinzaglio gli è stato consigliato di fermarsi,aspettare che si calmi e poi continuare, ma non si calma mai. E' un cane socievole e ben disposto, esuberante e gioioso ma non gli piace essere spazzolato e manipolato, in quel caso ringhia e il proprietario smette per non creare conflitto. In questo caso l'assetto psicologico del cane non è il problema, non ha una mancanza di esperienze che lo portano ad interpretare male atteggiamenti e situazioni, di fatto risponde coerentemente agli stimoli, anche quando ringhia, sta esprimendo la sua opinione e il proprietario interrompendo l'azione semplicemente, sta confermando il suo comportamento.
Questo è un di esempio problema di gestione, dovuto agli errori compiuti dalla famiglia. Per recuperare la situazione si deve insegnare ai proprietari come comunica il cane, i significati che attribuisce ai loro comportamenti e come rispondere correttamente per ottenere il ruolo di guida necessario al benessere del proprio cane.
Questi esempi molto banali servono per far uscire chiaramente la differenza fra due situazioni: da un lato c'è una difficoltà “a monte” dell'adozione, dall'altro “a valle”. Questa distinzione è fondamentale soprattutto per chi ha il compito di collocare un cane, perché se è presente un problema a monte non bisogna valutare solo le buone intenzioni o l'esperienza pregressa dell'adottante ma si deve capire se ci sono le condizioni per un percorso di recupero: se ci troviamo di fronte ad una perdona in grado di accettare un cane che per mesi non ti farà le feste, pulire le deiezioni in casa nonostante sia un cane adulto, seguire scrupolosamente le indicazioni del tecnico cinofilo anche quando possono confliggere con i propri obiettivi e aspettative.
Di fronte ad un problema di gestione invece il proprietario deve mettersi in discussione, rivedere la relazione che ha impostato, accettare i propri errori, guardare il proprio cane con occhi diversi, spesso il più grande ostacolo sono le resistenze psicologiche dovute all'idealizzazione che si è ormai strutturata, che non permette di vedere ciò che realmente è il cane e quel cane in particolare.
Esistono problemi comportamentali di origine genetica o psichiatrica come per gli esseri umani ed esistono gestioni sbagliate che si evolvono in problemi comportamentali soprattutto quando il cane viene abbandonato in canile perchè impossibile da gestire, avendo fatto ormai troppi danni.
Queste due situazioni si compenetrano a vicenda ed evolvono l'una nell'altra perché molti soggetti hanno caratteri e personalità che mettono a dura prova le persone soprattutto quando le aspettative sono irrealistiche, scaturite da film, racconti di amici o quando non ci si impegna per studiare bene una razza prima di acquistarla. Definire la situazione appena arriva il cane a casa è fondamentale, quando si adotta in un rifugio o canile è importante chiedere una valutazione da parte di un tecnico cinofilo di fiducia o presente nella struttura, per essere consapevoli dei problemi a monte ed evitare quelli a valle.