Attilio Miconi

Attilio Miconi Qui si cerca di parlare di cani con serenità. https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=DKhPdWd12Qo #!

Presidente Onorario FICSS
Esperto Cinofilo
Area Comportamentale (EsCAC) Certificato
Formatore dei Formatori

Pagina dedicata alla comprensione del mondo del cane attraverso osservazione, etologia e relazione.

Quanti denti ha il tuo cane?Qualcosa di leggero per iniziare le nostre vacanze estive ;-)Lo guardi dormire sul divano, t...
27/07/2026

Quanti denti ha il tuo cane?
Qualcosa di leggero per iniziare le nostre vacanze estive ;-)

Lo guardi dormire sul divano, ti accorgi quando ti chiede di uscire, lo osservi mentre ti convince che non mangia da almeno tre settimane nonostante abbia cenato da dieci minuti, lo conosci così bene da sapere che sta per chiederti qualcosa ancora prima che si alzi dalla cuccia.

Ma se ti chiedessi quanti denti ha?

Se stai provando a contarli mentre sbadiglia, o ad aprirgli la bocca per farlo, sappi che probabilmente non riuscirai a tenere il conto. :-)

Te lo spoilero io, ma non dirlo a tutti i tuoi familiari. Il cane adulto ha normalmente 42 denti, 20 sopra e 22 sotto.

Adesso chiedilo ai tuoi familiari, amici e conviventi che non hanno letto il post.

Fammi sapere nei commenti cosa ti rispondono.

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27/07/2026

𝗜𝗹 𝗰𝗮𝗻𝗲: 𝗱𝗮 𝗮𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗼 𝗱𝗮 𝗱𝗼𝗺𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲?

C’è una contraddizione nella relazione con il cane che mi fa riflettere e, al contempo, non mi fa trovare una spiegazione razionale e ragionevole.

Tutti noi che viviamo con un cane lo definiamo un compagno di vita, anche un membro della nostra famiglia. Lo amiamo fino a dirgli che è meglio di tante persone, ci preoccupiamo per lui quando non sta bene, condividiamo gli spazi comuni, le abitudini e pezzi importanti della nostra vita.

Ma quando le sue intenzioni divergono, anche se di poco, dalle nostre aspettative, a volte il linguaggio dell’umano cambia radicalmente quando parla di lui: non devi lasciargliela vinta, deve capire chi comanda, devi farti rispettare.

Qui nasce una domanda che vorrei condividere anche con tutti voi che leggete questo breve articolo: come può un essere vivente, nello stesso tempo, essere un compagno da amare e un competitor da dominare?

Vivere insieme al nostro cane significa coordinare continuamente le nostre intenzioni con le sue. A volte queste convergono: vogliamo andare nella stessa direzione, si fa fare tutto quello che ci viene in mente e così tutto sembra semplice. Altre volte, però, le nostre intenzioni divergono dalle sue: noi vorremmo proseguire in una direzione, lui fermarsi ad annusare; noi decidiamo di richiamarlo, ma lui preferisce restare dov’è.

Quando accadono questi momenti dovremmo vedere un individuo, il cane, con un’intenzione diversa dalla nostra, eppure a noi umani viene raccontato, o pensiamo, che ci stia sfidando. Il cane è lo stesso, cambia ciò che accade in noi, nei nostri modelli di stare in relazione con gli altri e nel significato che attribuiamo a un essere vivente che non risponde immediatamente alle nostre richieste.

Porre limiti, avere regole, assumersi responsabilità fa parte della vita insieme al cane, sono io il primo a non metterlo in discussione. Ma un limite può nascere dalla relazione profonda che costruisco con un cane, oppure dal bisogno di dimostrare chi ha l’ultima parola, forse quella che ci è stata negata in diversi momenti della vita e il cane sembra essere diventato la nostra rivincita, qualcuno da dominare, forse perché qualcuno ha dominato noi in certi momenti: educazione genitoriale e frustrazioni o sfruttamento lavorativo.

Ma il cane in tutto questo non c’entra niente e allora, quando sentiamo il bisogno di “non dargliela vinta”, potremmo domandarci:

cosa accade in me quando il cane vuole qualcosa di diverso da ciò che voglio io?

Perché appartenersi non significa volere sempre le stesse cose. Significa poter attraversare anche una divergenza senza trasformare chi amiamo in qualcuno da sconfiggere.

Attilio Miconi

26/07/2026
26/07/2026

𝗖𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗘𝗱𝘂𝗰𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗖𝗶𝗻𝗼𝗳𝗶𝗹𝗼 𝗰/𝗼 𝗢𝗻𝗱𝗮 𝗘𝗺𝗼𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗮𝘀𝗱
𝗜𝗻 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗮 𝗣𝗮𝗱𝗼𝘃𝗮 𝗱𝗶𝗰𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲

𝗥𝗶𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼

Ci sono domande che mi pongono e che penso meritino una risposta capace di andare oltre una semplice spiegazione, e mi piace anche condividerla in questa pagina.

«Perché, dopo tanti anni che ti dedichi alla formazione nell'ambito della riabilitazione del comportamento, hai deciso di proporre anche un corso educatori cinofili?»

La risposta è che oggi sento di avere davanti un nuovo capitolo da scrivere, questa volta insieme a mia figlia Sarah, a Laura e a Elena. Saremo accompagnati da professionisti di calibro nazionale e internazionale.

La strada che ho percorso nella cinofilia fino a oggi mi ha profondamente appagato. Al contrario di ciò che qualcuno potrebbe pensare, è proprio il percorso compiuto in questi anni ad avermi portato fin qui, a desiderare di percorrerne insieme ancora un pezzetto.

Ho attraversato stagioni importanti della cinofilia. Ho imparato a guardare il cane come individuo, poi come alterità, successivamente come convivente e infine, oggi, come familiare di altra specie. Ogni passaggio ha ampliato il mio sguardo e mi ha permesso di comprendere qualcosa in più della relazione che unisce esseri umani e cani.

Oggi, però, sento che la sfida sia ancora più ampia. Non riguarda più soltanto il cane e nemmeno soltanto il familiare umano. Riguarda la famiglia multispecie nel suo insieme.

Allora il Corso Educatori serve per imparare a osservare ciò che accade nello spazio relazionale che si crea tra tutti i suoi membri, comprendendo come emozioni, aspettative, vulnerabilità, risorse e desideri si intreccino continuamente nella vita quotidiana. Per questo ho sentito la necessità di ripartire da un percorso formativo che nascesse già con questa prospettiva. Non una correzione del passato, ma una sua naturale evoluzione.

Ripartire dalle fondamenta attraverso un Corso per Educatori Cinofili per formare futuri professionisti capaci di accogliere la complessità della relazione, senza ridurre il proprio intervento a tecniche, protocolli o procedure.

In questo cammino l'approccio interdisciplinare assume un ruolo centrale. Per la prima volta lo psicologo esce dall'aula come semplice ospite o docente occasionale ed entra stabilmente nel percorso formativo al nostro fianco.

Non per insegnarci a fare un altro mestiere, ma per aiutarci a comprendere meglio il nostro. Perché se da una parte abbiamo il compito di comprendere il cane, dall'altra abbiamo la responsabilità di accogliere i suoi familiari umani. E per poter accogliere davvero qualcuno è necessario, prima di tutto, conoscere noi stessi.

Chi lavora nelle relazioni porta inevitabilmente nel proprio lavoro la propria storia, le proprie sensibilità, le proprie fragilità e i propri punti di forza. Prendersi cura della qualità della propria presenza professionale non è un lusso né un dettaglio accessorio: è una responsabilità etica.

Per questo il nuovo percorso mette al centro anche il professionista. La sua capacità di stare nella relazione, di riconoscere ciò che accade dentro di sé, di utilizzare le proprie risorse e di continuare a crescere come persona, oltre che come tecnico.

Perché credo che il futuro della cinofilia non passi soltanto attraverso una maggiore conoscenza del cane, ma anche attraverso professionisti capaci di comprendere il sistema relazionale nel quale il cane vive.

Professionisti preparati ad accogliere una famiglia multispecie nella sua interezza, che sappiano prendersi cura della relazione senza dimenticare di prendersi cura anche di sé stessi.

È per questo che nasce questo nuovo corso.
Non per ricominciare da capo. Ma per andare un passo più avanti.

Attilio Miconi

𝗜𝗹 𝗰𝗮𝗻𝗲 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗲, 𝗻𝗼𝗻 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝗰𝗰𝗼 𝗱𝗮 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲 𝘃𝗮𝗰𝗮𝗻𝘇𝗲.Arrivano le vacanze e, insieme alle v...
25/07/2026

𝗜𝗹 𝗰𝗮𝗻𝗲 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗲, 𝗻𝗼𝗻 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝗰𝗰𝗼 𝗱𝗮 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮𝗿𝗲
𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲 𝘃𝗮𝗰𝗮𝗻𝘇𝗲.

Arrivano le vacanze e, insieme alle valigie, a volte emerge nei familiari umani una domanda: cosa facciamo con il cane?

Io spero sempre che i familiari umani pensino a organizzare delle vacanze adatte anche al cane che vive con loro, ma mi rendo conto che, a volte, le circostanze possono spingere gli umani ad affidare il cane a qualcuno.

Il punto non è stabilire quale delle due scelte sia quella giusta, anche se io preferisco immaginare delle vacanze adatte a tutta la mia famiglia compresi i non umani, ma ricordarci chi è quel cane dentro la nostra vita.

Essere parte di una famiglia multispecie significa appartenersi. Questo sentirsi parte dovrebbe valere anche quando si pensa di andare in vacanza, che dovrebbe quindi essere organizzata tenendo conto di chi vive con noi, delle sue caratteristiche, delle sue difficoltà, di ciò che può fargli piacere e di ciò che, invece, potrebbe metterlo in difficoltà.

Per questo motivo suggerisco che quando scegliamo di affidare il nostro cane a qualcuno, anche questa scelta dovrebbe essere un gesto di cura e attenzione che gli rivolgiamo.

Non basta trovare una persona o una struttura disponibile o la meno costosa.

Sarebbe importante conoscere prima a chi si sta per affidare il nostro cane, capire come sarà organizzata la sua permanenza, Fare una prova o anche più di una, per lasciargli il tempo di conoscere quel luogo e quelle persone, osservare come se la cava senza di noi e sincerarci se quella soluzione possa davvero garantirgli una buona qualità della permanenza in termini di ben-essere.

Perché ciò che a noi sembra un posto "bello", "sicuro" e "adeguato" non necessariamente è vissuto allo stesso modo dal nostro cane. Affidare il cane che vive con noi significa anche provare a guardare quella scelta dalla sua prospettiva e chiederci non soltanto dove posso lasciarlo? Ma soprattutto come starà lì mentre io non ci sarò?

C’è una bella differenza tra affidare un familiare pensando e valutando con attenzione la scelta, preparandolo a ciò che vivrà e sincerandoci del suo ben-essere, e trovare semplicemente un posto dove lasciarlo perché è scomodo portarlo con noi, magari scegliendo il luogo dove parcheggiarlo soprattutto perché economicamente conveniente.

Il cane non è qualcosa da collocare da qualche parte mentre noi viviamo la nostra vita. È qualcuno che di quella vita fa parte.
Anche quando, per qualche giorno, le nostre strade si separano, dobbiamo scegliere con cura chi si occuperà di lui.

𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗹’𝗮𝗽𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗻𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝘃𝗮 𝗶𝗻 𝘃𝗮𝗰𝗮𝗻𝘇𝗮.

Attilio Miconi

23/07/2026

C'è una storia che parte da lontano e prende forma nella reale collaborazione tra professionisti di mondi intrecciati: quello delle persone e quello dei cani.

Si chiama Approccio Relazionale alla Famiglia Multispecie 🌱

Al momento abbiamo diversi percorsi in partenza:

- Famiglie Multispecie: relazioni di appartenenza. Per chi è già professionista del mondo cinofilo.

- Corso Educatori Cinofili: sia per chi vuole entrare in questo mondo lavorativo, sia per chi vuole conoscere dal principio il nostro modello.

- Con-tatto: famiglie multispecie. Il nostro seminario di due giorni, teorico e pratico, itinerante per l'Italia. I prossimi saranno a Pordenone e a Roma.

Se vuoi conoscerci meglio e averci ospiti nel tuo centro cinofilo, contattaci 📍

23/07/2026

Un cane può cambiare il suo modo di comportarsi per molte ragioni.

Può farlo perché si sente finalmente compreso, perché ha trovato nella relazione un punto di riferimento, perché ha sviluppato nuove competenze, perché è diventato più sicuro nell'affrontare ciò che prima lo metteva in difficoltà.
𝙋𝙪𝙤̀ 𝙘𝙖𝙢𝙗𝙞𝙖𝙧𝙚 𝙥𝙚𝙧𝙘𝙝𝙚́ 𝙝𝙖 𝙩𝙧𝙤𝙫𝙖𝙩𝙤 𝙪𝙣𝙖 𝙨𝙩𝙧𝙖𝙙𝙖 𝙘𝙝𝙚 𝙜𝙡𝙞 𝙥𝙚𝙧𝙢𝙚𝙩𝙩𝙚 𝙙𝙞 𝙨𝙩𝙖𝙧𝙚 𝙢𝙚𝙜𝙡𝙞𝙤 𝙣𝙚𝙡 𝙢𝙤𝙣𝙙𝙤.

Oppure può smettere semplicemente di "comportarsi".
Può accadere che impari per timore a trattenersi, che eviti alcuni comportamenti per evitare delle conseguenze, che rinunci a esprimere una parte di sé o che scelga la strada che gli costa meno sofferenza e fatica emotiva.
𝙋𝙪𝙤̀ 𝙘𝙖𝙢𝙗𝙞𝙖𝙧𝙚 𝙥𝙚𝙧𝙘𝙝𝙚́ 𝙝𝙖 𝙥𝙖𝙪𝙧𝙖 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙘𝙤𝙣𝙨𝙚𝙜𝙪𝙚𝙣𝙯𝙚 𝙙𝙞 𝙨𝙩𝙖𝙧𝙚 𝙖𝙡 𝙢𝙤𝙣𝙙𝙤.

Osservando il comportamento dall'esterno potremmo vedere la stessa scena: il problema sembra risolto. Ma non è così, sono storie profondamente diverse che hanno portato il cane a quel cambiamento che auspicavamo.

Quando decidiamo di affidarci a un professionista, potrebbe essere utile portare con noi una domanda in più rispetto a: "voglio che mi aiuti a risolvere questa difficoltà?"

Potremmo integrare la nostra necessità con quella del cane e domandarci anche: "A quale esperienza sarà sottoposto il mio cane per ottenere il cambiamento che richiedo?"
Credo che una parte importante del senso etico della relazione familiari con un animale di altra specie nasca proprio qui, in questa seconda domanda.

Una domanda che ci ricorda che il cane che oggi vive accanto a noi, quello che non deve manifestare comportamenti che ci disturbano è lo stesso che un giorno abbiamo accolto nella nostra vita. Quello che abbiamo guardato con emozione, immaginando il cammino che avremmo condiviso noi insieme a lui.

In quel pensiero rivolto a lui vale la pena chiederci se le scelte che stiamo facendo oggi siano coerenti con quella promessa silenziosa di appartenenza che abbiamo costruito nel momento in cui è entrato a far parte della nostra famiglia.

Perché arriverà un giorno, inevitabilmente, in cui il nostro cane volerà oltre.
E quando quel giorno arriverà, ciò che resterà non sarà soltanto il ricordo dei comportamenti che siamo riusciti a modificare o eliminare.
Resterà soprattutto il ricordo di come abbiamo scelto di accompagnarlo lungo il tratto di strada percorso insieme. Perché il cambiamento che desideriamo non riguarda soltanto ciò che il cane farà domani.

Riguarda anche la relazione che stiamo costruendo oggi e che continuerà ad abitare i nostri ricordi e le nostre emozioni quando lui non sarà più al nostro fianco, perché si è spostato nel nostro cuore.

Attilio Miconi

21/07/2026

𝗙𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲 𝗠𝘂𝗹𝘁𝗶𝘀𝗽𝗲𝗰𝗶𝗲 – 𝗥𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗮𝗽𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗻𝗲𝗻𝘇𝗮
𝘋𝘪 𝘈𝘵𝘵𝘪𝘭𝘪𝘰 𝘦 𝘚𝘢𝘳𝘢𝘩 𝘔𝘪𝘤𝘰𝘯𝘪

Un passaggio importante all'interno della cinofilia.

L'approccio cognitivo-relazionale ha rappresentato uno dei cambiamenti più significativi degli ultimi decenni, contribuendo a spostare l'attenzione dal comportamento osservabile, al cane come soggetto portatore di emozioni, competenze, intenzionalità e capacità di scelta. Un percorso culturale e professionale mi ha visto essere uno dei suoi precursori, pionieri e principali promotori attraverso la formazione, la divulgazione e la costruzione di percorsi professionali dedicati agli educatori e agli istruttori cinofili e infine agli EsCAC.

Oggi quella stessa strada, intrapresa quindici anni fa prosegue il proprio cammino aprendosi a una riflessione ulteriore: 𝙡'𝙖𝙥𝙥𝙧𝙤𝙘𝙘𝙞𝙤 𝙧𝙚𝙡𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙖𝙡𝙚 𝙖𝙡𝙡𝙖 𝙛𝙖𝙢𝙞𝙜𝙡𝙞𝙖 𝙢𝙪𝙡𝙩𝙞𝙨𝙥𝙚𝙘𝙞𝙚.

Non si tratta di una rottura con il passato, ma di un'evoluzione naturale dello sguardo. Se l'approccio cognitivo-relazionale ha riportato al centro il cane come individuo, la prospettiva relazionale alla famiglia multispecie amplia l'attenzione verso le relazioni di appartenenza che legano il cane ai suoi familiari umani e ai contesti di vita che condivide con loro.

Nel lavoro quotidiano incontriamo sistemi relazionali complessi, non semplici comportamenti da osservare o modificare e nemmeno da interpretare e valutare. Ogni famiglia multispecie esprime una propria storia, un proprio equilibrio e una propria modalità di stare insieme. Il comportamento del cane può allora essere compreso come espressione di un'esperienza che prende forma all'interno di una rete di relazioni in continua evoluzione.

Il cane è parte di un sistema familiare dinamico. Le sue scelte, le sue difficoltà e le sue risorse si intrecciano con quelle dei familiari umani in un processo di reciproca influenza e appartenenza. Comprendere questa complessità permette di costruire interventi educativi e riabilitativi più consapevoli, rispettosi e aderenti alla realtà vissuta dalla famiglia.

In questa prospettiva anche il professionista assume una posizione differente. La competenza tecnica resta fondamentale, ma si affianca alla capacità di essere presente nei processi di cambiamento, di 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗿𝘂𝗼𝗹𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲, di mantenere stabilità, regolazione ed etica nell'incontro con le famiglie e con i loro cani.

𝗙𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲 𝗠𝘂𝗹𝘁𝗶𝘀𝗽𝗲𝗰𝗶𝗲 – 𝗥𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗮𝗽𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗻𝗲𝗻𝘇𝗮 nasce dall'incontro tra l'esperienza di 𝘈𝘵𝘵𝘪𝘭𝘪𝘰 𝘔𝘪𝘤𝘰𝘯𝘪, Formatore Formatori EsCAC, con il contributo di 𝘚𝘢𝘳𝘢𝘩 𝘔𝘪𝘤𝘰𝘯𝘪, Psicologa e specializzanda all'ultimo anno in Psicoterapia della Gestalt.
Un dialogo tra sapere cinofilo e sapere psicologico che propone una interpretazione della relazione fondata sull'appartenenza, sulla presenza e sulla comprensione dei processi che emergono nell'incontro tra cane, familiari umani e professionista.

Questo percorso non nasce oggi. Ma dopo anni di studio, contaminazione e di osservazione diretta sul campo.

Con il libro Il cane: tu, io, noi, ho descritto i fondamenti teorici. Attraverso il manuale Il cane: noi, in scena ho reso applicabili i principi attraverso strumenti di osservazione e di intervento. Il Corso Educatori in prossima partenza, i percorsi di professionalizzazione e i futuri progetti formativi che stiamo costruendo insieme a un gruppo di professionisti straordinari hanno l'obiettivo di dare struttura operativa a questa visione.

𝙐𝙣 𝙘𝙖𝙢𝙢𝙞𝙣𝙤 𝙘𝙝𝙚 𝙥𝙧𝙤𝙫𝙖 𝙖 𝙩𝙚𝙣𝙚𝙧𝙚 𝙞𝙣𝙨𝙞𝙚𝙢𝙚 𝙩𝙚𝙤𝙧𝙞𝙖 𝙚 𝙥𝙧𝙖𝙩𝙞𝙘𝙖, 𝙧𝙞𝙛𝙡𝙚𝙨𝙨𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙚 𝙞𝙣𝙩𝙚𝙧𝙫𝙚𝙣𝙩𝙤, 𝙧𝙚𝙡𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙚 𝙘𝙤𝙢𝙥𝙚𝙩𝙚𝙣𝙯𝙖.

Dal saper essere, al saper riconoscere, per arrivare al saper fare.

Siamo particolarmente felici che questi percorsi siano stati riconosciuto da FICSS PRO come atti formativi di interesse professionale nell'ambito della cinofilia specialistica.

Attilio e Sarah Miconi

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