Metatron Centro Veterinario Olistico

Metatron Centro Veterinario Olistico Centro veterinario di Medicina integrata. Salute e Benessere degli animali con l'utilizzo di Medicin

Il centro Metatron nasce dall'idea di creare un punto di riferimento per tutti coloro che cercano un medico veterinario che possa prendere in carico l'animale nel suo complesso, fisico, mentale e relazionale, utilizzando diversi strumenti terapeutici, in un concetto di medicina integrata, per favorire il benessere e la salute psicofisica. La salute è molto di più del naturale funzionamento di tutt

i gli organi e apparati, l'insieme è più della somma delle sue parti, il lato mentale, emozionale e relazionale gioca un ruolo fondamentale nel mantenimento e nel ripristino di un equilibrio psicofisico. I disturbi fisici e comportamentali vengono presi in carico, in un concetto di prendersi cura e non solo di curare, e trattati con strumenti quali l'omeopatia, l’agopuntura, l'osteopatia, la floriterapia, l'alimentazione naturale e altro ancora. Metatron è stato ideato per fornire un ambiente rilassante, accogliente e professionale per gli animali che hanno bisogno di un aiuto medico, ma anche per le persone che li accompagnano, che stanno affrontando un momento particolarmente delicato e necessitano di un sostegno qualificato.

Occuparsi di disturbi della Mente richiede Rispetto e Gentilezza 💜✨
16/05/2026

Occuparsi di disturbi della Mente richiede Rispetto e Gentilezza 💜✨

Tutti ringraziano Trieste. Ma la rivoluzione era già finita a Gorizia.

Il 16 novembre 1961 Franco Basaglia, 37 anni, varcò per la prima volta il cancello del manicomio provinciale di Gorizia. Disse che sentiva odore di morte — lo stesso che aveva respirato in carcere da giovane, da antifascista.

Dentro c'erano circa 650 persone. Testa rasata, pigiami identici, nessun effetto personale. Reparti sprangati. Contenzioni meccaniche. Elettroshock senza consenso. Non era una struttura sanitaria: era una struttura di controllo.

Basaglia aveva 37 anni e nessuna intenzione di amministrare quella roba.

Nei mesi successivi cominciò a smontare il sistema pezzo per pezzo. Prima le camicie di forza, abolite. Poi i letti di contenzione, rimossi. Poi i cancelli dei reparti, aperti. Le reti metalliche che separavano il manicomio dalla città — abbattute fisicamente, non metaforicamente.

E poi la cosa più radicale: le assemblee. Pazienti, medici, infermieri, volontari seduti insieme a discutere le regole, i conflitti, i permessi, le dimissioni. Il malato smise di essere un oggetto da custodire. Diventò qualcuno che parlava.

Aspetta, perché qui arriva il bello.

Quell'approccio funzionò. Il numero dei ricoverati cronici a Gorizia cominciò a scendere — in modo consistente, negli anni. Non perché li rimandassero a casa senza supporto, ma perché il modello di cura stava cambiando davvero.

Gorizia divenne un caso. Jean-Paul Sartre venne a visitare il manicomio e ne scrisse. Delegazioni arrivavano da tutta Europa a vedere cosa stava succedendo in questa piccola città di confine.

Nel 1968 quell'esperienza fu raccolta in un libro pubblicato da Einaudi: L'istituzione negata. Rapporto da un ospedale psichiatrico. Un volume corale — voci di pazienti, infermieri, medici, verbali di assemblee — curato da Basaglia con l'équipe goriziana e con Franca Ongaro Basaglia. Scosse l'Europa. Rese visibile quello che si nascondeva dentro i manicomi di mezzo continente.

Spoiler: la storia non finisce a Gorizia.

Dal 1971 Basaglia si spostò a Trieste, dove portò il modello goriziano a scala industriale: Centri di salute mentale territoriali, cooperative di lavoro per i pazienti, case-famiglia. Il manicomio di Trieste fu il primo in Europa ad essere di fatto chiuso, prima ancora che esistesse una legge che lo imponesse.

E quella legge arrivò il 13 maggio 1978 — la legge 180, la prima al mondo a sancire per via legislativa la chiusura dei manicomi come istituzione. Niente più ospedali psichiatrici, niente più ricoveri coatti a vita: solo servizi territoriali, solo persone con diritti.

Senza Gorizia non c'era Trieste. Senza Trieste non c'era la legge 180. Senza la legge 180, l'Italia avrebbe aspettato decenni quello che il resto del mondo avrebbe copiato da lei.

In breve:
Il 16 novembre 1961 Basaglia prese la direzione del manicomio di Gorizia con 650 ricoverati, contenzioni e reparti sbarrati.
In pochi anni abolì la contenzione meccanica, aprì i reparti e istituì assemblee con pazienti e personale — il modello funzionò e i ricoveri scesero.
Quell'esperienza generò il libro L'istituzione negata (Einaudi, 1968) e ispirò la legge 180 del 1978: la prima legge al mondo a chiudere i manicomi.

Un meraviglioso cuore rosso ♥️
12/05/2026

Un meraviglioso cuore rosso ♥️

11/05/2026

Questa è la realtà, purtroppo…

Floriterapia australiana Una essenza per ogni emozione 💜✨
29/04/2026

Floriterapia australiana
Una essenza per ogni emozione 💜✨

I gatti 💜✨
27/04/2026

I gatti 💜✨

Il Paradiso aveva un problema di code.
Seppur gli uomini avevano capito di dover morire, nessuno arrivava preparato. Si presentavano con valigie piene di giustificazioni, faldoni di buone intenzioni, diplomi, medaglie, fotografie ritoccate, lettere di referenza firmate da persone ancora vive.

Il portone era immenso, di madreperla e silenzio. Sopra c’era scritto: INGRESSO. Sotto, più piccolo: SIATE SINCERI, TANTO LO SAPPIAMO GIÀ.

Tutti si aspettavano San Pietro.

Invece su uno sgabello di vimini dormiva un gatto rosso, enorme, con un orecchio smangiucchiato e gli occhi di chi aveva visto tutto e si era annoiato quasi di tutto. Sul collare c’era una targhetta:
RUGIADA
Custode provvisorio.

Quando si svegliava, sbadigliava come un terremoto e chiamava il successivo battendo la coda sul pavimento.

"Avanti il numero centoventidue."

Un banchiere si fece avanti lisciandosi il nodo della cravatta.

"Ho costruito ospedali, donato milioni, finanziato opere pie."

Rugiada lo fissò.

"Come trattavi i camerieri?"

"Come scusi?"

"I camerieri. Quelli che ti portavano il caffè, l’acqua, il conto, mentre eri occupato a sentirti importante."

"Beh… pretendevo efficienza."

"Cioè?"

"Una volta ho lanciato un cucchiaino."

Rugiada girò una piccola ruota con scritto NUVOLE / RIPASSO / GIÙ.

La freccia si fermò su RIPASSO.

"Torni tra vent’anni. Faccia il barista in autostrada."

Il banchiere protestò, ma due cherubini lo accompagnarono via con la cortesia feroce degli addetti aeroportuali.

La fila avanzò.

Una signora elegantissima dichiarò di aver recitato il rosario ogni sera per cinquant’anni.

"Bene" disse Rugiada. "Hai mai dato da mangiare a qualcuno che non poteva ricambiarti?"

La signora esitò.

"Una volta al pappagallo di mia sorella."

RIPASSO.

Un professore di morale illustrò le sue pubblicazioni.

"Hai mai chiesto scusa a un bambino?"

"Per quale motivo avrei dovuto?"

"Appunto."

RIPASSO.

Un influencer arrivò con un seguito di luci e truccatori.

"Io ho portato gioia a milioni di persone."

"Mostrami un momento in cui eri triste e non l’hai monetizzato."

Silenzio.

GIÙ.

La coda mormorava. C’era chi diceva scandalo, chi chiedeva l’avvocato, chi sosteneva che un gatto non avesse alcuna autorità spirituale.

Rugiada si leccò una zampa.

"È incredibile", disse senza guardare nessuno "come vi fidiate di chi urla e diffidiate di chi osserva."

Poi arrivò un uomo piccolo, con una giacca lisa e mani da manutentore. Stringeva il cappello come se potesse scappargli.

"Nome?"

"Ernesto."

"Professione?"

"Un po’ di tutto. Aggiustavo ascensori."

"Religione?"

"Nei momenti storti divento praticante."

Qualcuno rise in fila. Rugiada no.

"Hai fatto del bene?"

Ernesto ci pensò a lungo.

"Nulla di speciale. Ho riportato portafogli trovati. Ho cambiato lampadine a vicini che non mi salutavano. Ho tenuto il cane della signora del quinto quando lei stava in ospedale. Ho fatto addormentare mio figlio quando aveva paura dei tuoni. Ho portato mia moglie al mare l’ultima domenica, anche se non avevo soldi per la benzina. Però ho anche sbagliato parecchio."

"Come trattavi i camerieri?"

"Con imbarazzo. Ho fatto quel lavoro da ragazzo."

"Gli animali?"

"Meglio delle persone, certi giorni."

"I bambini?"

"Con pazienza, tranne quando ero stanco. E me ne pentivo subito."

"Le persone sole?"

Ernesto abbassò gli occhi.

"Da mia madre sono arrivato tardi troppe volte, dopo che era rimasta sola. Però negli ultimi anni andavo ogni sera a giocare a carte con lei. Anche quando barava."

Rugiada restò in silenzio.

Poi saltò giù dallo sgabello, gli girò intorno, annusò le scarpe consumate, si fermò davanti a lui e gli posò una zampa sulla caviglia.

Il portone si aprì con un rumore di vento tra gli alberi.

Dall’interno arrivava profumo di sugo, libri antichi, lenzuola pulite, pioggia estiva e qualcosa che ognuno riconosceva senza saperlo nominare.

Ernesto scoppiò a piangere.

"Scusi", balbettò. "È che non pensavo…"

"Nessuno pensa", disse Rugiada. "È una delle vostre caratteristiche principali."

Ernesto rise tra le lacrime.

"Posso chiedere una cosa?"

"No, ma lo farai lo stesso."

"Ci sono… quelli che ho perso?"

Il gatto guardò oltre il portone.

"Ti stanno aspettando da un po’. Una si lamenta già."

Ernesto entrò correndo.

La fila, improvvisamente, si fece seria.

Dopo ore arrivò una ragazza giovane, con occhi stanchi e mani vuote.

"Io non credo di meritare niente", disse subito. "Ho fallito quasi tutto."

"Racconta."

"Ho avuto paura spesso. Ho lasciato persone che amavo prima che lasciassero me. Ho mentito. Ho perso tempo. Ho pensato male di chi soffriva più di me. Però… ogni inverno mettevo coperte fuori per i gatti randagi. E chiamavo mia nonna tutte le sere, anche quando non avevo voglia. E una volta ho passato la notte con una sconosciuta al pronto soccorso perché tremava da sola."

Rugiada chiuse gli occhi.

"Perché lo hai fatto?"

"Non lo so."

"Ottima risposta."

Il portone si aprì.

La ragazza rimase ferma.

"Ma io non sono pronta."

"Nessuno lo è mai. Entrate sempre con il pigiama dell’anima."

Quando passò accanto a lui, si chinò istintivamente ad accarezzarlo.

Rugiada si ritrasse di scatto.

"Non esageriamo con la confidenza."

Lei rise, per la prima volta dopo anni.

Quando la fila finì, il cielo si spense di un azzurro più scuro. Rugiada tornò sullo sgabello. Dal fondo del Paradiso una voce chiamò: "Vieni dentro, è pronta la cena!"

Il gatto alzò gli occhi.

"Arrivo."

Ma non si mosse.

Guardò il vuoto da cui sarebbero arrivati altri, domani e per sempre. Sospirò.

Poi parlò a nessuno, o forse a tutti.

"Continuano a pensare che il giudizio sia una sentenza. È solo una domanda fatta bene."

E si rimise a dormire.

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La scienza procede e la medicina evolve
25/04/2026

La scienza procede e la medicina evolve

Puoi guarire corpo e mente con i Campi Magnetici. La fisica quantistica dimostra che Tesla aveva ragione

Oggi si pensa ai campi magnetici a livello medico solo come uno strumento diagnostico, ma la medicina, soprattutto in Germania
ed Inghilterra, si sta nettamente orientando verso le nuove applicazioni terapeutiche che le scoperte della fisica quantistica stanno portando alla luce.

Lo stesso Tesla più di 100 anni fa ne era a conoscenza e le provò su sé stesso. Come riportato nel libro di Edoardo Segato, Tesla – Lo Scienziato Contro:

“Nel corso delle sue ricerche Tesla comprese il valore stimolante e terapeutico delle alte frequenze e dei relativi campi magnetici sull’uomo, ma non brevettò mai nessun metodo o apparecchio. Si limitò ad annunciarne la scoperta nel 1892-93 nelle conferenze che tenne tra Europa e America. Tesla espose tutta una serie di possibili soluzioni terapeutiche non invasive. Tra questi c’era un trattamento magnetico, oggi uno dei metodi più all’avanguardia. Sono in molti a sostenere che entro breve sarà accessibile per tutti una medicina molto diversa, più radicale e meno invasiva, “senza fili”, e soprattutto senza farmaci e senza aghi.

Tesla sviluppò infatti un modello di bobina di piccola taglia, definita anche “oscillatore terapeutico” che fu richiesto in molti ospedali da un elevato numero di specialisti e di medici che volevano sperimentarne gli effetti e indagarne l’interazione con il corpo umano dei campi magnetici.

Abbiamo già visto come Tesla stesso avesse già effettuato test medici con le sue innumerevoli apparecchiature. Dopo l’incendio del laboratorio di East Houston Street l’inventore scampò alla depressione grazie alle innumerevoli ore di scariche elettriche rigeneranti a cui si sottopose giornalmente.”

Per chi non ne ha mai sentito parlare può sembrare strano ma chi è del settore conosce molto bene questo argomento. Un mio amico sta lavorando ad un progetto contro la malaria, la cui sperimentazione sarà ultimata a breve ma già i risultati sono sorprendenti: in una gabbia di Faraday viene emessa una piccola forza elettromagnetica che in una o due sedute a seconda del grado di gravità, distrugge il plasmodio all’interno del globulo rosso. E’ meraviglioso, ma è incredibile che nessuno ne parli.

Il Dott. Piergiorgio Spaggiari, fisico e medico di Milano, già docente universitario e ricercatore del CNR, in un’intervista a Scienza&Conoscenza spiega:

“A partire dalla scoperta della Risonanza Magnetica Nucleare, oggi è dimostrato che immergendo un corpo umano all’interno di un campo magnetico ottenuto dalla somma di un campo magnetico permanente ed un campo magnetico variabile, le cellule dell’organismo ubbidiscono alle sollecitazioni del campo magnetico generato.

Il comportamento è analogo per tutti gli esseri viventi: vegetali, animali, uomo e donna. Si tratta di una grandissima scoperta, in quanto prima si riteneva che la medicina fosse unicamente basata su reazioni di tipo biochimico mentre così si è dimostrato che le cellule sono soggette anche a reazioni di tipo biofisico.

Per quanto riguarda la terapia, io utilizzo una macchina di Risonanza Ciclotronica sviluppata da alcuni fisici italiani ma basata su un principio scoperto da un fisico russo, Liboff, per cui una cellula dell’organismo umano è in grado di riassorbire ioni persi se immersa in un campo magnetico permanente ultra debole al quale viene sommato un campo magnetico variabile la cui frequenza è pari alla frequenza di rotazione dello ione che deve essere riassorbito. L’intensità dei campi è molto bassa, dell’ordine di grandezza del campo elettromagnetico terrestre.”

Quando incontrai il Dott. Spaggiari di persona mi disse come ad esempio si può curare una persona che soffre di osteoporosi semplicemente immergendola in un campo magnetico “alla frequenza dello ione calcio”. Come puoi intuire le implicazioni di queste scoperte, che si basano sulla nuova fisica quantistica, sono immense.

Qualche tempo fa fece molto scalpore l’articolo MBST: Nuova tecnologia cura osteoporosi e artrosi con campi magnetici! in cui si affermava: “Cura l’osteoporosi e l’artrosi senza inserire protesi. Rigenera i tessuti cartilaginei, aiuta nella ricomposizione delle fratture. Non solo. Evita l’assunzione di farmaci antidolorifici e antiinfiammatori necessari dopo l’inserimento delle protesi e dimezza i tempi della riabilitazione, fatta solo se strettamente necessaria. Non si tratta di una pozione magica ma della tecnologia MBST®, ossia terapia a risonanza magnetica nucleare. La tecnologia, sviluppata in Germania 15 anni fa, utilizzata in 300 centri riabilitativi tedeschi e in paesi come Austria, Inghilterra, Turchia, Israele è semi sconosciuta in Italia.” Alla luce di quello che abbiamo detto finora è chiaro che non è magia, ma è la nuova medicina.

Basta fare una ricerca su internet e scoprire che ci sono tantissimi centri in Italia che fanno uso della magnetoterapia, di cui al momento i principali campi di applicazione sono:

Patologia dell’apparato muscolo scheletrico

Osteoporosi

Reumatologia (tutte le affezioni di natura infiammatoria)

Patologia vascolare, flebopatie ed arteriopatie

Dermatologia

Chirurgia (azione cicatrizzante)

Neurologia

Ginecologia

Oncologia

Il Prof. Carlo Ventura, direttore del laboratorio di biologia molecolare e bioingegneria delle cellule staminali presso l’istituto di cardiologia dell’università di Bologna, in stretta collaborazione con Università della California, afferma che le cellule, come tutto l’universo, vibrano e, facendo ascoltare le giuste frequenze alle cellule staminali, queste ultime possono essere istruite per divenire cellule specifiche dei nostri organi. Il campo magnetico può dunque innescare la guarigione. Nell’articolo Le frequenze che guariscono – L’antica medicina del futuro ho descritto come in passato fossero stati molti coloro che hanno realizzato generatori di frequenze (e quindi campi magnetici) ad uso medico riuscendo anche a curare il cancro con incredibile successo.

Più persone sono al corrente di queste informazioni vitali per la nostra salute, più facilmente questa nuova conoscenza potrà prendere piede nella classe medica. Questa è la medicina del futuro che tutti noi vogliamo per il nostro

È tutto collegato La Medicina è Una Impariamo a guardare da più punti di vista
03/04/2026

È tutto collegato
La Medicina è Una
Impariamo a guardare da più punti di vista

Lo stress emotivo come fonte di infiammazione della pelle...

È ormai un’evidenza clinica consolidata, oltre che un’esperienza empirica comune, come il distress psicologico e la sofferenza psichica siano strettamente correlati alle manifestazioni dermatologiche.
Sebbene per lungo tempo la dermatologia accademica abbia mostrato una certa resistenza nell'annoverare lo stress tra i fattori eziologici primari delle flogosi cutanee, l’approccio della Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) ne ha sempre descritto i meccanismi biochimici.
Avevamo già ipotizzato, infatti, l'esistenza di un asse dello stress intrinseco alla pelle, in cui la noradrenalina secreta dalle fibre nervose periferiche agisce alterando l'omeostasi immunitaria locale, innescando quei processi infiammatori alla base delle principali dermatosi.

Oggi, una ricerca sperimentale pubblicata su Science (Tian et al., 2026) fornisce la prova molecolare di questo legame. Lo studio dimostra come lo stress psichico attivi il sistema nervoso simpatico il quale, attraverso il ganglio stellato, stimola il rilascio cutaneo di chemochine.
Queste molecole reclutano selettivamente gli eosinofili, cellule immunitarie ad alto potenziale pro-infiammatorio responsabili del danno tissutale.
Sebbene l'evidenza sia stata ottenuta su modelli di dermatite atopica, è altamente probabile che tale meccanismo rappresenti il substrato patogenetico comune anche per psoriasi e orticaria.

In questo scenario, la gestione dello stress non può prescindere da un intervento integrato che includa la nutrizione clinica. L'alimentazione, infatti, gioca un ruolo cruciale nella modulazione del cortisolo, l'ormone dello stress:

Regolazione glicemica: Il consumo di carboidrati complessi a basso indice glicemico evita i picchi di insulina che stimolano ulteriormente la produzione di cortisolo.

Supporto micronutrizionale: L'apporto di acidi grassi Omega-3 e di alimenti ricchi di magnesio e vitamina C contribuisce a stabilizzare la risposta surrenalica, riducendo la reattività del sistema nervoso simpatico.

Equilibrio del microbiota: Una dieta ricca di fibre prebiotiche sostiene l'asse intestino-cervello-pelle, limitando la traslocazione di endotossine che potrebbero esacerbare l'infiammazione sistemica.

Appare dunque evidente la necessità di una convergenza tra psicologia e medicina: agire sulla modulazione dello stress e sull'assetto nutrizionale non è più un'opzione complementare, ma un pilastro terapeutico fondamentale per il ripristino dell'integrità cutanea.

Grazie A nome anche di tutti gli altri animali 💜✨
31/03/2026

Grazie
A nome anche di tutti gli altri animali 💜✨

L’approccio al paziente integrato, olistico e personalizzato ha sicuramente maggiori possibilità di essere di aiuto ✨Pre...
29/03/2026

L’approccio al paziente integrato, olistico e personalizzato ha sicuramente maggiori possibilità di essere di aiuto ✨
Prendersi cura è differente dal solo curare
Nel campo terapeutico il terapeuta è parte integrante, per questo il lavoro su se stessi è il primo gradino per chi si occupa della Salute degli altri ✨

Il ruolo del Medico veterinario nell’accompagnamento dell’animale e della famiglia è fondamentale ✨
31/01/2026

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Come ci si prepara al momento dell’eutanasia o della morte naturale? E come si preparano i veterinari per sostenere le famiglie. Lifeanimal ha parlato con un comportamentalista

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