13/03/2026
Comunicato stampa.
Il CAVAA (Coordinamento Associazioni Volontari Abruzzesi Animali e Ambiente)nella giornata di ieri, alla Commissione di Vigilanza del Consiglio Regionale, ha presentato una chiara e forte denuncia riguardo alla gestione dei canili privati in Abruzzo, evidenziando criticità e presunti illeciti amministrativi. La presidente Rosita Rossi ha sottolineato che il problema non è solo di natura etica, ma anche economica, poiché le limitazioni imposte agli ingressi riduce i percorsi di adozione, togliendo di fatto il sacro santo diritto di ogni cane di avere l’opportunità di essere adottato, nonché di riflesso un danno erariale per i Comuni paganti. A tal proposito fa riferimento al Ministero della Salute con il decreto del 14 febbraio 2025, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7 luglio 2025 numero 155, che per quanto riguarda i criteri da applicare per la gestione delle strutture di ricovero per animali fa riferimento al Manuale di gestione dei canili rifugi, redatto dall’ Izs.
Al capitolo Adozioni dice: “Gli orari di apertura al pubblico siano tali da far sì che i visitatori dispongono di lunghi tempi di accesso soprattutto durante i giorni festivi il canile deve essere il luogo nel quale le famiglie possono recarsi per conoscere gli animali e sviluppare in tutta tranquillità la loro scelta di adozione”
Normativa che non viene assolutamente rispettata dagli Asili privati principalmente che hanno orari di apertura al pubblico ridicoli e limitanti.
Il rischio dell’ effetto peggiorativo dell’ Emendamento Verrecchia, approvato in Consiglio Regionale del 18 Novembre 2025 ,che ha addirittura ridotto le possibilità di ingresso nei canili, come preventivamente segnalato dal CAVAA e le altre Associazioni operanti d’ Abruzzo risulta coerente con un reale peggioramento operativo che si è ripercosso su tutta la Regione.
Il CAVAA ha portato all’ attenzione della Commissione dati rilevanti frutto di uno studio, redatto dalle associazioni dell’Abruzzo, in particolare la Lida Ortona, basato sul sistema informativo nazionale di animali da compagnia, registro informativo di tutte le strutture di ricovero dell’Abruzzo. Da questo studio emerge che:
la provincia dell’Aquila ospiterebbe il 41,5% dei cani presenti nei canili dell’intero Abruzzo; nel periodo 2006–2024 il tasso di mortalità per 100.000 abitanti arriverebbe a sfiorare 1.500 unità, contro circa 100 a Pescara, 200 a Teramo e 500 a Chieti. Per il CAVAA l’anomalia impone verifiche immediate su cause, prassi, controlli e tracciabilità.
Il Coordinamento richiama le responsabilità dei Sindaci e chiede interventi immediati: controlli su convenzioni e prassi, stop agli ostruzionismi, dati pubblici e tracciabili su ingressi, adozioni, decessi, permanenza media e costi, oltre all’attivazione di prevenzione e di un presidio veterinario H24, oggi assente anche per la mancata convenzione strutturata tra Università e ASL.
Le principali richieste del CAVAA sono:
– Verifiche immediate sulle convenzioni e sulle prassi di gestione;
– Controlli sull’ostruzionismo segnalato e sulla ricaduta economica complessiva per i Comuni;
– Attivazione di un ospedale veterinario H24 in Abruzzo;
– Maggiore trasparenza e tracciabilità nella gestione dei fondi.